Brasile ’14: biglietti elettronici made in Naples

Angelo Forgione – C’è un paese nell’hinterland di Napoli, alle spalle dall’aeroporto di Capodichino, dove si producono i passaporti elettronici. È Arzano, dove ha sede la GEP SpA (Global Electronic Passports), un’azienda specializzata nello sviluppo di sistemi operativi anti-contraffazione nata nel 1999, unico centro in Italia capace di realizzarre microprocessori contactless, ovvero chip da inserire nei prodotti: passaporti, appunto, ma anche carte d’identità, smart card e ticket. La GEP è al top anche nel mondo, e sul tetto del pianeta ci è giunta in questi ultimi mesi. La FIFA, infatti, in vista dei Mondiali di calcio in Brasile, si è affidata all’azienda napoletana per evitare la contraffazione dei circa 4 milioni di biglietti per le 64 partite in programma. I ticket realizzati per il torneo hanno due componenti: un chip con antenna Rfid, per l’identificazione a radiofrequenza e un sistema di crittografia che ne impedisce la clonabilità, e una carta di sicurezza che contiene fibrille inserite nella polpa della carta prima della stampa e non dopo come avviene con l’inchiostro. Le fibrille reagiscono alla lampada ultravioletta e i dati non posso essere letti ad occhio nudo ma solo con un particolare lettore.
28 dipendenti tutti meridionali, di cui 7 donne, fatturato in crescita e una competenza che ha sbaragliato la concorrenza di cinesi e non solo. Cesare Paciello, 42 anni, direttore generale di GEP, dichiara con sicurezza e orgoglio al TG1 (guarda il video): «Noi abbiamo la possibilità di farcela contro chiunque a livello mondiale se portiamo avanti sviluppi innovativi. È la nostra burocrazia a pregiudicare la nostra competitività, ma in quanto a risorse umane siamo quasi imbattibili». Innovazione e eccellenza, tutto nel solco della tradizione napoletana che non muore certo all’ombra dei classici stereotipi di sorta.

La cultura invade l’anima: la difesa meridionale

Il “Salotto culturale” dello scultore Domenico Sepe è pronto per l’appuntamento di Venerdì 30 maggio alle ore 21,00 presso la bottega d’arte dell’artista ad Afragola. Ospite d’onore Angelo Forgione, che presenterà la sua creatura Made in Naples.
“La cultura invade l’anima – tema: la difesa meridionale”.
Via Saggese V trav. n 1 Afragola (NA) – Ingresso libero

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Alla Pizzeria Lombardi l’Illuminismo Partenopeo per il Pizzafestival

Il Pizzafestival è il Festival Internazionale della Pizza, legato all’Associazione Verace Pizza Napoletana. L’evento, che partirà il 27 maggio, terminerà il giorno 30, giorno in cui l’Associazione celebrerà i suoi primi 30 anni di attività.
La Pizzeria Lombardi parteciperà all’iniziativa con due importanti eventi: mercoledì 28 con “l’Illuminismo Napoletano” ed il giorno successivo per “il 100% Pizza”. Un percorso fatto di tradizione e di ricercatezza che ha più di 100 anni.

  • 28 Maggio – Illuminismo Partenopeo: l’evento è dedicato alla storia napoletana del 700, del suo massimo splendore e del suo periodo più florido; grazie alla partecipazione delle cantine Mastroberardino SPA verrà presentata in esclusiva la Pizza “Luce di Partenope”, nata da un’idea di Enrico Lombardi; all’evento sarà presente anche lo scrittore Angelo Forgione, autore del testo Made in Naples, che attraverso questa sua ultima fatica sta dando grosso impulso alla riscoperta della cultura illuminista napoletana e dell’orgoglio partenopeo;

Menu della serata:
– Alici fritte del Golfo
– Pizza “Gigi” con pomodorini freschi del Vesuvio e Bocconcini di Bufala.
– Pizza “Luce di Partenope”: una pizza speciale creata appunto per il Pizza Fest. Fatta con polpa di riccio, fior di latte, cozze e ciuffetti di ricotta di bufala. In abbinamento alle pizze, ci saranno un Greco di Tufo DOCG ed un Lacryma Christi Rosso DOC delle Cantine Mastroberardino SPA.
– In conclusione Sfogliatella Napoletana accompagnata da un Passito “Mélizie” Mastroberardino.
Prezzo della serata 18,00€ e prenotazione Obbligatoria.

Via Foria 12/14 – Napoli
info@pizzerialombardi.it
http://www.pizzerialombardi.it
Phone: 081.45.62.20

Renzi e le sue contraddizioni

«La Germania ha unito Est e Ovest. Noi ancora burocraticamente borbonici»
Due settimane fa aveva elogiato il modello delle Due Sicilie.

