intervista: INTER-NAPOLI, CORI RAZZISTI A MILANO, ma nessuno “sente”.

intervista: INTER-NAPOLI
CORI RAZZISTI A MILANO, ma nessuno “sente”.

Dopo i cori razzisti del “Meazza” durante Inter-Napoli del 6 Gennaio 2011 senza sospensione del match e senza sanzione da parte del Giudice Sportivo, Anglo Forgione parla del “duepesismo” alla tramissione radiofonica “Napoli nel Cuore” su Radio Incontro Sport di Roma.
Abete, Tosel e Maroni non “sentono”, e la cosa non stupisce.
Napoli (giustamente) multato per lancio di petardi durante Napoli-Juventus, ma per i cori di Inter-Napoli neanche un euro di ammenda. Sono queste le nuove norme introdotte quest’anno dalla FIGC!

Napoli (e Juventus) con multa. Inter no!

Forgione: “Napoli giustamente sanzionato per lancio di petardi. Ma per i cori razzisti di Milano?”

20.000 euro di sanzione comminati dal Giudice Sportivo Tosel al Napoli a causa dell’accensione di numerosi petardi e fumogeni nel corso della partita tra Napoli e Juventus.
Questo il comunicato ufficiale: “Ammenda di € 20.000,00 alla SSC NAPOLI per avere suoi sostenitori, prima dell’inizio e nel corso della gara, nel proprio settore, fatto esplodere numerosi petardi e acceso innumerevoli bengala e fumogeni; per avere inoltre, al 15° del secondo tempo, lanciato quattro petardi nel settore presidiato dagli stewards, tentando di superare la rete divisoria con il settore dei tifosi ospiti”.
6.000 euro inflitti anche alla Juventus “per avere suoi sostenitori, prima dell’inizio della gara, nel proprio settore, acceso tre bengala e per avere inoltre, verso il 15° del secondo tempo, divelto alcuni seggiolini.
Sanzioni sacrosante, almeno per quel che riguarda il lancio dei petardi da parte dei tifosi napoletani nel settore ospiti e per gli atti di vandalismo degli juventini. Ma non si riesce ancora a capire per quale oscuro motivo non sia stata sanzionata l’Inter per i cori razzisti dei suoi sostenitori durante Inter-Napoli, più volte ammoniti dallo speaker del “Meazza”. Per la società di Moratti niente sospensione della gara e neanche un euro di sanzione, come se nulla fosse accaduto. Nessuno ha sentito, non l’arbitro, non Abete, non Tosel.

Cori razzisti a Milano, ancora regole infrante!

Comunicato stampa
Inter-Napoli, ancora cori razzisti a Milano, ma l’arbitro non “sente”.

articolo su napoli.com

Ieri sera al “Meazza” hanno riecheggiato i soliti cori razzisti rivolti ai Napoletani. Non le solite offese e schermaglie che anche i napoletani indirizzano ai tifosi avversari. E ancora una volta le regole introdotte quest’anno per arginare il fenomeno dell’intolleranza verbale verso le diverse etnie sono rimaste inapplicate. L’unico precedente resta quello dello scorso Cagliari-Inter quando la partita fu momentaneamente sospesa per ripetuti “buuuu” di stampo razzista indirizzati al camerunense Eto’o, seguendo la scia dei provvedimenti adottati contro i sostenitori della Juventus che lo scorso anno presero di mira un altro giocatore di colore dell’Inter, Balotelli.

Al “Meazza” non è la prima volta che si verificano certe manifestazioni contro i Napoletani, e non sarà neanche l’ultima. Due pesi e due misure, dunque, e bisogna accertare che in Italia il razzismo è codificato come sola avversione ai neri, mentre invece è possibile offendere tutte le altre etnie. Ignoranza nell’ignoranza, ma evidentemente c’è qualcosa che ci sfugge riguardo a certi poteri forti se è vero che il rispetto è riuscito sin qui a ottenerlo solo il Sig. Moratti, presidente dell’Inter, e il suo entourage sempre pronto a proteggere con successo i propri tesserati. Dopo la sospensione di Cagliari fu la sorella Bedy ad esternare tutto il compiacimento per il provvedimento. E dire che il patron interista, in un precedente Inter-Napoli famoso per reiterati cori e ancor più vergognosi striscioni (ciao colerosi, partenopei tubercolosi, Napoli fogna d’Italia), minimizzò l’accaduto e fece appello alla sentenza che lo costrinse al pagamento di 1.000 euro ad un tifoso napoletano che abbandonò lo stadio prima del fischio d’inizio, disgustato da quanto visto e sentito. Moratti l’ebbe vinta anche l’anno passato nella querelle con l’ambiente juventino, reo di aver preso di mira un suo stipendiato con un coro non razzista anche se certamente da censura qual’era lo squallido “se saltelli muore Balotelli”.

