il rapporto 2012 della Demos & PI evidenzia i grandi numeri del tifo azzurro
Angelo Forgione – La settimana scorsa, al Club Napoli Cercola avevo parlato ai presenti proprio della questione meridionale nel calcio, di quei circa 30 anni di campionato nazionale giocato da sole squadre del Nord, di differenti opportunità per fare calcio tra le due parti del paese e, con il rapporto della Demos & PI relativo al 2011 alla mano, di quel fastidioso dato demoscopico che fino a ieri evidenziava un primato della Juventus nelle preferenze dei tifosi del Sud. Fino a ieri, appunto, perchè la Demos & PI ha aggiornato il dato al Settembre 2012 sancendo nel suo annuale rapporto il primato del Napoli al Sud. Appagante per chi si batte (anche) per la diffusione della storia del paese e del calcio per far comprendere la differenza tra tifosi che si identificano nel potere e tifosi identitari. Insomma, “Ma perchè sei tifoso della Juve se sei di Napoli?”. Trovano così conferma le tante email degli ultimi tempi da parte di appassionati meridionali che, conosciute talune verità e entrati nell’orbita della consapevolezza meridionalista, hanno abbandonato il tifo per la Juventus per sposare la causa del Napoli o di altre società del Sud.
Il mondo del tifo è fluttuante, condizionato in grandissima parte dagli eventi e dalle vittorie soprattutto per i più piccoli, ma qualcosa può pur farla la cultura soprattutto in età adulta. E così l’Inter, i cui trionfi di qualche anno fa cominciano a diventare un ricordo sbiadito, perde tantissimi consensi. Più di tutte, ma non è la sola. Segno meno per le tre strisciate-stellate, salgono il Napoli e la Roma. Il che significa che il calcio malato sta scalfendo le tre squadre del potere mediatico-politico del Nord a vantaggio delle due big del centro-Sud.
Certo, la Juventus resta saldamente la squadra più amata dagli italiani ma gli scandali e la protervia dirigenziale hanno fatto evidentemente scendere le preferenze dal 29.2 al 28.5. Emblematico in questo senso il disgusto verso la dirigenza bianconera espresso da Marco Travaglio. Più contenuto il calo del quasi stabile Milan, da 16.0 a 15.8, mentre l’Inter, come detto, crolla verticalmente dal 18.6 al 14.5. La incalza il Napoli che guadagna 4.2 punti e si attesta a 13.2 mentre più staccata è la Roma a 7.3 che pure incamera un +0.8.
A confermare il calo bianconero da autocritica è anche il dato che analizza le squadre più odiate: la Juventus su tutte, detestata da milanisti, interisti, napoletani e romani indistintamente con una quota di tifosi ostili che in un anno è raddoppiata, dal 14 al 27%. Frutto evidente di una politica sportiva completamente sbagliata che i dati confermano essere perdente in termini d’immagine.
E poi il dato più coerente e atteso: fino a un anno fa la Juventus era la squadra più amata in tutte le aree del Paese, anche al Sud. Ora non più, finalmente, superata dal Napoli nel Meridione come non accadeva dai tempi di Maradona (e dalla Roma nelle regioni del centro), con un +2.3 a vantaggio degli azzurri (-2.9 nel 2011 e addirittura -10 nel 2010).
Sempre meno (23.6%) i tifosi che seguono il calcio allo stadio e tantissimi quelli che credono che gli arbitri non siano completamente “puliti” (63.3% in totale), di cui i napoletani i più diffidenti. Da non tralasciare il calo di 2.4 punti del parco tifosi in Italia rispetto al 2011, addirittura di 12.7 rispetto al 2010. In un paese in cui gli scandali, il malcostume negli stadi, l’inadeguatezza della politica sportiva, le polemiche tra i dirigenti e l’incoerenza dell’intero sistema sono in agguato, la passione per il calcio scende come non mai. Dappertutto, ma non a Napoli.

Angelo Forgione – Quando ho appreso la notizia del furto in casa del calciatore Lamela al Torrino di Roma, che per me non è notizia perchè 
Martedì 11 settembre alle ore 18.30, presso il “Club Napoli sezione Cercola” in via Ferrovia si terrà un incontro-dibattito sul tema “Napoli e il Sud: verità storica e orgoglio” con Gennaro De Crescenzo, Angelo Forgione e Salvatore Lanza. Una serata importante di storia e cultura tra i tifosi del Napoli nel segno di un orgoglio sempre più necessario da ritrovare sui campi di calcio e fuori. Un modo efficace e significativo per continuare la grande “battaglia” culturale per la necessaria divulgazione e per la diffusione di consapevolezza e fierezza.
