boom di tumori al Sud, picco in Campania.
I dati sono chiari: forte aumento delle neoplasie in Campania! 9,2% tra gli uomini, 12,4 tra le donne. Queste le conseguenze del bombardamento ambientale cui è sottoposta quella che gli antichi romani chiamavano “Campania felix” per via della fertilità delle terre. Da qualche decennio, in quelle stesse terre vengono intombati illegalmente gli scarti industriali nocivi delle aziende di un nord che non solo non si accontenta di trattenere a sé la maggior quota della ricchezza prodotta ma lascia al Sud anche la maggior quota del proprio scarto nocivo produttivo.
Lo smaltimento illecito di rifiuti tossici riguarda in particolar modo la Campania dove l’area tra Acerra, Nola e Marigliano è stata denominata “triangolo della morte” e dove paradossalmente i cittadini dei grandi centri abitati come Napoli sono più al sicuro da malattie rispetto a quelli delle campagne comprese tra il Napoletano e il Casertano. Si tratta della “rotta tirrenica” dei rifiuti speciali che viaggiano da Nord verso Campania e Calabria, ma esistono anche una “rotta adriatica” che punta alla Puglia e una “rotta siciliana”.
È ormai accertato che l’Italia sia crocevia di traffici internazionali di rifiuti, provenienti dai paesi europei e destinati al Corno d’Africa. Ed è proprio a questo affare tra governi dei paesi industrializzati, mafie e massonerie internazionali, che, secondo fondate ipotesi, sono probabilmente legati gli omicidi del 1994 di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin in Somalia. Un grosso affare scoperchiato che ha dei nessi con la situazione attuale, in Campania soprattutto ma in tutto il Meridione. A decidere sono sempre i poteri occulti che manovrano i fili dall’alto e stabiliscono destini di intere comunità. E così i traffici continuano mentre di bonifica dei territori inquinati neanche l’ombra.
Solo la miopia della disinformazione può indurre a pensare che l’emergenza rifiuti di Napoli sia il frutto dell’inciviltà dei cittadini che pure in situazioni di degrado diffuso finiscono per degenerare le proprie abitudini. Quel fenomeno non dipendeva dalla gente ma da qualcosa di più grande stabilito a tavolino decenni fa. Roberto Saviano ha provato a spiegarlo alla nazione ma qualcuno continua a fare orecchie da mercante. Ma se il centro di Napoli è ora libero da quella vergogna, i campani e i meridionali sono purtroppo chiamati a fare i conti con un disastro ambientale di cui non sono responsabili, subendone però umiliazione, frustrazione e accanimento razziale da parte di chi accusa le vittime e non i carnefici, perchè di veri e propri carnefici si tratta. Malformazioni, infertilità, malattie e morti precoci sono già il conto che il Sud sta pagando e che diventerà sempre più salato nel prossimo futuro e in quello più remoto dei nostri figli. Solo che queste morti sono silenziose, non fanno rumore come una nave che affonda o una sparatoria tra pregiudicati. Ma la gente deve sapere cosa è accaduto, cosa sta accadendo e cosa accadrà.


Angelo Forgione – Anche la bravissima artista romana Fiorella Mannoia s’annoia con la retorica risorgimentale. L’ha scoperto leggendo “Terroni” dell’amico Pino Aprile, capendo che la storia non corrisponde al racconto di chi la festeggia estromettendo verità e, soprattutto, dimenticando le migliaia di morti meridionali periti per la conquista del Sud.
Angelo Forgione – Che disastro, Francesco Schettino! Non tocca a noi giudicare il suo comportamento sulla “Concordia” prima della tragedia dell’isola del Giglio, ma sicuramente possiamo farci un’idea della sua condotta nel momento dell’apocalisse sulla scorta dell’ormai famosissima telefonata intercorsa col Capitano di fregata Gregorio De Falco che lo scuoteva e lo richiamava ai suoi doveri disattesi.
Angelo Forgione – Faccio una premessa. Ho condannato fin da subito il video che ha procurato fastidi al portiere del Napoli Morgan De Sanctis perchè ha gettato ombre infondate su una persona caratterialmente autentica e sempre
Angelo Forgione – Ho assistito alla proiezione in anteprima nazionale del DVD di “Napoli; la Storia Vol.II – Un nuovo Regno” al Teatrino di Corte di Palazzo Reale e avuto modo di rivederlo comodamente per poter esprimere un giudizio sul prodotto realizzato da “Pixel 06”.
I
Angelo Forgione – Paolo Villaggio, all’indomani dell’alluvione di Genova, aveva declassato la cultura ligure definendola inferiore a quella anglosassone cui si ispira. E pensando di affossarla del tutto, l’aveva accostata alla «cultura sudista borbonica che è il male di tutta l’Italia». Inutile tornarci su dopo aver sufficientemente