Trivellazioni Campi Flegrei, parla il Prof. Mastrolorenzo

Trivellazioni Campi Flegrei, parla il Prof. Mastrolorenzo

rischi e omissioni di un progetto senza sicurezza e informazione

L’omissione di informazione sul “Deep Drillng Project” ai Campi Flegrei necessita di chiarezza e l’abbiamo cercata ascoltando un luminare della materia, il Professor Giuseppe Mastolorenzo dell’Osservatorio Vesuviano – INGV, vulcanologo di fama mondiale, al quale abbiamo chiesto se il progetto serve, se è pericoloso e se è corretto. Assenza di un piano di emergenza nazionale e locale; assenza della comunicazione alla cittadinanza delle finalità del progetto e dei suoi eventuali rischi; assenza di condivisione della scelta di autorizzare le perforazioni. Tutto ciò rende l’operazione un forte azzardo. C’è da chiedersi che fine abbia fatto la democrazia partecipativa annunciata in campagna elettorale dal Sindaco De Magistris.

Disimpegno dall’azione di protesta sul territorio

Comunicato Stampa del 07/07/2012
Comitato Civico “Salviamo i Campi Flegrei”

DISIMPEGNO DALL’AZIONE DI PROTESTA SUL TERRITORIO
E RINVIO CONFERENZA STAMPA 

Stamane si è tenuto presso l’ingresso del sito di “BagnoliFutura” in Via Cocchia a Bagnoli il primo presidio di protesta pacifica per le imminenti trivellazioni del “Deep Drilling Project”. La nostra iniziativa si è configurata come un’azione apartitica e totalmente popolare, e lo testimonia la presenza sul posto di gente di tutti i quartieri della città e della provincia sensibili ad un problema che riguarda tutto il territorio.
Ci siamo purtroppo resi conto che il Comitato non è nelle condizioni di proseguire l’azione di protesta sul territorio per le evidenti conflittualità delle diverse realtà di Bagnoli e dintorni, di cui non si era al corrente e che costringono il cantautore Eddy Napoli e il giornalista Angelo Forgione a limitarsi alla sola attività di sensibilizzazione e informazione circa gli eventuali pericoli e le omissioni già in essere conseguenti alle attività di trivellazione nella caldera più pericolosa al mondo quale è quella dei Campi Flegrei.
Si precisa, inoltre, che stanti le conflittualità di cui prima, ci siamo adoperati, senza alcun risultato, con le nostre uniche armi a disposizione, cioè: buon senso, sana diplomazia, buona educazione, senso civico, senso di responsabilità, senso di appartenenza, orgoglio di appartenere ad un popolo tra i più antichi al mondo, Amore sviscerato verso la nostra Terra e verso i nostri Fratelli. Fratelli che non godono delle nostre stesse armi in quanto “primedonne” che con i loro conflitti e protagonismi non badano agli obiettivi primari tra cui il piano d’emergenza e la sospensione del “deep drilling project”.
Pertanto si informa che la conferenza stampa annunciata per Lunedì 9 Luglio alle 12:00 presso “L’Arenile” di Bagnoli, nella quale avevamo “sollecitato” la presenza certa di uno tra i vulcanologi più famosi al mondo, un luminare, il Prof. Giuseppe Mastrolorenzo dell’Osservatorio Vesuviano – INGV, è rimandata ed è altresì annullata la manifestazione prevista per Giovedì 12.
Nel contempo, noi e gli aderenti al Comitato Civico “Salviamo i Campi Flegrei”, continueremo a portare avanti le altre finalità annunciate per accendere quei “riflettori” sui Campi Flegrei e su quanto sta per accadere all’insaputa della cittadinanza e dell’intera provincia di Napoli, “riflettori” che si tengono spenti per interessi conosciuti e/o sconosciuti.
Per concludere, il nostro prossimo impegno sarà quello di incontrare il Sindaco di Napoli, di seguito quello di continuare la nostra campagna di sensibilizzazione e informazione pro causa, nonché l’organizzazione dell’evento-spettacolo di fine Settembre.
Resta inteso che rimarremo fuori da quelle azioni di protesta sul territorio, cioè: cortei, presidi, assembramenti e quant’altro ci accomuni a chi, con i propri atteggiamenti e modalità, potrebbe ledere l’immagine e l’incolumità altrui. Tutto ciò per elevare la nostra protesta ad interesse cittadino, provinciale e più ampiamente regionale e abbandonare quello strettamente circoscrizionale nel quale non ci rispecchiamo.

