Riflessioni sui “Forconi”

Riflessioni sui “Forconi”

Angelo Forgione – Centinaia di richieste mi giungono per conoscere il mio pensiero sul “Movimento dei Forconi”. Mi sembra quindi doveroso esprimermi sulla rivolta siciliana che è sintomo emblematico del disagio del popolo. Che sia partito dalla Sicilia è, secondo me, normale perchè le proteste partono sempre dal basso. E quando il basso corrisponde col profondo Sud laddove la questione meridionale è ancora più meridionale, tutto si incastra nel quadro della relazione causa-effetto.
La protesta sta avendo un successo perchè, oltre alla gente, si basa sulla partecipazione degli autotrasportatori che hanno bloccato non tanto le strade quanto i rifornimenti, e in una società in cui viveri e carburanti sono sullo stesso piano di importanza per la sopravvivenza è facile capire che se la protesta dovesse continuare con questi connotati potrebbe causare danni ai poteri forti. Un fenomeno che nasce perchè i carburanti costano troppo, non perchè il popolo del Sud non ha il piatto a tavola o perchè non ne può più di un paese sbilanciato a nord, ed è su questo che bisogna riflettere.
Alcuni focolai si accendono spontanei in altre zone del Meridione ma sono più che altro manifestazioni di malcontento, sfoghi giustissimi di alcune persone pronte a scendere in piazza che difficilmente incontrano la sensibilità di una vasta massa. Si organizzano su Facebook, lanciano il raduno, accolgono le solite adesioni a furia di click e “ci sarò”, per poi ritrovarsi in pochi per strada come nel caso di Pescara (minuto 6:00).
La protesta, oggi come oggi, necessita del blocco dei trasporti per ottenere il risultato siciliano, oppure del coinvolgimento di massa della gente, pronta a sacrificare giornate di lavoro (se c’è) per scendere in piazza ad oltranza, h24, per bloccare le strade. E nel secondo caso, l’identificazione coi forconi sarebbe anche superflua perchè sarebbe la vera rivoluzione.
A chi mi domanda quale sia la situazione di Napoli rispondo che non c’è nessuna delle due componenti; né il supporto degli autotrasportatori che possano generare il blocco, né il fuoco sacro del popolo, ancora troppo distante dal volersi riversare per le strade oltre le facili intenzioni manifestate con i click sui social network. C’è solo il malcontento dei meridionalisti che arriva da lontano e non è una novità.
Per Lunedì mattina è fissato un primo focolaio napoletano a Piazza Garibaldi. Un appuntamento a tempo, dalle 9:00 alle 10:00. E poi dopo? Tutti a lavorare? Immagino che molta gente lo farà anche prima, ma spero di no. Spero cioè di sbagliarmi, e di vedere tanta di quella gente da non aver bisogno di autotrasportatori per avviare una vera rivolta. Che prima o poi, continuando così, sarà comunque inevitabile.

Tosel sanziona l’Inter per cori razzisti. Agli ebrei?

Tosel sanziona l’Inter per cori razzisti. Agli ebrei?

