A rischio 100 milioni dell’Unione Europea per i Decumani di Napoli

I Comitati civici e le associazioni dei cittadini denunciano l’ennesimo inganno ai danni della città di Napoli. Dopo 20 anni di attesa, durante i quali sono state fatte tante promesse e tanti progetti, il centro storico di Napoli, inutilmente riconosciuto dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel lontano 1995, rischia di perdere, definitivamente, le risorse che l’Unione Europea aveva opportunamente stanziato per il suo recupero e la sua riqualificazione. A tutt’oggi, infatti, sui 27 interventi programmati dagli Enti Locali, risultano avviati nel cuore dei Decumani soltanto 3 cantieri. Per questo motivo, in vista della imminente scadenza dei finanziamenti e della consegna dei lavori, fissata dalla Ue entro il 31 dicembre 2015, i comitati civici e le associazioni cittadine si mobilitano con una manifestazione pubblica per chiedere all’Amministrazione Comunale, “beneficiaria del finanziamento” di aprire, in extremis, tutti i cantieri per non perdere questa straordinaria risorsa economica che serve ai restauri e alla valorizzazione ma anche e soprattutto al rilancio turistico e culturale del grande patrimonio storico, artistico e monumentale della città.
Iniziativa promossa e sottoscritta da Comitato di Portosalvo – Atlantide Ritrovata – Assoutenti – Insieme x Innovare – Medinapoli – Telefono Blu Napoli – ‘Radicali Napoli ‘Ernesto Rossi’ – V.A.N.T.O. – i Sedili di Napoli – Corpo di Napoli – Federazione Intesa Beni Culturali – Obiettivo Arte – Fabbrica dell’ Immaginario – Megaride – Incontri Napoletani – Locus Iste – Chiaia per Napoli – Siti Reali onlus – Progetto Napoli – Forum Tarsia. – Mani e Vulcani – Asmed – Gruppo Portosalvo Giovani – RAM – Napoli Centro Storico – Celanapoli – Cittadinanza Attiva in difesa di Napoli – Comitato di Piazza Fuga – Domus Partenope – Vobcas Napoli

Parte il restauro della Cassa Armonica di Napoli

Angelo ForgioneAmputata della sua pensilina perimetrale in occasione delle World Series dell’America’s Cup 2012, ha finalmente preso il via l’intervento di restauro della Cassa Armonica della villa comunale di Napoli, che sarà restituita alla città – sottolinea una nota del Comune – “nel suo originario splendore”.
Il progetto, finanziato dal Comune per un importo di 450mila euro, è della società RTU restauri di Montella, in provincia di Avellino, che si è aggiudicata la gara per la riqualificazione completa della struttura. I lavori di ripristino interessano non soltanto la corona, smontata durante la prima edizione delle World Series di Coppa America, ma anche il basamento e le parti marmoree. Una parte consistente delle opere, come il restauro di tutte le parti in ferro e degli elementi decorativi in ghisa, viene effettuata presso la sede della RTU.
In Villa Comunale poi si provvederà alla sostituzione dei vetri, alla deumidificazione della cassa di risonanza ed al restauro di marmi, bronzi e del tavolato di legno. Nella Cassa Armonica, progettata da Enrico Alvino nel 1862, e realizzata 15 anni dopo, si esibiva, in passato, la Banda della Città di Napoli. Dopo un restauro superficiale avvenuto negli anni ’80, la struttura necessitava di interventi importanti che oggi si stanno realizzando e si concluderanno entro marzo 2016. Il cantiere in Villa Comunale sarà aperto, ogni quindici giorni, a partire dalla fine di questa estate, a cittadini e studiosi che potranno prenotare una visita all’impianto e seguire da vicino le varie fasi del restauro.

Pillole di ‘Dov’è la Vittoria’ a Marte Sport Live (Radio Marte)

Tratto dalla puntata serale del 9 giugno di Marte Sport Live (Radio Marte) condotta da Massimo D’Alessandro, il mio intervento in studio alla vigilia della presentazione di Dov’è la Vittoria a La Feltrinelli di Napoli Chiaia.

Presentazione DOV’È LA VITTORIA a La Feltrinelli di Napoli

Mercoledì 10 giugno, alle ore 18:00, la Feltrinelli di Napoli Chiaia propone “Le due Italie nel pallone”, evento di presentazione del libro Dov’è la Vittoria di Angelo Forgione.
Con l’autore interviengono Luigi Necco e Rosario Pastore.

