l’amore di Pete per Napoli, fan inglese del Napoli

l’amore di Pete per Napoli, fan inglese del Napoli
«Napoletani leali e grandi lavoratori, l’Italia gli ha girato le spalle»

Di seguito la traduzione di una lettera che Pete, grande tifoso azzurro del “Napoli Fans Club London” e innamorato di Napoli, ha scritto a V.A.N.T.O. allegandola al video girato in occasione della partita di Champions League Manchester City-Napoli. Si parte dal calcio per spaziare poi nella sua esperienza diretta coi Napoletani in Inghilterra, finendo con una disamina storico-sociale della realtà Napoletana ravvisabile anche in alcune parole dette e scritte nel video.
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Ciao Angelo, 

abbiamo avuto il viaggio più bello e divertente per Manchester. Non vedo l’ora che venga Novembre, quando tornerò a vedere il Napoli al San Paolo. Spero che i tifosi Napoletani riservino al popolo di Manchester la stessa accoglienza e generosità che hanno ricevuto qui in Inghilterra.
Per entrambe le squadre è stata una notte da ricordare. Entrambe hanno avuto momenti difficili. Solo 11 anni fa il Manchester City era in terza divisione, proprio come il Napoli 7 anni fa!
È stato emozionante, alla fine della partita, vedere i fan del City e del Napoli applaudirsi a vicenda. Un caso raro di questi tempi!
Mia madre è di Bagnoli e dopo la seconda guerra mondiale ha sposato un soldato inglese. Il mio amore per Napoli è nel mio cuore fin da quando ero un ragazzino. Spero che il vostro nuovo sindaco possa assicurare progressi per la vostra meravigliosa città. Napoli ha bisogno di molto amore dopo essere stata trascurata dai politici per così lungo tempo.
Mi piace moltissimo il lavoro che V.A.N.T.O. fa per la città. E mi piace che si cerchi di far rendere conto le persone che devono essere fieri di Napoli lavorando sulla coscienza storica del popolo e rendendoli orgogliosi del loro patrimonio culturale. Ti prego di continuare e di non smettere mai! Seguo V.A.N.T.O. e spesso chiedo a mia madre delle spiegazioni e delle traduzioni di cose che non capisco!
Napoli è città unica al mondo, e per molti versi ha il cuore e l’energia di una città come New York. Ho il piacere di incontrare così tanti napoletani in Inghilterra. Sono dei gran lavoratori e hanno una grande energia, amore per la vita, lealtà verso gli amici e una generosità incredibile. Quello che ho anche notato è che hanno un grande amore per la città e sono tutti accomunati da una grande nostalgia. Sono emigrati per opportunità economiche, ma sono sempre così orgogliosi di dichiararsi Napoletani. 
Quello che mi fa rabbia è che hanno dato un così grande contributo all’economia d’Italia, eppure l’Italia ha voltato le spalle a Napoli. Tutto questo è scandaloso. In questo momento Napoli ha bisogno di aiuto per i suoi giovani affinchè diminuiscano emigrazione e criminalità. Così tante persone di talento sono costrette a lasciare la vostra città ogni anno, perché gli vengono negate le opportunità. Questa è una ingiustizia sociale. 
Mi ha fatto davvero tanto piacere scriverti.
Saluti.
Pete
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Napoli fannullona? Anche Lavezzi ci casca.

Napoli fannullona? Anche Lavezzi ci casca.
ora è ufficiale, l’argentino si è perfettamente ambientato in Italia