tutti sorpresi, ma il caso evidenzia il problema

Angelo Forgione – Tutti sbalorditi! Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel ha sanzionato la FC Internazionale con un’ammenda di 15mila euro “per avere i suoi sostenitori, nel corso della gara, intonato cori costituenti espressione di discriminazione per motivi di origine razziale e territoriale”. Si è scritto che Tosel ha punito l’Inter per i cori razzisti anti-napoletani ma non c’è alcuna certezza che sia effettivamente così. Durante la gara, i sostenitori dell’Inter si sono sfidati con il settore occupato dai genoani, gemellati coi napoletani, a colpi di offese e difese ai partenopei. Ma non è detto che la sanzione sia riferita a questa becera manifestazione visto che gli interisti hanno intonato tristi cori anche contro i cugini milanisti con altrettanto squallidi riferimenti agli ebrei. L’aggettivo “razziale” è riferito agli ebrei e il “territoriale” ai napoletani?
Partiamo dal presupposto che il Giudice Sportivo non decide arbitrariamente ma sulla base di quanto appare sui referti degli arbitri e degli assistenti di gara. Pertanto Tosel ha applicato una norma perchè uno degli arbitri ha annotato nel referto determinati cori. Di conseguenza c’è da chiedersi se sono stati annotati sia i cori contro i napoletani che contro gli ebrei oppure solo i secondi. E se sono stati rilevati tutti, va detto che l’arbitro era il Sig. Russo, nativo di Avellino e della sezione di Nola, al quale determinati cori potrebbero non essere passati inascoltati. E qui si porrebbe il vero problema in merito agli arbitri, e prenderebbe ancor più corpo la necessità da parte del capitano del Napoli di segnalare alcune manifestazioni estreme ai direttori di gara. Il ragionamento per dimostrare che la decisione di Tosel non è affatto soprendente. 

Precisazione sul video “Rodriguez-Vidal”

Precisazioni sul video “Rodriguez-Vidal”

dimostrato che l’Italia è malata di un calcio malato

Angelo Forgione – Il video della curiosa circostanza del rigore di Vidal (Juventus) con Rodriguez (Cesena) tra i pali, caricato su youtube Domenica 15, è uscito da internet ed è ora argomento di discussione di trasmissioni, notiziari e quotidiani. La Juventus ha ritenuto di prendere le distanze con un comunicato ufficiale in cui definisce il tutto “un tentativo, subdolo e maldestro, di ledere l’immagine della società e del calciatore”, mentre il Cesena si è espresso verbalmente tramite il Direttore Sportivo Lorenzo Minotti che a Sky non ha alzato barricate dimostrando con le sue dichiarazioni di aver afferrato perfettamente lo scopo della clip (“Lo scopo del video, si capisce e si legge chiaramente, era proprio quella di demonizzare facili analisi di gesti e comportamenti dei calciatori in campo”).
Ovviamente, il caso è divenuto motivo di risentimento soprattutto dei tifosi juventini, spinti dal comunicato della loro squadra del cuore che ha avuto l’effetto di rendere erroneamente Vidal come obiettivo del video mentre la gestualità documentata è quella di Rodriguez. Tra l’altro il contributo non è commentato nè in forma sonora nè in forma testuale e non insinua alcuna opinione. Un tifoso del Napoli dal quale prendiamo le distanze aveva invece ripreso il video e corredato di accuse per poi cancellarlo dopo il comunicato della Juventus.
Il nostro video, neutro, è di fatto uno spunto di riflessione, così come evidenziato nello scritto che lo accompagna redatto e allegato nella descrizione del filmato su Youtube il 15 Gennaio.

Si è così dimostrato che in Italia basta poco per accendere una discussione calcistica su semplici congetture, figurarsi poi quando queste congetture sono esplicitamente tendenziose  come nel caso del video che ha interessato il portiere del Napoli De Sanctis.
Non si è pertanto lesa alcuna immagine della Juventus e del Cesena, di Rodriguez e di Vidal, ma si è dimostrato mediaticamente come ormai il calcio sia stato sporcato dalla recente vicenda del calcioscommesse ma anche da quella più remota di “calciopoli”. Si è dimostrato che ogni gesto è interpretabile e sospettabile. Si è dimostrato che il mondo del calcio, dagli addetti ai lavori ai tifosi, non è più un mondo sereno e credibile. Si è dimostrato che delle accuse a De Sanctis hanno viaggiato alla velocità della luce mentre un fatto analogo antecedente era stato ignorato.
Chi si sente offeso da un video e uno scritto senza accuse ad alcun calciatore o squadra ma dagli annunciati intenti di dimostrare quanto preavvisato, dimostra che questo è un paese fortemente calciocentrico. Pericolosamente tale.

De Sanctis nella bufera. Ma quel Juventus-Cesena?