Feltrinelliclicca qui per guardare il booktrailer

Evento sul sito lafeltrinelli.it

La frustrazione napoletana della vittoria che non arriva

Angelo ForgioneDurante la trasmissione del 2 giugno di Club Napoli All News, in onda sull’emittente TeleClubItalia, alla quale ho presenziato come ospite per presentare il mio libro Dov’è la Vittoria, un telespettatore è intervenuto in diretta per lamentarsi della scarsa confidenza del Napoli con lo scudetto, incarnando la filosofia imperante a Napoli del “noi vogliamo vincere”. Una filosofia che non ammette ragionamenti più ampi, sui quali invece tutti dovrebbero riflettere in una piazza come quella partenopea e in tutte quelle meridionali. La mia risposta – una di quelle offerte nel mio saggio – ha convinto amaramente sia il tifoso da casa che il conduttore Francesco Molaro.

De Laurentiis, Benitez, calciatori e tifosi. Perdono tutti.

Angelo Forgione – Si chiude una stagione sciagurata, inaugurata con un preliminare di Champions League affrontato con troppa sufficienza al cospetto di una squadra modesta, eliminata ben presto dallo scenario europeo. Era il tempo della campagna acquisti col freno a mano tirato, dell’indebolimento preventivato nella prospettiva del passaggio alla fase a gironi, che tale rimase perché il cammino in Champions si fermò lì. Per Benitez, già alla vigilia non si sarebbe trattato di un dramma, mentre il dramma sportivo lo viveva lui dovendo schierare Rafael al posto di Reina e il ripudiato Gargano di ritorno in luogo di Behrami. Non si dimise, ma si allineò alle volontà della Società, da aziendalista quale non è. Errore grave.
Eppure Aurelio De Laurentiis aveva fatto proclami roboanti: «lotteremo per lo scudetto», disse il patron. Ma in lizza il Napoli non c’è mai stato. È arrivato a dicembre alla conquista della Supercoppa, un bel regalo di Natale per i tifosi, ma non troppo di più sulla bilancia di una stagione in cui si è pure sfiorata la finale di Europa-League, senza acciuffare né quella né la qualificazione ai preliminari di Champions. Insomma, dai sogni di scudetto al posto cinque nella graduatoria della Serie A 2014-15.
Si chiude tristemente il biennio spagnolo, inaugurato con grandi auspici quando De Laurentiis volò in Inghilterra a convincere Benitez, una grande figura del Football internazionale, per rendere il Napoli ancora più europeo. Il mister ereditava la Champions diretta lasciatagli da Mazzarri – uscendone poi per differenza reti in un girone di acciaio – ma non sarebbe riuscito ad agguantarla nelle sue due campagne italiane. Il presupposto era quello di accrescere l’appeal internazionale del Napoli, ed è purtroppo fallito.
Benitez non si discuterebbe, perché il curriculum parla per lui, e se va al Real Madrid non è per improvvisa follia della dirigenza dei blancos. Una Coppa Italia e una Supercoppa pure le ha portate a casa, ma si separa dal Napoli in modo amaro, volando via, alla volta del club più prestigioso del pianeta, lasciandosi alle spalle le macerie di una squadra da ricostruire in buona parte. E sarà dura, perché due stagioni senza Champions League, per un club italiano che vuol crescere, precludono il sostegno agli investimenti importanti. La patata bollente resta tra le mani di De Laurentiis, già gravato dell’impegno per uno stadio almeno decente ma che, una volta reso presentabile, non porterà importanti entrate al club.
Perdono un po’ tutti in questi due anni che dovevano rappresentare ben altro. A cominciare dallo stesso De Laurentiis, che ha perso la sua scommessa, non avendo gli argomenti per rendere la presenza di un allenatore stimato nel mondo più di una semplice esperienza, e neanche positiva. Perde Benitez, che, troppo preso da se stesso, non ha saputo compattare una squadra la cui grande vulnerabilità è stata nella mancanza di vere motivazioni (vedi Empoli e Parma) più che nell’incredibile perforabilità, e che non ha saputo lasciare un buon ricordo prima di andarsi a prendere la più ambita delle panchine. Perdono i calciatori, compresi quelli più rappresentativi, privi di carattere, cattiveria e decisività. Perdono anche certi tifosi, che indegnamente hanno apostrofato con nomignoli poco eleganti un allenatore “rotondo” che ha sponsorizzato nel mondo le bellezze del territorio e che si sono abbandonati a cori disgustosi nei confronti della madre del presidente, defunta da poco. Non è questa la Napoli civile che ci si auspicherebbe. Sì, De Laurentiis ha i suoi difetti, non è certamente un benefattore, ma resta comunque artefice di un mezzo miracolo sportivo e di una gestione aziendale con pochi punti deboli. Il suo Napoli è sano, indipendente e con le spalle alle banche; è collocato al 20° posto del ranking europeo, seconda tra le italiane, pur essendo espressione del territorio più depresso dell’Eurozona. Ma la vicenda stadio dimostra quanto sia difficile fare Calcio a Napoli e nel Mezzogiorno d’Italia in generale. La maturità non giungerà mai finché ci si sentirà in diritto di pretendere la vittoria senza guardarsi intorno, senza comprendere che gli scudetti sono arrivati nella povera Napoli solo grazie a Maradona, acquistato grazie alle forze politiche degli anni Ottanta, per poi pagare il grande sforzo col fallimento.
La stagione degli sprechi è finita. Andate in pace… si fa per dire.

