Made in S… tereotipi

Parziale delusione per il canovaccio adottato dalla nuova serie di “Made in Sud” su Rai Due. Il palcoscenico nazionale, è noto, impone ai comici di casa nostra di “far male” a Napoli e al Sud per far ridere, ma da una trasmissione napoletana confezionata da comici napoletani ci sia aspettava meno autolesionismo e più capacità di smarcarsi dai luoghi comuni invece di marciarci sopra. E invece l’andazzo continua. Va bene la finanza e il lavoro, ma perchè smentire con ironia che Napoli sia capitale di cultura? Se ne è accorto anche il critico televisivo milanese Riccardo Bocca che, su “l’Espresso” online, c’è andato giù pesante.
La conduttrice Fatima Trotta, in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno online, ha detto: “questo non è un programma di rivalsa contro il Nord, anzi. Vogliamo soltanto esprimere noi stessi, senza barriere».
Scusali, caro Guido, se continuano a non capire.

Stereotipi su Napoli e Sud in Olanda

Un paio di esempi di luoghi comuni che colpiscono Napoli e i meridionali giungono dall’Olanda.
Il primo lo suggerisce Giuseppe C. con una foto da lui stesso scattata ritraente una vetrina di un negozio di oggettistica di Amsterdam in cui è esposto un cartonato su cui è ben visibile la splendida Galleria “Umberto I” di Napoli. Ma non è una lusinga alle nostre bellezze bensì la pubblicità di un portafoglio di sicurezza che consente di proteggere le carte di credito, ma anche le banconote, in un involucro rigido dotato di una leva che ne consente l’espulsione dal basso. Un sistema per evitare che, nei luoghi affollati, i professionisti del borseggio riescano ad impadronirsene infilando le mani nelle tasche con maestria e scaltrezza. Solo che, oltre ad essere perfettamente inutile (i borseggiatori sfilano l’intero oggetto e non il contenuto), questo prodotto di un’azienda olandese è anche corredato da una immagine pubblicitaria che comunica in maniera pregiudizievole una descrizione poco lusinghiera di Napoli. Il pay-off “protect your cards” su di essa non lascia spazio ad equivoci.
Il secondo stereotipo viene fuori da un servizio trasmesso da “Ballarò” (anche questo segnalato copiosamente) circa l’aumento dell’IVA in Olanda, paese che ammortizza serenamente la tassazione con una sempre costante crescita della propria economia, come invece non è capace di fare l’Italia. Un commerciante dichiara il suo altissimo reddito e si vanta di raggiungerlo con il lavoro incessante, quello che non appartiene indovinante un po’ a chi?! Anche in questa, come in tante altre circostanze, la televisione italiana ha ritenuto di poter lasciare una simile frase nel montaggio, fomentando indirettamente il pregiudizio. E ci risiamo.
Inutile dire che Amsterdam non è certo il paradiso della sicurezza per i turisti e che li non esiste una questione meridionale. Ma i luoghi comuni, evidentemente, si.

io, Benjamin Taylor, innamorato di Napoli… nel bene e nel male

«All’inizio avevo la testa piena di paure e pregiudizi, ora amo tutto di questa città. Non esiste nel mondo popolo più ospitale e raffinato di quello napoletano»

