Le scuse di Silvio Baldini ai Napoletani… disoccupati.

Le scuse di Silvio Baldini ai Napoletani… disoccupati.
E Criscitiello ricalca la spiegazione di VANTO

A “Che Domenica” su Sportitalia del 13 Febbraio, dopo una settimana di polemiche, Michele Criscitiello consegna le proteste a Baldini e spiega il vero motivo suggerito da V.A.N.T.O. a cui si deve una collettiva attenzione dei napoletani per la propria squadra di calcio.
Arrivano le scuse dell’allenatore toscano, costruite su altri presupposti rispetto a quelli esternati la settimana precedente quando il postulato era stato: napoletani = disoccupazione -> arte di arrangiarsi = tifo (?).
Ma bastano le scuse, e la polemica è chiusa.

la risposta di VANTO a Silvio Baldini argomentata da Michele Criscitiello

leggi l’antefatto

«Tosel, i Napoletani non hanno l’anello al naso»

«Tosel, i Napoletani non hanno l’anello al naso»
Il giudice sportivo strumentalizza i fischi all’inno nazionale
e li equipara agli scontri sanguinosi di Roma

Quella del magistrato friulano Gianpaolo Tosel, giudice sportivo per conto della Federcalcio tutta, è una continua sfida alla pazienza e all’intelligenza dei Napoletani. Noi non abbiamo più alcun dubbio, e da tempo, sul fatto che i suoi metodi di applicazione delle regole abbiano poco a che vedere con una vera giustizia. Tosel può essere a tutti gli effetti considerato l’inventore della “ingiustizia sportiva”.

L’articolo 3 della Costituzione italiana, già disattesa in molti altri punti, recita così: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Ebbene, un magistrato dello Stato disattende la Costituzione in ambito sportivo sin dal giorno in cui si è insediato al posto del defunto predecessore Maurizio Laudi che non aveva mai sollevato simili polveroni.

È inutile ricordare tutto quello che è avvenuto in passato, è nella memoria di tutti. Veniamo alle ultime sanzioni-provocazioni di Tosel relative alle partite di Coppa Italia: ammenda di  20.000 euro alla SSC Napoli per avere suoi sostenitori turbato con numerosi fischi l’iniziale minuto di raccoglimento; per avere inoltre, al 10° del secondo tempo, indirizzato
un fascio di luce laser verso un calciatore avversario; per avere infine, nel corso della gara,
acceso innumerevoli fumogeni nel proprio settore.

Fischi durante il raccoglimento? Leggiamo il comunicato e saltiamo sulla sedia!!! Inutile discutere sul laser e sui fumogeni contro i quali è prevista per regolamento la giusta sanzione. Ma i fischi durante il minuto di raccoglimento sono un’invenzione diffamatoria di Tosel. Basti vedere le immagini e constatare che durante il minuto di raccoglimento gli spettatori presenti rispettavano in silenzio la memoria del militare defunto in Afghanistan, più sentitamente di come accade in altri stadi dove subito partono applausi, che a Napoli sono piovuti dagli spalti solo quando l’arbitro ha decretato con un fischio il termine del minuto di silenzio.

I fischi che Tosel ha strumentalizzato, perché di strumentalizzazione si tratta, sono quelli che alcuni hanno prodotto durante l’inno nazionale italiano in segno di protesta per gli avvenimenti che sconvolgono la vita della città e contro le retoriche celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia; e francamente non ci sentiamo di stigmatizzare tale dissenso.
 Non ci risulta che vi sia una regola sportiva che vieti i fischi all’inno nazionale; si tratta di una manifestazione democratica che può essere condivisa o stigmatizzata, ma non certo sanzionata come se scorresse il “ventennio fascista”.