Nella partita di ieri si è assistito ad una nuova farsa: ancora cori razzisti, ancora “mamma che puzza scappano anche i cani stanno arrivando i napoletani… o colerosi o terremotati, voi col sapone non vi siete mai lavati… napoli colera…”. Se non è coro razzista questo?! Una farsa dunque, perché lo speaker del “Meazza” ha diffuso più d’una volta l’avviso ai sostenitori nerazzurri che esistono delle regole in merito e che, se rispettate, la partita poteva essere sospesa. Non una sola volta quindi, e si presume che se l’avviso è stato diffuso non sia stata un’iniziativa dello speaker ma sia partita una direttiva dal quarto uomo arbitrale. La partita è invece proseguita senza problemi e l’arbitro non ha fatto una piega, per cui c’è da chiedersi per quale motivo un membro della direzione di gara esterno al campo abbia rilevato un’infrazione che non sia stata punita dall’arbitro al secondo avviso.

C’è anche da prendere atto che il capitano del Napoli Paolo Cannavaro, napoletano, ha avuto più volte l’opportunità di far valere la fascia che porta al braccio, non solo verso la sua gente ma anche in difesa del compagno di colore Zuniga, bersagliato a Brescia senza che neanche fosse diffuso alcun avviso. È allora da assodare che i Napoletani non vogliono e non sappiano difendersi,  il buon nome della propria città all’insegna del mai tanto fuorviante “Ccà nisciuno è fesso” da smontare una volta e per sempre. Ed è altresì da assodare che le regole contro il razzismo introdotte quest’anno sono una messa in scena che non tutela nessuno se non i giocatori di colore dell’Inter di Milano. Città da cui parte l’esempio di Salvini e dei suoi colleghi in verde. Memorabile il suo coro ad un raduno leghista, lo stesso più volte sentito durante la partita Inter-Napoli. Un esempio pericolosissimo che andava arginato immediatamente, quando lo stesso Salvini, colto in castagna, fu costretto a recitare un parziale mea culpa senza convincere nessuno. In quell’occasione dichiarò: «Mi dispiace se il mio coro possa essere preso come esempio, ma questi cori sono normali e sono solo sfottò che si ripetono da 50 anni». È vero, di certi cori se ne sentono da sempre, ma da quest’anno ci sono delle regole sportive richieste proprio dal collega Maroni, e quindi forse da interpretare; e quando un regola è da interpretare non è regola ma caos che confonde ancora di più le idee. E il coro, già ampiamente diffuso e atavico, è divenuto paradossalmente lecito perché cantato da un eurodeputato del nostro paese. Il peggiore degli esempi in un paese che si dice civile ma che vive di profonde divisioni tra nord e sud in ogni suo aspetto.

Noi non ci stupiamo di fronte ai fatti, ma non ci arrenderemo a denunciarli. Quantomeno per dare un senso al presuntuoso e inconsistente “Ccà nisciuno è fesso”.

Prendiamo atto infine che il Senatore Antonio Gentile, ex Presidente del Napoli Club Parlamento, ha rilevato offesa etnica e razzismo, così come da nostra denuncia che segue le tante da quando sono state introdotte le regole, chiedendo spiegazioni al Presidente Abete (leggi qui). Anche in questo caso si tratta di un calabrese, non di un Napoletano. Riflettiamo tutti!

Angelo Forgione
Movimento V.A.N.T.O. (Valorizzazione Autentica Napoletanità a Tutela dell’Orgoglio)
Responsabile per la città di Napoli del Parlamento del Sud

Quei napoletani che non tifano napoli (intervista su CRC)

Quei napoletani che non tifano napoli
(intervista su CRC)

Dopo il duro sfogo scritto a sfondo razzista di Vincenzo Ricchiuti contro il video “Ma perchè sei tifoso della Juve se sei di Napoli?”, Angelo Forgione a “Zona Mista” su Radio CRC dibatte sui napoletani che non tifano Napoli e che, talvolta, arrivano persino ad offendere i loro concittadini e la loro stessa città.

