Morto il turista scippato al porto di Napoli

Lettieri e De Magistris, mentre voi “festeggiate”…
morto il turista scippato al porto di Napoli

Cari candidati sindaci,
a noi non interessa nulla dei cantanti e degli artisti che si esibiranno sui vostri palchi. A noi non interessano le offese reciproche. A noi interessa solamente che in questa bellissima e martoriata città non accada più che un turista scenda da una nave da crociera e trovi la morte per un orologio da difendere.
Antonio Oscar Mendoza è deceduto stamane senza mai aver ripreso conoscenza, e non si conoscono neanche gli autori di questo gesto che devasta la reputazione di un intero popolo.
Chi di voi, cari Lettieri e De Magistris, dai palchi festanti di stasera gli dedicherà un pensiero e un momento di silenzio?
Una città che non sa accogliere i suoi visitatori è una città inospitale. Se li uccide, è una città morta.
Che dolore infinito questa notizia!

Angelo Forgione 

Intervista esclusiva a Simone Schettino. L’artista: «Nessun sostegno ai candidati sindaci»

a colloquio con Simone Schettino
L’artista: «Nessun sostegno ai candidati sindaci.
Per Napoli ci vuole orgoglio!»

per il sito del PDL Campania è a sostegno di Lettieri ma per par condicio si esibirà per De Magistris

di Angelo Forgione

Giorni caldi per la campagna elettorale pre-ballottaggio. Nel monitoraggio della situazione, ieri ho spulciato nei siti delle sezioni regionali dei due partiti di riferimento dei due candidati. Sul sito del PDL Campania ho trovato una notizia interessante: Simone Schettino ed altri artisti, oltre a calciatori dei Napoli, saranno protagonisti di una serie di appuntamenti dal 23 al 26 maggio nelle piazze della città a sostegno della candidatura di Gianni Lettieri con lo slogan “Noi siamo con Gianni Lettieri perche’ Napoli vuole sorridere”. (vai alla notizia)

L’amicizia e la profonda Napoletanità che mi legano a Simone Schettino mi hanno spinto a chiedergli le motivazioni di questa scelta di campo, ritenendo che fosse interessante per i Napoletani sapere perchè un artista fortemente legato al territorio sponsorizzasse uno dei due candidati. E, sorpresa, ho appreso che la notizia è frutto di un equivoco.

Ecco quindi il mio confronto con Simone Schettino che coglie l’occasione per smentire la notizia e che consiglio di leggere soprattutto nell’ultima risposta.

A.F.: Simone, leggo sul sito del PDL Campania che, insieme ad altri artisti e ad alcuni calciatori del Napoli, sosterrai la candidatura a Sindaco di Gianni Lettieri. Come mai questa scelta?

S.S.: Vorrei tanto poterla motivare se fosse vera, ed invece ecco la risposta che non ti aspetti: mai scelto di sostenere la candidatura di qualcuno, ne in passato ne tantomeno oggi. E mi riferisco a qualsiasi colore, che sia blu, giallo, rosso o nero  per intenderci. Pensa che in passato amici o parenti candidati mi hanno chiesto personalmente un appoggio, un sostegno elettorale, e neanche allora mi sono esposto. È una scelta che ho fatto sin dall’inizio della mia carriera, e fino ad ora è stata sempre rispettata.

A.F.: E allora, chi ti ha inserito nel cartellone degli spettacoli a sostegno del candidato del PDL?

S.S.: Bella domanda… piuttosto che indagare faccio prima a smentire, poi chi sia stato o meno per me è relativo. Tra l’altro penso che ci sia stato un equivoco in buona fede, anche perchè è stato chiarito con molta tranquillità. Tutto è nato dal fatto che mi erano state comunicate delle date di spettacoli comici da fare, e fin qui tutto normale, è il mio mestiere. Poi dai giornali apprendo che si trattava di campagne elettorali dove io venivo coinvolto in prima persona ed in più sostenevo delle candidature. Fermi tutti. Ritengo che il mio campo appartenga esclusivamente al mondo dello spettacolo, c’è qualcosa che non va.  Non ho mai espresso la volontà di sostenere qualcuno politicamente di qualsiasi orientamento, ripeto ne ora ne in passato, ed in questo caso essendo il diretto interessato, penso che il mio assenso era fondamentale. Nulla di personale contro la politica, anzi la ritengo fondamentale per la società e mi interessa molto, ma l’interesse per la politica è una cosa ben diversa dall’interesse nel fare politica. Ecco, è proprio quest’ultimo che non mi appartiene (personalmente ritengo che sostenere o appoggiare qualcuno già significa fare politica). Ragion per cui anche in passato non ho mai sostenuto una candidatura, parenti stretti compresi, a costo come si dice a Napoli ” …’e sfascià ‘na famiglia”. 

