Angelo Forgione – Marco Esposito, giornalista esperto di economia, ex-assessore allo Sviluppo del Comune di Napoli e compagno di scuderia editoriale (Magenes), ha portato il suo “Separiamoci” a “Linea Notte”, l’approfondimento notturno del TG3 condotto da Maurizio Mannoni.
Il Sud preparato davanti le telecamere, protagonista con la forza di un libro che è sempre la migliore delle credenziali per creare dibattiti in cui avere voce in capitolo. Ospiti in studio, Luca Telese, Mario Lavia e, in collegamento da Milano, Stefano Zurlo. Proprio quest’ultimo si è reso protagonista di esternazioni del tipo “il Sud faccia il Sud e non imiti il Nord”, invitando i meridionali a basarsi sul solo turismo e a smettere di inseguire il sogno dell’industrializzazione, per poi accogliere il trasferimento di un allenatore di una squadra ricca del Sud (Mazzarri) a una in difficoltà del Nord quasi fosse un’elemosina da fare.
Il Nord può avere fabbriche e turismo e il Sud, se va bene, solo turismo. È questo il “separiamoci” secondo Zurlo, e Marco Esposito, se vogliamo, spiega col suo libro basato su dati economici oggettivi questa forma mentis che produce pure notizie all’ingrosso: sempre secondo Zurlo, il progetto del ponte sullo stretto di Messina è rimasto al palo per colpa del Sud e le siringhe negli ospedali meridionali costano sette volte quello che costano al settentrione.
Angelo Forgione – Giusta ma spasmodica e strumentale difesa di Balotelli che, dopo il caso Boateng, non si rende conto di essere simbolo della blanda lotta all’intolleranza, verso i calciatori di colore e basta. È un obbligo per le Istituzioni del calcio, non una precisa volontà. È ormai chiaro che i cori domenicali ricchi di ignoranza storica che implorano il Vesuvio di lavare con il fuoco i colerosi napoletani non destano alcuna condanna, a parte qualche piccola sanzione pecuniaria sancita dal giudice sportivo quando qualche commissario di lega o qualche giudice di gara annota sul personale referto.


Essere napoletani per essere universali



Notizia errata diffusa dal Corriere del Mezzogiorno il 9 maggio: “Sud, niente musei nella top 100 mondiale: sette campani nella classifica nazionale”, titola l’