video: GAD LERNER CHIEDE SCUSA AI NAPOLETANI

LERNER SI SCUSA “FORZATAMENTE” COI NAPOLETANI
Dopo il nostro sdegno, scuse in diretta. Ma…

Dopo aver sdoganato per 5 giorni nelle case degli italiani una pericolosa opinione dai toni razzisti di un tifoso dell’Atalanta montata in un promo della trasmissione “L’Infedele” e da noi denunciata (leggi e guarda il video), Gad Lerner ha chiesto scusa in diretta ai Napoletani a seguito alle proteste ricevute dalla redazione del programma. Ma “forzatamente”, come da lui stesso affermato.
Nonostante le proteste che hanno portato a questo atto, la frase è stata purtroppo riproposta in trasmissione senza essere censurata dagli autori come buonsenso e correttezza avrebbero indicato, ripetendo così l’errore e amplificando il danno invece di arginarlo parzialmente.
Restano le scuse “forzate” e non sentite unitamente al rispetto ottenuto nuovamente da V.A.N.T.O. a livello nazionale per una delle tante offese gratuite alla comunità partenopea in toto, supportati da coloro che seguono il nostro movimento. Scuse “forzate” che però non cancellano il danno causato da 5 giorni di diffusione e penetrazione di un messaggio pernicioso… non tagliato dalla trasmissione.

sulla sua pagina Facebook, Gad Lerner ha comunicato:
«Avete ragione, non era giusto mandare quella frase sui napoletani, anche se squalifica solo chi l’ha detta. Le mie scuse successive avevano piuttosto il sapore di una foglia di fico che di una condanna efficace. Lo ammetto, e non si ripeterà.» 

È giunta la Giunta (De Magistris)

È giunta la Giunta (De Magistris)
inaugurato l’assessorato alla democrazia partecipativa

Nell’antico palazzo dei ministeri borbonici “di San Giacomo”, il Sindaco Luigi De Magistris ha presentato la nuova Giunta Comunale che dovrà governare la città da qui in avanti. Nessuna sorpresa rispetto alle indiscrezioni degli ultimi giorni.
Salta subito all’occhio, per noi che da anni cerchiamo di dialogare con Palazzo San Giacomo in maniera costruttiva, un nuovo assessorato alla democrazia partecipativa che avrà il compito di gestire i rapporti con i movimenti affidato ad Alberto Lucarelli che diventa così un importante referente della cittadinanza attiva.
Lo stesso De Magistris, annunciando la Giunta e definendola “un grande progetto”, ha speso due parole in più per questo nuovo assessorato che registriamo dandogli un valore fondamentale: «Questo è un esecutivo che inaugura un nuovo modo di fare politica a Napoli, nel Mezzogiorno e nel paese. A Napoli nasce un laboratorio politico per puntare sulla grande voglia di partecipazione e di cittadinanza attiva. Al nuovo assessorato alla democrazia partecipativa do molta importanza perchè noi creeremo da subito dei momenti di confronto con la cittadinanza attiva che ci è stata vicina in campagna elettorale ma anche a quella che si vorrà mobilitare per partecipare direttamente al governo di questa città. C’è una parte della cittadinanza che ha dato prova di essere viva, che vuole dire la sua e darci una mano, magari anche criticvando quando è giusto farlo».
Quattro le donne nell’esecutivo ma spicca la figura di Tommaso Sodano come vicesindaco e assessore all’ambiente chiamato a risolvere il problema dei rifiuti, proprio colui che portò alla luce lo scandalo rifiuti in Campania e che mosse le denunce che portarono al rinvio a giudizio di Bassolino, Romiti, Impregilo e dei vertici del commissariato ai rifiuti.
Giuseppe Narducci, noto PM della Procura di Napoli, va “spontaneamente” ai diritti, trasparenza e sicurezza; a lui toccherà il compito di porre le condizioni per migliorare le condizioni di sicurezza della città lavorando sulla videosorveglianza e su quei prosupposti che possano segnare un’inversione di tendenza in una città che, come ha ricordato il Sindaco, ha fatto poco per questo negli ultimi anni.  Da sottolineare il ritorno a Palazzo San Giacomo di Riccardo Realfonzo al Bilancio, dopo aver provato a lavorare con la Iervolino alla quale ha poi sbattuto la porta dimettendosi dalla stessa carica e aver accusato la Giunta, Sindaco compreso, di non averlo supportato nelle strategie di cambiamento per uscire dal dissesto e per abbattere quello che definì un sistema clientelare che bloccava la macchina comunale. Avevamo segnalato alla vigilia del ballottaggio l’autogoal che Lettieri aveva commesso nell’accusare De Magistris di pensare a Realfonzo per la sua eventuale Giunta (leggi), cosa che invece rappresentava una positività. Realfonzo, come Sodano, appare l’uomo giusto al posto giusto.
Al Lavoro, Sviluppo, Attività produttive, Commercio e “made in Naples” va Marco Esposito, uomo che si è contraddistinto per le sue battaglie “meridionaliste” contro il federalismo fiscale di stampo leghista. Lo scorso 3 Giugno avevamo analizzato i dati dello SVIMEZ (leggi) riportando un suo intervento (guarda) del 27 Febbraio 2010 in cui attaccò Caldoro alla vigilia dell’elezione alla presidenza della Regione, ma anche Giulio Tremonti, dando l’esatta dimensione di come il sud sia raggirato e continuamente colonizzato dai politici del potere settentrionale che guidano il paese in funzione degli interessi delle proprie aree di provenienza. Esposito appare una buona garanzia di un Comune di Napoli che possa “andare” a sud in un paese sbilanciato a nord (forte cardine tra le battaglie di V.A.N.T.O).
Interessanti gli altri incarichi, tra i quali quello ad Antonella Di Nocera che rileva il delicato e importante assessorato alla Cultura e Turismo.
Buone le premesse rispetto agli auspici “captati” in campagna elettorale che hanno trovato conferma. Ma ora al lavoro, il tempo della “tregua” è finito. La Giunta appare sicuramente valida e da domani Napoli attenderà risposte dal nuovo sindaco e dai suoi collaboratori. Anche V.A.N.T.O. che sa già da dove ripartire dopo anni di silenzio iervoliniano.