A.F.: Certo che però per un parente uno strappo alla regola lo potevi fare…

S.S.: Zittt…..chi sà comm se l’hanno scurdato!!! Ma allora si’ tu ca’ vuò sfascià ‘a famiglia?? Battute a parte, la verità è che in politica spesso si usa un linguaggio forte, dai toni aspri, credo a volte anche inconsciamente, ed io per questo credimi, non sono per nulla portato, risulterei poco credibile. Una cosa però è certa: se un domani dovessi cambiare idea in merito, lo farei in prima persona. Come si suol dire, se proprio devo sostenere qualcuno, sostengo le mie idee. Altrimenti se pijano collera…

A.F.: Quindi agli spettacoli non ci sarai?

S.S.: Beh, a meno che mezz’ora prima di questo nostro colloquio non mi sia scolato due litri di Gragnano (tra l’altro ottimo vino) e fra due minuti rinnego tutto ciò che ho detto, certo che no. Ripeto, non sono adatto per le campagne elettorali, anche se ritengo fondamentale che i giovani si interessino di politica. A testimonianza della buona fede, una volta chiarito l’equivoco, ho accettato l’invito di esibirmi per De Magistris alla Rotonda Diaz Venerdì per par condicio, a presenziare qualche minuto sul palco con la mia comicità, senza alcun accenno alla politica. Lunedì scorso ho affiancato Lettieri, per qualche minuto, a Miano. Anche lì sono andato senza sapere che si trattava di una serata politica. I miei agenti non me l’avevano detto, e per non deludere il pubblico mi sono limitato a un saluto. Alle prossime elezioni per evitare qualsiasi ulteriore equivoco sarò costretto in quel periodo ad andare due settimane a Cuba o in Brasile. Se gentilmente lo accennate voi a mia moglie, può darsi che si convince che è per il mio bene.

A.F.: Cì tenteremo, a patto che compri i biglietti anche per noi. Basta così, è chiaro che sei un artista che non fa campagne elettorali e che per quanto riguarda la politica sei piuttosto ermetico. Ma un’ultima domanda te la devo fare: secondo te di cosa hanno bisogno Napoli e la sua provincia per vedere una soluzione dei problemi più gravi?

S.S.: Penso che il primo passo fondamentale sia riacquistare l’orgoglio delle proprie origini. Io sono di Castellammare di Stabia ed amo Napoli quanto la mia città, la considero la mia terra. Noto che negli ultimi tempi a furia di descriverci su alcuni giornali ed in alcune trasmissioni televisive come una terra di sola monnezza, sempre più persone proprio a Napoli si stanno convincendo che è realmente così. Attenzione a non farsi fregare: sappiamo benissimo che quella è una delle mille realtà della nostra terra, ma ne esistono tante altre, di brutte altrettanto, ma  anche di meravigliose. A queste ultime appartiene ad esempio la forza di reagire, e questo non lo dico io, basta conoscere la storia, è una delle tante qualità per cui siamo famosi. Però se anche noi non ci crediamo più, se viene meno questa straordinaria forza che ha sempre avuto  il popolo Napoletano, allora si che la fine è prossima. Lo dobbiamo a questa città, che ha sempre accolto tutti a braccia aperte, lo dobbiamo ai nostri antenati, che hanno contribuito a renderla bella e famosa nel mondo, lo dobbiamo ai nostri eredi, affinchè possano godersi lo splendore della nostra terra. Che la lega ci vomiti il suo odio addosso ci può stare, fa parte del gioco e soprattutto non ce ne può fregar de meno; ma che un Napoletano dica “Mi vergogno di essere Napoletano” questo si che è un crimine, lo ritengo inaccettabile. E’ una frase che qualche volta ho sentito, ma non voglio sentirlà mai più.

A.F.: Ci troviamo in perfetta sintonia.

S.S.: Tra veri Napoletani…

Lettieri vs De Magistris, il boomerang Realfonzo

Lettieri vs De Magistris, il boomerang Realfonzo
Bertolaso, ancora tu?