Benjamin Taylor è uno scrittore di origine texana che vive a New York dove è titolare della cattedra di Letteratura alla “Columbia University”. In questi giorni, per la dodicesima volta, è a Napoli per guidare una troupe di Discovery Channel alla scoperta della città. Lui Napoli la conosce benissimo e recentemente ha pubblicato il libro “Naples Declared – a walk around the bay”, dedicato alla memoria di Giancarlo Siani, che negli Stati Uniti sta raccontando obiettivamente una Napoli diversa e sorprendente pur senza nascondere le sue vergogne, giungendo nella “top 10” americana dei libri dedicati ai viaggi.
Taylor in realtà racconta un po’ la sua esperienza personale, la sua scoperta di Napoli che ha sgretolato i suoi pregiudizi e l’ha condotto ad innamorarsene. Scoperta Iniziata per caso proprio dalla lettura in America di un fatto di cronaca nera accaduto a Napoli. Alla metà degli anni ’90 vi si recò per la prima volta ma per vedere gli scavi vesuviani e Capri. Poi, si legge dal Corriere del Mezzogiorno del 14 Settembre ’12, prima di spostarsi sull’isola per un po’ di relax, volle conoscere la scrittrice Shirley Hazzard residente a Posillipo, vedova di quel Francis Steegmuller di cui aveva letto un racconto. Gli era capitato di essere rapinato con violenza a Napoli ed era finito in ospedale; lì aveva avuto modo di conoscere l’altra faccia della realtà: circondato da mille attenzioni, da grande umanità e comprensione, di quella brutale esperienza, alla fine, gli era rimasto un ricordo assolutamente positivo. Anche la Hazzard, nonostante tutto, era follemente innamorata di Napoli e invogliò Taylor a restare in città e a scoprire le cose veramente importanti, quelle nascoste nel cuore della città. «Furono giorni indimenticabili. Per questo sono sempre tornato», dice lo scrittore americano.
Taylor non ama i luoghi comuni, nel bene e nel male, ma questo è il suo preciso e lusinghiero pensiero sui napoletani: «Non ho mai trovato, in nessun’altra città del mondo, un così spiccato senso dell’ospitalità. E non credo che esista un popolo più raffinato del napoletano. Credo che la generosità e l’apertura mentale dei napoletani siano incomparabili. E credo che nessuno dovrebbe mai pensare che la camorra possa rappresentare la realtà di Napoli. No: la camorra è un esercito di invasori e conquistatori, niente di più. Anch’io prima di venire a Napoli avevo la testa piena di pregiudizi. E una certa paura. Quando arrivai in città e feci la mia prima visita al centro storico, decisi di infilare il passaporto in una sacca che portavo ben assicurata sottobraccio. Andai a vedere il duomo — posto fantastico! — e forse dovetti chinarmi o fare un movimento strano. Fatto sta che qualche ora dopo, quando ormai ero molto lontano da lì, mi accorsi che il passaporto non era più nella sacca. Tornai quasi di corsa sui miei passi fino al duomo, ma lo trovai chiuso e sbarrato: era ormai quasi sera. Disperato, mi guardai intorno con un senso d’impotenza, e fu allora che, seduto su un gradino del sagrato, vidi un tizio che si faceva vento con una specie di libretto. Era il mio passaporto, e lui mi stava aspettando per restituirmelo. Fu la mia iniziazione alla favolosa gentilezza dei napoletani. E del resto lo so bene anch’io che basta andare a Roma, a un’ora da Napoli, e avere la sensazione di essere quasi in Scandinavia, in tutt’altro mondo. Ma il problema è sempre quello: non bisogna fermarsi alla superficie, si deve andare più a fondo».
La domanda da porsi è: cosa sarebbe Napoli se anche il senso civico fosse generalmente diffuso? Ma forse è una domanda inutile.

leggi l’articolo sul Corriere del Mezzogiorno

Ilenia Lazzarin, dal Nord alla sorprendente Napoli

L’esperienza napoletana di Ilenia, la bella Viola di “Un posto al sole”

Nata nella provincia lombarda, a Busto Arsizio, trasferitasi a Vercelli a 11 anni per poi approdare a Napoli a 19 anni ed entrare nel cast della “soap” partenopea.
Ilenia Lazzarin racconta Napoli vissuta con gli occhi di una ragazza della provincia settentrionale catapultata appena maggiorenne nella caotica metropoli del Sud, spiazzata dall’impatto con una realtà controversa e spesso eccessiva ma ben presto sorpresa dalla ricchezza culturale, dalla bellezza monumentale e paesaggistica e dall’umanità di una città diversa dagli stereotipi e dai classici pregiudizi al di là dei suoi problemi.
Auguri ad Ilenia per le sue prossime trenta candeline (6 Settembre)… da milanese napoletana. E per la sua prossima laurea napoletana. Ilenia studia infatti Scienze Della Comunicazione al “Suor Orsola Benincasa”.