Noi stessi, come movimento di cittadinanza attiva con coscienza di ciò che divulghiamo dal punto di vista identitario, lontani da logiche secessionistiche che riguardano movimenti politici del nord, e senza volontà di fomentare errate reazioni, invitiamo tutti i Napoletani a riflettere su tante situazioni che spesso ci vedono colpevoli in casa nostra e a volte vittime di attacchi esterni. Scevri da ogni sorta di vittimismo, rivendichiamo il diritto di protestare, per di più pagando un biglietto che peraltro è valido per il godimento di uno spettacolo calcistico che però la FIGC ha infarcito di propaganda politica funzionale alle celebrazioni retoriche dell’unità di un paese spaccato socialmente ed economicamente. Vorremmo festeggiare anche noi, sventolare il tricolore col sorriso, ma proprio non ci è possibile far finta di nulla e neanche ci fa sorridere il fatto che lo Stato strumentalizzi il calcio per propagandare una simile ridondanza senza contenuti con uno spot in cui dei bambini giocano a calcio e ricevono nelle mani da falsi eroi un pallone da basket (?), con una coppa intitolata all’unità che non c’è e con una patch celebrativa cucita sulle maniche delle squadre in competizione.

I Napoletani non hanno l’anello al naso e tutto questo l’hanno intuito, e hanno capito anche che Tosel, magistrato senza equilibrio dello Stato (e ci dispiace dirlo), quei fischi all’inno nazionale non li ha digeriti e li ha fatti pagare.

A Roma, il giorno dopo, è accaduto di tutto, prima, durante e dopo il derby di Coppa Italia. Scontri, accoltellamenti, feriti, petardi, sassaiole, assalto al pullman della Lazio con tanto di dirigente ferito. E li solo sanzioni pecuniarie, come al solito. Come dire che i fischi di Napoli equivalgono agli scontri sanguinosi di Roma. È questo ciò che si deduce raffrontando le sanzioni. Niente squalifica del campo, niente divieto di trasferta per le tifoserie, niente chiusura delle curve.

Per un vile e deplorevole accoltellamento ad un inglese alla vigilia di Napoli-Liverpool la stampa nazionale si divertì a titolare “Vergogna Napoli” dappertutto; fu una gogna mediatica giustissima che però è divenuta ingiusta alla luce del diverso trattamento riservato ai fatti di Roma, per restare sul pezzo, laddove tristezze del genere si ripetono ad ogni stracittadina.

Noi continuiamo a denunciare tutto questo, a porre la lente d’ingrandimento sui fatti e sui misfatti di Tosel, a richiamare invano l’attenzione del Presidente della FIGC Abete, consapevoli che queste cose, per volontà superiore, ce le cantiamo e ce le suoniamo tra di noi. Ma almeno avremo fatto la nostra parte, non facendoci prendere per stolti e offrendo lo spunto di riflessione a quei nostri concittadini che ancora non hanno capito come funzionano certi meccanismi nel nostro paese che del calcio “catalizzatore” ne fa strumento di convogliamento di messaggi sociali pericolosi.

Angelo Forgione
Movimento V.A.N.T.O.
(Valorizzazione Autentica Napoletanità a Tutela dell’Orgoglio)
Responsabile per la città di Napoli del Parlamento delle Due Sicilie

videoclip: UNA STORIA A COLORI 2… il “déjà vu” / Napoli vs Juventus 3-0

videoclip: UNA STORIA A COLORI 2… il “déjà vu” / Napoli vs Juventus 3-0

A grande richiesta, il videoclip a mia firma dedicato all’ennesima grande gioia che il Napoli ci ha regalato battendo la Juventus il 9 Gennaio… e sono ormai noti i risvolti che da buon “meridionalista” attribuisco al match calcistico tra Napoli e Torino.
Un “sequel” costruito sugli umori delle opposte fazioni interpretate da Raffaele Auriemma e Claudio Zuliani: l’umore bianconero piuttosto “grigio” ormai da troppo, ovvero dalle vicende di calciopoli in poi e da quel 2006 in cui proprio la Procura di Napoli diede via libera alla spedizione della “vecchia Signora” in serie B, facendo incrociare i destini delle due squadre; l’umore azzurro sempre più euforico sulla scia di un progetto che non ammette timore per le squadre più blasonate. E neanche troppa nostalgia per i beniamini del recente passato.
Tutto questo scandito dai tre goal del “Matador” Cavani, se volete anche un po’ “the illusionist”

Napoli vs Juventus 3-0, Auriemma “sposa” Forgione e L’Altroparlante

Napoli vs Juventus 3-0, Auriemma “sposa” Forgione e L’Altroparlante

Nel segno di una sinergia identitaria sempre più marcata, dopo una settimana di dibattito sul video “MA PERCHÈ SEI TIFOSO DELLA JUVE SE SEI DI NAPOLI?”, Raffaele Auriemma apre la telecronaca tifoso su Mediaset Premium Calcio citando il testo (riadattato) di “Sono il capo dei briganti” di Edoardo Bennato, e chiude dedicando la vittoria ai “concittadini” bianconeri.