Il confronto elettorale pre-ballottaggio tra Lettieri e De Magistris è entrato nella fase calda e continuiamo a seguirlo con grande interesse, vista la nostra massima attenzione per la città e per il suo futuro.
È chiaro che la politica ha abituato i cittadini a grandi illusioni e sappiamo bene, da meridionalisti convinti, che senza un’attenzione per le politiche meridionali da portare all’attenzione del governo, per Napoli e per il sud non ci sarebbe un futuro migliore dietro alle solite schermaglie elettorali a cui assistiamo. Lo sfascio Iervolino è sotto gli occhi del mondo intero.
Detto questo, è importante seguire quanto sta accadendo e monitorare la situazione per fornire indicazioni utili a chi è confuso dalle tante parole spese dai candidati, l’uno contro l’altro. Lo scontro si è spostato sulle compagnie, nel senso che De Magistris accusa Lettieri di farsi accompagnare da Cosentino e Bertolaso e Lettieri, di contro, accusa De Magistris di pensare ad una futura giunta comunale con assessori già al fianco della Iervolino, su tutti Riccardo Realfonzo.
Noi che abbiamo a cuore le vicende di Palazzo San Giacomo, che abbiamo accusato e attaccato l’amministrazione Iervolino come movimento civico ma anche raccontato i fatti in veste giornalistica, ci sentiamo in grado di poter fare chiarezza su un’accusa che può diventare un boomerang per Lettieri. Realfonzo, infatti, è un tecnico e nel 2009 ha sbattuto la porta dimettendosi dalla carica di Assessore al bilancio dopo aver accusato la Giunta, Sindaco compreso, di non averlo supportato nelle strategie di cambiamento per uscire dal dissesto e per abbattere quello che definì un sistema clientelare che bloccava la macchina comunale.
È verissimo, come dice Lettieri, che Realfonzo firmò l’aumento della TARSU dal 40 all’80 percento, ma va anche detto che lo stesso Realfonzo non ha fatto altro che applicare il decreto 61 varato nel 2007 dal Governo Prodi che introdusse per il 2008 l’obbligo per i Comuni della Campania di aumentare la tassa sui rifiuti fino a coprire integralmente il costo dello smaltimento. L’obbligo fu poi rinviato al 2009 dallo stesso Governo e Realfonzo ne chiese ulteriore rinvio o eventuale dilazione nel tempo al Governo Berlusconi da cui ricevette rifiuto, pena il commissariamento. Lo scandalo fu l’aver decretato l’aumento in se stesso, non chi lo ratificò. E semmai, a livello comunale, fu scandalo che l’aumento della TARSU scattò mentre il Comune di Napoli non predispose la raccolta differenziata, cosa che non competeva a Realfonzo.
Non esprimiamo giudizi sulla persona Realfonzo ma ci esponiamo semplicemente sul suo operato in Giunta Comunale, sapendo che è terminato spontaneamente per aver constatato di non riuscire a dare il proprio contributo nello svolgimento dell’attività nel rispetto della legalità.
Consigliamo pertanto a Lettieri di cambiare le armi perchè questo è un boomerang. Noi non inorridiamo al nome di Realfonzo e di chi come lui è contro l’illegalità e il clientelismo. Inorridiamo invece quando sentiamo il nome di Bertolaso (lasciando stare Cosentino) quale uomo a cui affidarsi per uscire dalla crisi dei rifiuti, già implicato nelle tristi vicende del recente passato, indagato nell’ambito dell’inchiesta “Rompiballe” per traffico illecito di rifiuti e truffa ai danni dello Stato e capace di ridere e fare “ironia” sull’eruzione del Vesuvio.

Realfonzo nell’ambito del dissesto del Comune di Napoli nell’articolo per napoli.com: Comune di Napoli, una nave che va a fondo

Realfonzo parla della sua esperienza in Giunta e delle primarie del PD

Bertolaso “ironizza” sull’eruzione del Vesuvio

Napoli al voto. Diciamo basta alla vecchia politica!

Napoli al voto.
Diciamo basta a un vecchio modo di fare politica!

Dimostriamo una nuova coscienza,
sperando che arrivi una nuova politica.

Napoli si appresta a votare il nuovo sindaco nel momento in cui tocca il punto più basso della propria storia. Da più di dieci anni la città è senza una guida, e Palazzo San Giacomo è un bunker inaccessibile che non risponde alle richieste della gente. Dopo l’addio di Bassolino che per più di 15 anni ha tenuto le redini prima della città e poi anche dell’intera regione, ora è il turno del commiato del sindaco Iervolino, il peggior primo cittadino della storia di Napoli senza dubbio, incapace e inadeguata per dieci anni e due mandati, già da tempo defilata completamente. La città è stata negli ultimi mesi completamente “scoperta” e l’ultimo saluto è stato dato in perfetta sintonia con le uscite a cui siamo stati abituati negli ultimi due lustri, cioè definendo “incivile” il Cardinale Sepe che aveva a sua volta definito lo scandalo rifiuti “una vergogna”.

Ora è tempo di mettersi alle spalle questo periodo nero, buio e sperare di poter ripartire con speranza, quella che non deve mai mancare. Diciamolo subito: la politica nazionale dimostra da sempre di essere lontana dalla nostra città e di considerarla anzi un serbatoio da cui attingere anche in termini di voti e consensi da attrarre con le solite campagne elettorali intrise dei problemi di Napoli da risolvere e che nessuno hai mai mostrato di voler risolvere.
È dunque possibile una nuova politica? È possibile un nuovo voto? I Napoletani hanno una grossa responsabilità, qualora ci siano le condizioni e le opportunità per individuare un sindaco che davvero abbia a cuore le sorti della città.