Napoli 07/07/2012

Eddy Napoli – Angelo Forgione – Il Comitato Civico “Salviamo i Campi Flegrei”

Esiti riunione del 5 Luglio per i Campi Flegrei

Comunicato Stampa
Esiti riunione del 5 Luglio

“Piano d’Emergenza” per i “Campi Flegrei”
per i rischi vulcanico – sismico – industriale

Ieri, 5 Luglio, si è tenuta presso “l’Arenile” di Bagnoli la riunione relativa ai piani d’emergenza per i Campi Flegrei, un super-vulcano (tra i più pericolosi al mondo) la cui caldera si estende per circa 100 chilometri quadrati. Di seguito gli esiti dell’incontro.

È stato costituito un comitato civico, totalmente apartitico, denominato “Salviamo i Campi Flegrei”. La presidenza è stata assegnata all’artista Eddy Napoli (promotore dell’iniziativa) supportato dai comitati e i movimenti “V.A.N.T.O.” di Angelo Forgione “Bagnoli Punto e a Capo” di Antonio Di Dio, nonché quelli che vorranno unirsi successivamente.
La finalità è quella di richiedere con estrema urgenza alle autorità e agli enti nazionali e locali preposti il “Piano d’Emergernza” di cui prima, piano d’emergenza che da trent’anni resta incompiuto nonostante varie e molteplici sollecitazioni.
È stata fissata per Lunedì 9 Luglio alle ore 12:00 la conferenza stampa presso “l’Arenile” di Bagnoli (che ospiterà l’evento) con i seguenti relatori:
Prof. Giusepe Mastrolorenzo (vulcanologo dell’Osservatorio Vesuviano INGV) 
Eddy Napoli (cantautore)
Gino Magurno de L’Altroparlante (musicista) 

Angelo Forgione (giornalista pubblicista e presidente Movimento V.A.N.T.O.)
Antonio Di Dio (presidente comitato civico “Bagnoli punto e a capo”)

Inoltre è stato fissato per Giovedì 12 Luglio alle ore 19:00 un primo primo presidio di potesta, presso il varco di “Bagnoli Futura” in via Enrico Cocchia, aperto a tutti i cittadini che intenderanno aderire alla protesta civile, in quanto si ritiene opportuno che, in assenza dei piani di emergenza, non sussistano le condizioni minime di sicurezza per poter effettuare le trivellazioni relative il “Deep Drilling Project”.
Si sollecita altresì il sindaco De Magistris, per quanto su detto, di informare e coinvolgere tutta la cittadinanza tenendo fede al concetto di democrazia partecipativa da lui promessa durante la campagna elettorale. Al contempo si sollecitano anche i sindaci di tutta l’area flegrea e zone limitrofe interessate affinché si adoperino e collaborino nei meriti tutti.
Le critiche sollevate su prestigiose riviste scientifiche internazionali hanno rilevato la pericolosità delle perforazioni in area calderica per i possibili rischi di eruzione dei pozzi e induzione di sciami sismici, nonché la inutilità dal punto di vista conoscitivo e di sfruttamento dell’energia geotermica. Un dato di fatto importantissimo è quello che tra gli anni ‘70 e ’80 nei Campi Flegrei furono fatte delle perforazioni da parte dell’Agip, le quali fecero si che si rilevassero tutti i dati necessari del caso ma durante quei lavori si dovettero tappare urgentemente alcuni pozzi in quanto si verificarono alti rischi di esplosione.