Angelo Forgione – Gaffe innocente di Lavezzi nel dopopartita di Manchester-Napoli di Champions League che non è passata inosservata neanche a qualche quotidiano nazionale del nord. Intervistato da SKY, il campione argentino ha chiuso il suo intervento con una battuta certamente innocente ma figlia di un luogo comune ampiamente analizzato nei giorni scorsi (link in basso).
Dopo la splendida prestazione degli azzurri, Fabio Caressa dallo studio gli ha domandato se fosse cosciente che a Capodichino avrebbero trovato i Napoletani ad accogliere la squadra e la risposta, accompagnata da un sorriso sornione, è stata: «Non penso, la gente a Napoli lavora!». Subito sono scoppiate le fragorose risate di Ancelotti, Vialli, Rossi e dello stesso Caressa che poi sottolineava la battuta sdrammatizzandola con un «non se la prenderanno naturalmente (i Napoletani)… detta dal pocho…»
Purtroppo l’argentino del Napoli, magari infastidito dall’assedio dei tifosi in Via dei Mille di qualche giorno fa in pieno giorno (a proposito, ma quando capiremo che i giocatori sono uomini come gli altri?), non si è calato nella realtà identitaria di una Napoli che cerca di combattere gli stereotipi ma è vittima, non per sue colpe, della realtà italiana fatta di pregiudizi e luoghi comuni verso la totalità della gente che lui stesso rappresenta. Tuttavia, pur nella goliardia del siparietto, passa un messaggio negativo perchè trattasi di una battuta pronunciata da uno che a Napoli vive e che non è Napoletano, e per questo viene preso indirettamente sul serio. Lavezzi non si rende conto del danno d’immagine che arreca alla gente di cui difende i colori; ma non se ne può fargliene certo una colpa, anzi, va compreso.
Ritornano però in mente le “bacchettate” di De Laurentiis che alla vigilia della stagione ha indirizzato al suo calciatore la frase «Lavezzi faccia più il Napoletano e meno l’argentino», invitandolo a lavorare di più e ad evitare di tirar tardi la notte.
Certo, sono lontani i tempi di quell’altro argentino chiamato “sudaca” a Barcellona che non accettò i luoghi comuni contro i Napoletani. Quell’argentino si oppose al sistema come sempre nella sua vita per difendere, in ogni modo e finchè li ha rappresentati, anche i “suoi” Napoletani. E pagò pure quello.
Inutile evidenziare che i soliti buontemponi di turno hanno subito strumentalizzato la battuta di Lavezzi con titoli del tipo “anche Lavezzi prende per il culo i Napoletani”. Così come è inutile dire che stamane Napoli era già dalle primissime ore ingolfata dal solito intenso traffico quotidiano, e non si trattava certo di gente che tornava da Capodichino.
Per far festa al lavoro ci sarà tempo Lunedì 19, festività patronale di San Gennaro, almeno per l’ultima volta. Sperando che le cose vadano bene Domenica sera per il Napoli contro il Milan. Allora si che ci si potrà permettere di distrarsi per il Napoli senza il timore che qualcuno rida.

Spot e slogan su Napoli fannullona che non c’è

Approfondimenti

Il simbolo della storia del Sud a Manchester

Il simbolo della storia del Sud a Manchester
la bandiera delle Due Sicilie è riapparsa in Inghilterra… proprio li!

Il Napoli di oggi, come già detto, non porta solo una squadra storica nell’Europa dei grandi ma anche il meridione per la prima volta nella competizione da quando la vecchia Coppa dei Campioni è divenuta Champions League.
E infatti, anche in occasione del match di Champions League MANCHESTER CITY vs NAPOLI, all’ingresso delle squadre in campo è stato inquadrato il settore dei Napoletani in cui campeggiava una bandiera dell’antico Regno delle Due Sicilie. Milioni di persone hanno così visto il simbolo della storia di Napoli e del Sud. Accade sempre più spesso… il verbo culturale continua a diffondersi!

GUARDA IL VIDEO

La promozione culturale della nostra storia allo stadio

il Napoli ospite d’onore al Camp Nou di Barcellona

il Napoli ospite d’onore al “Camp Nou” di Barcellona
immediata certificazione di prestigio per il club azzurro

