Trivellazioni Campi Flegrei – Comunicato del 17/07

Trivellazioni Campi Flegrei – Comunicato del 17/07

partecipazione all’Assemblea pubblica a Bagnoli

Il gruppo “Salviamo i Campi Flegrei” ha fin qui portato avanti un’importante opera di sensibilizzazione e informazione sul tema delle trivellazioni ai Campi Flegrei connotandosi come spontaneo movimento puramente popolare fatto di comuni cittadini supportati da una cordata sempre crescente di artisti e sportivi napoletani. La nostra partecipazione prossima a dibattiti o iniziative che vedano coinvolte entità diverse confluirà in ogni caso in quello che va considerato “obiettivo comune” da raggiungere unendo le forze e non nel solco della più classica delle dinamiche del nostro territorio, la frammentazione. Pertanto ogni nostra iniziativa o partecipazione non dovrà confondere la nostra precisa identità che è apartitica.
A tal proposito si comunica che in data odierna, 17 Luglio, è indetta per le ore 17:00 un’Assemblea pubblica aperta a diversi movimenti civici e politici presso l’area pedonale di Viale Campi Flegrei alla quale parteciperà anche una nostra delegazione.

Perforazioni, la Protezione Civile si smarca

Perforazioni ai Campi Flegrei:
ecco il documento con cui la Protezione Civile si smarca

chi valutò i rischi Campi Flegrei e Vesuvio è imputato a L’Aquila

Ecco il documento della Protezione Civile (clicca sull’immagine per ingrandire) inoltrato il 15 Giugno dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento di Protezione Civile a firma del vicecapo dipartimento Angelo Borrelli (numero protocollo SIV/0041145) che conferma che il Dipartimento in questione non era stato né informato né coinvolto nel progetto, e che solo dopo la richiesta di accertamenti richiesti in merito alla pericolosità degli esperimenti previsti dall’ex Sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino fu convocata una riunione con i diretti interessati al progetto che si tenne il giorno 18 Ottobre 2010. L’ex sindaco non ha mai dato l’autorizzazione a perforare perchè non ha mai ricevuto certezza dell’esistenza di un piano di Emergenza. «Senza la certezza che non ci sono pericoli disse la Iervolino non si trivella da nessuna parte. Quando si va a “sfruculiare” un terreno vulcanico bisogna assicurarsi che non succeda nulla». Il documento chiama in causa le attuali responsabilità del Sindaco De Magistris in quanto autorità locale di Protezione Civile che, in assenza di un Piano di Emergenza nazionale, “deve assicurare che i propri cittadini ricevano tutte le informazioni utili, in emergenza, previste nei piani comunali di protezione civile”.
È bene ricordare che il progetto della discordia fu approvato con rassicurazioni per la popolazione nel 2006 da una commissione di cui faceva parte l’ex presidente dell’INGV Enzo Boschi
, oggi sotto processo con l’accusa di aver fornito cattive informazioni ai cittadini dell’Aquila prima del sisma dell’Aprile 2009 che rase al suolo la città abruzzese provocando 300 morti. Insieme a lui, l’ex vice-capo della Protezione Civile Bernardo De Bernardinis che, in un’intervista al direttore della testata Inabruzzo.com che gli chiese se la popolazione poteva stare tranquilla e bere un bicchiere di vino, rispose affermativamente aggiungendo persino l’indicazione del vitigno: “Montepulciano di quelli Doc”. Nello stesso processo è imputato anche l’ex Capo della Protezione Civile, quel Guido Bertolaso che non riteneva di dover inserire Napoli nel “Piano di Emergenza” per il Vesuvio come sollecitava il Professor Giuseppe Mastrolorenzo (da noi intervistato) e che ha poi dovuto incassare l’evidenza di doverlo fare portandolo alla stampa quale propria iniziativa non prima di essersi tolto lo sfizio di scherzare sulla pelle dei napoletani col suo rammarico di non dover affrontare purtroppo un’emergenza eruttiva del Vesuvio e dei Campi Flegrei.