Sono previste campagne informative sui rischi rivolte alla collettività, convegni, riunioni di lavoro, presidi, nonché per fine Settembre, tra le varie attività sul territorio di Bagnoli, un Evento Artistico in fase di programmazione presso “l’Arenile”, che intenderà “riaccendere i fari” in una zona tra le più belle del mondo affinché la stessa torni agli antichi splendori a vantaggio dei cittadini, della migliore fruizione delle risorse del territorio e dell’ambiente naturale. All’evento parteciperanno le personalità della cultura, dello sport, dello spettacolo impegnati nel recupero e nella valorizzazione dei Campi Flegrei.
Tra coloro che hanno già dato la loro adesione: Edoardo Bennato (cantautore), Eugenio Bennato (cantautore), Maurizio Casagrande (attore), Tony Cercola (musicista), Sal Da Vinci (cantante) Gennaro Iezzo (ex calciatore), Biagio Izzo (attore), Gino Magurno (musicista de “L’Altroparlante), Aniello Misto (cantautore), Pietra Montecorvino (cantante), Eddy Napoli (cantautore), Patrizio Oliva (ex pugile), Nando Paone (attore), Patrizio Rispo (attore), Antonello Rondi (cantante), Francesca Schiavo (cantante), Gianni Simioli (presentatore e speaker radiofonico). 

in 120 secondi, la storia dei 7 anni di Maradona in Italia

in 120 secondi, la storia dei 7 anni di Maradona in Italia

5 Luglio, Natale sportivo di Napoli

Il 5 Luglio è come il Natale sportivo di Napoli, la data del festoso arrivo di Maradona a Napoli in quel lontano 1984. Della sua meravigliosa storia sportiva in riva al golfo sappiamo tutto e di più e a 28 anni di distanza ci piace rileggere in 120 secondi l’essenza della sua esperienza complessiva in Italia a cavallo dell’epopea che ne ha costruito il mito, dall’addio alla dorata e odiata Barcellona foriera di razzismo e dipendenza dalla droga alla fuga notturna da Napoli per lasciare l’Italia calcistica anti-napoli e ormai anche anti-Maradona, il cui governo sportivo spalleggiava ormai quello mondiale con cui “el pibe de oro” era entrato in conflitto.

Comunicato Stampa: Trivellazione Campi Flegrei senza piano di emergenza

Comunicato Stampa
Trivellazione Campi Flegrei senza piano di emergenza

Si informa che in data odierna, 5 Luglio alle ore 19:00, presso il Bar “San Domingo” in Viale Campi Flergrei, 1 – Bagnoli, si terrà un incontro per l’analisi delle problematiche connesse alle imminenti trivellazioni nei Campi Flegrei nell’ambito del “Deep Drilling Project” e nella fattispecie all’interno degli ex cantieri Italsider Bagnoli.

Parteciperanno:
– l’artista Eddy Napoli
– il Prof. Giuseppe Mastolorenzo dell’Osservatorio Vesuviano – INGV
– Angelo Forgione e Vincenzo Ferrara del Movimento “V.A.N.T.O.”
– Antonio Di Dio e i rappresentanti del comitato “Bagnoli punto e a capo”
– Umberto Frenna (Arenile di Bagnoli)
– Massimo Solimente (Editore – Spazio Creativo)
– vari giornalisti e altre personalità (in divenire)

Si fa presente che l’azione si rende necessaria per i seguenti motivi fondamentali:
assenza totale di un piano di emergenza nazionale e locale della Protezione Civile relativo all’area della caldera dei Campi Flegrei
assenza di assunzione di responsabilità penali e civili in caso di eventuali danni a cose e persone derivanti dalle trivellazioni
sostanziale assenza di coinvolgimento e informazione da parte del Sindaco di Napoli che, avendo concesso l’area di “Bagnoli Futura” di proprietà del Comune di Napoli al 90%, diventa automaticamente il soggetto giuridico responsabile in quanto autorità locale di protezione civile (Legge 225/1992) il quale, in casi del genere, è tenuto a informare la cittadinanza delle finalità effettive del progetto e dei rischi in un’area sismico-vulcanica ritenuta la più pericolosa al mondo, ma comunque prendendo con essa una decisione e non per essa, ossia esprimendo il parere della collettività e non quello personale.

Si invita vivamente la stampa interessata e la cittadinanza a presenziare.

per informazioni: vanto_xg1@email.it

La nazionale specchio dell’Italia? Speriamo di no!