Noi, in quanto attenti osservatori delle vicende della nostra città e soprattutto in quanto meridionalisti, non riponiamo alcuna fiducia nella politica nazionale che, pur essendo consapevole che Napoli è una grande risorsa del paese, la considera colonia insieme a tutto il meridione. Il segnale più forte sarebbe quello dell’astensionismo, ma non sarebbe corretto. E allora bisogna fare una scelta responsabile e di coscienza tenendo bene in mente alcune indicazioni: è necessario uscire dal partitismo sfrenato, ovvero dal bipolarismo di quella destra e quella sinistra che non sono altro che il rovescio della stessa medaglia. Nessuno dei due fronti ha fatto e farà il bene di Napoli, ne siamo più che certi. Pertanto, i candidati del PD e del PDL non avranno il nostro voto, pur nel rispetto di ogni espressione di voto che attiene alla coscienza individuale.

Dunque, è opportuno percorrere nuove strade, quantomeno per dare coerenza con gli atti alle nostre idee. Abbiamo trovato tracce di meridionalismo nella campagna elettorale e, pur consapevoli che di parole se ne fanno tante e di fatti nessuno per la nostra Napoli, non abbiamo la memoria corta e ci ricorderemo di chi ha parlato e come l’ha fatto.

Chiunque abbia preferenze per liste minori e ha perciò timore di disperdere la propria preferenza, sappia che esiste l’opportunità del voto disgiunto (esempio in basso). Basterà apporre una X sul simbolo della lista preferita e un’altra sul nome del candidato sindaco che si suppone possa avere più probabilità di arrivare al ballottaggio.

Diciamo basta a un vecchio modo di fare politica che ha fatto diventare una delle più belle città del mondo la più degradata d’Europa.
La faccia pulita della società civile Napoletana partorisca una nuova coscienza. Sperando che sia una nuova politica.

esempio di voto disgiunto contro il bipolarismo che ha affossato Napoli

La vergogna di “manifesto selvaggio”

Col “milleproroghe” manifesto selvaggio si può
art. 42-bis, una vergogna tutta italiana

Manifesto abusivo, fenomeno inarrestabile. A Napoli i volti dei candidati fanno a gara a chi sta più in alto, l’uno sull’altro, e non risparmiano neanche i monumenti. Ma cosa andiamo a guardare? Il pelo nell’uovo, in una città stuprata dai cumuli di immondizia che si sparge lungo le strade senza che neanche il minimo servizio di spazzamento argini lo scempio. Dove sono finiti gli operatori ecologici dell’ASIA?

Una vergogna senza fine, il peggiore dei biglietti da visita per chi è a caccia di voti, ma si sa, la società incivile non va molto per il sottile, guarda, passa e poi magari pure vota.

Nella corsa allo spazio migliore vince chi ha un po’ di creatività e al Vomero il favorito è venuto fuori a Piazza Leonardo laddove, sull’albero che fa da rotatoria, sono spuntati dei manifesti elettorali dalla sera alla mattina. Tre, per la precisione, ben posizionati per essere sbattuti in faccia a chi arriva da Via Girolamo Santacroce, Viale Michelangelo e Via Suarez. Complimenti davvero!

Protestare non serve a nulla e i cittadini che ancora si indignano devono rassegnarsi; meglio non uscir più di casa al mattino piuttosto, perché nottetempo accade di tutto, e qualche volta anche alla luce del sole. 

Ma non è che ci sia troppo da sforzarsi per capire il perché accada tutto ciò impunemente. Come si dice a Napoli, ‘o pesce feta d’a capa, e se il manifesto è selvaggio è perché chi vi è raffigurato lo vuole così. Le sanzioni per chi attacca fuori gli spazi elettorali sono previste e sono anche salate in relazione al cumulo di infrazioni, ma è come se non ci fossero. Il colpo di spugna è nel decreto “Milleproroghe”, una serie di provvedimenti relativi ad una serie sterminata di materie.

Tra le mille proroghe, appunto, se ne nasconde una che consente per legge un condono per le affissioni abusive. È l’articolo 42-bis per “Affissione e pubblicità”, una vera panacea studiata a tavolino per i partiti e per i candidati che possono serenamente violare le regole in materia. Chiunque può apporre il suo volto ovunque, dove vuole e come vuole, tanto poi si saldano i debiti pagando alla tesoreria del Comune e della Provincia di competenza soli mille euro per anno di infrazione. Perché tra l’altro la sanatoria è finanche retroattiva e quieta le infrazioni dal 2005 sin qui. 

Con una simile nefandezza, chiunque può “incartare” la città, imbrattare monumenti, muri, pensiline, cavalcavia, sottopassi, e persino gli alberi! Tutto al costo modico di soli euro 1.000. Migliaia e migliaia di euro diventano una piccola somma da devolvere ai servizi ecologici dei comuni. Il malcostume è così tollerato, anzi, alimentato con una sorta di licenza a delinquere. I cittadini insofferenti strappano i manifesti barbari che con la crisi dei rifiuti non vengono neanche alzati da terra e il Senato li condona; come dire che i partiti si autoassolvono dalle loro condotte immorali, illegali, incivili. È così che va in Italia.

