––– scrittore e giornalista, opinionista, storicista, meridionalista, culturalmente unitarista ––– "Baciata da Dio, stuprata dall'uomo. È Napoli, sulla cui vita indago per parlare del mondo."
Caldoro: «Basta offese, fermeremo i rifiuti del Nord!» ma gli industriali del settentrione paghino i danni!
Angelo Forgione – Come De Magistris, anche Caldoro è sempre più insofferente agli attacchi di Bossi & C., alleati ingombranti per il PDL meridionale. Il proclama del Senatùr “i rifiuti di Napoli glieli abbiamo messi in quel posto” col quale ha esultato all’inaccoglienza delle regioni del Nord della spazzatura campana, ha urtato ancora di più il Presidente della Regione Campania che ha dichiarato di essere al lavoro per bloccare i rifiuti industriali che dal Nord continuano ad arrivare al Sud come prima risposta alla mancanza di reciprocità. Gli strali di Bossi sono di fatto un’ammissione di responsabilità e fanno per questo ancor più rabbia: sono anni che al Sud ce lo mettono a quel posto. Come dimostrato dalla Magistratura, la Campania, grazie agli accordi illeciti tra l’imprenditoria settentrionale e la malavita meridionale, ha ingoiato vagonate di rifiuti velenosi che hanno compromesso intere aree agricole ma anche il nostro mare, causando una spaventosa impennata di tumori nella popolazione campana. Gli imprenditori del Nord, invece di risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti speciali con tecnologie appropriate e in piena legalità, hanno pensato bene di inquinare i territori, ma non quelli loro bensì quelli sufficientemente lontani, consapevoli del crimine che stavano compiendo. Il prezzo pagato dal nostro territorio è incalcolabile, e l’andazzo continua silenzioso. Mi viene in mente l’interessantissimo libro “And so , what…? (Tornano i bastimenti da terre più o meno lontane)” di Pasquale Russiello, fondatore dell’onlus “Arrivano i nostri”, nel quale vengono presentate molte questioni attuali che riguardano Napoli e la Campania e viene proiettata una Napoli in cui, tutto sommato, si vive meglio che altrove (clicca qui per richiederne una copia). Nel testo che l’autore mi donò con estrema cortesia due anni fa, già lessi di una condivisibile proposta di “class action” contro gli industriali del Nord che hanno contribuito scientemente a devastare l’equilibrio ambientale delle nostre zone. Secondo Russiello, la liquidità prodotta dal traffico illecito di rifiuti è difficilmente recuperabile perchè investita chissà dove e reintestata a chissà quale trust. Più facile quindi colpire le aziende complici, molte delle quali ubicate nella parte industrializzata del paese e quindi più vulnerabili ad azioni legali, per poi investire i risarcimenti a favore della ripresa.
Una strada percorribile e necessaria che consigliamo a Caldoro e a De Magistris perchè oltre ad arrestare il traffico di rifiuti velenosi è anche il caso che chi ha sbagliato paghi.
De Magistris sempre più lucidamente meridionalista interessanti dichiarazioni al microfono di Luigi Necco
Evidenziabili passaggi nell’intervista di Luigi Necco andata in onda Venerdì 8 Luglio su Canale 9 a “L’Emigrante”. Dopo aver parlato dei programmi per risolvere la crisi dei rifiuti, il sindaco esprime concetti da vero uomo del Sud consapevole.
minuto 5:56 – Napoli e la reazione alla sudditanza «Noi saremo contenti quando Napoli riuscirà ad essere autonoma nel ciclo dei rifiuti come su tante altre cose (…). “Napoli normale” è la sfida politico-sociale-culturale che ci siamo preposti. Cioè basta lo stato di eccezione, basta emergenze, fare le cose ordinarie. “Napoli autonoma” è una sfida diversa, una sfida culturale e per certi versi antropologica: basta col meridionale che pensa che debba essere sempre qualcun altro ad aiutarci. Dobbiamo avere maggiore consapevolezza di autoemanciparci da soli, riscoprire la forza e la determinazione di essere meridionali e risolvere i problemi. Poi, se vorranno aiutare Napoli, bene… lo trovo addirittura doveroso, ma se non lo fanno perchè ci sono interessi ben precisi a lasciare Napoli in una situazione di sudditanza, noi sconfiggeremo queste logiche non solo politiche ma anche economico-finanziarie».
