L’accusa a Lavezzi che nessuno ha mosso
riflessioni personali sul rispetto per i Napoletani
Angelo Forgione – Da sempre, ho assistito alle offese contro la gente di Napoli e alla città senza che mai un sindaco o una personalità di rilievo pretendesse scuse e riguardo. Ecco perchè in questi anni ho promosso battaglie e discussioni a livello nazionale contro chi ci ha offeso, ottenendo spesso il dovuto RISPETTO per TUTTI i Napoletani, e non è il caso di fare l’elenco autorefenziale. La mia opera ha suscitato l’interesse di tanti Napoletani veraci, famosi e non, qualcuno dei quali ha persino formulato pubblicamente all’attuale amministrazione cittadina la proposta di mutuare in qualche modo la mia esperienza con un ufficio comunale curato da un avvocato che quereli chiunque offenda la nostra città.
Ma ora che, per COERENZA, ho analizzato (e non attaccato) un inconsapevole e innocente passo falso di un osannato giocatore del Napoli, leggo sui vari forum e non solo cose indecenti sulla mia persona, sulla mia professionalità e sulla mia reputazione. Tutto quello che ho fatto fin qui è stato a volte dettato da mie intuizioni ma talvolta, anzi spesso, anche dalle copiose segnalazioni, proteste e testimonianze di indignazione alle quali ho dato un seguito solo dopo aver visionato e verificato con i miei occhi e con la mia ottica quanto sottopostomi. E a dimostrazione di un vittimismo da evitare, molte volte ho ridimensionato quanto segnalato. Ho insomma dato sfogo alla mia indignazione ma ho anche tastato il polso alla gente, e l’ultimo caso è nato proprio dalle telefonate ricevute appena il fatto (non grave) si consumava e dalle decine e decine di messaggi sull’argomento.
Il giudizio di talune persone, in minoranza rispetto a coloro che dimostrano di apprezzare, che hanno espresso un giudizio alla persona e non al fatto, mi costringono a riflettere sull’opportunità di dare seguito al filone culturale di denuncia contro luoghi comuni e attacchi ingiustificati ai Napoletani, per limitarmi alla sola diffusione culturale e alla questione monumentale.
La mia personale opinione è che noi Napoletani saremo sempre schiavi di un’unica fede, quella calcistica, di fronte alla quale la nostra identità e la nostra rispettabilità passano in secondo piano; essere tifosi del Napoli deve significare essere tifosi di Napoli ma se ciò non è, temo che non faremo mai il salto di qualità culturale che potrebbe consentirci di “liberarci” e di ottenere il nostro riscatto sociale.
L’ironia nella vita non deve mai mancare e tutti sanno quanto i Napoletani abbiano insegnato al mondo a ridere. E nella mia sfera privata ho testimonianza di essere apprezzato anche per il mio umore e la mia propensione alla risata. Ma non mi apparterrà mai la filosofia di “È COSA ‘E NIENTE” denunciata drammaticamente dal grande Eduardo e rispolverata da Roberto Saviano per far riflettere su quello che è di fatto il più grande limite dei Napoletani: il non riescire a capire la differenza tra autoironia e autolesionismo.
Napoli non può essere difesa se non dai Napoletani, molti dei quali non ne hanno alcuna voglia.
Chiudo queste riflessioni col videoclip di “RISPETTO” che racchiude la filosofia operativa di V.A.N.T.O. ben raccolta e musicata dal bravissimo Danilo Belsino.

Edifici ottocenteschi e palazzi antichi, anche se negli anni un lato della piazza è stato deturpato dallo sviluppo edilizio moderno. Ma il toponimo è quello di allora, quando la mediterranea Valencia omaggiò Napoli, intesa come Regno di Napoli, e la Sicilia, ossia Regno di Sicilia; insomma, le Due Sicilie.
Discriminazione assicurativa, altro che chiacchiere! La RC auto a Napoli può costare anche il 150% in più rispetto a Milano. La spiegazione ufficiale per quest’aberrante differenza di trattamento è in realtà una falsità facilmente smontabile: a Napoli avvengono più incidenti. L’ISTAT smentisce coi dati ufficiali che raccontano chiaramente come il tasso di incidentalità del capoluogo campano non sia assolutamente superiore alle città del nord e che il tasso di mortalità in Campania sia tra i più bassi in assoluto.








