Riflessioni sui “Forconi”
Angelo Forgione – Centinaia di richieste mi giungono per conoscere il mio pensiero sul “Movimento dei Forconi”. Mi sembra quindi doveroso esprimermi sulla rivolta siciliana che è sintomo emblematico del disagio del popolo. Che sia partito dalla Sicilia è, secondo me, normale perchè le proteste partono sempre dal basso. E quando il basso corrisponde col profondo Sud laddove la questione meridionale è ancora più meridionale, tutto si incastra nel quadro della relazione causa-effetto.
La protesta sta avendo un successo perchè, oltre alla gente, si basa sulla partecipazione degli autotrasportatori che hanno bloccato non tanto le strade quanto i rifornimenti, e in una società in cui viveri e carburanti sono sullo stesso piano di importanza per la sopravvivenza è facile capire che se la protesta dovesse continuare con questi connotati potrebbe causare danni ai poteri forti. Un fenomeno che nasce perchè i carburanti costano troppo, non perchè il popolo del Sud non ha il piatto a tavola o perchè non ne può più di un paese sbilanciato a nord, ed è su questo che bisogna riflettere.
Alcuni focolai si accendono spontanei in altre zone del Meridione ma sono più che altro manifestazioni di malcontento, sfoghi giustissimi di alcune persone pronte a scendere in piazza che difficilmente incontrano la sensibilità di una vasta massa. Si organizzano su Facebook, lanciano il raduno, accolgono le solite adesioni a furia di click e “ci sarò”, per poi ritrovarsi in pochi per strada come nel caso di Pescara (minuto 6:00).
La protesta, oggi come oggi, necessita del blocco dei trasporti per ottenere il risultato siciliano, oppure del coinvolgimento di massa della gente, pronta a sacrificare giornate di lavoro (se c’è) per scendere in piazza ad oltranza, h24, per bloccare le strade. E nel secondo caso, l’identificazione coi forconi sarebbe anche superflua perchè sarebbe la vera rivoluzione.
A chi mi domanda quale sia la situazione di Napoli rispondo che non c’è nessuna delle due componenti; né il supporto degli autotrasportatori che possano generare il blocco, né il fuoco sacro del popolo, ancora troppo distante dal volersi riversare per le strade oltre le facili intenzioni manifestate con i click sui social network. C’è solo il malcontento dei meridionalisti che arriva da lontano e non è una novità.
Per Lunedì mattina è fissato un primo focolaio napoletano a Piazza Garibaldi. Un appuntamento a tempo, dalle 9:00 alle 10:00. E poi dopo? Tutti a lavorare? Immagino che molta gente lo farà anche prima, ma spero di no. Spero cioè di sbagliarmi, e di vedere tanta di quella gente da non aver bisogno di autotrasportatori per avviare una vera rivolta. Che prima o poi, continuando così, sarà comunque inevitabile.
Angelo Forgione – Faccio una premessa. Ho condannato fin da subito il video che ha procurato fastidi al portiere del Napoli Morgan De Sanctis perchè ha gettato ombre infondate su una persona caratterialmente autentica e sempre 
Angelo Forgione – All’indomani della querelle con Arturo Brachetti qualche riflessione è necessaria. Ho avuto uno scambio privato di posta elettronica con il formidabile artista torinese che ha confidato di essere turbato. E così come gli ho sottolineato l’errore, come era giusto fare, così evidenzio l’esagerazione e l’accanimento che da ieri ho letto sulla sua pagina ufficiale Facebook.
Angelo Forgione – Finalmente ci siamo riusciti! L’Italia, dopo cinque mesi di battaglia di V.A.N.T.O., si è finalmente accorta dall’esempio di lealtà di Fabio Pisacane, ben precedente a quello del celebrato Simone Farina. Il nostro
Elisabetta Manini, responsabile delle relazioni esterne della Ternana Calcio spa, ci ha fatto pervenire la soddisfazione del sodalizio umbro per la notizia. Magari presto potremo noi stessi consegnare un “Premio VANTO” al rossoverde in segno di stima per aver mostrato la faccia onesta della vera Napoli.
Angelo Forgione – Statistiche e dati del Ministero degli Interni parlano chiaro: Napoli non è la capitale del crimine. Non può e non deve costituire motivo per supporre che Napoli sia una città serena, ma è sicuramente la conferma che i nodi stanno venendo al pettine. La povertà e l’indigenza stanno risalendo il paese e non sono più esclusiva prerogativa del meridione, e va da sé che micro e macro criminalità si stiano spalmando ormai lungo tutto lo stivale.
Simone Farina, il difensore che denunciò il tentativo di corruzione nell’ambito del filone “calcioscommesse”, continua a ricevere premi. Dopo l’invito a Coverciano da parte di Prandelli, che però ignora il napoletano Fabio Pisacane che ha fatto altrettanto, lunedì sarà a Zurigo ospite della FIFA per la premiazione del Pallone d’Oro 2011. Insomma, Farina unico esempio, e sembra proprio che Pisacane non abbia fatto nulla.