minuto 7:57 – Napoli e l’emigrazione «Il motivo principale per cui mi sono candidato è che non tolleravo più che tantissimi giovani Napoletani e meridionali se ne vanno all’estero per cercare un posto di lavoro, che devono chiedere un posto di lavoro come privilegio o raccomandazione. La sfida è quella di fermare la fuga dei cervelli. Io punto tantissimo sui giovani che ho scelto attraverso internet, che mi accompagneranno a governare la città».
minuto 10:27 – Napoli e le potenzialità inespresse «Il Sindaco non può promettere alle persone che incontra un posto di lavoro. Però si impegna a dare il massimo per creare le condizioni affinchè ci sia lavoro in questa città che attraverso la cultura, la ricerca, le politiche industriali, la formazione, le università, il turismo ha prospettive straordinarie di lavoro, non solo per i giovani ma anche per quelli che non sono più tanto giovani».
Riceviamo e pubblichiamo la risposta di Oscar Giannino, che lascia senza parole.
«vergognatevi voi, non avete ascolktato e ragliate alo specchiocadendo nella trappola di chi fa sempre credere agli italiani che ci si debvba dar ddosso insultandosi» (Oscar Fulvio Giannino)
La trascrizione è testuale in copia e incolla, e lascia ancor più interdetti alla luce degli errori di digitazione del personaggio che raglia accusando di ragliare. Non intendiamo proseguire oltre la discussione perchè è sconcertante come il personaggio rinneghi ciò che ha chiaramente dichiarato, prima timoroso e poi convinto di quella che ha chiaramente presentato come l’unica SOLUZIONE ai problemi di Napoli, con l’imbarazzo del suo interlocutore che subito gli diceva «adesso ci saranno sicuramente polemiche». «Io penso che per rifondare lo spirito e la legalità di quella città – ha detto Giannino – ci vuole questo». È evidente che per alcuni personaggi sia normale pensare, scrivere e dichiarare simili cose su Napoli e il Sud, finendo poi con lo sbigottimento di fronte alle reazioni. «Ma come, si ribellano pure questi Napoletani? Si vergognino!»… ci dicono, invece di porci le scuse.
No! I Napoletani perbene non si vergognino affatto ma anzi riflettano per una autentica presa di coscienza. Qui non si tratta di fare le vittime legittimando i nostri problemi e nascondendoli sotto il tappeto, ci mancherebbe. Qui si tratta di smetterla di subire la prevaricazione di certi nostri “concittadini” così come di taluni “fratelli” d’Italia che invece di costruire, pur avendone l’obbligo non solo morale, distruggono.
La nostra contro-risposta: Dopo una simile risposta, credo che Lei sia senza speranza.
La abbandono cordialmente.
Angelo Forgione
La nostra lettera di protesta iniziale era la seguente:
Caro Giannino, si vergogni per il messaggio da intellettuale leghista che ha saputo lanciare alla nazione, seppur smentendosi nel momento in cui lo pronunciava. Questa è l’Italia in cui politici e giornalisti (categoria quest’ultima di cui anche il sottoscritto fa parte) non propongono soluzioni ma colpevolizzano e offendono un’intera comunità Napoletana che soffre e subisce da 150 anni. Sappia che se l’illegalità è diffusa nel sud, come lo è, è perchè lo Stato lascia campo libero alla malavita e se ne serve. E questo è un andazzo iniziato guarda caso con il nostro caro amico Garibaldi. La conoscerà la storia dell’ordine pubblico a Napoli garantito da Giuseppe “camiciarossa”, no? O lei è uno di quelli che ancora raccontano le favolette dei padri della patria? Abbia la decenza di chiedere scusa ad un popolo che soffre e che è costretto a sentire anche le Sue e non solo Sue idiozie. Almeno si dimostri umile.
Oscar Giannino propone l’eruzione del Vesuvio i problemi di Napoli non vanno risolti, va risolta Napoli
Continuano gli attacchi alla comunità Napoletana e in questi giorni si moltiplicano da più fronti. Ora è la volta di Oscar Giannino, giornalista economista che ha saputo lanciare all’utenza della solita Radio 24 un messaggio deplorevole, seppur smentendosi immediatamente dopo averlo pronunciato.Come ai tempi di Bertolaso, si torna a invocare il Vesuvio. Mentre i rifiuti tossici illegali continuano ad essere sversati in Campania, la solidarietà verso i Napoletani è negata ad ogni livello. E nel frattempo politici e giornalisti si comportano all’italiana, non proponendo soluzioni serie ma puntando il dito e colpevolizzando Napoli, offendono un’intera comunità che soffre e subisce da 150 anni. Se l’illegalità è diffusa nel sud, come lo è, è perchè lo Stato lascia campo libero alla malavita. Dobbiamo per forza tornare a raccontare quando e perchè le mafie hanno preso il sopravvento al sud? Risparmiamocelo, almeno stavolta.