Da Liverpool a Cagliari, ecco perché tanto livore per Napoli

Da Liverpool a Cagliari, perché tanto livore per Napoli

di Angelo Forgione

Il periodo è quello che è: Napoli ricoperta di rifiuti e sbattuta nelle prime pagine di giornali e telegiornali di tutto il mondo. Quale migliore occasione per alimentare i luoghi comuni e l’avversione ai Napoletani ormai dilagante? Un fenomeno che ha assunto dimensioni inaccetabili che legittimano l’analisi di un vero e proprio razzismo non più solo leghista. Non è vittimismo se a Liverpool sono stati esposti striscioni offensivi in lingua italiana, dettati dagli ultras dell’Inter: “usate acqua e sapone”, “Napoli merda”, “Ciao Napoli” con annessa l’immagine di un bidone della spazzatura. Lo stesso Liverpool Football Club ha confermato che gli striscioni lesivi della dignità del popolo napoletano esposti ad “Anfield Road” sono frutto di una becera collaborazione tra ultras del Liverpool e dell’Inter. Un “gemellaggio” coltivato due settimane prima, ancor prima degli scontri di Napoli, in occasione della partita Inter-Tottenham di Champions League.

Ci dicevano che gli stadi inglesi erano civili e sicuri, e che il modello “british” andrebbe importato anche in Italia. Ma siamo sicuri che sia tutto oro ciò che luccica? Gli inglesi l’avevano promessa ai Napoletani dopo gli spiacevoli e vergognosi incidenti dell’andata ed è normale che violenza generi violenza nel mondo perverso del tifo. Ma avevamo tutti in testa la favola della sicurezza degli stadi inglesi, delle dure leggi applicate, della tolleranza zero, tutto ciò che in Italia non esiste. Eravamo pronti ad una lezione di civiltà e invece ci siamo risvegliati sotto le macerie del crollo del modello inglese.

Ciò a cui si è assistito è stata una vera e propria caccia all’uomo nei confronti dei Napoletani di cui ne hanno fatto le spese anche personaggi che col tifo niente hanno a che vedere, come ad esempio l’ex giocatore del Napoli Bruno Giordano, il giornalista di Sky Manuel Parlato e l’ex presidente del Napoli calcio a 5 Marcello Gentile. Alla fine sono stati 6 i tifosi inglesi arrestati ma, il giorno dopo, di tutto questo, ne hanno parlato solo gli organi di informazione napoletani mentre quelli nazionali si erano affrettati ad evidenziare gli scontri dell’andata con titoli pesanti del tipo “vergogna Napoli” che di certo hanno fomentato la reazione inglese al ritorno.

È il mondo degli ultras che tutto esaspera e ogni contrasto esacerba. Non varrebbe neanche la pena parlarne se non fosse per il diverso trattamento mediatico che la stessa stampa italiana ha riservato agli scontri dell’andata e del ritorno. Razzismo d’esportazione che nessuno ha evidenziato, ma non c’è da stupirsi perché evidenziare che un fenomeno del genere si sia allungato oltre i confini significherebbe ammettere che l’ostracismo contro i Napoletani nei nostri stadi, e non solo, esiste. E invece si condannano giustamente i “buuu” contro i neri ma non le esortazioni al Vesuvio che una domenica si e una no, in concomitanza con le trasferte del Napoli, si ascoltano un po’ dappertutto. Il razzismo verso i neri è catalogato come tale, quello contro i Napoletani è invece “legalizzato”.

Un fenomeno pluridecennale che però potrebbe finire in un amen, grazie alle nuove regole che attribuiscono agli arbitri il potere di sospendere le partite per cori razzisti. Così come avvenuto a Cagliari, quando qualche settimana fa fu sospesa Cagliari-Inter per razzismo nei confronti di Eto’o. In caso di pesanti manifestazioni contro la comunità Napoletana può essere richiesta la sospensione delle partite. Una responsabilità che tocca al Capitano del Napoli, nella fattispecie Paolo Cannavaro, peraltro Napoletano, che ha un “arma” da sfruttare per difendere l’onorabilità della sua gente e far cessare una volta per tutte questa vergognosa “insultanapolimania”.

