Su Radio Marte la brutta battuta di Elisa Isoardi
contattato in diretta Franco Di Mare
Angelo Forgione – Elisa Isoardi, puntata 2. Dopo la denuncia della battuta innocente, ma pericolosa sotto il profilo mediatico, fatta a “Unomattina” dello scorso 30 Dicembre, sono personalmente intervenuto a “la Radiazza” di Gianni Simioli su Radio Marte (intervento non registrato) il 5 Gennaio, spiegando il perchè, pur non dovendosi accanire con la bella presentatrice, va comunque denunciato l’atteggiamento leggero con cui una battuta che può essere accettata in privato non può e non deve essere assolutamente fatta in diretta su un’emittente nazionale ammiraglia, chiudendo il mio intervento con le parole di Eduardo con cui si introduce il contributo audiovisivo.
Gianni Simioli, in compagnia dell’astrologo Riccardo Sorrentino, ha contattato Franco Di Mare che non era al corrente della protesta ma, pur stupendosene, ne ha capito subito i connotati quando il presentatore gli ha riferito che il pubblico della trasmissione è “meridionalista convinto”. A quel punto una risata di comprensione seguita da un «lo so (…) mi rendo conto che si tocca un nervo scoperto».
Di Mare ha spiegato che la battuta nasce nell’ambiente familiare della Isoardi che sarebbe fidanzata con un campano, sottolineando ancora di più l’inconsistenza di stereotipi che spesso nascono da uno stato di cose precostituito che a sua volta genera pregiudizio diffuso con lo sdoganamento mediatico come nella fattispecie.
«Tocchiamo nervi scoperti ed Elisa non ha capito che non era il momento per scherzare – ha detto il giornalista napoletano – ma la si perdona». Come dire che la Isoardi, che non ha ancora compreso che una buona parte dei meridionali si stanno svegliando e non dicono più «è cosa ‘e niente», certe battute le faccia a telecamere spente se proprio non riesce a trattenersele.
Attendiamo puntata 3 con la Isoardi in persona, ma anche no. Basta che abbia capito il piccolo-grande errore.
“È stato scritto che esistono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata e una storia segreta dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa. Qual è la vera storia di Napoli?”
Angelo Forgione – E così, dopo “Il Sole 24 Ore” che ci aveva relegato al posto 105 su centodieci province italiane per qualità della vita, “ItaliaOggi” ci spinge ancora più giù, al penultimo posto, almeno a leggere il tredicesimo rapporto realizzato in collaborazione con l’università “La Sapienza”. 


Angelo Forgione – Giorgio Bocca si è spento. Ne ho documentato il lato intollerante, e avrei voluto “assistere” alla notizia in silenzio ma le reazioni sono state forti e non ho potuto non commentare la morte dello scrittore piemontese. La vecchiaia ne aveva evidentemente oscurato l’anima, resa tenebrosa e triste; non viveva più in pace con se stesso oltre che con il paese che ha cercato di raccontare, ma da un punto di vista tutto settentrionale. Bocca soffriva perchè più si inoltrava nella vecchiaia e più sapeva di non poter vedere l’Italia come la sperava. Lanciava strali al Sud e ne era a tutti gli effetti un nemico, e ciò che ha lasciato alla nazione è anche un attacco ai meridionali che non può essere sottaciuto nonostante il doveroso rispetto per la sua dipartita.
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