Dal Comune di Palermo mano tesa al Novara calcio dall’Assessore Randi un messaggio pro-Napoli al nord
Angelo Forgione – Il Novara, appena promosso in Serie A, deve mettere a norma lo stadio “Silvio Piola” in vista della massima serie. Lo farà entro la fine di Agosto, ma per evitare inconvenienti da ritardi e garantirsi l’iscrizione al campionato ha chiesto e ottenuto la disponibilità del “Renzo Barbera” al Comune di Palermo. Un atto “pro forma” ma essenziale per dare le necessarie garanzie alla Lega Calcio. L’Assessore alle Risorse Immobiliari Eugenio Randi ha colto l’occasione per lanciare un forte quanto condivisibile messaggio di solidarietà in un momento in cui le istituzioni festeggiano l’unità del paese senza però darne segni tangibili. «La richiesta del Novara – ha detto Randi – ci ha un po’ sorpresoma ci siamo messi subito a disposizione. Per noi la solidarietà nazionale è un valore. Peccato che lo stesso spirito non si veda quando si tratta di aiutare città del Sud in difficoltà come Napoli».
V.A.N.T.O. ha inviato il seguente messaggio di ringraziamento all’Assessore Randi e al Sindaco Diego Cammarata.
Gentile Assessore Randi, apprendiamo delle Sue dichiarazioni in merito alla disponibilità dello stadio “Barbera” concessa al Novara Calcio e La ringraziamo per aver sottolineato quanto la solidarietà e il soccorso tra le diverse parti del paese spesso e volentieri venga a mancare quando si tratta di offrirlo a Napoli e al sud, Palermo compresa. Saluti.
27 Giugno, fiaccolata al Plebiscito i Napoletani contro il boicottaggio al piano rifiuti
Il presidio permanente dei cittadini che da giorni si riunisce di fronte la Prefettura invita tutti in piazza del Plebiscito, dotati di candela e bicchiere (di vetro) per l’attuazione del piano rifiuti del Comune di Napoli e contro il boicottaggio alla città. Inizio raduno ore 18:30. Accensione delle fiaccole, ore 21:30
È giunta la Giunta (De Magistris) inaugurato l’assessorato alla democrazia partecipativa
Nell’antico palazzo dei ministeri borbonici “di San Giacomo”, il Sindaco Luigi De Magistris ha presentato la nuova Giunta Comunale che dovrà governare la città da qui in avanti. Nessuna sorpresa rispetto alle indiscrezioni degli ultimi giorni. Salta subito all’occhio, per noi che da anni cerchiamo di dialogare con Palazzo San Giacomo in maniera costruttiva, un nuovo assessorato alla democrazia partecipativa che avrà il compito di gestire i rapporti con i movimenti affidato ad Alberto Lucarelli che diventa così un importante referente della cittadinanza attiva. Lo stesso De Magistris, annunciando la Giunta e definendola “un grande progetto”, ha speso due parole in più per questo nuovo assessorato che registriamo dandogli un valore fondamentale: «Questo è un esecutivo che inaugura un nuovo modo di fare politica a Napoli, nel Mezzogiorno e nel paese. A Napoli nasce un laboratorio politico per puntare sulla grande voglia di partecipazione e di cittadinanza attiva. Al nuovo assessorato alla democrazia partecipativa do molta importanza perchè noi creeremo da subito dei momenti di confronto con la cittadinanza attiva che ci è stata vicina in campagna elettorale ma anche a quella che si vorrà mobilitare per partecipare direttamente al governo di questa città. C’è una parte della cittadinanza che ha dato prova di essere viva, che vuole dire la sua e darci una mano, magari anche criticvando quando è giusto farlo». Quattro le donne nell’esecutivo ma spicca la figura di Tommaso Sodano come vicesindaco e assessore all’ambiente chiamato a risolvere il problema dei rifiuti, proprio colui che portò alla luce lo scandalo rifiuti in Campania e che mosse le denunce che portarono al rinvio a giudizio di Bassolino, Romiti, Impregilo e dei vertici del commissariato ai rifiuti. Giuseppe Narducci, noto PM