Il restyling del “San Paolo”

Il restyling del “San Paolo”

di Angelo Forgione

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Gli Europei 2016 di calcio assegnati alla Francia hanno spazzato via anche l’ipotesi di un nuovo “San Paolo”. Senza Europei niente legge per i nuovi stadi, e allora il vecchio stadio di Fuorigrotta, con i suoi 51 anni di età, necessitava di fare qualche passo verso gli standard europei. E non poteva essere altrimenti, con l’Europa League alle porte e gli ispettori UEFA a vigilare.

Un nuovo manto erboso che sostituisce quello che da Italia ’90 non è mai stato rifatto, alzato di 30 cm. Tirato via tutto il terriccio che era sotto, laddove sono stati trovati persino rifiuti plastici, lastre di cemento e sabbia di mare. Innestata quindi una particolare composizione chimica con sabbia di fiume, sabbia silicica e lapilli rossi, resistente al salsoiodio proveniente dal vicino mare.
Terreno rizollato con una particolare varietà di manto erboso resistente alla compressione che dovrebbe limitare al minimo gli infortuni muscolari e le tendiniti, grazie anche ad una tecnologia pilota in Italia.

Attorno al terreno di gioco, un nuovo e sofisticato impianto di irrigazione e drenaggio, per fronteggiare le giornate più piovose e per innaffiare più zone del terreno in maniera indipendente. Il tutto sarà consegnato il 26 luglio, in tempo utile per l’amichevole del 3 agosto del Napoli contro il Wolfsburg.
Rifatto il sistema fognario e interrate le panchine di 105 cm che ora fuoriescono di un solo metro, in modo tale da consentire una visuale maggiore dalla Tribuna.
Aggiunti 220 posti coperti alla Tribuna autorità con nuovi sediolini azzurri per la tribuna d’onore, dove ci saranno monitor per vedere i replay.

3000 sediolini sostituiti negli altri settori dal Comune con una pulizia generale (quanto durerà?), attingendo pezzi dai settori chiusi del terzo anello che attende di essere smantellato, così come la copertura in acciaio che andrà sostituita in futuro con una struttura più leggera che non provochi l’inquinamento statico e acustico attuale.
Invocati da anni, sembrano finalmente in arrivo i sospirati maxischermi. La SSC Napoli ne ha ordinati due alla Philips che De Laurentiis ha definito i migliori sul mercato, ma anche i più costosi. Saranno installati nel prossimo autunno, entro Gennaio; bisognerà trovare le collocazioni adatte, in delle zone dello stadio non vincolate alla copertura, onde evitare di doverli smontare e rimontare quando il tetto sarò rimosso.

Per un nuovo stadio, ormai impossibile al momento, se ne riparlerà più in la. Il problema è però solo rinviato, destinato a riesplodere presto. Basti pensare al fenomeno di carbonatazione delle strutture in cemento del “San Paolo” ormai irreversibile, e alle condizioni improponibili dei servizio igienici. Nei prossimi anni occorrerà prendere una decisione, altrimenti Napoli rischierà di restare senza stadio, e il “San Paolo” di fare la fine ingloriosa del glorioso palasport “Mario Argento”.

EUROSTAR AZZURRO

EUROSTAR AZZURRO / il viaggio della SSC Napoli verso l’Europa
(Serie A 2009-10)

In dieci minuti, il piacevole viaggio che ha riportato la squadra azzurra a casa: l’Europa! I momenti salienti della stagione 2009/10 del Napoli, dagli stenti di Donadoni al cambio di mentalità con Mazzarri. Dalla serie positiva col cambio tecnico al 3° posto del giro di boa. Dalla crisi invernale al risveglio di primavera. Dalla bassa classifica iniziale alla qualificazione all’Europa League.

guarda il videoclip

Destinazione Europa

Destinazione Europa, la poderosa cavalcata del Napoli raccontata dai protagonisti azzurri

“Destinazione Europa”. Un dvd celebrativo dell’avvincente campionato della squadra azzurra. Con il commento di Raffaele Auriemma, la direzione artistica di Angelo Forgione e la realizzazione tecnica di Videocomunicazioni (in omaggio una pubblicazione fotografica).

Dal 22 luglio in edicola con la Gazzetta dello Sport, una iniziativa editoriale della Società Sportiva Calcio Napoli. Un DVD celebrativo dell’esaltante stagione 2009/2010, conclusasi col ritorno in Europa della squadra azzurra.