Angelo Forgione – Ci ha messo dodici giorni il premier Matteo Renzi, trionfatore indiscusso delle votazioni europee, per cadere in contraddizione. Il 14 maggio era stato a Napoli, in prefettura, e si era riferito al modello borbonico delle Due Sicilie per il rilancio del Sud, seppur apparendo già contraddittorio rispetto ad alcune sue dichiarazioni del passato. Storico Matteo! Non lo aveva fatto nessun Primo Ministro o alta carica dello Stato in 153 anni di storia unitaria.
Durante la trasmissione Rai Porta a Porta del 26 maggio, Renzi, da forza emergente al tavolo dell’Unione Europea, ha parlato di rapporti tra Italia e Germania in chiave continentale, anticipando le sue intenzioni rispetto alla cancelliera Angela Merkel. Ed eccolo di nuovo giocare con le parole:
«Siamo in grado di andare dalla Merkel e dire “questa è la semplificazione della pubblica amministrazione italiana, che non può essere borbonica”?».
Certo, si tratta di uso di una parola sbattuta sul dizionario con l’accezione denigratoria della Storia del Sud che ormai non regge più, come da Renzi stesso evidenziato. E pure il suo predecessore Enrico Letta, nel corso del summit dei capi di Stato e di governo dell’Ue dello scorso ottobre, aveva affermato che «bisogna lavorare affinché l’Italia non sia guardata più come il Paese più burocratico e borbonico». Inutile – ma non lo è – ricordare ancora una volta che la burocrazia italiana è sabauda, non borbonica, e che sono stati i piemontesi a imporre e condurre la loro Italia, non i napoletani.
Renzi sia più fedele a quel che dice e non metta maschere diverse in base al palcoscenico che calca. Tanto più se cita l’esempio dell’unione tedesca, vera: «La Germania, negli anni Duemila, che cosa ha fatto? Ha fatto quello che noi non abbiamo fatto: ha fatto delle riforme strutturali per unificare Est e Ovest, investendo fortemente sul mercato del lavoro, e adesso è leader in Europa e fa registrale percentuali di crescita come nessun altro Paese».
Tutto giusto, tutto perfetto, a parole. Dunque, Renzi, ha la ricetta per unire l’Italia – ma non da oggi – e sa come cancellare il divario Nord-Sud, anche quello di stampo sabaudo, non borbonico. Se non lo farà, la colpa non sarà della Merkel.

tratto da Made in Naples (Magenes, 2013):
Sono stati i Savoia a governare l’Italia piemontesizzata per circa ottantacinque anni, non i Borbone. Dunque, può mai essere borbonico il retaggio governativo della Nazione italiana? La burocrazia italiana non è borbonica ma, semmai, figlia di quella sabauda e piemontese instaurata negli anni del Regno d’Italia, esasperata e finalizzata alla sparizione di soldi pubblici. Un modo d’intendere l’amministrazione statale da cui derivò una sfrenata “creatività” tributaria a Torino e la necessità di unirsi con chi aveva i conti in ordine e poche tasse. Perché, dopo il 1855, il Regno di Sardegna non compilò più il bilancio statale? Forse “per oscurare le informazioni”, come denunciò nel 1862 l’economista Giacomo Savarese. Fu questa l’origine del debito pubblico italiano, prettamente piemontese, come conferma la ricerca Un’Italia unificata? – Il Debito Sovrano e lo scetticismo degli investitori di Stéphanie Collet, pubblicata nel luglio 2012.

Presentata la Prima Mostra d’Arte Tridimensionale al mondo

Angelo Forgione – Si è svolta venerdì 23 maggio, al Maschio Angioino, la conferenza di presentazione della prima mostra d’arte tridimensionale al mondo, curata da Pietrangelo Gregorio. In futuro, l’esposizione girerà l’Italia e mostrerà lo stato dell’arte in tema di 3D e tecnologia anaglifica al servizio della valorizzazione dei beni culturali.
Intanto, dopo la sperimentazione delle trasmissioni su Telecapri, è stato sancito con l’emittente NapoliTivù l’accordo per l’avvio imminente della regolare programmazione tridimensionale per DGTV. Napoli è da oggi detentrice di un nuovo primato che, nonostante il poco clamore suscitato, sarà compreso in futuro.

da Pupia Campania

Un’inglese addolorata dalle parole di Antonella Cilento

Ricevo e pubblico lo scritto di Dawn Bissell, 41enne inglese di Birmingham residente a Roma, amante di Napoli, addolorata per le parole della scrittrice Antonella Cilento al TG1.