De Sanctis nella bufera. Ma quel Juventus-Cesena?

il cenno del giocatore Rodriguez sul rigore di Vidal

Angelo Forgione – Faccio una premessa. Ho condannato fin da subito il video che ha procurato fastidi al portiere del Napoli Morgan De Sanctis perchè ha gettato ombre infondate su una persona caratterialmente autentica e sempre capace di esporsi per il Napoli e per Napoli tirando fuori tutta la sua intimità senza artifici. È da più di un anno che ho lanciato la sua candidatura a capitano del Napoli, anche nelle trasmissioni radiofoniche e televisive, perchè ha sempre dimostrato di averne i requisiti morali e caratteriali e le iniziative ricalcate di questi giorni non possono che rallegrarmi. A chi lo conosce, quel video ha fatto sorridere perchè è proprio l’onestà e la serietà del portiere in questione ad averlo portato ad allargare le braccia per sfogo dopo un goal della sua squadra a seguito di circostanze particolari poi spiegate a chi non le capiva.
Ma ormai il calcio è stato sporcato, ogni gesto è interpretabile e sospettabile e intendo dimostrarlo con questo contributo. Del resto, i sospetti, come nella vita di tutti i giorni, sono legittimi e la Procura di Napoli ha fatto benissimo ad acquisire le immagini. Ciò che però da fastidio è l’accanimento (e ci risiamo) che si è scatenato da parte di alcuni media nei confronti del Napoli e di Napoli, stigmatizzato da più fronti in questi giorni di tam-tam mediatico nelle trasmissioni televisive e radiofoniche locali. E allora, se i sospetti vanno chiariti, vanno chiariti per tutti. Per il Napoli ma anche per la Juventus ed il Cesena ad esempio. E si, perchè da tempo qualcuno mi ha segnalato un atteggiamento molto più che discutibile del giocatore Rodriguez nel corso della partita Juventus-Cesena del 4 Dicembre scorso. È la partita in cui, sul punteggio di 1-0 per la squadra torinese, l’arbitro Doveri di Roma assegnò un rigore (inesistente) per fallo (inesistente) del portiere Antonioli che in uscita allontanò il pallone ma venne travolto da Giaccherini in corsa. Rigore (inesistente) e per giunta espulsione (inesistente) di Antonioli, sostituito in porta dal difensore uruguaiano in quanto il Cesena aveva terminato i cambi. E per Vidal fu un gioco da ragazzi mettere a segno il goal che chiuse il match.
Rivedendo bene quelle immagini si osserva che Rodriguez, guadagnando la posizione tra i pali e infilando i guanti, fa un cenno con la testa (a Vidal?), indicando con gli occhi il lato sinistro dello specchio di porta. Quando lo juventino batte, il cesenate finge di buttarsi a destra per poi “camminare” verso il lato indicato, mentre il tiro finisce sul lato opposto.
Questo video è in mio possesso da giorni e mi domando come mai, in questi quaranta giorni, nessuno ne abbia mai parlato in un simile contesto di diffidenza che ha poi generato problemi al portiere del Napoli. Ritengo che il caso De Sanctis come quello di Rodriguez non meritassero attenzione e non avrei pubblicato il contributo perchè non mi piaceva il clima di sospetto che si stava creando, non esprimendomi mai senza essere supportato da dati e fatti. Per carità, potrebbe trattarsi anche di un trabocchetto del “portiere” per confondere il battitore, o per assurdo di un tic nervoso, o anche di un cenno ad un compagno di squadra. Ma alla luce di quanto accaduto in questi giorni mi sembra il caso di metterlo a disposizione di tutti preservando il diritto individuale di farsi un’idea, non dell’episodio in chiave di calcioscommesse ma in funzione di lettura di una sperequazione mediatica rispetto alle squadre coinvolte.

Pisacane, anche Blatter si è svegliato!

Pisacane, anche Blatter si è svegliato!