Quei napoletani che non tifano napoli (intervista su CRC)

Quei napoletani che non tifano napoli
(intervista su CRC)

Dopo il duro sfogo scritto a sfondo razzista di Vincenzo Ricchiuti contro il video “Ma perchè sei tifoso della Juve se sei di Napoli?”, Angelo Forgione a “Zona Mista” su Radio CRC dibatte sui napoletani che non tifano Napoli e che, talvolta, arrivano persino ad offendere i loro concittadini e la loro stessa città.

Angelo Forgione ospite di Raffaele Auriemma a “TIFOSI, quelli che parlano”

Angelo Forgione ospite di Raffaele Auriemma a “TIFOSI, quelli che parlano”

Alla trasmissione “TIFOSI, quelli che parlano” condotta da Raffaele Auriemma su Telenapoli C34, Angelo Forgione parla del sorteggio di Europa League che vede il Napoli accoppiato al Villarreal e chiede a Cannavaro di rappresentare in campo i Napoletani.


Lutto per l’amico Raffaele Auriemma

Lutto per l’amico Raffaele Auriemma

Si è spenta la madre dell’amico Raffaele Auriemma a cui porgo le più sincere e sentite condoglianze, estese ai suoi cari, anche a nome di tutto il Movimento V.A.N.T.O.
Raffaele, ti siamo vicini.

Angelo Forgione


Il laziale esorta il Vesuvio in tutta serenità

Il laziale esorta il Vesuvio in tutta serenità

di Angelo Forgione

“VESUVIO, LAVALI COL FUOCO”. Dal Foro Italico di Roma è arrivata in tutte le case sintonizzate sull’incontro Lazio-Napoli, più forte che mai, l’esortazione al vulcano. Dov’è la novità? Ormai siamo abituati. Ed è proprio questo il problema.

Ignorare il razzismo significa accettarlo. È lo slogan del FARE, acronimo di “Football Against Racism in Europe” che l’UEFA sponsorizza nelle competizioni europee, invitando gli addetti ai lavori a prendere posizione. Ma in Italia le posizioni si prendono solo per i giocatori di colore dell’Inter, prima Balotelli e poi Eto’o. Se si tratta di Zuniga, i tifosi del Brescia possono urlare a squarciagola. Ma almeno poi arriva la multa, ciò che non arriva quando l’oggetto del razzismo sono i Napoletani.

Quella contro i partenopei è una forma di razzismo da stadio esistente ma evidentemente legalizzata. Eppure la nuova norma della Federcalcio che regola le “Responsabilità per comportamenti Discriminatori” parla chiaro: “le società sono responsabili per l’introduzione o l’esibizione negli impianti sportivi da parte dei propri sostenitori di disegni, scritte, simboli, emblemi o simili, recanti espressioni di discriminazione. Esse sono altresì responsabili per cori, grida e ogni altra manifestazione espressiva di discriminazione che comporti offesa, denigrazione, incitamento all’odio o insulto per motivi di razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità, origine territoriale o etnica, ovvero configuri propaganda ideologica vietata dalla legge o comunque inneggiante a comportamenti discriminatori.
In caso di manifestazioni e cori razzisti, l’arbitro ha la facoltà di sospendere temporaneamente la partita in corso e, nel caso di atteggiamento razzista prolungato, anche la discrezione di fischiare la conclusione anticipata della gara”.

L’invocazione al Vesuvio, e quindi ad una catastrofe naturale risolutiva dei problemi di pulizia etnica e non igienica della comunità Napoletana, si configura chiaramente come una discriminazione razziale e un incitamento all’odio.

Nonostante ciò, il direttore di gara di Lazio-Napoli, il Sig. Bergonzi, non ha ravvisato gli estremi per la sospensione temporanea della gara. E ancora una volta, il Capitano del Napoli, nella fattispecie il napoletanissimo Paolo Cannavaro, a cui spettava il compito di richiedere all’arbitro la sospensione della gara in simili situazioni, ha perso nuovamente l’opportunità per avvalersi dei suoi diritti. Una simile cancrena può essere estirpata solo con una presa di posizione netta in campo da parte del Capitano azzurro che sottolinei questa vergognosa manifestazione di sottocultura tutta italiana e la cominciare ad arginare.

