BRIGNANO E LA DENIGRAZIONE DI NAPOLI “IN MASCHERA”

BRIGNANO E LA DENIGRAZIONE DI NAPOLI “IN MASCHERA”

Nel video è analizzato un certo modo pericoloso di fare spettacolo nel nostro paese in funzione della formazione culturale dell’intera nazione che infanga gratuitamente Napoli e il meridione tutto anche quando non ce n’è bisogno. Enrico Brignano da dimostrazione di grande bravura, ma quando tocca l’argomento “Napoli” scade nel più stantio uso di luoghi comuni. Eppure il suo maestro gli ha insegnato ben altro.

ISTAT: Campania ultima per Pil pro-capite

ISTAT: Campania ultima per Pil pro-capite

nel 1861 nessuna differenza tra Nord e Sud

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di Angelo Forgione

Scontata sentenza, il paese è spaccato in due anche nell’ultima fotografia dell’ISTAT che ha depositato negli scorsi giorni una serie di dati in Parlamento nell’ambito degli approfondimenti in corso sul federalismo fiscale. Due velocità, il nord del Paese produce una ricchezza doppia rispetto al Sud laddove si registra un terzo in meno di reddito per consumi e investimenti.

A differenza di quanto avviene nel resto d’Europa, in Italia non si registra alcun allineamento dei valori del Pil pro capite delle varie Regioni. Nel periodo 2000-2008 non si evince alcuna riduzione della distanza tra le regioni in ritardo di sviluppo e quelle più ricche.
Un dato che deve far riflettere anche i più scettici sul fatto che la cosiddetta “questione meridionale” sia un problema al quale non si trovino contromisure di nessun tipo. Dal 1861, anno dell’unificazione del paese in cui i Pil del Nord e del Sud erano livellati, si è assistito ad uno sbilanciamento a favore del Centro-Nord, soprattutto nel periodo tra il 1880 e il 1951. Da allora nessun governo ha mai provveduto a ridurre il divario creatosi.

Il prodotto interno lordo, nel Sud Italia, equivale praticamente alla metà di quello del Nord: a fronte dei 17.900 euro pro-capite di ricchezza prodotta nel Mezzogiorno, al Nord l’economia è di oltre 31.000 euro a persona.
Alcune regioni settentrionali piazzano bene i loro prodotti fuori dai confini territoriali mentre altre del meridione con valori di dipendenza dall’esterno oltre il 30%.

Tra le Province, quella di Bolzano con i suoi 34.400 euro, é prima in Italia nella classifica del Pil pro capite. Tra le Regioni, fanalino di coda è la Campania dove il Pil pro-capite è pari a 16.900 euro, preceduta dalla Calabria con 17.000 euro a persona. In testa, invece, la Lombardia con 33.600 euro a testa. I dati si riferiscono al 2008, prima dunque della grande crisi che ha visto lasciare sul terreno qualche punto di ricchezza a livello nazionale.
Se si considera il reddito disponibile delle famiglie consumatrici, al Mezzogiorno si registra un valore pari al 64,1% rispetto a quello del Centro-Nord, il che significa che un abitante del Sud può spendere e investire quasi il 36% in meno di quanto può spendere un abitante del Nord.
In Campania la disponibilità di reddito lordo pro-capite è di 12.100 euro in un anno, in Sicilia di 12.200 euro, contro i 20.600 euro della Lombardia.

Il CIPE dimentica la questione meridionale

Il CIPE dimentica la questione meridionale

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di Angelo Forgione

Dopo la questione dei Fondi F.A.S. indirizzati al nord del paese, ancora una volta il Governo dimostra disinteresse per il Mezzogiorno e mette in atto delle misure di sviluppo che non contemplano il Mezzogiorno. Lo scorso 22 Luglio si è riunito il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, più comunemente noto come C.I.P.E., che ha deliberato l’erogazione di ben 2,1 miliardi di euro per un elenco di nuove opere infrastrutturali di esclusivo interesse del centro-nord, fatta eccezione per lo schema di convenzione da porre a base di gara relativa all’autostrada Ragusa–Catania.
In programma la tratta T3 San Giovanni–Colosseo della Linea C della Metropolitana di Roma, il raccordo autostradale Campogalliano–Sassuolo e il progetto definitivo del 1° lotto funzionale “San Gerolamo–Tronco Bergamo”.