La mozzarella di bufala dop sottratta alla camorra

La mozzarella di bufala dop sottratta alla camorra

da oggi necessari certificato antimafia e latte di allevamenti dop

La mozzarella di bufala campana è un vanto tutto campano, da Mondragone a Battipaglia; una di quelle leccornìe irrinunciabili, simbolo di tradizione e cultura millenaria di origini normanne anche se il vero grande impulso produttivo è di epoca settecentesca.
Da oggi più sicura visto che il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana dop, nell’assemblea annuale svoltasi per la prima volta in un bene confiscato alla camorra a Castel Volturno (Caserta), ha stabilito che per produrla occorreranno due requisiti fondamentali: l’obbligo di presentare ogni anno il certificato camerale antimafia e l’utilizzo di latte proveniente da allevamenti dop. Occhio al bollino dunque; da oggi la mozzarella sigillata col marchio del consorzio assicurerà non solo che si tratta di un prodotto di altissima qualità ma che non è frutto del riciclaggio della camorra.

Monumenti equestri del Canova da rivalutare

Monumenti equestri del Canova da rivalutare

intervista per TeleCapriNews

La proposta/richiesta di restauro e rivalutazione dei monumenti equestri del Canova in Piazza del Plebiscito inoltrata al Comune di Napoli e alla I Municipalità descritta ai microfoni di TeleCapriNews con sintetica spiegazione delle vicende storiche che hanno interessato le sculture e documentazione fotografica del periodo bellico.
(nelle informazioni del video della relativa pagina youtube sono allegati i link alle diverse denunce su tutto il degrado circostante che interessa purtroppo l’intera piazza) 

Orologi e libri scomparsi, luoghi comuni sempre a posto

Orologi e libri scomparsi, luoghi comuni sempre a posto

storie (s)legate di Nadal, Yanina, Brachetti, De Caro e Gianello

Angelo Forgione – Rafael Nadal derubato di un orologio da 300.000 euro a Parigi; lui va su twitter e scrive “Parigi città di m…a”. Solo la prima parte del racconto è vera, la seconda no; o meglio prende in prestito un altro scenario, quello di Yanina Screpante, fidanzata di Lavezzi, derubata del suo orologio a Napoli lo scorso inverno. Il gioiello di Nadal pare sia stato ritrovato, almeno così dice la polizia francese. L’avrebbe sgraffignato un 38enne dipendente dell’albergo, francese, nella stanza del tennista maiorchino durante lo svolgimento del Roland Garros. Ma tant’è, il bene e il male sono dappertutto e l’arte di far proprio ciò che è degli altri è anche parigina, da sempre; ma almeno i parigini perbene non devono subire anche le offese dei derubati. Nemmeno quando il furto, anzichè con destrezza, è con scasso… chiedere a Pastore. Neanche quando un calciatore viene aggredito in strada… chiedere a Sirigu. Nulla persino dopo l’omicidio colposo di un turista straniero nella metrò di Parigi.
Strano che Napoli non sia stata chiamata in causa da Nadal come fece Arturo Brachetti quando denunciò il furto del portafogli a Lugano scrivendo su Facebook che “manco a Napoli”. È il “simpatico” vizietto di considerare la città partenopea capitale del reato mondiale quando non lo è neanche in Italia. Già, la nostra cara Italia che prende i nostri antichissimi libri dalla biblioteca dei Girolamini e li sperde in giro per il mondo in cambio di soldi. Ricettazione per cui Marino Massimo De Caro, residente a Verona, è in carcere per averne trafugati circa 2.200. Era solo il vertice di un’organizzazione criminale veronese con strategia pianificata finalizzata al lucro nel pozzo “infinito” del patrimonio e della cultura napoletana. Ma tant’è, il bene e il male sono dappertutto, e allora è meglio tornare allo sport e distrarsi gridando tutti insieme “forza Italia” dimenticando i cori razzisti, la questione meridionale nel calcio, le vicende storiche, la recessione e il calcioscommesse dell’ex terzo portiere del Napoli che ha confessato di aver tentato invano la combine. Matteo Gianello, secondo il quale sarebbe stato sdegnato dagli integerrimi Paolo Cannavaro e Gianluca Grava. È la confessione di un veronese che non riesce a corrompere un napoletano e un casertano, vero o falsa che sia. In ogni caso l’esempio di lealtà di Fabio Pisacane dai quartieri spagnoli è salvo, come i luoghi comuni che esistono se esistono il bene e il male, dappertutto… ma anche no.