Van Aalderen: «L’Italia non può prescindere da Napoli»

Angelo Forgioneforgione_vanaalderen_maggio15Interessante appuntamento con Maarten Van Aalderen, presidente dell’Associazione Stampa Estera in Italia, alla scuola di giornalismo dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, in occasione della presentazione del suo libro Il Bello dell’Italia. L’inviato per l’Italia e la Turchia del quotidiano olandese De Telegraaf ha risposto alle domande degli allievi sulla professione giornalistica e ha accennato ai motivi per cui ha voluto parlare di Napoli nell’introduzione del suo saggio.

Nel video, un piccolo estratto della conferenza relativo ai passaggi sulla città partenopea.

Al Suor Orsola Benincasa “Il Bello dell’Italia” e Napoli

Angelo Forgione – Giovedì 28 maggio, alle ore 15.30, nell’aula “Giancarlo Siani” dell’Università Suor Orsola Benincasa, sarà presentato per la prima volta a Napoli il libro Il Bello dell’Italia. Il Belpaese visto dai corrispondenti della stampa estera di Maarten Van Aalderen, presidente dell’Associazione Stampa Estera. Il libro racconta l’Italia vista dai colleghi corrispondenti stranieri, chiedendo loro cosa amano del Paese che li ospita. Spazio anche a Napoli, che l’autore ha visitato con chi scrive, dedicandovi spazio nell’introduzione. Da buon giornalista, Maarten ha visitato più volte la città partenopea, scoprendone le contraddizioni, l’immensa bellezza nascosta e l’umanità.
L’evento, aperto al pubblico, rientra nel Forum della Scuola di Giornalismo “Suor Orsola Benincasa” dedicato al “Ruolo del corrispondente dall’estero nel giornalismo”.
Discuteranno insieme con l’autore e con i giornalisti praticanti della Scuola, Marco Demarco, direttore della Scuola di Giornalismo Suor Orsola Benincasa, Andrea Manzi, direttore scientifico del Corso di Alta Formazione in Geogiornalismo del Suor Orsola e il giornalista del quotidiano “La Repubblica”, Carlo Franco.

Napoli rappresenta l’Italia al quadrato
(tratto dall’introduzione)

“In Italia si critica spesso una città in particolare: Napoli. Napoli rappresenta per me l’Italia al quadrato. Si parla frequentemente dei suoi aspetti negativi, come la corruzione e la criminalità organizzata. Per questi motivi, c’è perfino chi si rifiuta di andarci. Eppure, Napoli è una città con una fortissima identità, con una storia di cui può andare fiera e che la vede protagonista da secoli, dotata come è di una cultura unica e di una bellezza infinita. La bellezza di Roma, Firenze e Venezia è scontata, quella di Napoli invece è assolutamente sottovalutata. E quanto spesso ho incontrato dei napoletani impegnati per la loro città, come il blogger e scrittore Angelo Forgione, che ne conosce a fondo i problemi, ma continua ad amarla appassionatamente e a difenderne la bellezza contro ogni degrado e illegalità. Io a Napoli mi sono in ogni caso sempre sentito a casa”.

De Masi contro pizzaiuoli e finti creativi napoletani

Nel suo nuovo libro Tag, il sociologo Domenico De Masi attacca la creatività napoletana (un luogo comune) e i pizzaiuoli di Napoli, rei questi ultimi di non aver mai brevettato e industrializzato la pizza mentre ora sono «poveri nani» in mezzo a concorrenti giganti che vendono pizze napoletane in tutto il mondo.
Sul Corriere del Mezzogiorno, il dibattito sul pensiero del sociologo molisano al quale si oppone la mia risposta.demasi