––– scrittore e giornalista, opinionista, storicista, meridionalista, culturalmente unitarista ––– "Baciata da Dio, stuprata dall'uomo. È Napoli, sulla cui vita indago per parlare del mondo."
condanna per aver DETTO AL portinaio “meridionale di m…”
Angelo Forgione – Diciamolo subito, Giampiero Galeazzi non ci sembra uno xenofobo e non è certo uomo di latitudini scandinave. Ma questa storia conferma quanto i luoghi comuni sui meridionali facciano parte di questo paese ad ogni latitudine.
Il giornalista RAI dovrà pagare 300 euro al portiere del suo condominio per “ingiuria aggravata” dopo averlo offeso in presenza di altre persone, definendolo “meridionale di m… (“non sei capace nemmeno di guardare le pecore” e altre offese verbali). Tutto questo perché non gli avrebbe consegnato regolarmente la posta. La Suprema Corte ha sentenziato che, anche ammesso che il portiere avesse sbagliato ad assolvere i suoi compiti, la circostanza non sarebbe bastata a «giustificare la violenta aggressione verbale e l’uso di espressioni gravemente lesive della dignità e del decoro della persona offesa». Inoltre la Cassazione ha ricordato che «qualsiasi contestazione o riserva sulla correttezza» delle incombenze del portiere «avrebbe dovuto trovare sfogo in sede assembleare e non già nel gratuito ed ingiurioso attacco alla persona». “Bisteccone” si era giustificato adducendo un “comprensibile stato d’ira”, ma non è bastato. Che serva a Galeazzi per fargli capire che essere “Meridionale” non è un’offesa (semmai un VANTO), ma lo diventa associando il termine ad una parola lesiva e indecorosa. Come la sua reazione. Quella peraltro di un laureato, giornalista, ex-atleta e uomo di fama legata soprattutto alle telecronache olimpiche dei meridionalissimi fratelloni Abbagnale e ai gavettoni nello spogliatoio del Napoli pluriscudettato che tanto lo attraeva ai tempi della “Lazietta”. Che inciampo!
La lezione di Telepadania a De Magistris: con due grossi errori. La lezione sulla raccolta differenziata della tv della Lega Nord ai napoletani e al sindaco De Magistris (ribattezzato “Giggino”) è meglio non metterla in pratica: perché la conduttrice mette la carta insieme all’alluminio, e poi perché mette il cartone della pizza (“che a voi napoletani piace tanto”, ironizzavano in studio) nel contenitore della carta. Ma il Consorzio Nazionale Imballaggi-Conai è chiaro: “Sappi che la carta sporca (di cibo come i cartoni della pizza, di terra, di sostanze velenose come solventi o vernici), i fazzoletti usati e gli scontrini non vanno nel contenitore della carta; e che il loro conferimento peggiora la qualita’ della raccolta differenziata di carta e cartone” .
Comiche lezioni padane di differenziata a Giggino due ridicoli professori mischiano alluminio e carta
Angelo Forgione – La prendiamo per quella che è la pagliacciata di Telepadania che si rivolge a “Giggino” per insegnare ai Napoletani a fare la differenziata. Ossia una pagliacciata! È inutile fare discorsi seri quando una produzione televisiva ha il pregio di commentarsi da sé, come del resto le parole e la mimica dei due simpatici “professori di civiltà” che intendono insegnare alla città che ha inventato la differenziata nel 1832 come si separano i rifiuti. Il sarcasmo sugli scontrini napoletani e sui televisori nel Vesuvio è serietà al cospetto del ridicolo errore della nostra bionda padana che prima inserisce una lattina d’alluminio nel contenitore più chiaro per poi inservi di li a poco, nello stesso contenitore, anche carta di giornale e cartone di pizza. Ma il Consorzio Nazionale Imballaggi-Conai è chiaro: “Sappi che la carta sporca (di cibo come i cartoni della pizza, di terra, di sostanze velenose come solventi o vernici), i fazzoletti usati e gli scontrini non vanno nel contenitore della carta; e che il loro conferimento peggiora la qualità della raccolta differenziata di carta e cartone” .