V.A.N.T.O. invitato dalla Ternana

Missione verità sempre più compiuta. E così anche Blatter si è accorto di Fabio Pisacane. Il 12 Gennaio, dopo la serata della premiazione del “Pallone d’Oro” a cui è stato invitato Simone Farina, il Presidente FIFA ha scritto su Twitter di aver appreso (solo ora) della denuncia di Pisacane rispetto al tentativo di corruzione calcistica. Così, la sera del 14, Studiosport XXL ha bacchettato in maniera pungente i vertici del calcio italiano e mondiale per aver dimenticato il giocatore napoletano della Ternana, il primo a scoperchiare lo scandalo. Ma senza mea culpa, perchè a dimenticarsi di Pisacane non erano solo Abete, Paltini e Blatter ma anche la stragrande maggioranza dei media nazionali.
La Ternana Calcio ci ha in queste ore ringraziato nuovamente per aver lottato dall’inizio per portare alla luce la verità e ha invitato una rappresentanza di V.A.N.T.O. a “Liberati” di Terni affinchè si premi in campo il giocatore napoletano in una delle prossime partite per aver rappresentato il volto pulito di Napoli e del calcio italiano, cosa per cui tanto noi che evidenziamo le positività napoletane quanto il sodalizio umbro andiamo fieri.

Brachetti come Yanina… casi uguali, reazioni diverse

Arturo come Yanina… casi simili, reazioni diverse

TicinoLibero dice “napoletani permalosi”

Angelo Forgione – All’indomani della querelle con Arturo Brachetti qualche riflessione è necessaria. Ho avuto uno scambio privato di posta elettronica con il formidabile artista torinese che ha confidato di essere turbato. E così come gli ho sottolineato l’errore, come era giusto fare, così evidenzio l’esagerazione e l’accanimento che da ieri ho letto sulla sua pagina ufficiale Facebook.
Purtroppo lo zelo rispetto alla questione è stato strumentalizzato o mal interpretato da chi ha imperversato e perseverato senza educazione e civiltà. Così i napoletani non ci fanno una bella figura. La “battaglia” di V.A.N.T.O. è finalizzata all’educazione al rispetto di Napoli che va oltre il caso specifico, non una guerra di offese e improperi a singoli che cadono in errore senza accorgersene (e perciò sottolineiamo i casi affinchè non si ripetano), e chi ha degenerato la polemica in una certa maniera ha finito col pregiudicare anche il nostro intento. La maleducazione non ci appartiene e ne prendiamo fermamente le distanze. Ma purtroppo Facebook è anche questo. E probabilmente gli insulti appartengono a chi ogni giorno manca di rispetto alla città coi comportamenti quotidiani. L’educazione al rispetto di Napoli va imparata prima da molti napoletani. Riflettiamoci.
Brachetti è davvero estimatore di Napoli e non è prevenuto ma ha commesso una leggerezza, come la commettono in tanti. Poi c’è chi chiede scusa e chi no, chi si umilia e chi si arrampica sugli specchi. Spero di poter presto ospitare su questo blog un suo messaggio pubblico per dimostrare che non c’è prevenzione reciproca e che si tratta di questione etica e non faziosa. Quando qualcuno scrive “manco a Napoli” vuole intendere che si è fatto peggio del peggio, e quel peggio è Napoli; la frase non lascia spazio a libere interpretazioni. Ma Brachetti non se ne è reso conto, perchè questi sono cliché italiani, modi di dire e pensare, frasi fatte che però i napoletani subiscono più degli altri da decenni. La reazione spiazza perchè non ci si rende conto che per anni Napoli è stata zitta ma ora il coperchio sta saltando, poichè non si tratta di singoli episodi ma di secoli di accanimento spicciolo e meno spicciolo, innocuo per chi ne è responsabile ma sfiancante per chi ne subisce la somma.
Una cosa però è da sottolineare. Del furto del portafogli ai danni di Brachetti non ne ha parlato nessuno, a parte noi a Napoli e qualche organo informativo ticinese. Ricordate quando Yanina Screpante, la fidanzata di Lavezzi, fu derubata del Rolex a Posillipo? Andò su Twitter a scrivere “Napoli città di m….a”. Apriti cielo, divenne un caso nazionale e ne parlò lo stivale intero per giorni e giorni su giornali, telegiornali e trasmissioni varie, eclissando altre rapine ad altri calciatori in altre città. Brachetti ha fatto lo stesso ma, più signorilmente, invece di scrivere “Lugano città di m…a” ha digitato “manco a Napoli”. Gira che ti rigira, chi ti va sempre di mezzo? E poi finisce che ci tacciano di vittimismo.
Yanina derubata a Napoli scatena i mass-media, Arturo a Lugano macché! Forse perchè nel caso di Brachetti si è infiammato  il “vittimismo” napoletano, mentre per la Screpante si è scatenato lo sciacallaggio mediatico.