Salve. Ho scritto un messaggio alla Signora Antonella Cilento, e volevo farvi conoscere il mio grandissimo dispiacere nel sentire la sua intervista al TG1, dove dice che Napoli nel 1600 era “GIÀ corrotta, sporca, puzzolente…”. Sono INGLESE, e se si indigna un’inglese davanti alle sue parole, figuriamoci tutti quei napoletani che sono orgogliosi della propria città, e che si trovano a dover lottare sempre contro lo sport nazionale di denigrare Napoli in ogni occasione. Parole come quelle della Signora Cilento non aiutano a far aprire gli occhi della gente su tutto ciò che c’è di bello e di apprezzabile a Napoli. Forse sembrerà un’esagerazione, ma ogni parola negativa affidata ai grandi media è una pietra in più che viene scagliata contro la città, che non le permette di avere il rispetto degli italiani.

Dawn Bissell
(residente a Roma, nata e cresciuta a Birmingham-UK)

“Made in Naples” sul periodico Neapolis Futura

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«Ganso al Napoli? Non bastano i soldi della camorra». Parole di chi vide sfilarsi Careca.

il presidente del club di San Paolo “dimentica” il PPC ma non l’estate 1987

Angelo Forgione – Inqualificabile uscita di Carlos Miguel Cástex Aidar, presidente del club di San Paulo, per commentare ai microfoni di Radio Jovem Pan la voce di calciomercato che vorrebbe il Napoli sul calciatore paulista Ganso: «Non bastano neanche tutti i soldi della Camorra per portarcelo via. Il Napoli non ha forza economica per garantirci i 25.000.000 di euro necessari per l’acquisto: la Camorra non ha più tutto questo potere.»
Veramente un galantuomo il numero uno paulista, uno dei tanti del mondo del calcio, che di organizzazioni criminali se ne intende. Lui, che è avvocato basiliano, conosce benissimo le gesta del pericolosissimo PCC, il Primeiro Comando da Capital, la mafia di San Paolo, che, secondo i rapporti del governo brasiliano, è la più grande organizzazione criminale del Brasile, con ramificazioni in Paraguay e Bolivia, alleanze con la Yakuza giapponesemafia cinese, e un’adesione di circa 13.000 soci, 6.000 dei quali in carcere.
Ma un motivo per tanto sprezzo nei confronti di Napoli Aidar lo serba probabilmente dall’inverno del 1987. A quell’epoca, per un primo mandato, era già stato presidente del San Paolo e andò su tutte le furie quando il Napoli gli strappò Antonio Careca con un accordo privato e in tempi strettissimi. Il grande attaccante, ambito da mezzo mondo, si mise in testa di giocare a tutti i costi con Maradona e decise fermamente la sua destinazione, forte di una scrittura privata che gli permise di svincolarsi a circa due milioni di dollari. Il Napoli versò fulmineamente due miliardi e 600 milioni di lire. Aidar trattò con un club spagnolo, sapeva di poterne avere molti di più, almeno il doppio, per un fuoriclasse di quel genere, che passò al club partenopeo a prezzo “stracciato” e senza una trattativa con la società di appartenenza. Lo scontro con Ferlaino fu durissimo ma i tentativi di far saltare l’accordo non sortirono alcun effetto. Careca firmò a maggio e si unì a Maradona nel matrimonio più bello che il San Paolo, lo stadio, abbia mai celebrato. Aidar dovette arrendersi, e non bastò l’incasso di un’amichevole Napoli-San Paolo (foto) a placare la sua ira. Dopo ventisette anni, Aidar non ha ancora dimenticato. Lo stile, a prescindere, non si compra e non si vende.

Al Maschio Angioino la primissima Mostra dell’Arte Tridimensionale

Napoli precede Parigi, dove un allestimento simile è in fase di studio al Louvre

Angelo Forgione – L’ingegner Pietrangelo Gregorio è il protagonista di un capitolo di Made in Naples, libro della Napoli che crea da almeno quattro secoli. Grande genio cui si debbono numerose invenzioni (oltre 300 brevetti), alcune delle quali tradotte in primati napoletani, e già creatore della prima emittente televisiva privata d’Italia via cavo (Telediffusione Italiana – Telenapoli) negli anni Settanta, è oggi, a 86 anni, protagonista della sperimentazione del primo sistema di ripresa e di riproduzione televisiva in 3D per il digitale terrestre, col quale sta cercando di abbattere il monopolio delle costose piattaforme satellitari a pagamento. Dopo il giusto spazio assegnatogli in Made in Naples è ora il Comune di Napoli a tributare all’inventore i giusti meriti e ad annunciare un nuovo primato napoletano, ospitando una mostra d’arte tridimensionale nel museo del Maschio Angioino che si inaugurerà venerdì 23 maggio alle ore 11.00 nella Torre del Beverello.
La mostra sarà visitabile fino al 30 settembre 2014. Orari di accesso al pubblico: ogni giorno dalle ore 10.30 alle 16.30 (escluso la domenica).