Restano dunque al palo i fondi per le infrastrutture del Mezzogiorno di rilevanza nazionale come ad esempio il completamento della Salerno-Reggio Calabria con gli svincoli di Eboli, Sala Consilina Sud e Padula-Buonabitacolo. Lo denunciano molti esponenti della sinistra, parlamentari e senatori a seguito la riunione del Cipe, il cui esisto è verificabile online all’indirizzo www.cipecomitato.it.

Identica denuncia arriva dal Parlamento delle Due Sicilie, l’organo civico-culturale nato lo scorso  Gennaio per sollecitare e stimolare il dibattito sui temi troppo spesso dimenticati della questione meridionale. Sul sito www.parlamentoduesicilie.org si legge: “Continua, evidentemente, una politica nazionale che dimentica in maniera sistematica il Sud come se la questione meridionale fosse stata già risolta. E, intanto, Matera continua a non avere una stazione ferroviaria…”

Il restyling del “San Paolo”

Il restyling del “San Paolo”

di Angelo Forgione

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Gli Europei 2016 di calcio assegnati alla Francia hanno spazzato via anche l’ipotesi di un nuovo “San Paolo”. Senza Europei niente legge per i nuovi stadi, e allora il vecchio stadio di Fuorigrotta, con i suoi 51 anni di età, necessitava di fare qualche passo verso gli standard europei. E non poteva essere altrimenti, con l’Europa League alle porte e gli ispettori UEFA a vigilare.

Un nuovo manto erboso che sostituisce quello che da Italia ’90 non è mai stato rifatto, alzato di 30 cm. Tirato via tutto il terriccio che era sotto, laddove sono stati trovati persino rifiuti plastici, lastre di cemento e sabbia di mare. Innestata quindi una particolare composizione chimica con sabbia di fiume, sabbia silicica e lapilli rossi, resistente al salsoiodio proveniente dal vicino mare.
Terreno rizollato con una particolare varietà di manto erboso resistente alla compressione che dovrebbe limitare al minimo gli infortuni muscolari e le tendiniti, grazie anche ad una tecnologia pilota in Italia.

Attorno al terreno di gioco, un nuovo e sofisticato impianto di irrigazione e drenaggio, per fronteggiare le giornate più piovose e per innaffiare più zone del terreno in maniera indipendente. Il tutto sarà consegnato il 26 luglio, in tempo utile per l’amichevole del 3 agosto del Napoli contro il Wolfsburg.
Rifatto il sistema fognario e interrate le panchine di 105 cm che ora fuoriescono di un solo metro, in modo tale da consentire una visuale maggiore dalla Tribuna.
Aggiunti 220 posti coperti alla Tribuna autorità con nuovi sediolini azzurri per la tribuna d’onore, dove ci saranno monitor per vedere i replay.

3000 sediolini sostituiti negli altri settori dal Comune con una pulizia generale (quanto durerà?), attingendo pezzi dai settori chiusi del terzo anello che attende di essere smantellato, così come la copertura in acciaio che andrà sostituita in futuro con una struttura più leggera che non provochi l’inquinamento statico e acustico attuale.
Invocati da anni, sembrano finalmente in arrivo i sospirati maxischermi. La SSC Napoli ne ha ordinati due alla Philips che De Laurentiis ha definito i migliori sul mercato, ma anche i più costosi. Saranno installati nel prossimo autunno, entro Gennaio; bisognerà trovare le collocazioni adatte, in delle zone dello stadio non vincolate alla copertura, onde evitare di doverli smontare e rimontare quando il tetto sarò rimosso.

Per un nuovo stadio, ormai impossibile al momento, se ne riparlerà più in la. Il problema è però solo rinviato, destinato a riesplodere presto. Basti pensare al fenomeno di carbonatazione delle strutture in cemento del “San Paolo” ormai irreversibile, e alle condizioni improponibili dei servizio igienici. Nei prossimi anni occorrerà prendere una decisione, altrimenti Napoli rischierà di restare senza stadio, e il “San Paolo” di fare la fine ingloriosa del glorioso palasport “Mario Argento”.