Angelo Forgione – Il Napoli torna in Europa, e con la squadra anche il nome della città viene associato ad eventi più consoni al suo rango diversamente da quanto accade per altre note e tristi situazioni. E ancor prima di giocare la massima competizione continentale, il sodalizio azzurro gode già a tutti gli effetti della considerazione dei maggiori club continentali. Lo dimostra l’invito ricevuto dai campioni d’Europa del Barcellona che hanno investito di prestigio gli azzurri invitandoli alla serata di gala del “Trofeo Gamper” dedicato al fondatore del club blaugrana, tradizionale e antico appuntamento estivo catalano. L’invito è di quelli che contano, non casuale. Al Gamper, il Barça invita solo squadre di rango, prestigio e grande richiamo internazionale.
La notizia è stata diffusa dall’emittente radiofonica catalana RAC 1 e ripresa dal “Mundo Deportivo” con un articolo in homepage titolato “El Nápoles, rival del Barça en el Joan Gamper” corredato da una foto dei tre tenori Cavani, Lavezzi e Hamsik, articolo di cui è riportata la traduzione:
Lo sfidante del FC Barcelona nel torneo “Joan Gamper” di questa estate sarà il Napoli, come informato da RAC 1. La notizia è stata confermata anche del club e gli uomini di Pep Guardiola si troveranno ad affrontare un club che, seppur lontano dai suoi fasti gloriosi, ha espresso uno dei migliori stili di gioco nella scorsa Serie A, concludendo al terzo posto in campionato. Nelle sue fila militano giocatori del calibro di Victor Ruiz, ex Espanyol, e del grande amico di Leo Messi, l’argentino Ezequiel Lavezzi.
In calce all’articolo, tanti messaggi di Napoletani e Catalani felici per l’evento. Si prevede già un esodo di massa dei tifosi azzurri al “Camp Nou” che non mancheranno di dar dimostrazione del loro calore anche e soprattutto fuori dai confini nazionali. Sempre in homepage, tra tante notizie di calcio spagnolo, quella della presentazione di Inler mascherato da leone.
Barcellona, Penarol, Siviglia, Panathinaikos… l’estate calcistica napoletana sarà infuocata; un vero antipasto al banchetto dell’elite internazionale. La dimensione giusta per Napoli, non solo nel calcio. Ora tocca alle istituzioni riportare Napoli al suo posto: in Europa.

Intervista su Napoli e il Napoli a napolipassion.it

Intervista su Napoli e sul Napoli a napolipassion.it
«De Magistris sappia ascoltare la città…
a De Laurentiis consiglio El Shaarawy…
il calcio è malato di ipocrisia!»

Queste le mie dichiarazioni a napolipassion.net

Intervista a Angelo Forgione XG1
di Rossella Attianese 

Questa settimana abbiamo intervistato Angelo Forgione, fondatore del Movimento V.A.N.T.O. (Valorizzazione Autentica Napoletanità a Tutela dell’Orgoglio), giornalista e autore di molti video su Napoli, aventi come scopo l’esaltazione della napoletanità, la denuncia di situazioni che purtroppo affliggono la città partenopea e la sottolineatura di frasi, commenti e congetture che troppo spesso puntano a svilire l’orgoglio dell’essere napoletani.
Da buon Napoletano, orgoglioso delle proprie origini, non poteva che essere tifoso del Napoli, ed è proprio da questa sua passione che nascono i video tra più divertenti e cliccati della rete dove con grande maestria si susseguono le immagini del Napoli montate ad arte.

Prima di iniziare con le domande su Napoli e sul Napoli vorrei ringraziare Angelo per la sua disponibilità.

Angelo, da cosa nasce l’idea di fondare il movimento V.A.N.T.O. ?
Dal mio grande amore per Napoli che nutro da sempre, da quando ero bambino e ho cominciato a rendermi conto che questa città era trattata diversamente. Crescendo mi sono chiesto perchè ci fosse così tanta bellezza paesaggistica e ricchezza monumentale ma anche problemi enormi incomprensibili. I conti non mi tornavano e allora ho cominciato a leggere, studiare, approfondire, capire per cercare delle risposte. E le risposte sono arrivate, i conti sono tornati, capendo che l’unità d’Italia, doverosa ma in un altro modo, è stata una truffa per Napoli e per il sud perché realizzata come una conquista di un meridione la cui capitale ha subito un enorme trauma passando dall’essere prima Capitale europea e poi all’improvviso capoluogo di provincia.
Diventando grande ho dovuto scegliere se restare o fare l’emigrante. Sono rimasto, ma chi resta per amore non può starsene con le mani in mano. E allora ho creato quella “filosofia attiva” che è V.A.N.T.O. con cui voglio da una parte difendere la nostra città dai nemici esterni ma anche interni e dall’altra trasmettere ai miei concittadini ciò che ho studiato, capito e scoperto.