della Procura di Napoli, va “spontaneamente” ai diritti, trasparenza e sicurezza; a lui toccherà il compito di porre le condizioni per migliorare le condizioni di sicurezza della città lavorando sulla videosorveglianza e su quei prosupposti che possano segnare un’inversione di tendenza in una città che, come ha ricordato il Sindaco, ha fatto poco per questo negli ultimi anni. Da sottolineare il ritorno a Palazzo San Giacomo di Riccardo Realfonzo al Bilancio, dopo aver provato a lavorare con la Iervolino alla quale ha poi sbattuto la porta dimettendosi dalla stessa carica e aver accusato la Giunta, Sindaco compreso, di non averlo supportato nelle strategie di cambiamento per uscire dal dissesto e per abbattere quello che definì un sistema clientelare che bloccava la macchina comunale. Avevamo segnalato alla vigilia del ballottaggio l’autogoal che Lettieri aveva commesso nell’accusare De Magistris di pensare a Realfonzo per la sua eventuale Giunta (leggi), cosa che invece rappresentava una positività. Realfonzo, come Sodano, appare l’uomo giusto al posto giusto.
Al Lavoro, Sviluppo, Attività produttive, Commercio e “made in Naples” va Marco Esposito, uomo che si è contraddistinto per le sue battaglie “meridionaliste” contro il federalismo fiscale di stampo leghista. Lo scorso 3 Giugno avevamo analizzato i dati dello SVIMEZ (leggi) riportando un suo intervento (guarda) del 27 Febbraio 2010 in cui attaccò Caldoro alla vigilia dell’elezione alla presidenza della Regione, ma anche Giulio Tremonti, dando l’esatta dimensione di come il sud sia raggirato e continuamente colonizzato dai politici del potere settentrionale che guidano il paese in funzione degli interessi delle proprie aree di provenienza. Esposito appare una buona garanzia di un Comune di Napoli che possa “andare” a sud in un paese sbilanciato a nord (forte cardine tra le battaglie di V.A.N.T.O).
Interessanti gli altri incarichi, tra i quali quello ad Antonella Di Nocera che rileva il delicato e importante assessorato alla Cultura e Turismo.
Buone le premesse rispetto agli auspici “captati” in campagna elettorale che hanno trovato conferma. Ma ora al lavoro, il tempo della “tregua” è finito. La Giunta appare sicuramente valida e da domani Napoli attenderà risposte dal nuovo sindaco e dai suoi collaboratori. Anche V.A.N.T.O. che sa già da dove ripartire dopo anni di silenzio iervoliniano.
Borghezio e l’autogoal del demagogo comizio razziale in radio, ma non è tutta spazzatura
Ancora il nord contro Napoli, di nuovo Borghezio che lancia strali contro i Napoletani. In casi come questi in cui il secessionismo usato come arma politica è conclamato, è sempre difficile uscire dal conflitto storico-sociologico tra nord e sud del paese, ma è quanto mai opportuno evitare di cadere nella trappola del risentimento aprioristico. Riascoltando attentamente le parole di Borghezio si evince niente di più che la solita propaganda filo-leghista senza affondi razzisti più gravi di quanto non se ne siano registrati già in passato, con alternati concetti anche condivisibili e altri inaccettabili. Ecco la trascrizione testuale delle parole che hanno creato il caso:
«I napoletani non fanno parte dell’Europa civile, buttiamo Napoli. Bisogna scappare da questo schifo. Noi vogliano essere liberi da questa Napoli che puzza di rifiuti e camorra. Napoli puzza di vecchia politica intrisa di camorra, bisognerebbe fare una pulizia radicale… MA I NAPOLETANI DOVREBBERO FARE LA LORO PARTE. Sono loro ad aver votato questi cattivi amministratori, vaste zone del nostro territorio puzzano di mafia e di camorra… Ogni sei mesi questi interventi: ne abbiamo le scatole piene di pagare le tasse per questi interventi. Purtroppo l’esperienza ci dice che per i Napoletani non è possibile cambiare. Spero di avere torto».