Si è alla vigilia di Cagliari-Napoli, banco di prova significativo in questo senso. Il Sant’Elia è ormai da troppo tempo uno dei campi più infuocati per il Napoli e per i Napoletani. Ormai Cagliari-Napoli è diventata partita “ad alto rischio” per il Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive. Cagliari si infiamma quando arriva il Napoli; lo sa bene il suo presidente Cellino che già in passato è stato colto dalle telecamere mentre inveiva contro i Napoletani. Lo sa bene anche l’allenatore sardo Bisoli che ha chiesto i tre punti da regalare ai tifosi che riempiranno il Sant’Elia come ogni volta in cui è di scena la squadra partenopea. Il sito del Cagliari calcio comunica che i biglietti sono in esaurimento e si prevede il “sold out”. Dunque Cagliari-Napoli si preannuncia come una partita ancora una volta diversa dalle altre, con un Sant’Elia infuocato a sostegno dei rossoblù. La stampa cagliaritana parla di un match che ormai vale quasi come un derby tra le uniche due squadre meridionali ad aver vinto lo scudetto, ma i motivi di tanta attesa sono ben altri.
Il match dello scorso anno fu infernale, tra cori contro i Napoletani e atteggiamenti anti-sportivi che portarono ad una reazione scomposta di Lavezzi nei confronti dell’allora mister cagliaritano Allegri. Ma come nasce tutto questo livore sardo nei confronti dei partenopei che ne subiscono le tensioni?

Il pomo della discordia fu Daniel Fonseca, passato dal Cagliari al Napoli nel 1992. Tornò in Sardegna da ex e fu ricoperto di fischi. Il nervosismo lo tradì, si fece espellere e il rapporto coi suoi ex tifosi si ruppe irrimediabilmente. Nel campionato successivo realizzò una doppietta che consentì al Napoli di espugnare il Sant’Elia e i rapporti peggiorarono ancora di più perchè Fonseca, che non aveva dimenticato, si consentì la rivincita indirizzando il “gestaccio dell’ombrello” alla curva cagliaritana. I supporters azzurri presero le difese del loro beniamino e a fine partita gli ultras sardi li attesero per aggredirli mentre si dirigevano al porto. Da quella volta, ogni ritorno del Napoli a Cagliari era una chiamata alle ostilità fatta di cori razzisti e offese. Fino al Giugno del 1997 quando proprio Napoli fu designata come sede neutra per lo spareggio salvezza tra Cagliari e Piacenza. I tifosi azzurri presero la palla al balzo parteggiando per il Piacenza. Ne seguirono scontri, tafferugli e retrocessione sul campo del Cagliari in serie B, i cui sostenitori giurarono odio eterno ai Napoletani, presidente Cellino compreso.

Storie di ordinaria stupidità. Sarebbe anche ora di finirla.

Appello a Paolo Cannavaro

il gestaccio di Fonseca nel 1993

lo spareggio Piacenza-Cagliari a Napoli nel 1997

leggi su napoli.com

A “Zona Mista”, nuovo appello di Angelo Forgione a Capitan Cannavaro

A “Zona Mista”, nuovo appello di Angelo Forgione a Capitan Cannavaro

APPELLO A CAPITAN CANNAVARO: “Chiedi la sospensione delle partite in caso di razzismo contro Napoli”

Attenzione, perche si avvicina Cagliari-Napoli, e la partita di Liverpool ha già dimostrato come i luoghi comuni e il razzismo verso i Napoletani stiano assumendo dimensioni inaccettabili.

Da quanti decenni ascoltiamo negli stadi italiani “Napoletani colerosi”… “senti che puzza…” “Vesuvio, lavali col fuoco…”, etc?
I “buuuu” contro i neri sono razzsimo (si) e i cori contro i Napoletani no?

Ora le regole ci sono, e non devono valere solo per l’Inter di quel “galantuomo” di Moratti e per i suoi giocatori (Balotelli e Eto’o).
Le partite possono essere sospese, lo dicono le nuove regole, e allora facciamo blocco unico per sollecitare tutti il Capitano Paolo Cannavaro affinché richieda agli arbitri la sospensione delle partite in caso di razzismo verso i Napoletani (popolo) e i due neri della squadra Zuniga e Santacroce.

Video-denuncia del 12/09
Ammazziamo Pulcinella #3 / RAZZISMO ANTI-NAPOLI NEGLI STADI

Angelo Forgione a “Marte Sport Live”

Angelo Forgione a “Marte Sport Live” si appella a Capitan Cannavaro

APPELLO A CAPITAN CANNAVARO: “Chiedi la sospensione delle partite in caso di razzismo contro Napoli”

Da quanti decenni ascoltiamo negli stadi italiani “Napoletani colerosi”… “senti che puzza…” “Vesuvio, lavali col fuoco…”, etc?
I “buuuu” contro i neri sono razzsimo (si) e i cori contro i Napoletani no?