Alcuni cittadini stufi si organizzano per staccare i manifesti; si arriva quindi al paradosso che loro fanno rispettare la legge e lo Stato fa il possibile per violarla.

Tutto ciò genera poi reazioni negative a cascata perché un aspetto che ne consegue è quello della delegittimazione dei Comuni nel contrasto al fenomeno.  L’azione delle squadre di controllo comunali ha evidentemente un costo e la certezza che la censura non comporti una sanzione equa fa si che il controllo stesso si allenti e diventi blando. Senza contare che il Governo, così facendo, sgambetta quelle amministrazioni comunali che inseriscono a bilancio le sanzioni e le spese per la defissione dei manifesti.

Gongolano anche le agenzie che forniscono servizi elettorali e che propongono senza pudore le cosiddette affissioni killer, come dimostrato da un servizio televisivo de “Le Iene” di qualche tempo fa.

Che paese è questo che foraggia l’illegalità? Che esempio dà ai cittadini? Come ci si può poi scandalizzare se un ragazzino imbratta un monumento con una bomboletta? Abituare il popolo italiano alla degenerazione del decoro e all’illegalità è il peggiore degli esempi che possa venire dall’alto. 

Lo Stato dice: “Sporcate gente… sporcate”. Noi urliamo la nostra vergogna per essere italiani in questa maniera!

Borghezio e l’autogoal del demagogo

Borghezio e l’autogoal del demagogo
comizio razziale in radio, ma non è tutta spazzatura

Ancora il nord contro Napoli, di nuovo Borghezio che lancia strali contro i Napoletani. In casi come questi in cui il secessionismo usato come arma politica è conclamato, è sempre difficile uscire dal conflitto storico-sociologico tra nord e sud del paese, ma è quanto mai opportuno evitare di cadere nella trappola del risentimento aprioristico. Riascoltando attentamente le parole di Borghezio si evince niente di più che la solita propaganda filo-leghista senza affondi razzisti più gravi di quanto non se ne siano registrati già in passato, con alternati concetti anche condivisibili e altri inaccettabili. Ecco la trascrizione testuale delle parole che hanno creato il caso: 

«I napoletani non fanno parte dell’Europa civile, buttiamo Napoli. Bisogna scappare da questo schifo. Noi vogliano essere liberi da questa Napoli che puzza di rifiuti e camorra. Napoli puzza di vecchia politica intrisa di camorra, bisognerebbe fare una pulizia radicale… MA I NAPOLETANI DOVREBBERO FARE LA LORO PARTE. Sono loro ad aver votato questi cattivi amministratori, vaste zone del nostro territorio puzzano di mafia e di camorra… Ogni sei mesi questi interventi: ne abbiamo le scatole piene di pagare le tasse per questi interventi. Purtroppo l’esperienza ci dice che per i Napoletani non è possibile cambiare. Spero di avere torto».

Filtrando il concetto e spogliandolo dalla dura dialettica tipica del buon leghista, viene fuori una sostanzialmente accusa alla politica napoletana “connivente con la camorra” secondo Borghezio che bacchetta i Napoletani in quanto responsabili di aver votato certi amministratori, sostenendo infine che il Nord sia stanco di assistere ancora una volta all’invio dell’esercito per tamponare i problemi di Napoli e affermando, da classico leghista razzista e ignorante (non sulla storia del risorgimento che conosce benissimo), che i Napoletani «non si fanno assoggettare» alla differenziata e che «non fanno parte dell”Europa civile»
E a quest’ultima considerazione che preferiamo opporci: dire che i napoletani “non si fanno assoggettare” significa che si oppongono a decisioni superiori, e trattasi di frase irriguardosa e tendenziosa poichè a Napoli la raccolta differenziata non è mai partita nonostante il dramma che la città vive da anni. I cittadini Napoletani sono vittime della camorra, di qualcosa troppo più grande di loro e attribuirgli con simile banalità anche delle colpe è esercizio demagogico-razzistico che non rispetta dolore e umiliazione per una condizione interiore di sofferenza cui a nessuno evidentemente importa. 
L’unica colpa dei napoletani è quella di essersi involontariamente fatti plagiare dalle strategie di minorità indotta che hanno trasformato una città che la differenziata l’ha inventata 179 anni fa (vedi immagine in basso) in un luogo di sporcizia che, va detto, anche i cittadini stessi contribuiscono ad alimentare in alcuni casi perchè ormai assuefatti all’esistenza in un ambiente sporco che nessuno si fa carico di mantenere pulito. Dunque, non solo non esiste opposizione, ma l’unico assoggettamento è alla volontà centocinquantennale di tenere Napoli sotto scacco; altro che “cca nisciuno è fesso”, in questo si che i napoletani sono colpevoli!