Filtrando il concetto e spogliandolo dalla dura dialettica tipica del buon leghista, viene fuori una sostanzialmente accusa alla politica napoletana “connivente con la camorra” secondo Borghezio che bacchetta i Napoletani in quanto responsabili di aver votato certi amministratori, sostenendo infine che il Nord sia stanco di assistere ancora una volta all’invio dell’esercito per tamponare i problemi di Napoli e affermando, da classico leghista razzista e ignorante (non sulla storia del risorgimento che conosce benissimo), che i Napoletani «non si fanno assoggettare» alla differenziata e che «non fanno parte dell”Europa civile». E a quest’ultima considerazione che preferiamo opporci: dire che i napoletani “non si fanno assoggettare” significa che si oppongono a decisioni superiori, e trattasi di frase irriguardosa e tendenziosa poichè a Napoli la raccolta differenziata non è mai partita nonostante il dramma che la città vive da anni. I cittadini Napoletani sono vittime della camorra, di qualcosa troppo più grande di loro e attribuirgli con simile banalità anche delle colpe è esercizio demagogico-razzistico che non rispetta dolore e umiliazione per una condizione interiore di sofferenza cui a nessuno evidentemente importa. L’unica colpa dei napoletani è quella di essersi involontariamente fatti plagiare dalle strategie di minorità indotta che hanno trasformato una città che la differenziata l’ha inventata 179 anni fa (vedi immagine in basso) in un luogo di sporcizia che, va detto, anche i cittadini stessi contribuiscono ad alimentare in alcuni casi perchè ormai assuefatti all’esistenza in un ambiente sporco che nessuno si fa carico di mantenere pulito. Dunque, non solo non esiste opposizione, ma l’unico assoggettamento è alla volontà centocinquantennale di tenere Napoli sotto scacco; altro che “cca nisciuno è fesso”, in questo si che i napoletani sono colpevoli!
Quando invece Borghezio attacca la politica napoletana non ha torto. L’onestà intellettuale porta a scrollarci di dosso i contrasti ideologici e a considerare che la classe politica nostrana non solo sia stata fin qui incapace di dare risposte alla comunità locale ma abbia colpevolmente contribuito a mantenere lo “status quo” di uno squilibrio nazionale che pende a favore del nord, e la vicenda rifiuti ne è ampia dimostrazione. Anche a noi la classe politica che Napoli ha sin qui espresso non piace affatto!
Rispediamo dunque le accuse al mittente perché siamo vittime e non carnefici, vediamo la nostra amata e bellissima città imbrattata e offesa, e indifesa. Noi che la raccolta differenziata l’abbiamo inventata e che con la nostra cultura sette-ottocentesca abbiamo formato la civiltà occidentale, saremmo ben capaci di differenziare i rifiuti in bidoncini di colore diverso se ce ne dessero la possibilità. Siamo indifesi, e proprio noi possiamo affermarlo a gran voce se è vero che ogni volta che Napoli ha bisogno di essere protetta sovente ci ritroviamo a combattere da soli, spesso con successo, alzando e interpretando il sentimento dei cittadini, senza che mai un politico di spicco o un sedicente intellettuale accosti la sua voce per tutelare l’onorabilità di Napoli dagli attacchi esterni. Una voce alzata anche contro gli amministratori locali che certamente hanno inginocchiato Napoli più responsabilmente di coloro che l’hanno denigrata per ignoranza, asserviti come sono alle logiche di una politica nazionale che della “questione meridionale” ne ha fatto lo strumento di cicliche e sempre uguali campagne elettorali. Se i Napoletani sono diventati incivili non si può non tener conto che hanno smesso di ricevere un’educazione da parte degli amministratori locali. Perchè se in una classe manca un insegnante, gli allievi danno sfogo a tutta la propria indisciplina.
A Borghezio, ma anche ai politici e agli intellettuali di casa nostra ormai barricati nei loro ammuffiti salotti, diciamo che…
…i Napoletani sono “assoggettati” alla tassa sui rifiuti più alta d’Europa senza riceverne un servizio, e nel contempo subiscono l’umiliazione dei cumuli per strada fotografati dai pochi turisti che si avventurano in una delle città più belle e più sporche del mondo, le offese sui media e l’imposizione di un’amministrazione locale assente e incapace di assicurare persino lo spazzamento delle strade;
…l’inceneritore di Acerra, il più grande mostro anti-ecologico d’Europa, è stato costruito ed è gestito da aziende dal patrimonio incalcolabile di Torino, Milano e Brescia;
…le discariche della Campania, come abbondantemente dimostrato dalla magistratura, sono sature perché riempite con tonnellate di rifiuti tossici grazie all’accordo tra la camorra e aziende del nord che continuano indisturbate ad operare nel settore dello “smaltimento rifiuti”;
…i militari a Napoli li ha inviati per scopi elettorali il Premier Berlusconi il cui governo si regge sul sostegno fondamentale della Lega di cui Borghezio è esponente di spicco.