EUROSTAR AZZURRO

EUROSTAR AZZURRO / il viaggio della SSC Napoli verso l’Europa
(Serie A 2009-10)

In dieci minuti, il piacevole viaggio che ha riportato la squadra azzurra a casa: l’Europa! I momenti salienti della stagione 2009/10 del Napoli, dagli stenti di Donadoni al cambio di mentalità con Mazzarri. Dalla serie positiva col cambio tecnico al 3° posto del giro di boa. Dalla crisi invernale al risveglio di primavera. Dalla bassa classifica iniziale alla qualificazione all’Europa League.

guarda il videoclip

Destinazione Europa

Destinazione Europa, la poderosa cavalcata del Napoli raccontata dai protagonisti azzurri

“Destinazione Europa”. Un dvd celebrativo dell’avvincente campionato della squadra azzurra. Con il commento di Raffaele Auriemma, la direzione artistica di Angelo Forgione e la realizzazione tecnica di Videocomunicazioni (in omaggio una pubblicazione fotografica).

Dal 22 luglio in edicola con la Gazzetta dello Sport, una iniziativa editoriale della Società Sportiva Calcio Napoli. Un DVD celebrativo dell’esaltante stagione 2009/2010, conclusasi col ritorno in Europa della squadra azzurra.

Lavezzi, Hamsik, Quagliarella, De Sanctis, Cannavaro, Campagnaro, Maggio, Denis e Mazzarri raccontano in 100 minuti la cavalcata del Napoli nella stagione 2009-10 verso l’Europa League.

Rivivi la splendida rimonta azzurra attraverso il racconto dei campioni azzurri, i gol più belli, le immagini più suggestive, le partite più esaltanti e i momenti  più emozionanti del campionato. Dal debutto di Mazzarri nella “Rivoluzione di  Ottobre” alla Festa del San Paolo nel Maggio dei Monumenti. Il lungo viaggio attraverso il campionato più avvincente dell’era De Laurentiis è guidato dalle interviste e dai commenti di Raffaele Auriemma, e arricchito dalla grafica, le animazioni e le scelte artistiche di Angelo Forgione.

(logo “DESTINAZION EUROPA”, copertina, videografica, animazione e scelte artistiche e musicali del DVD  a cura di Angelo Forgione)

Lingua Napoletana, patrimonio Unesco da proteggere

Lingua Napoletana, patrimonio Unesco da proteggere

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di Angelo Forgione

L’Unesco riconosce il napoletano come lingua, e non dialetto, seconda solo all’italiano per diffusione tra quelle parlate nella penisola. Sicuramente si tratta dell’idioma italico più esportato e conosciuto grazie alla canzone classica partenopea, una delle maggiori espressioni artistiche della cultura occidentale che da più di un secolo diffonde in tutto il mondo la bellezza della parlata napoletana. Una lingua romanza che, nelle sue variazioni, si parla correntemente nell’alto casertano, nel sannio, in irpinia, nel cilento, e nelle zone più vicine di Lazio, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise e Puglia, ovvero tutti quei territori che nelle antiche Due Sicilie costituivano il Regno al di qua del faro di Messina laddove la lingua nazionale era appunto il Napolitano, mentre il Siciliano era la lingua nazionale del Regno al di la del faro (Sicilia).

Nonostante la meritoria e imponente opera dei grandi scrittori e compositori di musica napoletana classica, dal 1860 in poi, con la perdita d’identità del popolo meridionale, il Napoletano è però purtroppo andato sempre più degradando e oggi si sta trasformando volgarmente per molteplici cause. Prima fra tutte la mancata valorizzazione e il negato insegnamento che stanno mistificando la grammatica e la pronuncia di questa meravigliosa lingua riconosciuta dall’Unesco ma non dallo stato italiano. Di qui, dunque, l’aggressione delle contaminazioni moderne fatte di un volgare slang giovanile e di vocaboli stravolti nel significato. Ad esempio, un vocabolo come “vrénzola”, ossia “cosa da poco” (sta ascénno ‘na vrenzola ‘e sole), è stato tristemente trasformato in indicazione di donna volgare.