Lavezzi, Hamsik, Quagliarella, De Sanctis, Cannavaro, Campagnaro, Maggio, Denis e Mazzarri raccontano in 100 minuti la cavalcata del Napoli nella stagione 2009-10 verso l’Europa League.

Rivivi la splendida rimonta azzurra attraverso il racconto dei campioni azzurri, i gol più belli, le immagini più suggestive, le partite più esaltanti e i momenti  più emozionanti del campionato. Dal debutto di Mazzarri nella “Rivoluzione di  Ottobre” alla Festa del San Paolo nel Maggio dei Monumenti. Il lungo viaggio attraverso il campionato più avvincente dell’era De Laurentiis è guidato dalle interviste e dai commenti di Raffaele Auriemma, e arricchito dalla grafica, le animazioni e le scelte artistiche di Angelo Forgione.

(logo “DESTINAZION EUROPA”, copertina, videografica, animazione e scelte artistiche e musicali del DVD  a cura di Angelo Forgione)

Aurelio De Laurentiis, un Presidente meridionalista

Aurelio De Laurentiis, un Presidente meridionalista

Tra una chiacchiera di calcio e una di cinema, il Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha esternato, in una intervista rilasciata a Dario Sarnataro di Lunaset, il suo pensiero extra-calcistico sulle condizioni politico-sociali della città di Napoli.

Un passaggio molto interessante, pregnante di riferimenti alla “questione meridionale” e ricco di concetti espressi da autentico meridionalista.
Un assist che il Presidente mi ha fornito e che non potevo non “mettere in rete”.
Dedicato a coloro che a Napoli tifano per le squadre del nord e che non sanno di quale “colpa” si macchiano.

Orgoglio e Storia Napoletana al TG5

L’antico stemma del Regno di Napoli in apertura del TG5 del 11 Luglio 2010

Finale dei mondiali di calcio in Sudafrica tra Spagna e Olanda.
Sfida tra monarchie che coinvolge anche Napoli e il sud.
Il TG5 intervista alla vigilia della partita il Movimento NEOBORBONICO e il Movimento V.A.N.T.O. su temi sportivi e commistioni storiche tra le corone di Napoli e Palermo e quella di Spagna.

I simboli esoterico-alchemici del Gesù Nuovo

I simboli esoterico-alchemici del Gesù Nuovo

di Angelo Forgione per napoli.com
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Raffigurata nelle vecchie diecimila lire degli anni settanta e ottanta, la Chiesa del Gesù Nuovo in Piazza del Gesù ha una storia alquanto affascinante fatta di misteri e maledizioni per i vari proprietari che si sono avvicendati. In realtà si tratta di un antico palazzo edificato nel 1470 da Novello da San Lucano con l’ausilio dei “tagliapietra” napoletani su commissione di Roberto Sanseverino, primo principe di Salerno, da cui prende il nome. Una costruzione in stile rinascimentale con una caratteristica facciata a “bugnato a cristallo”.
Il palazzo Sanseverino è acquisito dalla Compagnia di Gesù in seguito all’espulsione da Napoli dei Sanseverino per ordine del Re Filippo II e i Gesuiti ristrutturano l’edificio sul finire del ‘500 dandogli l’aspetto attuale, conservando la facciata e creando all’interno la magnifica chiesa barocca che oggi è possibile ammirare. Circa due secoli dopo, Ferdinando di Borbone espelle i Gesuiti dal Regno di Napoli e consegna la chiesa ai frati Francescani, ma già nel 1821 la Compagni di Gesù rientra a Napoli e riprende possesso della chiesa.
Il mistero che avvolge l’edificio probabilmente è proprio in quel bugnato piramidale realizzato dai “tagliapietra” che sulla facciata incisero degli strani simboli, un misterioso alfabeto con ideogrammi che si ripetono secondo un ritmo particolare legato probabilmente a determinate pratiche esoteriche e conoscenze alchemiche il cui scopo non è chiaro neanche oggi. Forse per convogliare all’interno della costruzione le forze e le energie positive o negative provenienti dall’esterno, o viceversa. La forma piramidale non fu infatti realizzata per una mera questione estetica ma secondo riti egizi praticati anticamente nel ventre di Napoli.
I “Maestri pipernieri” facevano parte di una segreta e potente corporazione che tramandava agli apprendisti l’arte dei tagliatori di pietra campani nonché gli antichi segreti esoterici previo giuramento. Erano per questo capaci di caricare la pietra di energia positiva o negativa a seconda degli intendimenti, utilizzando simboli oscuri e graffiti sconosciuti.
Di fatto è possibile notare una notevole somiglianza dei segni sulle bugne del Gesù Nuovo con i simboli di quella che è detta tavola alchemica-astrologica.
I simboli furono commissionati dallo stesso Roberto Sanseverino per convogliare fuori le energie malefiche oppure fu proprio la corporazione dei “tagliapietra” ad operare una sorta di carica negativa sulla facciata del palazzo sotto la spinta dei nemici dei Sanseverino? E con le bugne piramidali all’esterno, le energie positive furono convogliate dentro o fuori la costruzione?
Va detto che gli studiosi dell’occulto hanno sempre messo in guardia sulla manipolazione dei simboli esoterici che, se invertiti, possono colpire l’operatore al posto della vittima; allo stesso Hitler fu vivamente consigliato di non rovesciare il simbolo positivo di vita della
svastica solare onde evitare la creazione di un simbolo negativo di morte. Sta di fatto che l’epoca nazista fu evidentemente carica di avvenimenti nefasti per l’intera umanità.
Il mistero del Gesù Nuovo resta fitto, scolpito sulla pietra e sulla storia antica della Napoli esoterica ricca di un fascino unico tutto da scoprire.