 


video: CALCIOSCOMMESSE E LA “PUNTATA” SU NAPOLI

video: CALCIOSCOMMESSE E LA “PUNTATA” SU NAPOLI
come dichiararsi puliti sporcando Napoli

Giugno 2011, lo scandalo “calcioscommesse” torna a galla nel calcio italiano e coinvolge in prima battuta la Serie B con le squadre appena promosse nella massima serie. Mentre le indagini delle Procure di Cremona e Napoli vanno avanti su due filoni diversi, i primi imputati si difendono legittimamente dalle accuse ma nel solito modo tutto italiano di scaricare ogni responsabilità sui Napoletani.
Piena condanna ad ogni mafia, ma anche ad ogni trucco nel calcio e ad ogni razzismo sommario. E il mondo del calcio, che finge di educare ad una migliore cultura, è spesso il principale strumento di diffusione di cattivi segnali poi amplificati dai media.

Il video nasce da una pericolosissima frase pronunciata da un tifoso bergamasco contro i Napoletani e incautamente sbattuta in faccia all’Italia intera dall’emittente nazionale La7 per promuovere la trasmissione “L’Infedele” dedicata al tema in onda il 13 Giugno.
A seguito delle numerose proteste scaturite da questa clip, durante la trasmissione, Gad Lerner si scusa per la frase infelice del tifoso atalantino per la quale la redazione ha ricevuto proteste, ma intanto in trasmissione la frase viene fatta ripassare ripetendo l’errore.

Computer e portafogli restituiti ai proprietari

Computer e portafogli restituiti ai proprietari
la bella faccia di Napoli, quella che non fa notizia