E poi il tovagliolo di carta sporco nell’indifferenziato invece che nell’umido. Ma che differenziata è? Ogni mattina un imprenditore padano si sveglia e sa che deve fare tre cose: produrre merce da vendere al Sud, alimentare l’evasione fiscale e sversare rifiuti tossici in Campania.Agliamici di Telepadania che perdoneranno il sarcasmo consigliamo di protestare indirizzando i loro siparietti a Montecitorio, visto che le sanzioni sono all’Italia e non al Comune di Napoli o alla Regione Campania, e anche ai titolari delle fabbriche del loro territorio che hanno sversato in Campania servendosi della Camorra e dell’indulgenza dei magistrati che hanno fatto cadere in prescrizione i reati accertati. Ma ora diventiamo troppo seri. Magari se Giggino ci darà una buona volta la differenziata anche i programmi di Telepadania si alzeranno di livello… forse.
Grazie comunque per l’inutile lezione, ma cambiate i professori perchè questi sono da mandare in discarica. Ma per cortesia!
Il Cavallo Napoletano tra storia e mito un evento per la rinascita dell’antico emblema di Napoli
L’antico simbolo di Napoli e del Napoli, il cavallo rampante, torna a rivivere Sabato 1 Ottobre nella location di Villa Fondi a Piano di Sorrento dove si terrà un meeting culturale incentrato sulla figura del “Cavallo Napoletano” la cui razza è stata ripresa e certificata sulla base di studi accurati. Il convegno celebra la nascita dell’Accademia di Arte Equestre Napoletana secondo una tradizione nata a Napoli nel XVI secolo grazie a Federico Grisone, primo cavallerizzo nella storia a pubblicare un trattato di equitazione, col proposito di restituire a Napoli il simbolo che ha incarnato la storia e la tradizione equestre, l’arte del cavalcare che da Napoli si è diffusa in tutta Europa.
Il meeting culturale sarà presieduto da Jean-Noël Schifano, giornalista, scrittore, accademico, innamorato di Napoli e cittadino onorario Napoletano, che ha accettato con piacere di convenire da Parigi per coordinare la manifestazione.
La serata, che ha ottenuto il sostegno della Provincia di Napoli e della Città di Piano di Sorrento, il patrocinio della Regione Campania e la collaborazione dell’Associazione Cypraea Onlus diretta da Cecilia Coppola, della Fidapa Sorrentina e dell’Unitrè di Piano, si concluderà con le favole interpretate da Peppe Barra.
Il centro storico di Napoli, come molti sapranno, è sito UNESCOpatrimonio dell’Umanità. Anzi, è il più vasto centro storico d’Europa che si estende per 1700 ettari, conservando tracce di 2.700 anni di storia. Sulla relativapagina del sito ufficiale dell’UNESCO era saltata all’occhio la parte finale della “Descrizione Storica” in inglese (ma anche in francese). Si leggeva testualmente: “With the return of the Bourbons in 1815, Ferdinand IV took the name and title Of Ferdinand I, King of the Two Sicilies. The tyrannous regime ensued that was brought to an end with the entry of Garibaldi’s army in 1860”. Ovvero, “Con il ritorno dei Borbone nel 1815, Ferdinando IV acquisisce il nome e il titolo di Ferdinando I, Re delle Due Sicilie. Al regime e alla tirannia che seguirono fu messo fine con l’ingresso dell’esercito di Garibaldi nel 1860″. Dunque, anche l’UNESCO mostrava di essere vittima di una certa retorica risorgimentale stereotipata. V.A.N.T.O. ha quindi provveduto a chiedere una correzione al testo che è stata approvata e prontamente apportata, senza alcuna opposizione e con estrema cortesia da parte dei responsabili dell’Organizzazione Culturale Internazionale, quella che manca quando simili situazioni vengono sottoposte all’interno dei confini italiani. Ora lapagina del Centro storico di Napoliriporta nella descrizione storica che “The Bourbon dynasty was brought to an end with the entry of Garibaldi’s army in 1860″, cioè semplicemente che “la dinastia borbonica finì con l’entrata dell’esercito di Garibaldi nel 1860”. E così anche nellaversione in francese. L’interlocutore, dal nome italiano, nella sua cortese risposta ha così definito l’errore: “a misleading part” of the historical description text on the Historic Centre of Naples, ossia una “parte fuorviante” sulla descrizione storica di Napoli. Un piccolo tassello che contribuisce a riscrivere la storia e a cancellare una denigrazione troppo feroce per chi seppe fare di Napoli Capitale la città dei primati. Almeno l’UNESCO, che ha il compito di salvaguardare la cultura dei siti che protegge, ha dimostrato di saper avere rispetto per la storia di Napoli, comprendendo la nostra protesta che è scevra da nostalgie monarchiche ma carica di rispetto per il passato della città.
