Importante ricorrenza per chi ha evitato a Napoli lo scippo del piatto principe
Angelo Forgione – È stata presentata allo store la Feltrinelli di Chiaia a Napoli la pubblicazione Farina Acqua Lievito Sale Passione, celebrativa dei 30 anni dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, l’organizzazione senza scopo di lucro nata nel giugno 1984 per salvaguardare la plurisecolare originalità dalle falsificazioni che allora iniziavano a dilagare in Italia e poi in tutto il mondo con tanto di rivendicazione di paternità. In quel momento, alcuni ristoratori della città partenopea si resero conto che la pizza napoletana stava correndo il rischio di essere scippata al suo luogo di origine e avviarono un percorso che, dalla costituzione del marchio collettivo “Vera pizza napoletana” da consegnare dopo verifica ai locali affiliati, è giunto fino al conseguimento del Disciplinare internazionale, depositato presso l’Unione Europea, per la preparazione secondo il marchio STG, che ne protegge ingredienti e metodi di preparazione nel globo. Oggi, la pizza napoletana è il prodotto culinario più contraffatto al mondo per fini commerciali e, secondo la Coldiretti, solo in Italia la metà delle novecento milioni di pizze servite nelle venticinquemila pizzerie sono preparate, all’insaputa del consumatore, con farine canadesi e ucraine, pomodori cinesi, olio d’oliva tunisino o spagnolo e cagliate dell’Est-Europa in luogo della mozzarella.
Il fondatore e presidente dall’AVPN Antonio Pace si è detto soddisfatto di aver restituito ai pizzaiuoli napoletani l’orgoglio di esserlo, auspicando che sia tutta Napoli a recuperare la fierezza della propria immensa Cultura in senso assoluto. Potrebbe contribuire anche la sua stessa benemerita associazione, magari divulgando e imponendo ai suoi affiliati di divulgare il vero parto della pizza “margherita” nel periodo 1796-1810 (clicca per leggere), così come dalla stessa AVPN redatto nel Disciplinare depositato all’UE. Lo scorso Novembre, alla storica pizzeria Lombardi di via Foria, affiliata all’AVPN, si tenne proprio un evento di sensibilizzazione alla conoscenza della vera storia della “margherita” (clicca qui per leggere), alla presenza dei rappresentanti dell’associazione e con brani e discussioni dal libro Made in Naples (Magenes, 2013). Purtroppo, nella bellissima pubblicazione appena presentata, non c’è traccia di questa storia.

Angelo Forgione – La trasmissione Rai “Petrolio”, così titolata in quanto metafora delle ricchezze italiane che, per essere utilizzate devono essere identificate, estratte e valorizzate, ha proposto un raffronto tra Parigi e Napoli, le due capitali dell’illuminismo europeo, che però oggi vivono destini opposti. La prima, gettonatissima dai turisti, ai quali è offerta una proposta ben chiara e a sistema. L’altra ha invece perso parte del 

Angelo Forgione – Il Comune di Casamassima, Bari, ha cancellato Enrico Cialdini dalla toponomastica stradale; dal 30 dicembre 2013 non esiste più (
Giacomo, a metà dell’antico
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Angelo Forgione – È stato bollato come il “Re lazzarone” perché non gli piaceva studiare e preferiva cacciare e fare l’amore. Però in città creò il primo museo d’Europa, togliendo la proprietà privata delle collezioni di famiglia (reperti vesuviani e collezione farnesiana) per renderle pubbliche e donarle alla città. E fuori città sfruttò la forza motrice generata dell’Acquedotto Carolino per far fiorire tante iniziative imprenditoriali in tutta l’area casertana, trasformando persino le tenute di caccia di San Leucio e Carditello in luoghi produttivi, regalandoci le sete e la mozzarella di bufala.