Le vergogne di Palazzo Reale su SkyTG24

Le vergogne di Palazzo Reale su SkyTG24

Finalmente un TG nazionale ficca il naso all’interno della reggia

Diverse email riceviamo oggi dopo la pubblicazione del reportage di Paolo Chiariello per SkyTg24 che mostra le condizioni indecenti di Palazzo Reale. Mura scrostate, finestre rotte, infiltrazioni d’acqua, intonaci cadenti, lampioni fatiscenti, rifiuti sparsi, cani randagi, rifugi di clochard e persino carcasse di moto abbandonate.
Il problema è a noi noto da anni ed è nascosto dietro la facciata del palazzo che pure non se la passa benissimo. Basta entrare nel cortile e dirigersi verso il corpo di fabbrica affacciato sul mare, oppure nei giardini reali per vedere di tutto e di più. Ma non è necessario addentrasi perchè i segni del degrado sono visibili anche su Piazza Trieste e Trento. V.A.N.T.O. ha segnalato più volte la cosa negli anni scorsi ma mai nulla è cambiato. E sapete il paradosso qual è? Che nel Real Palazzo ha sede la Sovrintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Napoli e Provincia.
La risposta che arriverà dalle istituzioni sarà sicuramente la seguente: sono già stati stanziati dal Ministero 18 milioni di euro per il restauro dell’intera struttura, il recupero funzionale e l’adeguamento degli impianti del complesso, oltre che per migliorare sicurezza, fruizione e accoglienza. Stanziamento che segue quello di 2,5 milioni della scorsa estate per la sola facciata. Certo, ma la vergogna non è cancellata perchè da anni manca la manutenzione ordinaria e il rispetto dei luoghi.

A margine, e per amore e rispetto che dobbiamo alla grande Storia di Napoli, segnaliamo che l’ottimo Paolo Chiariello dice nel servizio che il Palazzo nacque nel Seicento come residenza dai Borbone. In realtà fu edificato dal Vicerè Fernando Ruiz de Casto Conte di Lemos per ospitare Filippo III di Spagna, come testimonia la lapide all’ingresso. I Borbone di Napoli regnarono a partire dal 1734 e a loro si deve semmai la ristrutturazione e l’ampliamento fino all’attuale configurazione e aspetto, degrado escluso.

Guarda il video di SkyTG24

Spunta la parodia dello spot garibaldino

Spunta la parodia dello spot garibaldino

E così, dopo l’offensiva parodia dei soldati napoletani da parte della compagnia telefonica garibaldina, spuntano le parodie-verità degli spot della campagna. Ironiche, divertenti… istruttive.

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Scippi e ceffoni oltre gli spalti, ma non è Napoli

Scippi e ceffoni oltre gli spalti, ma non è Napoli

Una delle nostre finalità è quella di sottolineare la differenza di trattamento mediatico tra ciò che di brutto e di bello accade a Napoli e ciò che di brutto e di bello accade altrove. E allora, senza commentare, evidenziamo lo scippo subito dalla giornalista di Sky Giulia Mizzoni nel bel mezzo dello stadio Olimipico di Torino al termine della gara tra la squadra di casa e il Sassuolo.
L’inviata se ne è accorta e si è immediatamente precipitata a cercarla lasciando il microfono a terra. Inefficienza degli addetti alla sicurezza in campo che hanno consentito un’invasione di campo con furto. Val la pena ricordare che nell’altro stadio di Torino, durante Juventus-Bologna, un tifoso bianconero si è potuto concedere uno schiaffo in testa al calciatore Di Vaio senza che nessuno fiatasse. Era già successo al collega Zebina due anni prima, e si trattava di un calciatore di casa.