A distanza di qualche mese dalla pubblicazione dell’articolo il mistero trova una plausibile soluzione. Musica scolpita nella facciata?

https://angeloxg1.wordpress.com/2011/07/17/gesu_nuovo/

Tratto pedonale Via Toledo: marciapiedi OK, decoro KO!

Tratto pedonale Via Toledo: marciapiedi OK, decoro KO!

Dopo una lunga battaglia, finalmente ripristinati i marciapiedi del tratto pedonale di Via Toledo dove i lastroni di pietra lavica etnea erano saltati dappertutto. Ma il decoro della strada è ancora un miraggio tra fioriere incolte scambiate per portarifiuti e “isole ecologiche” a macchia di leopardo.

Nasce la bandiera argentina-duosiciliana per l’orgoglio napoletano

La nuova bandiera argentina-duosiciliana per l’orgoglio napoletano

Il Movimento Neoborbonico e il Movimento V.A.N.T.O. (Valorizzazione Autentica Napoletanità a Tutela dell’Orgoglio) stanno predisponendo la distribuzione della nuova bandiera per i tanti napoletani simpatizzanti dell’Argentina impegnata nella fase finale dei mondiali di calcio.
La bandiera, frutto della creatività di Angelo Forgione, riproduce i colori azzurri di quella sudamericana e del Napoli con al centro, sul bianco, lo stemma del Regno delle Due Sicilie, simbolo della grandezza e dell’orgoglio della Napoli Capitale e del Sud dei primati positivi pre-unitari. Una bandiera, dunque, perfetta per colorare non solo i balconi di Napoli di oggi ma anche gli spalti del San Paolo prossimamente.
Dopo la giusta eliminazione dell’Italia, infatti, e spariti i tricolori, il riferimento per la passione di tanti partenopei è proprio la squadra allenata da Maradona, simbolo ancora forte, a sua volta, di una Napoli e di un Sud vincenti in Italia e all’estero, “contro tutto e tutti” (testuale dichiarazione di Maradona).
Proprio nell’anno delle retoriche celebrazioni per i 150 anni dell’Italia unita (più volte, ed in maniera infausta, richiamate dagli stessi calciatori della nazionale e dall’ormai C.T. Lippi persino dal palco del festival di Sanremo), Napoli e il Sud devono ritrovare simboli che possano contribuire a superare complessi di inferiorità che durano ormai da un secolo e mezzo.
L’Argentina, poi, è uno dei Paesi in cui sono andati a vivere molti di quei milioni di emigranti meridionali costretti a partire dopo il 1860 per le conseguenze di un’unificazione-conquista-colonizzazione che le celebrazioni di questi giorni dovrebbero ricordare con meno retorica e più verità storica.