La nazionale specchio dell’Italia? Speriamo di no!

la bacchetta magica che ha cancellato tutti i problemi

Angelo Forgione – C’era da tramere alla notizia dell’invito della nazionale di calcio al Quirinale. Atto giusto dal punto di vista sportivo, dovuto, ma “pericoloso” viste le ombre che avevano accompagnato gli azzurri alla vigilia dell’Europeo e che una finale non cancella. E il presidente della Repubblica Napolitano ha dato corpo ai timori con un discorso preparato a tavolino pregno di retorica e strumentalizzazione. «C’è molta strada da fare, c’è da cambiare molto per cambiare e rinnovarsi fino in fondo. Abbiamo alle spalle dei momenti difficili». Poi l’espressione si fa teatrale. «Certe volte, quando dico queste cose, mi domando: sto parlando del calcio o sto parlando dell’Italia? Badate bene che i discorsi si assomigliano molto ed è per questo che c’è stata grande presa sugli italiani per questa straordinaria impresa».
Nazionale specchio dell’Italia? Speriamo di no! La nazionale è solo lo specchio del calcio italiano sempre vivo e competitivo nonostante gli scandali e la crisi, un calcio in cui il Paese non dovrebbe specchiarsi anche se lo fa spesso. I calciatori della nazionale, a differenza di milioni di italiani, non si specchiano nella crisi e non ne patiscono gli effetti. Non conoscono la disoccupazione e possono consentirsi di rinegoziare i loro già lauti compensi in base agli eventi. Ecco perchè la retorica di Napolitano è fuori luogo e può solo far male.
Già le prime condanne del processo sportivo di “scommessopoli” erano state morbide e ricche di patteggiamenti, all’italiana cioè. Poi l’oblio “azzurro” che ha cancellato con un colpo di spugna i problemi della Nazione e quelli del calcio nazionale. Sotterrati i fischi all’inno di napoletani, spagnoli e croati, ognuno con le proprie motivazioni. Un calciatore è divenuto giudice e redentore del primo ministro: Buffon, intervistato da Mediaset (minuto 26:22), ha così detto di Monti che aveva proposto la chiusura del campionato per tre anni: «Non dobbiamo perdonare nessuno e io non ho sentito cosa ha detto». Qualche metro più in là Bonucci, proprio lui, compiaciuto per aver restituito al Paese l’orgoglio nazionale (minuto 25:28).
Potere del pallone che rotola in un paese calciocentrico e che se lo si fermasse per tre anni risveglierebbe l’attenzione degli italiani nei confronti di problemi e mali. Tutti ai piedi dei calciatori, partiti per gli europei tra le polemiche e tornati sul red-carpet. Tutti ad ascoltare il premier Monti che si prende 6 minuti di diretta TV e annuncia, chissà su quali certezze, che gli enormi sacrifici imposti al popolo e non ai ricchi, tantomeno ai calciatori, stanno per pagare mentre il giornalista Amedeo Goria poneva timidamente la “fatidica” domanda al manovratore («gentilmente, può dirci quando ne uscirermo?»). Tutti a santificare il pianto di un Bonucci indagato dalla procura per calcioscommesse pur restando “azzurro” mentre un suo collega veniva punito. Tutti di nuovo convinti di un’unità nazionale che esiste solo nelle parole del Presidente della Repubblica che, dopo aver scritto prima e confermato a voce poi che gli azzurri rappresentano gli italiani nelle crisi da superare, dimostra quanto il calcio sia strumento politico. Ci aveva offerto emozionanti abbracci e sincera stima all’esempio morale italiano che non ha voluto chiarire a cosa sia servito un milione e mezzo versato ad un tabaccaio per poi indicare alla Spagna e non alla Croazia la via dell’onestà. Aveva scritto a Prandelli di aver apprezzato tanto la sobrietà e serietà dei suoi commenti “senza retorica, ma non è forse questo il discorso da fare per l’Italia e per la sua Nazionale di calcio?». Già, senza retorica… una parola!
Ci uniamo al fronte di quelli che avrebbero accolto la vittoria della nazionale senza altri condimenti, quelli che non ci stavano e non intendono starci al tocco di bacchetta magica orchestrato da istituzioni politiche e calcistiche con la complicità di una certa stampa. Da Travaglio a Grillo ai “No Tav”, ognuno coi suoi motivi e con le sue provocazioni discutibili, ma tutti con ragioni sacrosante. Il calcio fa sempre più paura e si dimostra strumento di distrazione di massa che prima divide e poi finge di unire. Leggere attentamente le avvertenze e le modalità d’uso.