È Napoli la città che amo di più

È Napoli la città che amo di più

lettera di Marika Cucuzza da Livorno

Mi presento. Sono Marika e vi scrivo da Livorno, dato che momentaneamente mi trovo qui!
Leggendo il nome di questa città penserete: “una ragazza di Livorno che ha una pagina del Napoli? Sarà di sicuro Napoletana!”. Vi sbagliate! Molti di voi pensano che la vostra città viene disprezzata e criticata da tutti… ma non è così! Io sono nata a Livorno, sono innamorata di Napoli e mi sento parte di lei!
Come mai? Ho avuto la fortuna di conoscere un ragazzo napoletano 5 anni fa, è iniziata una storia d’amore stupenda, ma è iniziato anche un amore sconfinato per NAPOLI! Sapete che voci circolano al nord su Napoli. Io, come tante altre persone, sentivo queste voci ma non ci ho mai creduto! Perché io sono sempre stata del pensiero: “finché non vedo non credo!” e menomale che ho pensato così wagliù!
Quando sono venuta a Napoli è stata una cosa MAGICA, non riesco nemmeno a descrivere quello che ho provato e vissuto, in tanti, infatti, non mi capiscano. Il mio ragazzo mi ha portato a Napoli per farmi vedere la sua città e farmi conoscere le persone a lui care. Ho visitato Napoli in ogni angolo, dal centro alla periferia, dai luoghi storici ai quartieri, dai luoghi di mare a quelli di montagna. MI SONO INNAMORATA! Era come se fossi in un altro pianeta, non sembrava di essere sulla Terra! 
Mi sono innamorata di come vive la gente, della cortesia, della gentilezza, del rispetto e del sorriso di ogni persona. Per una persona che vive al nord ed è abituata ad entrare in un bar dicendo il “buongiorno” e non ricevendo nessuna risposta, venire a Napoli è qualcosa di STRAORDINARIO. La cordialità e l’ospitalità è unica al Mondo e ci posso mettere la mano sul fuoco!
Ho capito poi di amare questa città quando l’ho lasciata per la prima volta, ho pianto come una bambina sul treno. Mi ricordo ancora una signora anziana di fronte a me che disse: “Napoli fa questo effetto, nun te preoccupà…” mi ricordo che questa signora scendeva a Pisa, mi fece compagnia in tutto il viaggio trattandomi come una nipotina (pensate che quando mi alzavo in piedi e mi si spostava la maglia, me la sistemava lei).
Ho avuto la fortuna di conoscere persone che mi hanno raccontato la VERA STORIA di NAPOLI, mi hanno fatto appassionare del CALCIO di NAPOLI; soprattutto i miei suoceri, mi hanno cresciuta e mi hanno fatto diventare NAPOLETANA AL 100%… non li ringrazierò mai abbastanza!
Ho vissuto molte altre cose, ma starei una giornata intera a raccontare tutte le emozioni che mi hanno segnato e mi hanno fatto fare questa scelta!
Ma dopo tutto questo mi sono prefissata di DIFENDERE NAPOLI in tutti i luoghi del mondo! Non m’importa dove sarà il mio futuro, NAPOLI RESTERA’ SEMPRE LA MIA CITTA’!
Io, di città ne ho viste tante in Italia. Ho visto Riccione, Genova, Bologna, Modena, Firenze, Pisa, Siena, Roma, Bari, Palermo, Siracusa, Ragusa, Messina… tutte belle, ma credetemi NESSUNA DI QUESTE MI HA REGALATO CIO’ CHE MI HA REGALATO NAPOLI. Avete presente un colpo di fulmine? ecco… così! 
Napoli mi ha accolta come sua figlia, mi ha cullato nel suo golfo, mi ha fatto vedere la sua bellezza, mi ha fatto conoscere il suo popolo, mi ha fatto INNAMORARE. Non sono mai stata così innamorata di una città! 
Permettetemi di definirmi Napoletana, cari Partenopei… perché il mio amore per lei è SCONFINATO! Il mio sogno è venire a vivere a Napoli (anche con tutti i difetti che ci sono) perché so che lì starei in pace con me stessa, mi sentirei al mio agio e libera. È brutto vivere in un posto in cui non vuoi stare, credetemi.
NAPOLI MI MANCA PIU’ DI OGNI ALTRA COSA, e sapere che dovrò aspettare fino a Dicembre per vederla, mi viene una gran tristezza. Ma l’AMERO’ SEMPRE!