Nel mese di Marzo avete presentato il libro Malaunità parlacene un po’.
Malaunità” è un libro verità che tutti dovrebbero leggere. È un contributo alla ricostruzione del processo di unificazione italiana, mal riuscita. È la dimostrazione che una pianta che nasce male cresce male. È un dossier scritto a più mani da un team di ricercatori, giornalisti, archivisti e meridionalisti che si contrappone a quegli intellettuali di sistema che non hanno mai avuto il coraggio di spostarsi dalle loro posizioni dettate dalla storiografia ufficiale, quella scritta dai vincitori. È un libro anche piacevole e leggero da leggere che però lentamente prende allo stomaco e schiude la visione dei veri avvenimenti risorgimentali, fornendo anche elementi per leggere le attuali condizioni del paese che viaggia a due velocità non per caso. Mi preme evidenziare la prefazione di Jean-Noel Schifano, grande uomo di cultura francese e profondo conoscitore di Napoli e della sua storia, che con le sue parole da grande forza a tutti i saggisti che hanno partecipato alla scrittura legittimandone la visione, tra i quali, ovviamente, anche io insieme ai vari Pino Aprile, Lorenzo Del Boca, Lino Patruno e Gigi Di Fiore. E questo mi rende fiero e orgoglioso. Al libro è allegato anche un CD con due canzoni del grande Eddy Napoli che ha avuto il coraggio e la sensibilità di cantare il grido di protesta e dolore del sud. Consiglio a tutti di portarlo al mare quest’estate e leggerlo sotto l’ombrellone.

Ha vinto De Magistris, cosa ti aspetti che faccia per Napoli e per i Napoletani?
De Magistris deve fare tutto l’opposto di ciò che ha fatto, anzi non fatto, la Iervolino. Si sleghi dagli interessi di partito, pensi sempre a ciò che è giusto per Napoli prima di ogni altra cosa. Senta la città, ne avverta gli umori, e dia ascolto alle tante associazioni e movimenti come il mio che sono un gran serbatoio di idee e proposte perché spontanei e non interessati. Scenda per strada come ogni cittadino e, se è innamorato della città, saprà dove intervenire. Apra come ha promesso Palazzo San Giacomo e lo renda trasparente. Si faccia toccare dalla gente. E vada a sud, nel senso di essere protezionista verso una Napoli che ha perso la forza di gridare il suo orgoglio ad una nazione che invece va troppo a nord.

Se tu fossi sindaco di Napoli quali sarebbero le tue priorità?
Se io fossi sindaco, a parte le emergenze obbligate come i rifiuti, comincerei a lavorare per la valorizzazione delle zone turistiche, strade, monumenti, illuminazioni artistiche. Oltre lo straordinario scandalo rifiuti penserei anche all’ordinario rafforzando per le strade turistiche i turni di spazzamento. E restituirei decoro alle zone periferiche. Napoli è una bella donna ma ha un bruttissimo vestito; io cercherei di darle un abito che ne evidenzi la bellezza e le forme e farei in modo che ci si debba innamorare per forza di lei.
Per esempio, ho già pronto una serie di proposte da sottoporre a De Magistris appena lo vedrò. Tra queste spingerei per un piano di conservazione e pulizia dei monumenti con sistema di videosorveglianza e ordinanza di divieto di vendita delle bombolette spray ai minori. È testato che le telecamere puntate sono l’unico deterrente per i vandali, ma se qualcuno le sfida c’è bisogno che la pena sia certa e severa. Sporcare i monumenti di Napoli è come bestemmiare. E poi c’è bisogno di sicurezza, di maggior presenza delle forze dell’ordine nelle strade dei turisti, anche se per questo bisogna fare i conti con i tagli del Governo Berlusconi.