La testata ticinese (o sito, visto che non c’è firma agli articoli) “TicinoLibero” ha pubblicato la notizia del furto raccontando della nostra indignazione con terminologia derisoria, andando oltre la cronaca del fatto ma facendo trasparire un’opinione sulla nostra reazione anziché preoccuparsi della propria figuraccia con l’artista. Termini come “napoletani gente permalosa”… “tale Angelo Forgione”… “VANTO starebbe a significare niente poco di meno che…”… “Radio Marte ovviamente ha montato il caso”“attenti a come parlate dei napoletani”. Tutto sommato, uno scritto anche più offensivo dell’ingenuità di Brachetti. Come dire… “la brutta figura è nostra ma Brachetti l’ha fatta fare anche ai napoletani e quelli si arrabbiano pure”.
Ho scritto quindi in privato alla redazione e, senza avere uno straccio di risposta, la comunicazione privata è divenuta un nuovo spunto per ulteriore approfondimento. Con un benservito all’etica del giornalismo è alla correttezza.
Alla fine una sola domanda pongo ai cordiali colleghi giornalisti (?) di “TicinoLibero” e a tutti i lettori: ma se Arturo Brachetti avesse scritto “Lugano città di m…a” come fece Yanina, gli anonimi redattori di TicinoLibero sarebbero stati zelanti… o permalosi? E ne avrebbe parlato l’Italia intera, Canton Ticino compreso, oppure no? Facile accusare quando non si è colpiti… continuamente. Altro che vittimismo, chi scrive sa bene di cosa parla.

Finalmente Pisacane! E ora De Sanctis capitano!

Finalmente Pisacane! E ora De Sanctis capitano!