I più ricorderanno il giocatore ivoriano Marco André Zoro del Messina che si ribellò al razzismo dei tifosi dell’Inter impossessandosi del pallone e uscendo dal campo trattenuto da compagni e avversari. Fu il primo in Italia a porre un freno al razzismo.

Cannavaro segua l’esempio e si senta ferito da certi cori contro se stesso e la sua comunità, così come si sentì ferito il giocatore di colore del Messina, dando una lezione di civiltà al nostro “piccolo” paese.

leggi su napoli.com

I romanisti: Napoli incivile! Ma anche no.

Ipocrisia romanista: Napoli incivile! Ma anche no.
Nessun problema per i 27 tifosi romanisti al San Paolo

leggi l’articolo su napoli.com

di Angelo Forgione

stadio san paoloIl giorno dopo la vittoria del Napoli sui capitolini, la rivista del tifo giallorosso “il Romanista” denuncia che “nel corso della partita persa dalla Roma contro il Napoli c’è da verificare la marea di insulti rivolti ai giallorossi in particolare a Totti e De Rossi e soprattutto alla città. Un gesto di inciviltà che continua a persistere negli stadi ed in particolare ieri al San Paolo. Tanti striscioni provocatori ed ingiuriosi di nessuno di questi è possibile riportare il contenuto”.

Che l’inciviltà negli stadi sia sovrana è palese e non basterebbe un secolo per cambiare usi e costumi dei tifosi del calcio. Ma è difficile comprende lo sfogo di una testata romana quando proprio dal pulpito dello stadio Olimpico si può ascoltare di tutto contro i Napoletani. Persino quando l’avversario in campo non è il Napoli parte quasi sistematico il coro “Odio Napoli”. Un malcostume che genera attriti, astio che genera astio. Sarebbe utopistico sperare che negli stadi prenda il sopravvento il rispetto, ma fin quando questo non sarà che almeno non trionfi l’ipocrisia.

Alla trasferta di Napoli hanno partecipato 27 tifosi romanisti che hanno avuto vita serena. È questo il dato sul quale formulare una sentenza di massima, scevra da luoghi comuni e etichette tipiche degli stadi. Ci piace pensare che lo stesso accadrà al ritorno per i Napoletani, ma purtroppo i precedenti non sono confortanti.
Gli stessi romanisti in trasferta hanno raccontato la loro giornata proprio alle pagine de “Il Romanista” dal quale si evince la serenità con la quale hanno potuto vivere la loro giornata Napoletana, a prescindere dall’ambiente ostile nei cori e dal risultato avverso.

Il racconto è paradossale perché tende a rimarcare il malcostume dei tifosi azzurri con una tale incisività che diventa esilarante quando gli stessi romanisti si rallegrano della serenità di cui hanno goduto. Ci si lamenta degli olè a fine gara, del “chi non salta giallorosso è”, degli striscioni contro Totti e famiglia, degli insulti alla Capitale, dei fischi a De Rossi; ma si legge, cosa più rimarchevole, che il «viaggio è stato tranquillo (…) tutto è filato via liscio senza problemi (…)». Matteo, 17 anni, aggiunge: «Sì, io sono vestito coi colori della Roma e nessuno mi ha fatto storie. Anche gli steward sono stati gentilissimi, meno male».
Il racconto fa capire che agli impavidi tifosi romanisti sono rimasti sullo stomaco i fischi, gli striscioni, gli olè, e, udite udite, la chicca di “Tu vuò fa l’americano” e “‘O surdato nnammurato”. O forse semplicemente il risultato finale. Come dice il romanista David:
«Nun ce poteva esse finale peggiore. Che brutte cose che abbiamo visto».

Fosse questa l’inciviltà, ci sarebbe da auspicare che tutti gli stadi d’Italia fossero incivili come il “San Paolo” durante Napoli-Roma del 3 Ottobre 2010.

il racconto dei tifosi della Roma al “San Paolo”
http://www.romanews.eu/news.asp?pagID=74&newsID=7988

i cori contro Napoli in Roma-Fulham
http://www.youtube.com/watch?v=cGIqAL3RpJU