Qual è il problema principale di Napoli? Alcuni ritengono che sia insita nella “mentalità” dei napoletani.
Il grande problema di Napoli è duplice: da una parte la mancanza di una cultura diffusa, di una coscienza collettiva, di una consapevolezza di ciò che eravamo e che, quindi, potremmo e dovremmo essere. Molti napoletani credono che Napoli non abbia speranze perché sia sempre stata una città in ginocchio, che sia sempre stato così e sempre sarà. Ecco, è la rassegnazione ad un lavaggio del cervello che ci è stato fatto in 150 anni e che ci ha ridotti a popolo suddito da tenere al guinzaglio. Noi non siamo questo, noi siamo la città di Giordano Bruno, di Benedetto Croce, di Raimondo di Sangro per citare solo quelli che mi vengono in mente ora, la città dei primati borbonici, di una storia che in Italia non teme rivali, di una civiltà che ha costruito le fondamenta della moderna Europa e questo in pochi lo sanno ma è sotto gli occhi di tutti. Voi sapete che la privacy, ad esempio, nasce a Napoli? Eppure oggi c’è una legge che la tutela. Potrei fare cento esempi, ma chi approfondisce Napoli piano piano capisce cosa significa la nostra storia per la civiltà. Ed è per questo che mi arrabbio quando vedo che questa città è offesa da chi non ne conosce l’anima, anche gli stessi Napoletani. Scopriamo la nostra storia, e saremo a metà dell’opera.
L’altra metà sta nel cancellare il malaffare, le connivenze, la malavita, la micro e macrocriminalità; ma questo non spetta a noi bensì allo Stato, che però 150 anni fa ha sdoganato mafia e camorra e poi non ha fatto niente per togliergli il potere che gli ha conferito. È un compito che spetta allo Stato centrale, ma in questo senso non ho molta fiducia. Già i tagli alle forze dell’ordine significano consegnare il territorio alla malavita e alla delinquenza. E mi fermo qui, anche se la speranza non muore e non deve morire.

Veniamo al Napoli. Ormai la questione Mazzarri è finita, ma pensi che sia stata realmente così accesa? O i giornali hanno “gonfiato” le cose?
Mazzarri e De Laurentiis erano davvero ai ferri corti, sono due caratteri forti e avevano visioni diverse. Il mister ha calcato la mano in diverse maniere e il presidente ha finito col diventare un muro perché a lui non la si fa. È stata una prova di forza, un braccio di ferro vero e proprio. Poi, in extremis, hanno capito che non conveniva a nessuno interrompere il rapporto e si sono stretti la mano grazie alla saggia mediazione di Bigon. I giornali non hanno gonfiato la questione ma hanno raccontato degli interessamenti della Juventus, reali ma non prioritari, che Mazzarri ha usato un po’ come arma per assumere una posizione di forza illusoria.
Purtroppo è stata una brutta querelle che ci ha rovinato un po’ la festa mentre tagliavamo il traguardo, ma l’importante è che la saggezza abbia trionfato e il progetto continui. Il tempo di Mazzarri a Napoli non era ancora finito e solo dopo che avrà concluso il suo ciclo vincente qui potrà andare altrove. Non conveniva a lui, non conveniva a De Laurentiis perché un nuovo allenatore sarebbe stato un salto nel buio.

Alcuni hanno il timore che Mazzarri sia rimasto perché ormai Roma e Juve avevano virato altrove…è possibile?
Ripeto, l’interesse della Juve era concreto ma non prioritario. Ho la sensazione che ai bianconeri interessasse più lo staff Mazzarri che non l’allenatore Mazzarri, nel senso che li sono traumatizzati dagli infortuni a catena che hanno subito da due anni a qui, mentre a Napoli, per esempio, Cavani ha giocato praticamente sempre venendo da un mondiale e segnando 26 goal senza vistosi cali. La Roma invece ha fatto solo sondaggi ma non era nelle condizioni di proporre un progetto concreto e trasparente visto il suo cambio al vertice.
Ad ogni modo, Mazzarri resta a Napoli e vedrete che dopo aver staccato un po’ la spina tornerà più motivato di prima. È un vincente e le motivazioni le trova da solo.

