Alex Zanardi, 46enne bolognese (come Lucio Dalla), ex-pilota di Formula 1 e Indycar e campione paralimpico di Handbike, ha dichiarato tutto lo stupore suscitato da Napoli in occasione della presentazione della partenza del Giro d’Italia 2013. Ecco i passaggi salienti dell’intervista rilasciata al quotidiano “Il Mattino”.
Un’emozione ancora, per lei, Zanardi, ieri mattina, a Napoli…
«Vi dico subito, un’emozione grandissima e vi spiego il perché. Voi non ci crederete, ma io non ero mai venuto, nella mia vita, a Napoli. Ho girato il mondo, di pista in pista e corsa in corsa, ma Napoli mi mancava. Succede di non conoscere il meglio, giusto? Ieri, è stata per me e mia moglie Daniela, la prima volta. Ed è stata una scoperta, una commozione indicibile».
Lo spettacolo naturale, fra l’altro, in una giornata di sole incredibile.
«Ma no, non solo questo, che è importante certo con lo scenario del golfo e del Vesuvio, e però in fondo secondario. Io ho imparato a Napoli la civiltà del sorriso, incredibile. Ieri, dovunque, sui visi della gente ho visto dipinto il sorriso. La gente che attraversava in un punto sbagliato e ti chiedeva scusa con un sorriso. Nei bar, dinanzi al piatto di spaghetti preparato, le persone che sfioravi, tutte indossavano un sorriso, non sai se di gentilezza o già di amicizia. Sì, mi sbaglierò forse, però di vita e gente ne ho viste, lo sapete, ma a Napoli ho ritrovato dominante la cultura del sorriso».
Forse è solo lei, Zanardi, che ha un gran cuore.
«No, è che ieri a Napoli e fra le biciclette ho compreso un’altra volta che in auto correvo da solo, forse solo accompagnato dall’attenzione del mio team e dalla apprensione dei miei cari. E in handbike, invece, ho davvero mezz’Italia che mi accompagna».
Lei ha vinto l’oro olimpico, ha vinto la Maratona di New York, ma forse l’Italia intera la ama appunto per la profonda sensibilità verso gli altri, non crede?
«Ma vincere credete che sia davvero così importante, che cambi la vita? È fondamentale regalare un aiuto, una speranza alle persone. ”Inspire a generation”, come dice il nostro movimento, questo sì. Regalare un sorriso, come fa questa città».
Napoli, ieri, per la prima volta. E domani?
«Guardi, io mi auguro davvero, con il sindaco De Magistris, Gianni Bugno e gli amici della Gazzetta, di essere a Napoli anche alla partenza vera del Giro, a maggio dell’anno prossimo. Anzi, ve lo richiedo quasi. Le emozioni che lasciano senza fiato, come quelle di via Caracciolo, ieri, vanno raddoppiate. Arricchiscono infinitamente».
“Unione Mediterranea”. È questo il nome del nuovo movimento politico nato alla Stazione Marittima di Napoli, nel corso di un’assemblea con oltre 600 presenti. Dopo una selezione tra oltre cento proposte è stato battuto al fotofinish il nome “Primavera Mediterranea”. L’assemblea ha votato e definito la Carta dei principi basati sul ripudio del razzismo, della difesa dei valori meridionali e della verità storica, e un Coordinamento provvisorio con 44 componenti tra indipendenti e una ventina di gruppi e movimenti organizzati. Alle votazioni hanno partecipato anche 200 persone collegate via web.
Il nome, la carta dei principi, i coordinatori: prende vita a Napoli il movimento politico meridionalista partendo da da tre NO: al razzismo, alla mafia e alla violenza. E per il riscatto del Sud. Oltre venti gruppi meridionalisti e centinaia tra imprenditori, intellettuali, cittadini e associazioni, si sono dati appuntamento a Napoli per riprendere il
Angelo Forgione – Lungi da chi scrive difendere i soliti violenti, sempre di più, che si scannano col pretesto di una partita di calcio, ma meritano una revisione gli incidenti verificatisi Sabato 17 Novembre in via Caldieri, all’uscita della tangenziale del Vomero, dove è transitato un bus che stava portando decine di tifosi del Foggia allo stadio “Arturo Collana” per la partita con il CTL Campania valevole per il Campionato Nazionale Dilettanti. Le accuse sono piovute sui tifosi napoletani incolpati di una vile aggressione. Si è detto che gli ultras napoletani (?) hanno teso un agguato premeditato ai tifosi foggiani danneggiando il loro autobus e dando fuoco alle auto.