Quando invece Borghezio attacca la politica napoletana non ha torto. L’onestà intellettuale porta a scrollarci di dosso i contrasti ideologici e a considerare che la classe politica nostrana non solo sia stata fin qui incapace di dare risposte alla comunità locale ma abbia colpevolmente contribuito a mantenere lo “status quo” di uno squilibrio nazionale che pende a favore del nord, e la vicenda rifiuti ne è ampia dimostrazione. Anche a noi la classe politica che Napoli ha sin qui espresso non piace affatto!

Rispediamo dunque le accuse al mittente perché siamo vittime e non carnefici, vediamo la nostra amata e bellissima città imbrattata e offesa, e indifesa. Noi che la raccolta differenziata l’abbiamo inventata e che con la nostra cultura sette-ottocentesca abbiamo formato la civiltà occidentale, saremmo ben capaci di differenziare i rifiuti in bidoncini di colore diverso se ce ne dessero la possibilità.  
Siamo indifesi, e proprio noi possiamo affermarlo a gran voce se è vero che ogni volta che Napoli ha bisogno di essere protetta sovente ci ritroviamo a combattere da soli, spesso con successo, alzando e interpretando il sentimento dei cittadini, senza che mai un politico di spicco o un sedicente intellettuale accosti la sua voce per tutelare l’onorabilità di Napoli dagli attacchi esterni. Una voce alzata anche contro gli amministratori locali che certamente hanno inginocchiato Napoli più responsabilmente di coloro che l’hanno denigrata per ignoranza, asserviti come sono alle logiche di una politica nazionale che della “questione meridionale” ne ha fatto lo strumento di cicliche e sempre uguali campagne elettorali. Se i Napoletani sono diventati incivili non si può non tener conto che hanno smesso di ricevere un’educazione da parte degli amministratori locali. Perchè se in una classe manca un insegnante, gli allievi danno sfogo a tutta la propria indisciplina.
A Borghezio, ma anche ai politici e agli intellettuali di casa nostra ormai barricati nei loro ammuffiti salotti, diciamo che…

…i Napoletani sono “assoggettati” alla tassa sui rifiuti più alta d’Europa senza riceverne un servizio, e nel contempo subiscono l’umiliazione dei cumuli per strada fotografati dai pochi turisti che si avventurano in una delle città più belle e più sporche del mondo, le offese sui media e l’imposizione di un’amministrazione locale assente e incapace di assicurare persino lo spazzamento delle strade;

…l’inceneritore di Acerra, il più grande mostro anti-ecologico d’Europa, è stato costruito ed è gestito da aziende dal patrimonio incalcolabile di Torino, Milano e Brescia;

…le discariche della Campania, come abbondantemente dimostrato dalla magistratura, sono sature perché riempite con tonnellate di rifiuti tossici grazie all’accordo tra la camorra e aziende del nord che continuano indisturbate ad operare nel settore dello “smaltimento rifiuti”;

…i militari a Napoli li ha inviati per scopi elettorali il Premier Berlusconi il cui governo si regge sul sostegno fondamentale della Lega di cui Borghezio è esponente di spicco.

…non crederemo mai al populismo e alla demagogia della Lega Nord che per polarizzare consensi sbandiera la falsa intenzione di separarsi da un sud “palla al piede” che è mercato senza dazi doganali per le merci prodotte nelle aziende del nord, ancor più redditizio con la recente approvazione del federalismo municipale che arricchisce anche i comuni di provenienza di quelle aziende.

…abbiamo avuto fin troppe dimostrazioni del fatto che Borghezio e soci conoscono perfettamente le vicende che portarono alla conquista garibaldina/savoiarda di Napoli, e che, di conseguenza, sappiano bene quanto Napoli e il meridione hanno perso dall’unità d’Italia e come ne sono usciti perdenti, quindi colonia del nord.

Dunque, ok l’analisi della questione politica napoletana ma perchè figlia di quella nazionale, e giù le mani da Napoli; se Borghezio avesse evitato i soliti insulti, il suo discorso non avrebbe scatenato le polemiche. E invece ha fatto il più classico dei comizi come i tanti che tiene a Pontida, solo che li può urlare alla sua folla. La differenza che passa tra un politico e un ignorante prestato alla politica è che il primo propone soluzioni, il secondo invita l’Europa a buttare Napoli che l’Europa l’ha fatta.
Insomma, prima l’hanno voluta annettere al Piemonte e ora che l’hanno spogliata di tutto la vogliono staccare dal continente. Siamo seri!

Ecco perchè i Napoletani sono vittime di camorra e politica 

Quando Napoli era la città più pulita d’Europa (clicca per leggere l’articolo)


Statua di P.E. Imbriani restaurata, ma il pizzetto…

Statua di P.E. Imbriani restaurata, ma addio pizzetto.
Quanto durerà? Ne siamo certi: poco!