Secondo te, che garanzie ha chiesto Mazzarri per rimanere?
Mazzarri ha chiesto acquisti per completare il suo progetto tecnico. Due centrocampisti di qualità, un esterno di difesa e un attaccante di concretezza che possa apportare una dote realizzativa ad una squadra che ha in Lavezzi un attaccante apriscatole ma che purtroppo non “sente” la porta. Cavani e Lavezzi devono poter ruotare con un altro attaccante di livello

Il mercato è iniziato e come sempre i nomi accostati al Napoli sono numerosissimi e le smentite puntualmente smentiscono notizie date per semi-ufficiali, tu chi pensi arriverà realmente a Napoli? E per chi faresti follie?
Credo e spero che i due centrocampisti vengano fuori tra Inler, che alla fine potrebbe scegliere Napoli alla Juventus, Palombo e Borja Valero. Follie? De Laurentiis non fa follie, ma un investimento importante lo farei per El Shaarawy, 18 anni e talento cristallino da vendere. È perfetto per il progetto Napoli. Bisogna cominciare a pensare al dopo Hamsik che negli anni prossimi credo andrà via, ma anche ad un’alternativa importante allo slovacco per il presente che oggi non c’è.

Hamsik dichiara di voler restare a Napoli, i giornali (Gazzetta e Tuttosport) lo vedono quasi al Milan… come andrà a finire?
Come ho detto, credo che Hamsik lascerà il Napoli in futuro, ma non quest’anno.

Palacios, Erick Lamela, Palombo, Inler… Mazzarri chi vorrebbe?
Mazzarri vuole Inler e Palombo, gli altri in ripiego.

Siamo in Champions, che girone vorresti capitasse al Napoli?
Il Napoli è matricola di quarta fascia e gli toccherà certamente un girone difficile. Ma la Champions è fascino autentico e tanto vale tuffarvisi con spirito “brigantesco”. Giocare al San Paolo e in trasferta contro Barcellona, Real Madrid, Manchester solo per dirne qualcuna a voi fa tremare? A me mette adrenalina. Niente paura, ben vengano certe sfide… e poi si vedrà come andrà. Dobbiamo crescere e per farlo bisogna abituarsi a certi livelli, altrimenti resteremo solo una bella realtà momentanea e passeggera.

Scandalo Calcioscommesse, il calcio italiano è malato? Cosa si potrebbe fare per risolvere il problema?
Il calcio, non solo quello italiano, è malato da tempo. A me non stupisce che vengano fuori gli scandali, anzi, meglio fare un po’ di pulizia che non è mai troppa. A me disturba più che altro che gli scandali vengano fuori sempre a fine stagione, e allora sentiamo i vertici del calcio fare bei discorsi di moralità. Io francamente sollevo il dubbio del perché certi scandali non vengano scoperchiati durante il campionato. Un caso? Oppure il carrozzone e tutti gli interessi che gli gravitano attorno non vanno fermati? L’ipocrisia non mi è mai piaciuta e il calcio ne è pieno, come quando si fanno regole contro il razzismo e poi non si interviene contro chi inneggia al Vesuvio come igienizzante contro i colerosi senza sapone.
I problemi sono risolvibili, tutto è migliorabile, ma ci vuole la volontà di farlo e non mi pare che ci sia. I problemi si rigenerano sempre perché dove ci sono i soldi c’è il trucco, e questo vale per ogni cosa dell’esistenza umana. Si inventano guerre per soldi, si occupano legittimi stati per soldi, e noi meridionali ne sappiamo qualcosa… volete che non si trucchino delle partite di calcio? Dobbiamo arrenderci alla natura debole e corruttibile dell’uomo.
Ma alla fine siamo in Italia, il paese dove tutto si dimentica in fretta. E l’anno prossimo saremo tutti, me compreso, a tifare e a vedere le partite. Il calcio è uno strumento per distrarre le persone dalle questioni importanti ma io ho cercato di dargli un senso mio, ovvero ritorcendolo contro il sistema e dandogli un valore sociale con i miei video e i miei interventi d’opinione. I poteri occulti cercano di deviare la gente ma, nel mio piccolo, cerco di pormi all’uscita del tunnel a raccogliere quell’interesse di massa per dare segnali di orgoglio al nostro popolo. Il mio consiglio è sempre lo stesso: essere consapevoli! Dobbiamo sapere che siamo schiavi di una passione che qualcuno, dietro le quinte, usa per i suoi interessi. Se partiamo da questa certezza possiamo poi valutare se il bicchiere sia mezzo pieno o mezzo vuoto.