Iniziative a tutela provano a metterle in piedi timidamente le istituzioni locali e nella seduta del 14 Ottobre 2008, il Consiglio Regionale della Regione Campania approvò un disegno di legge d’iniziativa provinciale sotto titolo “Tutela e valorizzazione della lingua napoletana”. La risoluzione attende però di trovare il suo seguito con adatte soluzioni strutturali che permettano ai più giovani di imparare grammatica, ortografia e dizione corrette.
Provate a chiedere a un napoletano, per esempio, la differenza tra apostrofo e aferesi, elementi cardini della scrittura partenopea.

Probabilmente resterà muto al sentire la seconda, ovvero quel segno diacritico che deve precedere un articolo determinativo. E qui si presenta il più frequente degli errori di scrittura oggi ravvisabili sulle insegne e sui manifesti pubblicitari in napoletano: l’articolo “il”, che si traduce in “lo” per poi divenire tronco ponendovi l’aferesi, appunto, che ne cancella la consonante iniziale, viene frequentemente scritto o’, con l’apostrofo dopo la o che segnala un’elisione inesistente, mentre andrebbe scritto ‘o, con l’aferesi che invece cancella la consonante iniziale e la sua pronuncia nella parola.
È un piccolo ma significativo esempio a cui a cascata ne potrebbero seguire tantissimi. E allora, per dare un senso didattico a questo scritto, prendo a spunto un’insegna (vedi foto), come tante se ne vedono al centro di Napoli, che è l’esatta fotografia di questa perdita di patrimonio linguistico.

Vi si legge “A’ TAVERNA DO’ RÈ”, e chi conosce e ama la lingua di Partenope non può non trasalire. Sei errori sei in una sola stringata frase! Va detto subito che la forma grammaticale napoletana corretta è: ‘A TABERNA D’ ‘O RRE. E vediamo perché.

Come detto, l’articolo determinativo “la” diventa tronco e vi si pone l’aferesi che cancella la consonante iniziale, non l’apostrofo dopo la a. La parola “Taverna” in Napoletano è più correttamente tradotta in “Taberna”, vocabolo derivante dalla lingua spagnola; ma questa è poca cosa di fronte alla preposizione articolata “del” che in napoletano diventa “d’ ‘o”, ovvero “de lo” in cui si pone l’apostrofo dopo la d che sancisce l’elisione della o e la dizione tronca, nonchè l’aferesi prima della o (vale il discorso dell’articolo “la”). Infine, in molti casi, l’articolo determinativo singolare maschile fa raddoppiare la consonante della parola che segue per indicarne e sottolinearne la dizione corretta, come nel caso di “il Re” che diventa ‘o Rre e non ‘o Ré con una sola erre e con l’improprio accento sulla e.

Insomma, un’insegna che non insegna ma disorienta e che fa tristezza pensando a quanto valga la nostra lingua e cosa significhi per la nostra cultura identitaria, che non è seconda a nessuno nel mondo.
Ai meno superficiali non resta che andare in libreria e dotarsi di testi di grammatica napoletana o spulciare in internet dove è possibile recuperare piccoli ma utilissimi saggi. Si salvi chi vuole, dunque, e trasferisca poi ai propri figli.

Aurelio De Laurentiis, un Presidente meridionalista

Aurelio De Laurentiis, un Presidente meridionalista

Tra una chiacchiera di calcio e una di cinema, il Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha esternato, in una intervista rilasciata a Dario Sarnataro di Lunaset, il suo pensiero extra-calcistico sulle condizioni politico-sociali della città di Napoli.

Un passaggio molto interessante, pregnante di riferimenti alla “questione meridionale” e ricco di concetti espressi da autentico meridionalista.
Un assist che il Presidente mi ha fornito e che non potevo non “mettere in rete”.
Dedicato a coloro che a Napoli tifano per le squadre del nord e che non sanno di quale “colpa” si macchiano.