Immotivata? A vedere il video ripreso da uno stabile sulla strada si può avere un’indicazione sull’accaduto. Partiamo dal presupposto che è verosimile che chi ha documentato la cosa non era li fuori al balcone e sia stato attirato dai rumori. È altrettanto verosimile quindi che prima di accorgersi di quanto stava avvenendo e poi prendere la telecamera sia passato qualche minuto. Il filmato mostra chiaramente in partenza che il pullman dei tifosi foggiani è fermo, preceduto da un paio di furgoncini bianchi di cui uno a bloccare il traffico. Proprio da quei furgoncini sono già scesi altri tifosi foggiani che visibilmente sono radunati sul fianco destro dell’autobus intenti a danneggiare alcuni scooter sotto tiro sul lato della strada, rovesciati e fatti oggetto di colpi con corpi contundenti. A 0:03 si vede chiaramente un uomo mentre sferra tre randellate ad uno dei motoveicoli per poi rientrare a bordo del pullman, e questo dimostra che è un foggiano. Non si riesce a capire se uno di loro abbia già inoltrato un fumogeno in una vettura condotta da un passante napoletano capitato li per caso e sfortuna, fermo in coda, che di li a poco vedrà la sua automobile andare in fiamme; o se lo farà qualcun altro scambiandolo per pugliese. Sta di fatto che i tifosi foggiani si sono spinti quasi fino alla rotonda, tant’è che a 0:06 si vede un uomo correre sul marciapiede per risalire sull’autobus dopo aver notato l’arrivo dei napoletani. A quel punto spunta dal fondo della strada, proveniente dalla rotonda, un’adunata locale richiamata da quella violenza gratuita che evidentemente già durava da qualche minuto. Anch’essi armati di mazze che corrono in direzione dei foggiani i quali, capito il pericolo, se la danno tutti a gambe rientrando di corsa sia a bordo del pullman già in movimento che del furgoncino bianco (cosa che si vede benissimo). Quando i napoletani raggiungono l’automezzo più grande lo colpiscono mentre l’autista mette tutti in salvo.
Angelo Forgione – “A reti unificate”, questo è il titolo dalla nuova trasmissione messa su dal dal Consorzio CMG formato dalle quattro emittenti regionali Canale 8, Canale 9, Canale 21 e Televomero (anche streaming su canale21.it) che fanno squadra per produrre un contenitore di attualità, politica, cultura e cronaca incentrato sui temi del Sud. Finalmente, si direbbe. Interessante e innovativo, ma subito si scopre che c’è qualcosa, troppo, che non va. A cominciare dal conduttore, Alessandro Cecchi Paone che smette le vesti di divulgatore scientifico e s’infila i vestiti del divulgatore meridionalista. Sembra tutto armonioso nell’interpretazione del ruolo, il suo calarsi nella parte di cittadino del Sud che propriamente non è, i suoi interrogativi identitari agli ospiti («ma cosa vogliono da noi i settentrionali?»). È chiaramente una forzatura che viene a galla ben presto.
Durante il volo che mi ha portato a Napoli dagli Stati Uniti insieme a tutta la mia famiglia ero nervoso, travolto da molte domande e riempito di un sentimento di eccitazione. Non vedevo l’ora di far visita ai miei parenti e conoscere l’antica città di cui avevo letto tanto. Avevo sentito parlare bene e male di Napoli, ma ho voluto vivere la città di persona e rendermene conto personalmente.
Angelo Forgione – Confronto radiofonico a “la Radiazza” con Gigi Esposito del duo “Gigi & Ross” sui
Nuovo trash-show al “Cristina Parodi Live” dove già qualche settimana fa era andata in scena 