Fai un saluto ai nostri lettori?
Un saluto a tutti i lettori di NapoliPassion! Chi ha letto questa intervista è sicuramente un innamorato di Napoli prima che del Napoli. A tutti dico di averne più amore, cura e rispetto perché se è in queste condizioni non è colpa sua… Lei che fu baciata da Dio e poi stuprata dall’uomo.

GRAZIE ANCORA ad Angelo per la sua disponibilità!
Rossella Attianese 

videoclip by XG1: UN CAVALLO DI RAZZA CORRE IN EUROPA

videoclip: UN CAVALLO DI RAZZA CORRE IN EUROPA
la fantastica galoppata verso la Champions League

Il ciuccio torna alle origini e si riscopre un cavallo di razza (leggi la storia del simbolo) che corre spedito verso l’Europa dei grandi.
15 minuti per rivivere la fantastica galoppata della prima squadra del Sud-Italia verso la Champions League.
I momenti salienti della stagione 2010/11 del Napoli aperti del consiglio di Roberto Saviano raccolto da Walter Mazzarri e chiusi da un imperdibile finale per non dimenticare le sofferenze dell’inferno recente eppure così apparentemente lontanissimo.
In qualsiasi serie, in qualsiasi condizione sociale… sempre e solo Napoli! 

Buona visione!

Clicca qui per vedere il videoclip

Angelo Forgione per la lotta alle leucemie infantili

Angelo Forgione, L’Altroparlante e Enzo Fischetti
con FCS e ARLI per la lotta alle leucemie infantili

Sabato 7, evento di beneficenza a Pomigliano D’Arco

In occasione della finale del campionato Regionale di Calcio a 7 “FCS LEAGUE SOCCER” patrocinato dalla Regione Campania, Sabato 7 Maggio dalle ore 18:00 e per tutta la serata, presso la il complesso sportivo “FCS Stadium” di Via Nazionale delle Puglie 159, si svolgerà un importante evento all’insegna della beneficenza e del divertimento organizzato da FCS Project ed A.R.L.I. (Associazione Regionale Leucemie Infantili).
Angelo Forgione, il cui Movimento V.A.N.T.O. è sponsor del Real delle Sicilie partecipante al torneo, è onorato di dare il suo contributo accettando l’invito degli organizzatori per lo spazio dedicato alla cultura, e presenterà il libro “Malaunità” parlando di napoletanità. Inoltre, presenti Enzo Fischetti per lo spettacolo e la band “L’Altroparlante” di Gino Magurno per la musica che canteranno Quelli come te (ma perchè sei tifoso della Juve se sei di Napoli)” e La storia capovolta.
L’evento sarà seguito dalle telecamere di Telecapri e dai microfoni di Radio Club91, che per l’occasione effettuerà una diretta di tre ore con gli speaker Frank Tellina e Dr. Tranky che intratterranno i presenti e gli ascoltatori con il programma radiofonico “Fatti da Legare”. In programma anche una sfilata di belle ragazze firmata Givova, l’elezione di “Miss FCS Project” e altre esibizioni dal vivo.
Ma i veri protagonisti saranno coloro che accorreranno a dare il loro contributo. Per loro l’opportunità di partecipare all’estrazione finale di una crociera MSC per 2 persone e di tanti altri premi messi in palio dai partners commerciali della manifestazione.

