«A me è capitato qualche anno fa, in volo, di ascoltare da uno steward di San Francisco un racconto straordinario sull’amata città californiana concluso così: “Certo, San Francisco non è affascinante come Rio de Janeiro e non è bella come Napoli, però è la città che più mi ha segnato”. Perché lo racconto? Perché Napoli, in quel racconto lì, era vista come il benchmark irraggiungibile». Parole di Matteo Renzi alla riunione della Direzione del PD dello scorso agosto sul tema del rilancio (?) del Mezzogiorno. Di certo, lo steward americano non guarda a Napoli per Bagnoli, quel pezzo di paradiso deturpato dalle acciaierie su cui vertono interessi politici e attriti tra lo stesso Renzi e il sindaco De Magistris.
tratto da Made in Naples (Magenes, 2013):
“Esistono al mondo tre città, probabilmente tra tutte, i cui paesaggi e le cui ricchezze orografiche colpiscono violentemente l’immaginario: Rio de Janeiro, Istanbul e Napoli. Tra queste, le due europee sono quelle che accostano alla bellezza naturale anche quella artificiale dei monumenti e delle testimonianze stratificatesi nei secoli; Napoli è quella che si lega al mito incombente e minaccioso del vulcano più famoso al mondo, il più descritto della storia.”
Si riaccende la faida della camorra a Napoli. Succede sempre quando i capiclan finiscono in galera e perdono il controllo, aprendo conflitti che mettono in palio i posti di comando rimasti vacanti. Sui quotidiani e in tv fioccano titoli che deprimono l’umore dei cittadini, impotenti di fronte a un fenomeno che nessun Governo ha mai voluto sradicare.


facendo mettere un morso in bocca alla colossale statua del “Corsiero del Sole”, un cavallo imbizzarrito di bronzo posto su un alto piedistallo marmoreo. Il manufatto, purtroppo, fu poi fuso nel 1322 perché si credeva portatore di stregoneria, ma il cavallo inalberato rimase per secoli il simbolo della città e dell’intero suo Regno, fino all’Unità. Lo troviamo ancora oggi nelle decorazioni delle regge (basta alzare gli occhi nelle stanze reali della Reggia di Caserta così come nello scalone di Palazzo Reale) e pure nelle 

Angelo Forgione – Quando Paolo Villaggio disse che i disastri alluvianali di Genova del novembre 2011 erano
Angelo Forgione – Antonella Cilento, scrittrice napoletana, a 