Un nuovo primato napoletano: La prima Mostra dell’Arte Tridimensionale nel complesso monumentale di Castel Nuovo

Il 23/05/2014 verrà inaugurata a Napoli nella Torre del Beverello, in Castel Nuovo, la prima mostra dell’arte tridimensionale. Un evento di particolare interesse scientifico, relativo all’applicazione della tecnologia anaglifica ai processi di promozione dell’arte e della valorizzazione dei beni culturali.
Vero è che, per anni, si è sempre discusso sulla possibilità di diffondere la stereoscopia e il tridimensionale, partendo dai musei, col semplice mezzo anaglifico (visione con occhiali bicolori), senza dover ricorrere a sofisticate tecnologie, cinematografiche o televisive. Avvalendosi di esperti stereografi si sono infatti organizzate, in passato, mostre tridimensionali nelle metropoli di Los Angeles, Parigi, Francoforte, Montreaux, dove le immagini presentate, di piccole dimensoni (30×40 cm.) e con un rilievo limitato, non destarono tuttavia alcun interesse da parte dei visitatori. Ragion per cui le mostre tridimensionali furono abbandonate.
In Italia le ricerche continuarono, seguendo le originali teorie ed innovazioni stereoscopiche del sistema “Stereogregor”, ideate dal ricercatore napoletano Pietrangelo Gregorio (noto per essere il pioniere della televisione libera italiana) che consentivano numerose nuove possibilità: basti ricordare lo schermo tridimensionale più grande del mondo (60 metri di lunghezza, primato ancora imbattuto!) realizzato nella sala Plinio a Pompei, nel 1994, sul quale 48 proiettori tridimensionali sincronizzati proiettarono, per oltre un anno, le più suggestive immagini degli scavi di Pompei, come ampiamente riportato dai mass media dell’epoca.
Sempre seguendo questo sistema, Geppino Gregorio, figlio del celebre inventore, e gli ingegneri Zipoli, Di Febbraro e Caputo hanno dato vita al “Centro Ricerche Scientifiche” con lo scopo di rielaborare il sistema
anaglifico, riuscendo ad ottenere immagini tridimensionali di grande formato, riducendo così, notevolmente, i difetti dell’anaglifo e mostrando una notevole profondità di rilievo con un effetto gradevole e stupefacente.
Si è così potuta realizzare la prima Mostra dell’ Arte Tridimensionale, esposta nella Torre del Beverello, in Castel Nuovo. Napoli è dunque la prima città a presentare una mostra di Arte Tridimensionale, mentre al museo del Louvre di Parigi è ancora, da anni, in fase di studio, una “mostra stereoscopica anaglifica”.
Le opere esposte
Questa prima mostra comprende 12 opere su tela pittorica in formato 100 x 140 cm., concernenti opere d’arte del Museo Archeologico di Napoli (Agrippina, Divinità fluviale, i Corridori), fontane monumentali partenopee (fontane del “Nettuno”, degli “Innamorati”, del “Carciofo”), Castel Nuovo con il suo Arco di Trionfo (con un eccezionale percezione del rilievo), Castel dell’Ovo, Chiostro grande di San Martino, Palazzo Reale, Basilica di San Francesco da Paola, ed infine, la nuova Piazza Bovio.
Per ogni opera è stata curata la particolare ripresa 3D, molto diversa da quella abituale, per stabilire le migliori convergenze e le varie parallassi con le relative distanze stereoscopiche. La tecnica “italiana” Stereogregor, utilizzata da Geppino Gregorio, che ha curato le riprese e le configurazioni 3D, offre una gradevole e suggestiva percezione della terza dimensione, al punto da rendere necessaria al visitatore un’ampia sosta davanti ogni opera e, per consentirne la visione contemporanea al vasto pubblico, si è scelto di aumentare il numero dei visori con l’ausilio di uno speciale strumento predisposto per meglio apprezzare tutti i particolari delle riproduzioni.

“Napoli maledetta”… da Genny ‘a carogna a “Gomorra” di Saviano

Nel video, il riassunto della puntata del 12 maggio di Clandestino su Tele Club Italia. “Napoli maledetta” tema del dibattito televisivo, tra accanimento mediatico per i fatti relativi alla finale di Coppa Italia di Roma, le polemiche su Roberto Saviano per la fiction “Gomorra” e umiliazione della cultura napoletana, sostanzialmente ignorata dai media nazionali.