(si ringraziano Alessandra Del Giudice e napolicittassociale.it)

È il giorno degli spaghetti, della pizza e del mandolino

È il giorno degli spaghetti, della pizza e del mandolino

si è sempre meridionali di qualcuno… e carnefici della Germania

Angelo Forgione per napoli.com L’italia divisa batte la Germania unita, SuperMario (Monti) batte Angela, i truffaldini battono gli onesti, e via andare…  ma quel che più importa è che i “Gastarbeiter”, gli emigranti italiani di Germania, vivano oggi il loro più classico “giorno dopo” da leoni. Quando il bianco-nero prussiano incontra il blu Savoia è sempre la stessa storia, calcistica ovviamente. “Non vincete mai” cantano gli italici. Ma cosa c’è nel karma pallonaro del popolo germanico? Che colpa hanno da espiare nei confronti degli italiani? Forse è solo la presunzione di ogni vigilia, più le prendono e più la loro voglia di vendetta aumenta. Cosa diranno e scriveranno il giorno in cui riusciranno a vincere?
Oggi sfornino pizze in quantità industriale i Gastarbeiter, che non saranno mai al capolinea. Attorciglino spaghetti macchiati di rosso pomodoro e tirino fuori i mandolini e tutta la voce che hanno per cantare in faccia all’omone dal calzino bianco nel sandalo col boccale in mano.
Il potere della nazionale è tutto qui, nel riuscire ad accomunare retoricamente nella buona e nella cattiva sorte. E quella cattiva sorte provoca anche un sottile piacere nel vedere raggruppati tutti gli italiani sotto i colpi del pregiudizio. Quando gioca l’Italia, il luogo comune all’italiana del Nord verso il Sud diventa quello tedesco verso l’italiano perchè, come disse Bellavista, si è sempre meridionali di qualcuno. Spaghetti, pizza, mandolino e mafia… deutsch grida a italienisch ciò che padania grida a terronia.
Magica nazionale italiana di calcio, capace di far dimenticare tutto. L’azzurro, che in realtà è blu, genera sindrome cognitiva amnesica. Chissà quanti di quelli che in tempi non sospetti hanno gridato “se saltelli muore Balotelli” ne hanno già fatto un eroe partigiano che ci ha liberato dai tedeschi. Nel cassetto chiuso della memoria anche le rivalità “guelfoghibelline” e le offese razziste, perchè chi tifa a Napoli e a Milano tifa lontano, ed è piuttosto il contatto a creare i presupposti per i fischi all’inno nazionale. Si dimentica di tutto e molto di più, ma tant’è, a più d’uno non interessa di fronte alla possibilità di festeggiare, strombazzare, fare “ammuina”, trovare la valvola di sfogo che fa pure bene in tempi cupi come questi.
Poi magari finisce anche come nel 2006 che l’Italia vince a braccetto con gli scandali, spinta dai goal di un palermitano di colore figlio di immigrati ghanesi. Perchè no? Siamo un popolo di truffatori-vincitori. Pardon per il luogo comune, siamo anche un popolo di onesti-perdenti senza onori. Ma è vero che più solleviamo polemiche e scandali e più alziamo trofei. Giusto o meno che sia, se vincono gli spaghetti, la pizza e il mandolino vince in fondo Napoli.