locandina dell’evento

programma della serata 

affissione stradale 


Due indizi per dire che Mazzarri potrebbe lasciare

Due indizi per dire che Mazzarri potrebbe lasciare
le dichiarazioni del post-Genoa inducono a una deduzione precisa

Angelo Forgione – Potrò sbagliarmi, e francamente lo spero, ma Mazzarri mi sembra al momento fortemente orientato a lasciare Napoli.
L’ha fatto capire tra le righe portando ad esempio i casi di Delneri alla Sampdoria dello scorso anno e di se stesso al Livorno nell’annata 2003-04 culminata con la promozione dei labronici. Si tratta in entrambi i casi di abbandoni dopo un grande risultato.
Mazzarri ha detto ai microfoni di “Premium Calcio” che si meraviglia di tutto questo rumore perchè, nelle circostanze prese ad esempio, tutti sapevano che quelle guide tecniche erano già proiettate su altre panchine. E nel caso personale di Livorno ha detto: «quello che ho passato io in quell’anno li… uno capisce, valuta e poi fa delle considerazioni che poi spiega agli altri». Da ciò si evince che l’allenatore del Napoli ha maturato delle convinzioni di cui è il solo custode e che non ha ancora rivelato a nessuno. È quindi possibile che potrà anche stupirci a risultato acquisito.
Un altro passaggio su cui soffermarsi è quello in cui il mister dice: «Vedete… quando le cose vanno male per gli allenatori, in tre secondi si cambiano. Quando un allenatore fa bene è giusto che valuti tante cose». E questo significa che, mentre spesso i presidenti mettono gli allenatori sotto la lente di ingrandimento e li giudicano, in questo caso è lui che sta giudicando il Presidente.
La mia sensazione è che Mazzarri stia mettendo De Laurentiis di fronte a delle scelte. Per restare pretenderebbe un rafforzamento della squadra con giocatori di caratura per affrontare degnamente la Champions e per tentare l’assalto allo scudetto. È un vincente e vuole vincere, fiuta l’opportunità e vuole che Dela gliela dia; e se non può farlo qui lo vorrà fare altrove. E poi, giustamente, mira ad un riconoscimento economico per il suo ottimo lavoro. Ora tocca al Presidente lasciare o raddoppiare.

Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza. Manca il terzo indizio, ossia la prova. Oppure la controprova in cui francamente tutto l’ambiente deve sperare senza però ritenere un uomo insostituibile. Del resto il caso Quagliarella-Cavani deve pur insegnare qualcosa.

intervista a Mazzarri da Premium Calcio
Passaggio sull’esempio Del Neri alla Samp a 1:35′
Passaggio sull’esempio Livorno 2004 a 2:32′
Passaggio sul rapporto allenatori-presidenti a 2:57′


Angelo Forgione ospite di Raffaele Auriemma a “TIFOSI, quelli che parlano”

Angelo Forgione ospite di Raffaele Auriemma a “TIFOSI, quelli che parlano”

Alla trasmissione “TIFOSI, quelli che parlano” condotta da Raffaele Auriemma su Telenapoli C34, Angelo Forgione parla del sorteggio di Europa League che vede il Napoli accoppiato al Villarreal e chiede a Cannavaro di rappresentare in campo i Napoletani.


videoclip: NAPOLI INFINITO / Napoli vs Steaua… tempo epico d’Europa

videoclip: NAPOLI INFINITO
Napoli vs Steaua… tempo epico d’Europa

Con questo Napoli da manicomio non si fa più in tempo a gioire. L’ennesima pazza vittoria contro il Lecce arriva immediatamente dopo quella altrettanto folle contro la Steaua in cui è ancora e sempre il cronometro di Mazzarri a colpire! Anche in Europa-League sono i minuti finali a decretare la qualificazione del Napoli ai danni dei rumeni che, nel computo dei due match, sono avanti di tre goal prima di subire la rimonta partenopea. Due partite che negli “extra-time” spostano 3 punti verso gli azzurri e fanno esplodere di gioia i tifosi napoletani, ancora epico e non per l’ultima volta.

clicca qui per vedere il videoclip