Di seguito la corrispondenza tra VANTO e UNESCO
Dear Committee,
i’m a journalist and historical researcher, but also the coordinator of a cultural movement for the promotion of Naples. The page of the “Historical Center of Naples” at the end reads: “Ferdinand IV Took the name and title Of Ferdinand I, King of the Two Sicilies. The tyrannous regime ensued that was brought to an end with the entry of Garibaldi’s army in 1860”. The description is disrespectful and offensive to a dynasty that gave glory and primates to the city. The description “tyrannous regime” is wrong and should be replaced with the simply words “Bourbon dynasty” to respect the great history of Naples Capital of the ‘700 and ‘800. Also in french language. I’d like to get an answer.
Thanks.
Angelo Forgione Movimento V.A.N.T.O.
Dear Mr Forgione, Thank you for your messages to call our attention on a misleading part of the historical description text on the Historic Centre of Naples. We corrected the text in both languages. Best regards,
Alessandro Balsamo Nominations and Tentative Lists Manager
Policy and Statutory Implementation Section
World Heritage Centre, UNESCO
(un ringraziamento speciale a Tony Quattrone per la partecipazione)
Ancora Bocca. Ma stavolta ammette l’odio per il Sud. «Sud orrendo, Napoli cimiciaio, Palermo puzza di marcio»
Angelo Forgione (per napoli.com) – Giorgio Bocca, ancora lui! Ancora le sue offese alla gente del Sud, stavolta in un documentario dal titolo “La neve e il fuoco” per Feltrinelli Real Cinema, anticipato dalle pagine online di “Libero”, in cui ha esternato diversi punti di vista decisamente intolleranti e razzisti. Omofobia per Pasolini, disprezzo per Marco Travaglio, disgusto per il Sud. E per finire, una confessione che butta un secchio di acqua gelida su chi al Sud lo ha fin qui letto ritenendolo super partes.
Queste le parole che hanno il pregio di commentarsi da sé e di smascherare il suo odio: «(…) paesaggi meravigliosi e questa gente orrenda (…). Insomma, la gente del Sud è orrenda (…) contrasto incredibile fra alcune cose meravigliose e un’umanità spesso repellente». Una volta si sarebbe trovato in una viuzza vicino al palazzo di giustizia di Palermo: «C’era una puzza di marcio, con gente mostruosa che usciva dalle catapecchie». «Vai a Napoli ed è un cimiciaio, ancora adesso». L’intervistatrice, disperata, cerca di fargli dire qualcosa di gentile sui meridionali, gli chiede se non veda «poesia, saggezza» nel modo di vivere di quelle parti. E lui: «Poesia? Per me è il terrore, è il cancro. Sono zone urbane marce, inguaribili. Il Sud fa talmente schifo che se vai lì ne cavi di sicuro qualche bell’articolo (…). Li vado a caccia grossa di belve. Insomma, non sei grato alle belve, fai la caccia grossa, ma non è che fraternizzi con le belve».
«Qualche parola buona sul Meridione nei miei libri si trova perchè è necessaria un po’ di ipocrisia. Sapevo sempre che dovevo tener buoni i miei lettori meridionali, quindi davo un contentino».
Dunque, la consueta serie di offese a raffica al Sud in tutta la sua totalità, nonché un colpo basso a quei pochi lettori meridionali che ancora lo ritengono un intellettuale di spessore e che si sono “bevuti” le sue analisi e i suoi scritti pensando che fossero obiettivi e non intrisi di prevenzione e razzismo. Il solito pericoloso “manifesto” contro milioni di persone che contribuisce fortemente alla diffusione di luoghi comuni e di un razzismo antimeridionale rischioso e dannoso in un momento delicato e complesso come quello che l’Italia, ed in particolare l’Italia meridionale, sta vivendo tra crisi economiche, disoccupazioni crescenti, un’emigrazione soprattutto giovanile sempre più drammatica e questioni meridionali tuttora irrisolte dopo 150 anni.
La gente del Sud è vittima certamente di altra gente del Sud così come di una certa gente del Nord, e non è certamente uno scrittore razzista che può indicare la via della riflessione e il confronto. Quello che Giorgio Bocca può ottenere, e forse lo vuole, è uno scontro culturale.
È comprensibile che un uomo di 91 anni sia vittima delle sue convinzioni, e finisca col diventare rabbioso per non vederle affermate. Ma Bocca dovrebbe rassegnarsi ad andare incontro al tramonto senza veder realizzati i suoi propositi estremi ed intolleranti.