Napoli e Torino nel 1860 come Berlino e Atene oggi

Napoli e Torino nel 1860 come Berlino e Atene oggi

una ricerca paragona l’unificazione dell’Eurozona a quella italiana

Angelo Forgione per napoli.com Un’altra spallata alla retorica risorgimentale, l’ennesima. Sull’attualissimo tema della crisi del debito sovrano in cima all’agenda politica in Europa in quanto ostacolo all’unificazione politico-economica degli Stati membri, irrompe Stéphanie Collet, ricercatrice dell’Université Libre de Bruxelles, che ha pubblicato la ricerca Un’Italia unificata? – Il Debito Sovrano e lo scetticismo degli investitori riportata anche dal Sole 24 Ore in cui solleva la necessità di studiare il rischio attuale inquadrandolo in una prospettiva storica prendendo a modello per l’Europa il processo di unificazione italiano del 1861 e la conseguente unificazione monetaria tra il 1862 e il 1905.
Nel suo lavoro, la ricercatrice dimostra che la nascita dell’Italia generò un debito pubblico comune derivato dalla somma dei debiti sovrani dei sette Stati preunitari e verifica l’andamento dei rendimenti delle obbligazioni sovrane dei diversi Stati italiani sulle borse di Anversa, Parigi e Londra, prima e dopo l’unità, dove rimasero quotate fino al 1876 seppur risalenti a prima del 1861 (le emissioni del Regno delle Due Sicilie erano indicate come “Italy-Neapolitan”) a testimonianza del fatto che il mercato finanziario dell’epoca non dava per assodata la sopravvivenza del “progetto Italia unita” dei piemontesi. Il presupposto fondamentale della ricerca è il forte indebitamento del Regno di Sardegna causato dalla natura bellico-militare del Piemonte e caratterizzato da tassi d’interesse elevati, a fronte del sistema economico virtuoso con ridottissimo debito del Regno delle Due Sicilie cui i Savoia fecero pagare il peso finanziario della conquista. Un’altra conferma del fatto che il catastrofico debito pubblico italiano sia stato creato dal Nord piemontese.

La Collet offre delle considerazioni sull’esempio italiano: «Come l’Italia di allora, l’Europa oggi è fatta da stati eterogenei, con economie di dimensioni e condizioni diverse, che parlano lingue diverse e hanno sistemi di imposizione fiscale separati. Il Regno di Napoli economicamente era per l’Italia quello che oggi la Germania è per l’Eurozona. Come il Regno di Napoli prima dell’integrazione del debito sovrano, la Germania di oggi è l’economia più forte dell’Eurozona e beneficia del costo del debito più basso in assoluto». Poi la considerazione che fa trasalire gli storiografi di sistema che, come al solito, giunge dall’estero, quindi neutrale e non di parte: «Napoli era di gran lunga la città più importante del neonato Regno d’Italia. E le regioni del Sud avevano una discreta struttura industriale, un’agricoltura fiorente sia pure basata sul latifondismo, e importanti porti commerciali. In un certo senso, facendo un parallelo, Napoli e Torino erano la Berlino e la Atene dell’epoca e il debito napoletano fu quello che più fu penalizzato dall’unificazione dei debiti».
La ricerca della Collet è complementare ad un approfondimento dell’ex rettore dell’Università di Buckingham Martin Jacomb che sul Financial Times del Luglio 2011 evidenziò come la Grecia abbia subito un impoverimento permanente dopo l’adozione dell’euro analogo a quello che il meridione d’Italia subì dopo l’unità e la conseguente adozione della lira.
Esempi calzanti anche se conservano un distinguo essenziale. Gli interessi economici delle massonerie internazionali, nel caso italiano del 1860, si sposavano con quelli sociali e religiosi. All’Inghilterra anglicana, sovrana di quell’Europa, l’Italia unita era funzionale alla cancellazione del potere temporale del Papa e al potere economico-marittimo nel Mediterraneo del cattolico Borbone. Gli interessi erano molteplici mentre oggi tutto è “ridotto” a una questione monetaria. Inoltre il Piemonte invase il Regno delle Due Sicilie e lo costrinse con le armi a pagare il proprio debito pubblico mentre oggi la guerra monetaria europea non si combatte con le armi ma con i soldi, e appare davvero arduo che la solvibile Germania, vincitrice del conflitto economico contemporaneo, accetti di essere penalizzata dal pagamento del debito dei paesi europei poveri.
“Ccà nisciuno è fesso”, che proverbio bugiardo! Meglio “Ka nischün è fessen”.