150 giorni PER Fabio, 1 solo CONTRO Morgan

Angelo Forgione – Finalmente ci siamo riusciti! L’Italia, dopo cinque mesi di battaglia di V.A.N.T.O., si è finalmente accorta dall’esempio di lealtà di Fabio Pisacane, ben precedente a quello del celebrato Simone Farina. Il nostro videoclip ha girato negli ultimi giorni sui computer delle redazioni sportive e non, indirettamente sprigionato dal presidente dell’Associazione Italiana Calciatori Damiano Tommasi che ha invitato ufficialmente il calciatore napoletano della Ternana al “Gran Galà del Calcio” che si terrà a Milano il 23 Gennaio con diretta su Sportitalia.
I tanti solleciti con tanto di videoclip accompagnato all’indignazione hanno finalmente generato l’effetto Tommasi, e così la storia di Pisacane era stamante sulla Gazzetta dello Sport, poi a Radio Marte, a SkySport24 e a Studiosport dove Antonio Bartolomucci ha adoperato il nostro videoclip (ingrandendolo per nascondere i nostri marchi) per confezionare il servizio (lo si capisce dallo spicchio bianco del marchio di V.A.N.T.O. che si intravede in alto a destra durante le immagini di qualità “internet”) e non a caso ha sottolineato che il napoletano (e il romano) l’esempio lo danno.
Elisabetta Manini, responsabile delle relazioni esterne della Ternana Calcio spa, ci ha fatto pervenire la soddisfazione del sodalizio umbro per la notizia. Magari presto potremo noi stessi consegnare un “Premio VANTO” al rossoverde in segno di stima per aver mostrato la faccia onesta della vera Napoli.
Uno strano paese questo che in un solo giorno riesce a stare incollato ad un video senza fondamento che infanga un altro napoletano adottivo (De Sanctis) dai sani principi e dall’alto spessore morale, mentre ce ne mette centocinquanta per accorgersi che qualcuno, prima di Farina, aveva dato un esempio altissimo di lealtà sportiva di cui non solo il mondo del calcio ha bisogno. Abbiamo difeso Pisacane e ora difendiamo a spada tratta anche De Sanctis, non alla maniera dei bergamaschi che hanno issato a martire Doni infangando la città di Pisacane prima di scaricarlo perchè ormai scomodo per il sodalizio atalantino. No, De Sanctis lo difendiamo perchè è veramente al di sopra di ogni sospetto. Non si va davanti ad una telecamera a difendere l’onore di Napoli senza amarla davvero, senza avere carattere (dimostrato anche nell’episodio “incriminato”) e senza possedere integrità morale, contro l’accanimento di chi strumentalizzava rapine ai suoi compagni di squadra identiche a quelle capitate a tanti calciatori in tante altre città. Morgan l’ha fatto con voce quasi rotta da un sentimento autentico che l’ha reso poco lucido nel momento in cui cercava le parole per restituire alla città che l’ha adottato il rispetto che merita. Lui l’ha fatto, altri no!
Ecco perchè, nel torbido della nostra società e del nostro calcio, Pisacane e De Sanctis sono Napoletani puliti, di  nascita e d’adozione ma sempre “Napolitani” (con la i), gente da difendere senza offendere gli altri per nascondere se stessi. Noi non ne abbiamo bisogno. E a maggior ragione rilanciamo l’opzione di vedere presto la fascia di capitano sul braccio del portierone azzurro, supportando  la speranza con un gruppo su Facebook nel quale sono invitati in massa tutti coloro che ne condividono le motivazioni.
In genere si conferiscono cittadinanze onorarie, come quella che Doni ha tradito in quel di Bergamo. Ma la fascia di capitano, almeno per una partita (se non per sempre, opinione del redattore), sarebbe come assegnare a De Sanctis la “Napoletanità ad honorem”. Dopo il disgusto di queste ore, se lo merita.

video / Napoli non è la capitale del crimine

video / Napoli non è la capitale del crimine

Roma e le città del nord in trend negativo, per Napoli positivo

Angelo Forgione – Statistiche e dati del Ministero degli Interni parlano chiaro: Napoli non è la capitale del crimine. Non può e non deve costituire motivo per supporre che Napoli sia una città serena, ma è sicuramente la conferma che i nodi stanno venendo al pettine. La povertà e l’indigenza stanno risalendo il paese e non sono più esclusiva prerogativa del meridione, e va da sé che micro e macro criminalità si stiano spalmando ormai lungo tutto lo stivale.
Per anni Napoli è stata messa sotto i riflettori più di altre realtà che condividevano con essa eventi di cronaca nera, pagando in termini di immagine rispetto alle certezze dogmatiche dell’opinione pubblica sempre pronta a dipingere Napoli come inferno in terra. Ma da qualche anno si registra un’inversione di tendenza che sta restituendo alla percezione collettiva la reale dimensione del fenomeno criminale napoletano e di quello più complessivamente nazionale. Mentre le altre due metropoli Roma e Milano registrano un’impennata dei fenomeni nell’ordine dell’8% circa, e più o meno lo stesso accade per Genova, Bologna e Firenze, Napoli fa segnare un sensibile miglioramento intorno al 7%, chiudendo l’anno al 23° posto per reati complessivi e al 91° per i cosiddetti “reati predatori”, cioè quegli scippi e rapine per cui Napoli è stata sdoganata e infangata nel mondo dai media e dall’opinione pubblica nazionali. Ma intanto il sindaco di Roma Alemanno dice che la sua città non è Napoli o Palermo.
Una fotografia scattata in controtendenza rispetto alla congiuntura economica che sfavorisce ulteriormente Napoli e il Sud. Se a livello nazionale il Pil nel 2011 è cresciuto dello 0,6 per cento, in Campania si registra un -0,2 per cento che fa chiudere le aziende e fa aumentare la disoccupazione, con il 23% delle famiglie campane che vivono con poco più di 940 euro al mese, ovvero al di sotto della soglia di povertà.
E anche in questo frangente, gli errori degli organi di informazione nazionale si ripetono perchè, mentre tutti si affannano inevitabilmente ad evidenziare la recrudescenza del fenomeno romano dimenticando quello di altre città meno importanti ma con gli stessi problemi (come evidenziato dal sindaco di Genova Marta Vincenzi), nessuno dà risalto al miglioramento napoletano, trattato solo nei confini regionali. Quel che puntualmente è stato tolto, puntualmente non viene restituito.