Accordo in Prefettura a Napoli tra il prefetto De Martino, il sindaco Luigi de Magistris e un rappresentante del Calcio Napoli: la SSC Napoli pagherà gli straordinari per assicurare il servizio di metropolitana oltre il termine delle partite di calcio al “San Paolo” in notturna. Il servizio della Linea 2 “Piazza Garibaldi-Gianturco” dovrebbe essere garantito dalla Regione ma l’ente non ha i soldi e allora è De Laurentiis a risolvere il problema mascherandosi da amministratore pubblico e garantendo cinquemila euro per ogni partita serale. Non si tratta di stabilire se sia giusto o meno; lo è perchè una città che vuole riprendersi il suo posto tra le capitali d’Europa non può prescindere dall’assicurare certi servizi essenziali. Ha fatto il passo chi ha potuto in nome del buonsenso e il vero problema sta nel constatare che Napoli non può consentirsi al momento la fruibilità delle proprie linee metropolitane nelle ore tarde del week-end o in occasione di eventi particolari come accade nelle città di respiro internazionale.
Angelo Forgione – Non mi appaga analizzare parole prive di grande risalto mediatico ma le tante segnalazioni ricevute mi inducono a cascarci anche perchè ciò che si legge su
Il Napoli vince il derby delle Due Sicilie con una rotonda tripletta e parte col piede giusto in campionato. Partita senza veleni nonostante un rigore non fischiato al Palermo per fallo di Maggio su Cetto che però ha calciato. Poche le proteste e grande onestà intellettuale di Sannino che ha riconosciuto senza esitazioni la superiorità schiacciante degli avversari. È questo il calcio che piace e che fa dimenticare per un attimo gli orrori e le nefandezze di Paolo Silvio Mazzoleni e le ombre cinesi di Pechino con cui ci eravamo lasciati prima di Ferragosto. Lo abbiamo ritrovato a dirigere la primissima partita del campionato tra Fiorentina e Udinese senza che il designatore Nicchi si sia posto il problema di sospenderlo. Un arbitro viene sospeso quando si rivela inadeguato al ruolo e con tale atto se ne certificano gli errori. È quindi chiaro che l’A.I.A. ha così “dichiarato” che l’arbitraggio di Mazzoleni fu corretto e, per punire il Napoli che se n’era andato sotto la doccia, l’ha pure promosso per il “vernissage” di Firenze.
Angelo Forgione – Dobbiamo rendercene conto. Napoli è una nuova nemica giurata della Juventus, al pari delle forze economiche di Milan e Inter. Come lo è diventato se i capitali messi in campo dal fastidioso De Laurentiis non sono ingentissimi? Non solo per la competitività gestionale e quella tecnica espressa in campo in questi anni, non solo per la sottrazione della stella d’argento sulle maglie bianconere, ma anche e soprattutto per quella grande spina nel fianco del corpo juventino che fa sanguinare: la giustizia, ordinaria e sportiva. Napoli è detestata perchè la sua Procura della Repubblica ha condotto il processo di “calciopoli” che ha fruttato la Serie B e cancellato due scudetti, ovvero la famigerata terza stella della discordia. Napoletani sono l’ex procuratore Lepore, il PM Narducci e il Tenente Colonnello Auricchio così come napoletano è il procuratore federale Palazzi, grande accusatore dei prosciolti Bonucci e Pepe ma soprattutto dello squalificato Conte (solo per ora, ma la squalifica in panchina è comunque una farsa) cui, non a caso, è stata dedicata la vittoria. Napoli è odiata dalla Torino e dall’Italia bianconera e deve pagare per il sangue versato, per i continui “fastidi”. Mettiamoci poi un De Laurentiis ingombrante e i fischi all’inno nazionale italiano che Abete, Petrucci e l’Italia intera non hanno gradito. A Pechino Napoli ha pagato e, col senno di poi, ognuno discerna se sia stata solo sfortuna o se l’avvertimento sia stato recapitato tramite un corriere col fischietto tra le labbra.
Che la falsificazione dei brand sia un’arte illecita anche napoletana è risaputo. Non lo scopriamo oggi e non lo scopre Guido Vaciago di Tuttosport che però ricama come al solito sulla presunta visita dei giocatori del Napoli al “New Silk Market” di Pechino: “Tra un allenamento e l’altro, comunque, c’è tempo per un pò di shopping e ieri nel famoso centro commerciale del fake, ovvero il tempio del falso made in China, sono stati avvistati Insigne e altri giocatori del Napoli. Si sono ovviamente sprecate le battute sul fatto che in fatto di griffe falsificate a Napoli non devono imparare niente da nessuno”.