Il Movimento culturale Neoborbonico comunica che raccoglierà le adesioni (mail per protesta: controbocca@libero.it) di quanti intendono finalmente reagire ad offese gratuite e gravi che danneggiano moralmente e materialmente (anche sotto il profilo turistico) le popolazioni del Sud, sempre meno difese e rappresentate a livello economico, culturale e politico. Invitando a non acquistare i libri da Giorgio Bocca e le riviste e i quotidiani con i quali collabora (Espresso e Repubblica in testa). A tutto questo si associa anche V.A.N.T.O. con ferma convinzione.
Napoli danneggiata dall’informazione non verificata come un TG nazionale può influenzare l’opinione pubblica
Un importante TG nazionale propone un servizio sulla vicinanza della malavita al mondo del calcio. Ma le informazioni raccolte non vengono verificate e l’informazione passa in maniera dannosa. V.A.N.T.O. protesta e chiede immediata rettifica che giunge nell’edizione successiva. Ma il danno non è completamente riparato.
Guglia dell’Immacolata: restauro approvato prossimamente la pubblicazione della gara
In riscontro alla comunicazione al Sindaco riferita alla guglia dell’Immacolata, l’ufficio di Servizio Edilizia Monumentale comunica quanto segue:
– Il progetto definitivo di restauro della Guglia, dell’importo complessivo di 765.416,43, elaborato da tecnici dello scrivente Servizio, è stato approvato dalla Giunta Comunale con delibera n. 645 del 12/05/2011. In data 01.06.2011 con disposizione dirigenziale n. 4 è stata avviata la procedura di gara di prossima pubblicazione.
In riferimento alla sua segnalazione delle condizioni di degrado di numerosi monumenti cittadini si comunica che lo scrivente servizio, stante la scarsa disponibilità di risorse finanziarie dell’Amministrazione, ha in corso di elaborazione ulteriori proposte di delibere per l’utilizzo dello strumento della sponsorizzazione per il restauro di altri manufatti artistici.
Cruciani insultato in diretta. Napoli è contro la volgarità! l’insulto equivale alla sirena, ognuno a suo modo fa male a Napoli
In relazione ai volgari insulti ricevuti da Giuseppe Cruciani in diretta da parte di un telespettatore in collegamento telefonico da Pozzuoli (NA), è da stigmatizzare l’atteggiamento dello stesso che non rappresenta assolutamente i Napoletani civili. Già da questo movimento in passato sono state stigmatizzate alcune esternazioni su Napoli e il Napoli intrise di prevenzione e incultura da parte del Cruciani sia in ambito sportivo (da “Controcampo” di Mediaset) che in ambito storico e più ampiamente sociale (da “La Zanzara” su Radio 24). Ma non è con la maleducazione che si ottiene il rispetto. Con l’aggressione verbale, un qualsiasi concetto evidente finisce per non essere affermato affatto. Anzi! Il malcostume procura solo danno, a chi ha torto ma anche a chi ha delle ragioni da esprime e che invece non le esprime affatto. E in virtù di ciò, il suono della sirena insistente che zittisce chi parla (e dice cose certificate dai documenti degli archivi storici) denigrando la storia di un intero popolo non è assai meno volgare di un insulto. Non solo i Napoletani veri ma ogni uomo non può non dissociarsi dai modi del signor Schettino da Pozzuoli. Le scuse competono al colpevole dell’errore, a noi non resta che dissociarci. Ma le vogliamo porgere ugualmente, come non ha fatto Cruciani quando ha offeso la grande storia di Napoli approfittando della sua posizione di forza dai microfoni di Radio 24, evitando il contraddittorio e rincarando la dose dopo proteste e richieste di confronto ignorate. Sia Cruciani che il telespettatore Schettino fanno male a Napoli, chi rendendosene conto e chi no.
Grande successo di pubblico alla presentazione del libro e del giglio “Malaunità” voluto dal “Comitato Ritorna ‘a Festa” dei Gigli di Barra”. Oltre cento persone hanno ascoltato gli interventi di Eddy Napoli (”malaunità” ieri e oggi), Angelo Forgione (l’orgoglio oltre il calcio), Gennaro De Crescenzo (orgoglio neoborbonico per il Sud di domani) e Felice Abbondante (saccheggi, massacri ed eroi dimenticati), coordinati da Ciro Esposito (organizzazione evento). Poi serata di cabaret con gli artisti di “Made in Sud”. Verità storica e passione meridionalista in una delle ultime feste autenticamente popolari di Napoli.