Angelo Forgione – Napoli regala sorrisi a due turisti. Nei pressi dell’aeroporto, un turista francese dimentica sul sedile del taxi il suo pc portatile pieno di dati importantissimi. Al porto una fiorentina smarrisce il portafogli con 500 euro, carte di credito, libretti d’assegni e biglietti d’imbarco per Capri. In entrambi i casi, ai turisti è stato riconsegnato tutto!
Il primo episodio all’esterno di Capodichino: un italiano di nascita ma residente all’estero, ha contattato gli agenti dell’unità operativa aereoportuale informando di aver dimenticato il computer in taxi. In poco tempo si è rintracciato il tassista e recuperato il pc che è stato restituito al proprietario travolto dal sollievo e dalla gioia. Nel computer c’erano dati molto importanti privi di backup e indispensabili per il suo soggiorno di lavoro a Napoli.
Il secondo episodio nella zona del porto, dove gli agenti dell’unità operativa Avvocata, durante un pattugliamento, hanno rinvenuto un portafogli contenente 500 euro, carte di credito, libretti d’assegni e biglietti d’imbarco per l’isola dei Faraglioni. La turista 53 enne di Firenze, che si trovava a Napoli per una vacanza con una comitiva, è stata individuata e ha riavuto ciò che aveva perso. Gioia e incredulità nel constatare che non mancava proprio nulla.
Non è certo un miracolo, Napoli è piena di avvenimenti simili che a volte vedono protagonista anche la spontanea correttezza dei cittadini. Come nel caso del tassista Antonio Grieco che alla vigilia di Pasqua riconsegnò una borsa con 2.000 euro in contanti ad una coppia di turisti svizzeri (clicca qui per leggere). Vale però la pena sottolineare i fatti di ieri dopo la luttuosa vicenda di Antonio Oscar Mendoza che ha colpito l’opinione pubblica. Due turisti portano a casa una buona immagine della città. Insomma, Napoli non è soltanto criminalità.

Calcioscommesse: Ghirardi e i boss dei prosciutti

Calcioscommesse: Ghirardi e i boss dei prosciutti
Ironia a parte, nessuna morale da Parma, grazie!

La battuta del Presidente del Parma riguardo un presunto coinvolgimento della sua squadra nell’ennesima truffa del “calcioscommesse” è simpatica ma merita decisamente una controbattuta. Tommaso Ghirardi, circa la presenza di un camorrista al “San Paolo” durante Napoli-Parma dello scorso anno, ha dichiarato sorridendo: “A Parma non conosciamo queste cose, abbiamo i boss dei prosciutti, dei salami e null’altro…”.

Con la stessa ironia con la quale patron Ghirardi si chiama fuori, noi gli ricordiamo che Parma non avrà truffatori organizzati ma è pur sempre la città del più grande truffatore seriale che si ricordi in Italia, tale Callisto Tanzi, autore del maxi-imbroglio più eclatante dal dopoguerra ad oggi, che ha rubato milioni di euro a migliaia di piccoli risparmiatori, fino a ridurre sul lastrico coppie di anziani e giovani in procinto di metter su famiglia. Senza farsi sfuggire l’opportunità di “aggiustare” la retrocessione del Napoli con la combine tra Parma e Verona, entrambi sodalizi da lui controllati (l’uno direttamente e l’atro tramite il suo prestanome Pastorello), come evidenziato da numerose indagini.

La differenza tra un bandito e un BONDito sta in una vocale, e solo in quella, caro Ghirardi.
E per noi un truffatore napoletano vale esattamente quanto un truffatore parmigiano: niente!

Angelo Forgione
Movimento V.A.N.T.O.
(Valorizzazione Autentica Napoletanità a Tutela dell’Orgoglio)

La smentita di Pino Daniele: «Amo Napoli»

La smentita (parziale) di Pino Daniele: «Amo Napoli»
ma conferma di essere un “buon garibaldino”

E dunque, Pino Daniele avrebbe preso le distanze dall’articolo del “Corriere della Sera” firmato da Pasquale Elia. La rettifica (in basso) è stata affidata al Fans Club online, al sito www.pinodanieleonline.it dal quale si apprende che l’articolo sarebbe pieno di controsensi e presunte dichiarazioni a suo danno, che l’artista sarebbe grato alla sua città e che la responsabilità della distorsione delle sue dichiarazioni sarebbe colpa del “nuovo giornalismo” che impone il richiamo dell’attenzione ad ogni costo.
Nel comunicato c’è una puntualizzazione riferita a presunte polemiche col mondo dei “Talent Show” e una richiesta di scuse a tutti coloro che hanno letto l’articolo e che sono stati indotti a pensare cose sbagliate. E poi i sassolini dalle scarpe vanno via: «il giornalista [Pasquale Elia] imparasse a rispettare chi ha talento e lavora duramente per delle giuste cause e a non pensare solo al resoconto personale per il suo bisogno di fama». Se dolo c’è stato, supportiamo la denuncia verso un giornalista che avrebbe fatto così il male di Napoli, della categoria giornalistica e dei sostenitori dello stesso Daniele.
Purtroppo, però, le frasi controverse erano due: «non mi sento figlio di Napoli»«mi sento però un garibaldino del sud». La prima sarebbe stata smentita. La seconda, invece, in qualche modo confermata. «Io da buon garibaldino amo il Sud e Napoli…». L’artista dovrebbe forse approfondire la sua conoscenza storica.