Completato il restauro della statua di Paolo Emilio Imbriani in Piazza Mazzini. Lunedì 9 Maggio, alle ore 10:00, l’inaugurazione dopo il lavoro operato dai tecnici delle Soprintendenze per i Beni Architettonici Paesaggistici e Storici, per il Patrimonio Storico Artistico Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Napoli, grazie all’impegno della Seconda Municipalità.
Per anni abbiamo sensibilizzato sulle condizioni indecenti del busto marmoreo dell’ex-sindaco di Napoli rimasto nella storia per aver creato la confusione tutta napoletana tra Via Toledo e Via Roma (leggi la storia), e ci rallegriamo per questo risultato raggiunto.
Costi dell’intervento tutti a carico della soceità A&C Network srl, formula in procinto di essere applicata anche  alla statua di Dante nell’omonima piazza e ad altri monumenti della città.
Ma non è ancora il caso di cantare vittoria perchè la scultura di Piazza Mazzini è da sempre nel mirino di giovani balordi che si divertono a deturparla in ogni maniera e non trova pace da decenni. Siamo certi che la pulizia non durerà molto, ancora convinti che la provocazione inoltrata negli scorsi anni chiedendo lo spostamento della statua in una pizza più “sicura” non sia solo una provocazione ma che la piazza non sia effettivamente adatta, oggi come oggi, ad ospitare un monumento. Lo testimonia il fatto che anche durante il restauro gli “attacchi” si siano ripetuti e nelle ore notturne le “babygang” della zona si siano spesso arrampicate sui ponteggi del cantiere per lanciare oggetti contro i passanti. Lo scorso Marzo i restauratori hanno scoperto che, dopo l’ennesima forzatura dell’ingresso del cantiere, qualcuno aveva danneggiato gravemente il pizzetto di Imbriani mentre colpi senza conseguenze di rilievo erano stati sferrati anche contro il naso e la spalla.
E su questi giovinastri sbandati, feroci contro cose e persone, che c’è da fare un grosso e lungo lavoro di “restauro”. Nell’immediato, intanto, è evidente che dopo simili fatti il recupero del monumento avrebbe vita breve senza misure preventive. Dunque, pur non essendo contemplata nel bando la videosorveglianza, pare si sia provveduto a puntare una telecamera sulla statua. E presto, ma forse potrebbe essere già tardi, sorgerà anche una recinzione, anch’essa in origine non prevista, il cui onere è stato preso in carico dalla Seconda Municipalità. Basterà?

da IL MATTINO, i danni alla statua durante il restauro

leggi le denunce e le “provocazioni” di VANTO

Angelo Forgione per la lotta alle leucemie infantili

Angelo Forgione, L’Altroparlante e Enzo Fischetti
con FCS e ARLI per la lotta alle leucemie infantili

Sabato 7, evento di beneficenza a Pomigliano D’Arco

In occasione della finale del campionato Regionale di Calcio a 7 “FCS LEAGUE SOCCER” patrocinato dalla Regione Campania, Sabato 7 Maggio dalle ore 18:00 e per tutta la serata, presso la il complesso sportivo “FCS Stadium” di Via Nazionale delle Puglie 159, si svolgerà un importante evento all’insegna della beneficenza e del divertimento organizzato da FCS Project ed A.R.L.I. (Associazione Regionale Leucemie Infantili).
Angelo Forgione, il cui Movimento V.A.N.T.O. è sponsor del Real delle Sicilie partecipante al torneo, è onorato di dare il suo contributo accettando l’invito degli organizzatori per lo spazio dedicato alla cultura, e presenterà il libro “Malaunità” parlando di napoletanità. Inoltre, presenti Enzo Fischetti per lo spettacolo e la band “L’Altroparlante” di Gino Magurno per la musica che canteranno Quelli come te (ma perchè sei tifoso della Juve se sei di Napoli)” e La storia capovolta.
L’evento sarà seguito dalle telecamere di Telecapri e dai microfoni di Radio Club91, che per l’occasione effettuerà una diretta di tre ore con gli speaker Frank Tellina e Dr. Tranky che intratterranno i presenti e gli ascoltatori con il programma radiofonico “Fatti da Legare”. In programma anche una sfilata di belle ragazze firmata Givova, l’elezione di “Miss FCS Project” e altre esibizioni dal vivo.
Ma i veri protagonisti saranno coloro che accorreranno a dare il loro contributo. Per loro l’opportunità di partecipare all’estrazione finale di una crociera MSC per 2 persone e di tanti altri premi messi in palio dai partners commerciali della manifestazione.

locandina dell’evento

programma della serata 

affissione stradale 


Anche i Sindacati dei lavoratori strumento di propaganda risorgimentale

Anche i Sindacati dei lavoratori strumento
di propaganda risorgimentale

Cari Bonanni, Angeletti e Camusso,
Voi che eravate a Marsala a fare propaganda risorgimentale (ci mancavate solo Voi), perchè non avete ricordato le prime vittime operaie fatte dai piemontesi a Portici nel 1863?
Non possiamo credere che, visto il ruolo che ricoprite, non conosciate quel luttuoso avvenimento che fu il primo della storia d’Italia e vi allineiate ai politici italiani che fuori Montecitorio vengono incastrati da “Le Iene” con la loro completa ignoranza sul contesto storico del 17 Marzo 1861.
Del resto, ricordiamo Bonanni a “Ballarò” qualche anno fa esprimere una certa conoscenza della verità storica dei fatti risorgimentali.