pagina facebook di Marika Cucuzza

Donizetti e Capurro “vicini” di casa

Donizetti e Capurro “vicini” di casa

storia di residenti illustri del Vomero

Angelo Forgione per napoli.com Era chiamata salita de “l’Infrascata” l’attuale Via Salvator Rosa che andava dal Museo fino a San Gennaro ad Antignano. Il sapore bucolico di una volta non c’è più, è solo un ricordo delle pitture dell’Ottocento la scalata attraverso gli alberi, i giardini e le aiuole fiorite che i più fortunati facevano in carrozza e i meno coi ciucci. Fino agli inizi del ‘900 era in vigore il noleggio di somarelli e cavallucci in partenza da alcuni locali-stalle all’inizio della via nei pressi del museo. Giunti a destinazione, i viaggiatori abbandonavano i quadrupedi che tornavano da soli alla partenza, dando vita alla bellissima visione di schiere di asini in libertà. La chiesa della Cesarea, sostanzialmente l’attuale Piazza Mazzini, indicava il limite fra la città e la campagna, e da lì la strada diveniva più impervia. Da li si potevano ammirare le ville di villeggiatura dei nobili e aristocratici napoletani e non. In tutta la collina sono presenti numerose tracce di costruzioni neoclassiche dell’epoca, immerse tra nuove costruzioni e palazzi di costruzione post-unitaria per affare della Banca Tiberina di Torino che edificò il nuovo quartiere.
Nel triangolo compreso tra le attuali Via Salvator Rosa, Piazza Leonardo e Via Girolamo Santacroce
, immersa in un fazzoletto di verde sopravvissuto al cemento (foto), è la Villa de Majo, già Villa Genzano dal nome del Marchese Andrea de Marinis di Genzano che quel podere fece edificare tra Sette o Ottocento avvalendosi dell’opera di Antonio Niccolini, autore della facciata del Real Teatro di San Carlo e della Villa Floridiana. Ben visibili le colonne piatte con capitelli di ispirazione vanvitelliana e, seppur nell’abbandono, i tempietti (foto) e i riposi da cui si godeva, e si gode ancora, l’incantevole panorama di Napoli verso Sorrento. Vi dimorò anche Gaetano Donizetti nel suo soggiorno napoletano durante il quale musicò la “Lucia di Lammermoor” la cui prima assoluta andò in scena nel Settembre 1835 al San Carlo; poi, tra le altre, una collezione di 4 ariette e 2 duetti con accompagnamento da pianoforte chiamata Soirées d’Automne à l’Infrascata. Ma pure celebri canzoni napoletane come Me voglio fà na casa e, forse, la barcarola Te voglio bene assaje che una certa vulgata storica non accertabile attribuisce in maniera controversa al compositore bergamasco che dalle mura napoletane, tra il 1828 e il 1838, contribuì a dare una nuova connotazione alla canzone napoletana e di conseguenza italiana. Nel 1871, Giuseppe Verdi lo definì “il più napoletano tra i musicisti”.
Poco più giù venne edificato qualche decennio dopo il palazzo (foto) dove visse Giovanni Capurro, il poeta che scrisse le parole di ‘O sole mio. Lo ricorda una lapide all’interno della costruzione, replicata anche all’esterno (foto) in occasione della riqualificazione relativa alla costruzione dell’uscita della metropolitana. L’intero palazzo è infatti rivestito da una scenografica pioggia di raggi dorati (di sole), opera dell’artista napoletano Mimmo Paladino.

Non solo Donizetti e Capurro; al Vomero, nella stessa Villa Ricciardi in Via San Domenico, dimorarono anche Giacomo Leopardi e Dumas padre, quest’ultimo
prima di avere in dono da Garibaldi la regia Casina del Chiatamone. E ancora Eduardo Scarpetta alla Villa Santarella sulla cui facciata fece scrivere “qui rido io”. Tanti i residenti illustri nelle Ville Salve, Leonetti, Carafa di Belvedere, etc. Ma il più celebre di tutti fu quel Ferdinando di Borbone che visse gli ultimi anni della sua vita nella Villa Floridiana insieme alla moglie morganatica Lucia Migliaccio.