Reati in calo rispetto al 2010
• Provincia – 6.74 %
• Napoli – 6.79 %
• Totale reati in Italia: 23° posto
• Scippi rapine e borseggi: 91° posto
I numeri sfatano i luoghi comuni: Napoli registra meno reati di città come Milano o Genova

Nel 2012 in funzione la videosorveglianza
• 117 telecamere
• 287 lettori ottici
Nei luoghi più esposti, come le aree turistiche, verrà intensificata la videosorveglianza

.

Napoli tra le 1200 del concorso delle “7 meraviglie”

Napoli tra le 1200 del concorso delle “7 meraviglie”

primo step superato. Ora sotto con le votazioni della prima fase

Angelo Forgione – Il primo traguardo è superato. Napoli è stata inserita nelle 1200 città dalle quali si dovranno scegliere le “7 città meraviglie del mondo“. Scontato per una città così bella e popolosa, si direbbe, ed è vero; ma intanto tra le 15 italiane presenti non ci sono le bellissime SienaLecceCagliariVerona e Trieste.
Sorprendente la presenza di Mantova, certamente bella ma città con meno di 50.000 abitanti che ha avuto più voti di decine di città italiane più popolose.
Dopo i voti per stabilire il primo grande gruppo di candidate, è già partita la fase di voto della seconda fase che terminerà il 7 Marzo, quando la prima scrematura fornirà 300 città. Il concorso si concluderà il 6 Dicembre 2013 e il giorno seguente saranno ufficializzate le le 7 elette. Ma la strada è lunga, e tocca a tutti noi
votare più volte (con diversi account di posta elettronica) fino al 7 Marzo, per superare la prima selezione. Ovviamente diffondendo e sensibilizzando tutti.

clicca qui per votare

Le italiane in corsa in ordine di popolazione residente:
Roma (1), Milano (2), Napoli (3),  Torino (4), Palermo (5), Genova (6), Bologna (7), Firenze (8), Bari (9), Catania (10), Venezia (11), Messina (13), Taranto (17), Perugia (23), Mantova (oltre 100)

Avanti Farina, indietro Pisacane. Ingiusto!

Avanti Farina, indietro Pisacane. Ingiusto!

Simone Farina, il difensore che denunciò il tentativo di corruzione nell’ambito del filone “calcioscommesse”, continua a ricevere premi. Dopo l’invito a Coverciano da parte di Prandelli, che però ignora il napoletano Fabio Pisacane che ha fatto altrettanto, lunedì sarà a Zurigo ospite della FIFA per la premiazione del Pallone d’Oro 2011. Insomma, Farina unico esempio, e sembra proprio che Pisacane non abbia fatto nulla.
È ancora attiva la pagina Facebook che denuncia l’ingiustizia nella giustizia e che conta già più di 1000 adesioni. Fabio Pisacane deve andare a braccetto con Simone Farina, perchè se l’uno è esempio per il mondo del calcio lo è anche l’altro. E se Farina è stato onorato da Blatter è perchè la F.I.G.C. sta sponsorizzando il solo giocatore del Gubbio. Perchè?

unisciti alla pagina Facebook per Fabio Pisacane