Pino Daniele: «Io non sono figlio di Napoli»

Pino Daniele: «Non sono figlio di Napoli»
il cantautore: «mi sento un garibaldino del Sud»

È un’intervista dai toni polemici e antistorici quella rilasciata da Pino Daniele a Pasquale Elia del Corriere del Mezzogiorno del 3 giugno 2011.
«Io non sono figlio di Napoli… io mi sento figlio del Sud. Sono un garibaldino. Da quando ho l’età della ragione ad oggi non è cambiato niente, anzi la situazione è peggiorata. Ma non voglio pensare che non ci sia più la speranza. Una speranza che purtroppo si riaccende soltanto quando salta fuori qualcuno: una volta è spuntato Maradona, una volta Troisi, una volta Pino Daniele… Purtroppo è un popolo che ha bisogno sempre di un re. O di un Masaniello».

Caro De Magistris, ora vai a sud! (?)

Caro De Magistris, ora vai a sud!
il nuovo sindaco faccia l’opposto del suo predecessore

di Angelo Forgione (Movimento V.A.N.T.O.)

Esce per sempre di scena la Iervolino senza lasciare un solo rimpianto che sia uno in città. Il peggior sindaco della storia, ormai da mesi un simulacro errante, e nemmeno tanto errante, che ha lasciato la città in balia delle sue dinamiche perverse e delle sue derive peggiori. Ieri, sotto Palazzo San Giacomo, l’antico palazzo dei ministeri borbonici, c’erano tantissimi giovani e questo la dice lunga sul sentimento di liberazione e sulle speranze che la gioventù partenopea nutre nel nuovo arrivato Luigi De Magistris. Tra quelli che mi salutavano c’era qualcuno che mi diceva «Auguri», a simboleggiare un capodanno napoletano accompagnato anche dai fuochi d’artificio. Un benvenuto a lui, uomo che ha saputo portare avanti una campagna elettorale quasi impeccabile sfruttando proprio l’insoddisfazione dei giovani e le incertezze del vento berlusconiano sempre più debole, a tal punto che lo stesso Lettieri aveva provato all’inizio a presentarsi senza il simbolo del PDL ma con un’immagine quasi neutra per poi sfociare nel populismo, nel nervosismo e nella rissa dell’ultima settimana pre-ballottaggio quando ha capito che le cose si erano messe male.
Una serie di autogoal, suoi e del suo leader, lo hanno messo fuori gioco. Partendo dalle accuse a Realfonzo, passando per quelle al rivale dopo il rogo del proprio comitato elettorale, arrivando alla squallida strumentalizzazione sportiva targata Hamsik e stadio San Paolo. La verità è che De Magistris questi autogol non li ha fatti, mettendo a segno il goal più importante attraendo la vera forza di questa città, quello strato spesso di giovani che verso Lettieri non sono mai andati se non in minima parte per prendersi la musica di Gigi D’Alessio.
Ora, per l’ex magistrato tocca un compito gravoso e comincia il difficile. La vittoria elettorale è solo il trampolino di lancio verso quel mare di problemi per cui una città intera chiede soluzioni. Quell’energia che ha saputo catalizzare non va dispersa ed è questa la principale responsabilità: canalizzarla e indirizzarla in direzione di uscita da ogni depressione, per non tradire il suo elettorato che non è stato titubante ma convinto e deciso. Il Comune di Napoli non è un approdo comodo ma una valle di lacrime, un’azienda da strappare al fallimento che necessita di una cambio di direzione, e appena Luigi comincerà a metterci mano avrà di che mettersi le mani nei capelli, anche se lui ha già cognizione di tutto avendo avuto già consigli dallo stesso Realfonzo. Aggiungiamoci poi che avrà molti bastoni tra le ruote.