Il destino comune dei portieri azzurri… o quasi

Il destino comune dei portieri azzurri… o quasi

stesse reazioni, reazioni diverse

C’è un portiere, professionista esigente, che in Napoli-Lecce dello scorso Gennaio si era sfogato dopo un goal di un proprio compagno di squadra che aveva messo fine ad una partita da chiudere molto prima, e fu crocifisso. Anche a Parma, due mesi dopo, quel portiere non reagì con gioia al goal di Cavani scaturito da un rigore fallito, scuotendo la testa e sbuffando, dimostrando anche in quella occasione di pretendere minori sofferenze. C’è un altro portiere che si è infuriato ben più platealmente per lo stesso motivo dopo Italia-Germania dimostrando il suo disappunto, ironia della sorte, proprio all’indirizzo del protagonista del primo episodio. E nessuno ha sollevato dubbi e polemiche.
Inutile sottolineare che l’errore non è nel secondo caso ma nel primo; e per dimostrarlo era partito da qui un contributo che fece cervelloticamente impuntare la società del secondo portiere.

Nuovo asfalto sulle strade, ma Via Manzoni resta fuori

Nuovo asfalto sulle strade, ma Via Manzoni resta fuori

sbloccati i fondi, via ai lavori ma i turisti devono attendere

Parte finalmente la prima tranche dei lavori per il rifacimento e la messa in sicurezza del manto stradale di alcune strade cittadine. Sbloccati dall’assessore ai Trasporti della Regione Sergio Vetrella i primi 2,5 milioni (11.3 complessivi) di fondi europei, statali e regionali destinati a nove interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza di alcune strade di Napoli.
I primi interventi riguarderanno in sequenza programmata nell’ambito del mese di Luglio le seguenti strade: 
via Cardarelli (da via Pietravalle a via Fontana), via D’Antona, via Montesano, via Cavalleggeri d’Aosta, via Diocleziano, via Leopardi, via Santa Maria a Cubito, via Arenaccia e Calata Capodichino. Sono stati inoltre affidati anche i lavori per il rifacimento della ringhiera di Via Petrarca divelta in seguito a un incidente d’auto in cui persero la vita tre ragazzi oltre un anno fa.
Altri finanziamenti verrano sbloccati nei prossimi mesi e serviranno
per interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza di via Posillipo, via Mariano Semmola, via Leonardo Bianchi, Largo Cangiani, via Pansini, via del Cassano, via Comunale Limitone di Arzano, via Scaglione, via Montagna spaccata, viale Kennedy, viale Giochi del Mediterraneo, via Nicolardi, viale Colli Aminei, via Miano.
Purtroppo ancora niente da fare per Via Manzoni e Via Orazio, le strade che squalificano la nostra città agli occhi dei turisti, dove grossi problemi interessano non solo le carreggiate stradali ma soprattutto i marciapiedi.

Un dono per Gennaro Iezzo

Un dono per Gennaro Iezzo

all’ex azzurro il pumphlet “Malaunità, 150 anni portati male”

L’ex portiere del Napoli Gennaro Iezzo non ha ancora finito di leggere “Terroni” ma ha già la prossima lettura meridionalista… magari sotto l’ombrellone.