…non crederemo mai al populismo e alla demagogia della Lega Nord che per polarizzare consensi sbandiera la falsa intenzione di separarsi da un sud “palla al piede” che è mercato senza dazi doganali per le merci prodotte nelle aziende del nord, ancor più redditizio con la recente approvazione del federalismo municipale che arricchisce anche i comuni di provenienza di quelle aziende.
…abbiamo avuto fin troppe dimostrazioni del fatto che Borghezio e soci conoscono perfettamente le vicende che portarono alla conquista garibaldina/savoiarda di Napoli, e che, di conseguenza, sappiano bene quanto Napoli e il meridione hanno perso dall’unità d’Italia e come ne sono usciti perdenti, quindi colonia del nord.
Dunque, ok l’analisi della questione politica napoletana ma perchè figlia di quella nazionale, e giù le mani da Napoli; se Borghezio avesse evitato i soliti insulti, il suo discorso non avrebbe scatenato le polemiche. E invece ha fatto il più classico dei comizi come i tanti che tiene a Pontida, solo che li può urlare alla sua folla. La differenza che passa tra un politico e un ignorante prestato alla politica è che il primo propone soluzioni, il secondo invita l’Europa a buttare Napoli che l’Europa l’ha fatta.
Insomma, prima l’hanno voluta annettere al Piemonte e ora che l’hanno spogliata di tutto la vogliono staccare dal continente. Siamo seri!
Ecco perchè i Napoletani sono vittime di camorra e politica
Nuovo spot IKEA, luoghi comuni sui meridionali degradanti messaggi riferiti a Napoletani e siciliani
Angelo Forgione – Ikea ha lanciato la nuova campagna di comunicazione che ha come focus le cucine e il rispetto ambientale. Alla base il concetto che è facile e conveniente essere ecosostenibili con una cucina Ikea perché fin dalla sua progettazione è pensata per aiutarti a comportarti correttamente e, grazie agli elettrodomestici ecologici, ti fa anche risparmiare. Nobili presupposti, ma espressi sulla pelle dei meridionali con dei doppi sensi e dei luoghi comuni poco lusinghieri e francamente stantii. Lo spot è ambientato in una location che rappresenta un cottage vagamente americano immerso nel verde e a misura d’uomo in cui una combriccola di “apparenti” malviventi di provenienza meridionale svolge faccende di casa dopo un lauto pranzo. Fa da sottofondo musicale “Guaglione” cantata in lingua americana da Dean Martin, sulla quale si assiste ad un uomo corpulento con accento napoletano, ma con modi volgari, che trascina fuori di casa un enorme sacco nero da riporre in un bagagliaio di un’auto; sembra trattarsi di un cadavere occultato ma in realtà è solo “monnezza”. E la porta fuori il Napoletano, guarda un po’?!
Un membro siciliano del clan invita al silenzio perchè altrimenti il vicino li “ammazza”, mentre in casa la fa da padrone un tipico picciotto siciliano in abito bianco che, con fare intimidatorio, ordina a uno scagnozzo… di risparmiare acqua. Una voce femminile fuori campo chiosa così: “Comportarsi bene in una cucina Ikea è più naturale, l’ambiente ci guadagna e tu risparmi”. Insomma, il messaggio è che “IKEA CIVILIZZA I MERIDIONALI”, quelli che non sanno “comportarsi bene” e che non rispettano l’ambiente, ma in una cucina Ikea diventa facile anche per loro. Il tutto condito dalla strisciante e subliminale sensazione dell’atteggiamento malavitoso. All’ideazione dello spot televisivo hanno lavorato i direttori creativi Francesco Poletti e Serena di Bruno. Al radiocomunicato la copywriter Chiara Monticelli. Per Ikea hanno diretto i lavori Chiara Nalin, deputy marketing manager Ikea Italia e Alessandra Giombini, off line advertising manager Ikea Italia. La pianificazione media è di Initiative. Un plauso a tutto il team creativo!