Ora le regole ci sono, e non devono valere solo per l’Inter di quel “galantuomo” di Moratti e per i suoi giocatori (Balotelli e Eto’o).
Le partite possono essere sospese, lo dicono le nuove regole, e allora facciamo blocco unico per sollecitare tutti il Capitano Paolo Cannavaro affinché richieda agli arbitri la sospensione delle partite in caso di razzismo verso i Napoletani (popolo) e i due neri della squadra Zuniga e Santacroc
e.

Attenzione, perche si avvicina Cagliari-Napoli.

Video-denuncia del 12/09
Ammazziamo Pulcinella #3 / RAZZISMO ANTI-NAPOLI NEGLI STADI



Videoclip: L’ULTIMO RE DI NAPOLI (50° compleanno di Diego Armando Maradona)

50 ANNI DI DIEGO ARMANDO MARADONA

Un nome indissolubilmente legato a Napoli, l’ultimo Re della città partenopea senza trono, ma col potere di far riverberare il nome di Napoli nel mondo e nella storia, sia pure quella calcistica.

Questo omaggio non è la già vista “compilation” dei formidabili goal di Diego ma uno spaccato della vera essenza di un rapporto indissolubile tra il Re del calcio e il popolo azzurro che va oltre il calcio e riveste un valore sociale.
Perchè vero Re è colui che da orgoglio al suo popolo.

Appello “neoborbonico” a capitan Cannavaro contro il razzismo anti-napoletano

Appello “neoborbonico” a capitan Cannavaro contro il razzismo anti-napoletano

Dopo la momentanea sospensione della partita Cagliari-Inter relativa al grave episodio di razzismo contro il calciatore dell’Inter Eto’o, a seguito della quale i tifosi cagliaritani hanno iniziato ad intonare l’ormai solito “Noi non siamo Napoletani”, abbiamo provveduto ad inviare al capitano del Napoli Paolo Cannavaro una richiesta relativa allo svolgimento delle prossime partite di campionato.

Invitiamo il capitano azzurro a segnalare al direttore di gara gli eventuali cori o striscioni anti-napoletani o anti-meridionali nelle prossime partite e di richiedere  l’altrettanto legittima sospensione della gara.

Il regolamento prevede la sospensione parziale o definitiva della gara in caso di episodi di razzismo e da decenni, ormai, i calciatori del Napoli sono al centro di un razzismo inaccettabile da parte delle tifoserie soprattutto del Nord-Italia ma non solo.

Se è giusto denunciare le offese ai calciatori di colore, è altrettanto giusto denunciare quelle rivolte, con lo stessa forma di razzismo (sistematicamente ignorato, però, sia dai media che dagli organi competenti), ai calciatori che rappresentano l’antica capitale delle Due Sicilie e, spesso, l’intero Sud.

Vale la pena ricordare le parole del Ministro leghista degli Interni Maroni sull’argomento “sospensione delle partite”:
“E’ difficile distinguere un coro razzista da uno sfottò contro un’altra squadra. Ma io credo che non si debbano sottovalutare questi gesti. Io sono, anche qui, per la tolleranza zero. Anche al minimo dubbio che ci sia un coro razzista, credo che l’arbitro debba sospendere la partita e prendere provvedimenti conseguenti“.

Angelo Forgione
Rappresentante per la città di Napoli del Parlamento delle Due Sicilie

Razzismo negli stadi

Situazioni da capovolgere

Aurelio De Laurentiis, un Presidente meridionalista

Aurelio De Laurentiis, un Presidente meridionalista

Tra una chiacchiera di calcio e una di cinema, il Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha esternato, in una intervista rilasciata a Dario Sarnataro di Lunaset, il suo pensiero extra-calcistico sulle condizioni politico-sociali della città di Napoli.

Un passaggio molto interessante, pregnante di riferimenti alla “questione meridionale” e ricco di concetti espressi da autentico meridionalista.
Un assist che il Presidente mi ha fornito e che non potevo non “mettere in rete”.
Dedicato a coloro che a Napoli tifano per le squadre del nord e che non sanno di quale “colpa” si macchiano.