Noi cittadini, quella parte sana che ha a cuore le sorti di questa città, siamo ora chiamati non solo a sostenere i propositi della vigilia del nuovo sindaco ma ad incalzarlo fino ad annoiarlo. Ha voluto la bicicletta e ora è giusto che pedali forte. De Magistris ha parlato tanto di un Palazzo San Giacomo trasparente e aperto, di coinvolgimento di tutte le forze sane della città, compresi i movimenti e ogni forma di cittadinanza attiva. Noi di V.A.N.T.O. che facciamo anche questo e con molto vigore, abbiamo captato questo segnale ed è per questo che io stesso mi sono presentato al nuovo sindaco qualche settimana fa al cinema “Modernissimo”, per metterlo già da subito di fronte alle responsabilità che stava caricando su di se con le sue parole-contratti verbali. Avevo capito già da allora, quando in pochi credevano in lui, che sarebbe diventato sindaco, perchè questo vuole Napoli: essere guidata per poter partecipare. La Iervolino non solo ha sbarrato Palazzo San Giacomo facendolo diventare un nuovo Vaticano ma ha anche evitato di guidare la città che inevitabilmente ha sbandato accartocciandosi.
Forse qualcuno non si aspettava una mia presa di posizione e ha sbagliato. Qualcun altro ha sperato che sostenessi l’altra corrente avendo contestato aspramente l’amministrazione uscente. Errore, perchè per me conta Napoli, non gli uomini che sono chiamati a guidarla. Chi si occupa della città e la ama non può non interpretarne i segnali e captarne i sentimenti. E quando un mese fa qualcuno vedeva Morcone vincente su De Magistris e perdente su Lettieri già ero convinto che invece Luigi avrebbe stupito tutti prendendosi la poltrona di primo cittadino. Già al primo turno avevo indicato il voto disgiunto per un nuovo modo di fare politica (vai al post del 14 Maggio) che oggi lo stesso De Magistris celebra, e proprio il voto disgiunto ha consentito la prima parziale affermazione dell’outsider. Li la gente ha capito il vento e in tanti, quelli che il nuovo sindaco chiama “quelli della seconda, terza e quarta ora” hanno rafforzato l’elettorato “arancione”.
Ora la partita è finita e lo scenario si trasforma. C’è un nuovo uomo a cui riferirmi, che se vorrà mantener fede alle sue parole potrà avvalersi dell’appoggio e confronto costruttivo nostro e di tutti gli altri movimenti attivi. Viceversa andrebbe come con la Iervolino che prima ho votato e poi ho combattuto con tutte le mie forze una volta avvertito il tradimento e il raggiro totale.
Un’ultima considerazione la faccio da meridionalista, che è uno stadio diverso da quello di uomo di denuncia e di attivismo. Napoli è morta prima per un regime straniero che l’ha colonizzata e poi per colpa della politica che l’ha tenuta in scacco servendosi della camorra per ovvi interessi. Se Napoli oggi è in ginocchio è colpa della politica! De Magistris è entrato in politica ed è a tutti gli effetti un politico. Ma se vuole dare una mano a Napoli sappia essere uomo del popolo perché Napoli (e tutto il sud) può risollevarsi davvero solo con delle dinamiche protezionistiche e attente ad un territorio fino ad oggi e da 150 anni colpito da inerzie nazionali fortemente squilibrate verso il nord. Solo così si potrà eliminare il bubbone della spazzatura, migliorare l’offerta di lavoro per evitare che i giovani impoveriscano il meridione a vantaggio del settentrione, e restituire ai Napoletani l’orgoglio di esserlo rispolverando e riconsacrando quella grande storia che ha fatto di Napoli la matrice della moderna società europea. Questo lo si fa ridando vita alla città con le forme di cultura di cui è capace per tradizione, e restituendo le strade alla gente aumentando la sicurezza. Senza andare a Sud non si va da nessuna parte!

Una campagna elettorale giocata su un campo di calcio

Una campagna elettorale giocata su un campo di calcio
Berlusconi scende a Napoli e la tratta da colonia

Angelo Forgione (Movimento V.A.N.T.O.)