Orgoglio e Storia Napoletana al TG5

L’antico stemma del Regno di Napoli in apertura del TG5 del 11 Luglio 2010

Finale dei mondiali di calcio in Sudafrica tra Spagna e Olanda.
Sfida tra monarchie che coinvolge anche Napoli e il sud.
Il TG5 intervista alla vigilia della partita il Movimento NEOBORBONICO e il Movimento V.A.N.T.O. su temi sportivi e commistioni storiche tra le corone di Napoli e Palermo e quella di Spagna.

I simboli esoterico-alchemici del Gesù Nuovo

I simboli esoterico-alchemici del Gesù Nuovo

di Angelo Forgione per napoli.com
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Raffigurata nelle vecchie diecimila lire degli anni settanta e ottanta, la Chiesa del Gesù Nuovo in Piazza del Gesù ha una storia alquanto affascinante fatta di misteri e maledizioni per i vari proprietari che si sono avvicendati. In realtà si tratta di un antico palazzo edificato nel 1470 da Novello da San Lucano con l’ausilio dei “tagliapietra” napoletani su commissione di Roberto Sanseverino, primo principe di Salerno, da cui prende il nome. Una costruzione in stile rinascimentale con una caratteristica facciata a “bugnato a cristallo”.
Il palazzo Sanseverino è acquisito dalla Compagnia di Gesù in seguito all’espulsione da Napoli dei Sanseverino per ordine del Re Filippo II e i Gesuiti ristrutturano l’edificio sul finire del ‘500 dandogli l’aspetto attuale, conservando la facciata e creando all’interno la magnifica chiesa barocca che oggi è possibile ammirare. Circa due secoli dopo, Ferdinando di Borbone espelle i Gesuiti dal Regno di Napoli e consegna la chiesa ai frati Francescani, ma già nel 1821 la Compagni di Gesù rientra a Napoli e riprende possesso della chiesa.
Il mistero che avvolge l’edificio probabilmente è proprio in quel bugnato piramidale realizzato dai “tagliapietra” che sulla facciata incisero degli strani simboli, un misterioso alfabeto con ideogrammi che si ripetono secondo un ritmo particolare legato probabilmente a determinate pratiche esoteriche e conoscenze alchemiche il cui scopo non è chiaro neanche oggi. Forse per convogliare all’interno della costruzione le forze e le energie positive o negative provenienti dall’esterno, o viceversa. La forma piramidale non fu infatti realizzata per una mera questione estetica ma secondo riti egizi praticati anticamente nel ventre di Napoli.
I “Maestri pipernieri” facevano parte di una segreta e potente corporazione che tramandava agli apprendisti l’arte dei tagliatori di pietra campani nonché gli antichi segreti esoterici previo giuramento. Erano per questo capaci di caricare la pietra di energia positiva o negativa a seconda degli intendimenti, utilizzando simboli oscuri e graffiti sconosciuti.
Di fatto è possibile notare una notevole somiglianza dei segni sulle bugne del Gesù Nuovo con i simboli di quella che è detta tavola alchemica-astrologica.
I simboli furono commissionati dallo stesso Roberto Sanseverino per convogliare fuori le energie malefiche oppure fu proprio la corporazione dei “tagliapietra” ad operare una sorta di carica negativa sulla facciata del palazzo sotto la spinta dei nemici dei Sanseverino? E con le bugne piramidali all’esterno, le energie positive furono convogliate dentro o fuori la costruzione?
Va detto che gli studiosi dell’occulto hanno sempre messo in guardia sulla manipolazione dei simboli esoterici che, se invertiti, possono colpire l’operatore al posto della vittima; allo stesso Hitler fu vivamente consigliato di non rovesciare il simbolo positivo di vita della
svastica solare onde evitare la creazione di un simbolo negativo di morte. Sta di fatto che l’epoca nazista fu evidentemente carica di avvenimenti nefasti per l’intera umanità.
Il mistero del Gesù Nuovo resta fitto, scolpito sulla pietra e sulla storia antica della Napoli esoterica ricca di un fascino unico tutto da scoprire.

A distanza di qualche mese dalla pubblicazione dell’articolo il mistero trova una plausibile soluzione. Musica scolpita nella facciata?

https://angeloxg1.wordpress.com/2011/07/17/gesu_nuovo/