L’iniziativa non ha scopo di lucro. In base alla richiesta verrà fissata una produzione e il costo sarà stabilito esclusivamente in relazione a questa.

bandiera argentina-duosiciliana


da IL MATTINO

da YAHOO SPORT

Museo “Filangieri”, riapertura vicina

Museo “Filangieri”, riapertura vicina
dopo circa 10 anni, l’importante struttura tornerà a vivere

di Angelo Forgione

Dieci anni fa fu chiuso per mancanza di risorse gestionali. Nel 1998, a causa del dissesto del Comune di Napoli, il contributo per la gestione dello splendido Museo Civico “Gaetano Filangieri” di Via Duomo fu sospeso. Da allora la struttura ospitata nel quattrocentesco “Palazzo Como” è negata alla città e ai turisti, dimenticata in un silenzio doloroso soprattutto per i dipendenti che da allora sono senza stipendio. Ma ora pare che la situazione di stallo possa trovare uno sbocco se è vero quanto annuncia il Comitato civico di Portosalvo, tra i movimenti più attivi sul fronte del patrimonio culturale della città. «Dietro il portone rinascimentale di Palazzo Como, che ospita la collezione del Museo Filangieri, già fervono i lavori che renderanno fruibili al pubblico le numerose opere racchiuse nella struttura museale», dice Antonio Pariante, presidente del Comitato, che indica per l’inizio d’autunno la riapertura del celebre museo.

È più cauto Gianpaolo Leonetti, a capo della Fondazione Filangieri che gestisce la struttura, per il quale solo per fine anno si potrà accedere alla parte inferiore del museo. Sono infatti in corso dei lavori che Leonetti definisce marginali e che investono solo un’area molto limitata.

Il “Filangieri” è stato inserito finalmente nei progetti dei fondi Pit-Por-2007-2013 della Regione e nei fondi europei per il grande progetto per il Centro storico della città ma il recente blocco di tali fondi da parte della Regione ai danni della macchina Comunale ha nuovamente frenato temporaneamente i lavori.

Il museo, inaugurato nel 1888, è un piccolo gioiello nel quale sono custoditi gli oggetti della collezione privata di Gaetano Filangieri che li espose per educare il pubblico all’arte e alla cultura del bello.
Spiccano al piano terra, ora interessato dai lavori, un grande plastico di Napoli durante il XVI secolo e alcune sculture di Antonio Canova e Francesco Jerace. E ancora, abiti di gentiluomini del XIX secolo e una ricca collezione di armi provenienti da paesi orientali.

Al piano superiore sono custoditi splendidi esemplari di pastori del presepe napoletano di Francesco Celebrano e Giuseppe Sanmartino, dipinti di de Ribera, Luca Giordano, Andrea Vaccaro, Mattia Preti e Bernardo Luini. Notevole la biblioteca che contiene 15.000 titoli, 7.000 monete, la preziosa collezione Bovi, Mastroianni, il fondo D’Ambra con manoscritti relativi alla musica e al teatro napoletano tra il XVII e XIX secolo. Inoltre vi sono 150 pergamene nell’archivio della famiglia Filangieri riguardanti la storia della città di Napoli.
«Si tratta di una riapertura molto attesa che lascia sperare in una nuova stagione politica volta al rilancio dei Beni Culturali nella città di Napoli», dichiara Antonio Pariante del Comitato di Portosalvo.

Gli fa eco il Movimento V.A.N.T.O. che auspica che il Museo sia presto totalmente fruibile e che, soprattutto, sia valorizzato a dovere affinchè sia concretamente inserito negli itinerari, quegli stessi che oggi contemplano musei d’arte contemporanea che catalizzano cospicui finanziamenti e che certamente non valgono più del “Filangieri”.

“Malaunità” di Eddy Napoli – in arrivo il videoclip ufficiale

“Malaunità” di Eddy Napoli – il videoclip ufficiale in anteprima

RISCRIVIAMO LA STORIA IN MUSICA
Martedì 29 giugno, in anteprima sul web, il videoclip ufficiale di Eddy Napoli in “Malaunità”.
Frutto della collaborazione tra il grande artista partenopeo e Angelo Forgione, in esclusiva sul canale youtube del Movimento VANTO “angeloxg1”.
DA NON PERDERE !!!

Eddy Napoli - Malaunità

Eddy Napoli - Malaunità