Sia chiaro, ognuno poteva scegliere dove stare la sera della chiusura della campagna elettorale. Io sono stato in entrambe le piazze per tastare il polso del clima pre-elettorale perchè, pur avendo la mia idea, quello che più mi interessa è la città e il suo popolo. Niente dono dell’ubiquità, la chiusura degli interventi politici alla Rotonda Diaz ha coinciso con l’arrivo di Berlusconi a Piazza Plebiscito, momento in cui la vergogna è venuta fuori con il premier che ha trattato i Napoletani come fanno tutti da 150 anni: colonizzati!
Ma perchè Berlusconi è sceso a Napoli direttamente dal G8 francese? Presto detto. Tutto nasce dal Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis che al teatrino di corte di Palazzo Reale, alla vigilia delle prime votazioni, dichiara la sua simpatia per Lettieri. Ma ad inizio settimana, la Gazzetta dello Sport, quotidiano milanese, diffonde l’interesse di Berlusconi per Hamsik. De Laurentiis non gradisce lo sgarbo e incontra De Magistris per parlare dello stadio San Paolo, uno degli stadi più grandi e più fatiscenti d’Europa che la sinistra iervoliniana ha dato in concessione gratuita alla SSC Napoli. Berlusconi capisce l’autogol elettorale e intuisce che l’unica cosa da fare per riparare al danno è andare a Napoli non per parlare di programmi e soluzioni ai problemi ma per dichiarare che non compra Hamsik.
Nota a margine, nella notte seguente appaiono al centro storico e in alcune periferie manifesti contro De Magistris raffiguranti lo stadio San Paolo sbarrato.
Sono li, incredulo di quanto sto ascoltando. Mi dico “Ma come? Qui si decide il futuro di una città in cui l’immondizia invade le strade e i turisti muoiono appena scesi dalle navi, e l’uomo politico con più potere d’Italia, uno degli otto più importanti della terra sulla carta (se ne è vantato davanti la platea), viene nella piazza della grande storia borbonica a parlarci di Hamsik e a cantare ‘o surdato nnammurato?”
È quel punto chiaro che a sostenere Lettieri è il Presidente del Milan, non quello del Consiglio dei Ministri. 
Quando sento quel proclama lancio un “epiteto” sperando di non essere il solo. Probabilmente non lo sono, ma purtroppo, sotto al palco, molti napoletani esplodono giubilanti all’elemosina del Presidente rossonero. A quella carità per una colonia chiamata Napoli, un popolo dritto avrebbe fischiato sonoramente. E invece urla di gioia e bandiere al vento! Dimenticando che quell’uomo sul palco è lo stesso che la mattina di Milan-Napoli, all’Unione del Commercio di Milano (e sottolineo all’Unione del Commercio di Milano), arrembò contro il meridione tutto (non solo Napoli) dicendo “andiamo a battere il Sud”. E anche lo stesso uomo che ha festeggiato con la Lega Nord in parlamento, tra bandiere leghiste e con fazzoletto verde nel taschino, per il federalismo municipale che drena i soldi dei meridionali verso i comuni del nord (leggi).
Qui la politica non c’entra niente. Qui c’entra il populismo politico e la vergogna di un popolo che non riesce e ritrovare se stesso, la propria dignità e la propria consapevolezza. Le mani nei capelli ce le dovremmo mettere noi, non Hamsik. E per disperazione.

p.s.: Hamsik si vende se decide di andarsene e se De Laurentiis decide di venderlo, non se Berlusconi decide di comprarlo.

A Castellammare per sostenere i lavoratori di Fincantieri

A Castellammare per i lavoratori di Fincantieri

28 Maggio ’11 – Questa mattina, insieme ad altri delegati del Parlamento delle Due Sicilie, ci siamo recati a Castellammare di Stabia in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa “Castellammare è Fincantieri”, per esprimere il nostro sostegno agli operai di Fincantieri in questa e in altre prossime manifestazioni di protesta per la chiusura dei prestigiosi cantieri navali stabiesi, vanto italiano e, ancora prima, del Regno di Napoli (leggi la storia).
Nei prossimi giorni valuteremo la possibilità accordataci di allestire una mostra sulle industrie dell’antico Regno delle Due Sicilie in una struttura di Castellammare.

“Castellammare è Fincantieri” è la scritta blu e rossa stampata su un telo bianco che da domani sventolerà dai balconi di Castellammare di tutti coloro che vorranno esporla (la nostra sventolerà a Napoli in segno di solidarietà). Come dire: se chiudono i cantieri, muore Castellammare. Una bandiera per tenere accesa l’attenzione sul cantiere che è l’anima e il cuore pulsante di Castellammare di Stabia.
“Abbiamo stampato – spiegano i referenti del Comitato Promotore di questa bella iniziativa – una bandiera per ricordare a tutti che Castellammare è la Fincantieri ed invitiamo tutti i cittadini ad esporre ai propri balconi quella bandiera che deve unire il popolo stabiese per non perdere la speranza, per tornare ad ascoltare il suono di quella sirena che ha sempre accompagnato Castellammare, ricordandoci ogni giorno con orgoglio la bellezza e la dignità al lavoro”.