Avete “scelto” proprio il luogo simbolo dell’invasione senza dichiarazione di guerra di chi arrivò a togliere il lavoro al sud, e non solo quello, per “denunciarne” la mancanza e parlare di unità nazionale. A testimonianza del lavaggio del cervello di questo umiliato meridione, il fatto che nessuno vi abbia fischiato. E intanto a Torino bruciavano le bandiere dei Vostri sindacati.
Mai 1° Maggio fu più triste e più utile per riflettere. Ma bisogna avere una coscienza per capirlo.
Cordiali saluti.

Angelo Forgione

a 2:11, Raffele Bonanni a Ballarò snocciola nozioni di vera storia d’Italia

Su Rai radio2, Paolo Filo Della Torre contro meridionali

Su Rai radio2, Paolo Filo Della Torre contro meridionali
caso di razzismo filo-risorgimentale ai giorni nostri 

Giovedì 28 Aprile, su Rai radio2 va in onda la trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora“, e con essa il più sfacciato razzismo contro i meridionali.
Ospite dagli studi di Napoli l’Onorevole Clemente Mastella per dibattere delle elezioni amministrative nel capoluogo campano. Ma la discussione politica assume “drammatici” toni sociali quando il dibattito si sposta sul matrimonio di William e Kate del giorno seguente e viene introdotto in diretta telefonica il Conte Paolo Filo Della Torre, giornalista e scrittore, uno dei pochi italiani invitati all’evento.
All’aristocratico viene chiesto se Luca di Montezemolo sia di destra o di sinistra e la risposta scatena un conflitto verbale quando vengono attribuite al presidente della Ferrari delle qualità relative: «Secondo me è di destra, ed è anche un gentleman… poi è nordico».
Mastella chiede chiarimento: «Uno di destra è nordico e quello di sinistra è sudico?».
«Si, quello di sinistra è un po’ sudicio», ribatte Filo Della Torre.
I conduttori evidenziano che l’ospite è uno dei tre soli italiani invitati alle nozze del secolo. E qui parte il richiamo alle vicende risorgimentali che sottomisero le Due Sicilie grazie alla regia inglese.
«Di italiani esportabili – dice Filo Della Torre – siamo (e non “sono”) molto pochi. Se qui ci mandassero di nuovo i sudici sarebbe veramente un disastro. Gli inglesi dovettero sovvenzionare Garibaldi per “annettere” il sud d’Italia al nord, se non ci fossero stati i soldi inglesi per il vecchiaccio con la camicia rossa…».
E poi ancora spocchia: «Mi hanno invitato perchè gli inglesi, a differenza degli italiani, sanno fare le cose. Sono dei signori, non sono dei sudici così come gli “accentacci” dell’Italia del sud».
Clemente Mastella, a questo punto, salta dalla sedia e chiede rispetto al posto di simili “stronzate”. Filo Della Torre incalza: «È la verità, registrati e sentiti come parli. La maggior parte dei meridionali sono sudici». Poi, colpito dalle definizioni dell’onorevole di Ceppaloni (“broccolo”), diventa anche lui un sudicio e chiede: «ma che ca..o dici?».
I conduttori riescono a sedare la gazzarra chiedendo allo scrittore se fosse sicuro che non fossero invitati degli italiani del sud al matrimonio di William e Kate. La risposta è non meno irriverente e ricca di pregiudizi: «Difficile che potessero esserci. Se ci fosse stato ancora quel “simpaticone” del grande comandante Lauro, forse anche per divertirsi, l’avrebbero invitato. Ma adesso il sud equivale ai burini».
«Ci dissociamo, neanche Borghezio – dice uno dei conduttori – ha delle posizioni così».
L’intervento razzista sfuma tra altre illazioni del soggetto in questione che una cosa giusta finisce per dirla: «Gli inglesi sono gente seria, infatti non hanno invitato neanche i Savoia».
Certo, i Savoia no, ma i Borbone si! E sebbene l’erede della Real Casa delle Due Sicilie sia nato in Francia, è meridionale a tutti gli effetti in quanto rappresentante della famiglia reale dell’antico stato del sud. Tanto per chiarire chi fossero gli italiani invitati alle nozze dei serissimi inglesi.
Poi il “nobile” saluta, non prima di aver dibattuto sul suo prossimo libro in uscita e sponsorizzando la superiorità della razza ebraica. A questo punto i conduttori si dissociano completamente e un disgustato Mastella ribadisce che c’era da dissociarsi già precedentemente, quando era stato offeso il sud.

Ascolta le affermazioni di Paolo Filo Della Torre (al minuto 50:13)
http://www.radio.rai.it/podcast/A9143475.mp3

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