video: l’analisi “letteraria” di Erri De Luca
Angelo Forgione – Ero più giovane e tremavo puntualmente al pensiero della pubblicazione delle statistiche sulla qualità della vita de “Il Sole 24 Ore”. Puntualmente Napoli e le città del Sud a picco, e quelle del Nord a rallegrarsi. Era un dogma, arrivava Dio Sole 24 Ore e mi diceva che non vivevo bene, ma poi studiando la questione meridionale sono uscito da questo tunnel, da questa “statisticofobia”. Per me non è più un dogma, è solo una notizia su cui riflettere sulle negatività di Napoli ma non sulle sue positività che sono davvero fuori graduatoria.
Diciamo chiaramente che la vita quotidiana è una palestra di sofferenza. Però le statistiche sono importantissime per analizzare determinati fenomeni ma non per dare giudizi sommari e per stabilire scientificamente delle classifiche che non possono contemplare fattori e parametri non riducibili a numeri.
Non voglio tener conto solo dei mali della mia città per dire se ci vivo bene o male. Ci devo mettere anche alcune sue positività che non sempre sono quantificabili, misurabili, indicizzabili. Devo considerare anche il perchè a Napoli e al Sud, così umiliati da simili statistiche, gli stati d’ansia siano così rari da rendere difficili i suicidi. Devo considerare la qualità e la bontà di ciò che mangio, la profondità dei rapporti umani e il senso di appagamento che può dare la vista di un panorama pittato dal mare e dal sole, la storia che mi comunica la mia identità.
Luciano De Crescenzo disse metaforicamente che “Napoli è l’ultima speranza per l’umanità”; Mastorianni disse di gradire “una vita su un pianeta tutto napoletano”. Certe considerazioni esulano dalla finanza, dagli affari e dall’economia ed attingono a profondità e sensibilità diverse.
Per me, Napoli non è né centocinquesima né prima. Napoli è! Non la vorrei diversa ma decisamente migliore, e ogni santo giorno mi sbatto per migliorarla. Non lontana da ciò che sa dare, da ciò che ne apprezzo, da ciò che Erri De Luca ha espresso commentando determinate classifiche comode a certi potentati economico-finanziari che non stanno certamente a Sud. Ma facìtece ‘o piacere!
Dopo la rapina a mano armata subita da Christian Panucci nei pressi della sua casa sull’Anagnina a Frascati, la compagna dell’ex calciatore si è molto adirata per non aver sentito la notizia in tv e per questo ha deciso di richiamare l’attenzione dichiarando su twitter «Napoli città di m…a».
Il Movimento V.A.N.T.O., sponsor culturale dell’USCA ATELLANA PALLAMANO per cui è tesserata MARTINA FRANOVA HAMSIK, ha contattato i dirigenti del sodalizio sportivo affinchè facciano pervenire alla giocatrice la solidarietà della vera Napoli dopo la triste rapina a mano armata di stamane fortunatamente conclusasi solo con uno spavento. Un atto da condannare con decisione, non perchè ai danni della moglie di un calciatore famoso e amato ma perchè ai danni di una donna ospite nella nostra città, per giunta in gravidanza.
Impareggiabile e indimenticabile Marcello Mastroianni, capace di “disegnare” i connotati della da lui sinceramente amata Napoli. Uomo capace di capirla e abbracciarla senza pregiudizi grazie alla sua frequentazione artistica del luogo. Le sue parole, negli ultimi anni della sua vita, sono colme di rispetto e di un sentimento asciutto per una città capace di sorprenderlo e di sorprendere anche l’amico-collega Jack Lemmon giunto a Napoli per girare il film “Maccheroni” evidentemente carico di pregiudizi come sempre sgretolati dall’evidenza dei fatti. Ed è veramente toccante ed emozionante il racconto dell’esperienza personale di Mastroianni che riesce a descrivere la sua percezione della “diversa” umanità e della poesia di Napoli rispetto ad altri luoghi come Roma.
Angelo Forgione – Non è la lagna del giorno dopo, ma di ciò che stava accadendo avevo scritto manifestando un “
Luglio 1982, la Nazionale di calcio vince il suo terzo Campionato Mondiale e in Italia fa tappa il tour dei Rolling Stones, allora quarantenni. Primo concerto al vecchio “Comunale” di Torino (attuale “Olimpico”) il giorno 11, lo stesso della finalissima di Madrid Italia-Germania 3-1. Mick Jagger sale sul palco con la maglia n.20 di Paolo Rossi (foto) e profetizza un 3-1 per l’Italia al Santiago Bernabeu. Finisce così.






Le