Su Radio Marte la brutta battuta di Elisa Isoardi

Su Radio Marte la brutta battuta di Elisa Isoardi

contattato in diretta Franco Di Mare

Angelo Forgione – Elisa Isoardi, puntata 2. Dopo la denuncia della battuta innocente, ma pericolosa sotto il profilo mediatico, fatta a “Unomattina” dello scorso 30 Dicembre, sono personalmente intervenuto a “la Radiazza” di Gianni Simioli su Radio Marte (intervento non registrato) il 5 Gennaio, spiegando il perchè, pur non dovendosi accanire con la bella presentatrice, va comunque denunciato l’atteggiamento leggero con cui una battuta che può essere accettata in privato non può e non deve essere assolutamente fatta in diretta su un’emittente nazionale ammiraglia, chiudendo il mio intervento con le parole di Eduardo con cui si introduce il contributo audiovisivo.
Gianni Simioli, in compagnia dell’astrologo Riccardo Sorrentino, ha contattato Franco Di Mare che non era al corrente della protesta ma, pur stupendosene, ne ha capito subito i connotati quando il presentatore gli ha riferito che il pubblico della trasmissione è “meridionalista convinto”. A quel punto una risata di comprensione seguita da un «lo so (…) mi rendo conto che si tocca un nervo scoperto».
Di Mare ha spiegato che la battuta nasce nell’ambiente familiare della Isoardi che sarebbe fidanzata con un campano, sottolineando ancora di più l’inconsistenza di stereotipi che spesso nascono da uno stato di cose precostituito che a sua volta genera pregiudizio diffuso con lo sdoganamento mediatico come nella fattispecie.
«Tocchiamo nervi scoperti ed Elisa non ha capito che non era il momento per scherzare – ha detto il giornalista napoletano – ma la si perdona». Come dire che la Isoardi, che non ha ancora compreso che una buona parte dei meridionali si stanno svegliando e non dicono più «è cosa ‘e niente», certe battute le faccia a telecamere spente se proprio non riesce a trattenersele.
Attendiamo puntata 3 con la Isoardi in persona, ma anche no. Basta che abbia capito il piccolo-grande errore.

il luogo comune di Elisa Isoardi sui napoletani

il luogo comune di Elisa Isoardi sui napoletani

e un professionale Franco Di Mare incassa

Venerdì 30 Dicembre, va in onda la trasmissione “Unomattina” condotta dagli affiatati Franco Di Mare e Elisa Isoardi. Nel corso della puntata viene affrontato il tema della tracciabilità delle banconote in chiave di contrasto all’evasione fiscale. Il conduttore napoletano, da buon giornalista, fa un esempio per sviscerare la questione in modo da sgombrare il campo da possibili espedienti e truffe per aggirare le nuove leggi e la presentatrice cuneese non riesce proprio a trattenere un’associazione di idee che produce un luogo comune zeppo della più negativa accezione piemontese-sabauda del termine “napoletano”. Di Mare mette zelo e orgoglio nel tono della risposta che è poi una domanda di chirimenti, ma li nasconde professionalmente dietro un ghigno di circostanza ed esperienza. La Isoardi scade in un sorriso poco sensato, ma magari a telecamere spente…
Piccolo episodio, uno scherzo tra amici, ma pur sempre pericolosissimo perchè sdogana ancora una volta un messaggio denigratorio, seppur ironico, su una rete ammiraglia nazionale. Il “piccolo” problema è tutto qui.
Brava e bella Elisa, ma usa anche la testa nella vita.

per messaggi alla redazione: tg1.unomattina@rai.it

De Sanctis para gli stereotipi su Napoli

De Sanctis para gli stereotipi su Napoli

e ora dategli la fascia di capitano

Angelo Forgione – L’estremo difensore, il portiere, quello che para dalle insidie portate dagli avversari. De Sanctis lo è in campo e anche fuori. Per carisma e esperienza è il vero capitano del Napoli, e l’ha dimostrato per l’ennesima volta. Ci manca solo che vada a chiedere agli arbitri la sospensione dei match in caso di cori razzisti contro i napoletani.
Nel dopopartita SKY di Napoli-Roma, il conduttore Giorgio Porrà ha fatto riferimento ai furti intorno all’ambiente Napoli. Il portiere azzurro, con toni sereni benché visibilmente emozionato per il fatto di doversi accollare una difesa delicata pur non essendo napoletano, ha spiegato al giornalista meglio di tanti napoletani che Napoli non è tanto peggio di altre città che però non godono di una cassa di risonanza minimamente paragonabile a quella partenopea (per motivi che noi illustriamo spesso).

A testimonianza di un tiro al bersaglio di prassi da parte dei media italiani, il fatto che Porrà non sapesse che tra i presenti in studio c’era Panucci che pochi giorni fa ha subito una rapina a mano armata nei pressi della sua villa nel romano. L’ex giocatore della Roma ha opportunamente confermato, per esperienza diretta, che certe cose accadano ovunque. Stessa opinione da parte di Roberto Sosa.
De Sanctis non è un letterato e neanche un sociologo, ma è un calciatore che ha girato l’Italia e non solo nella sua carriera. Ha vissuto a Pescara, Torino, Udine, Siviglia, Istanbul e Napoli. E hanno girovagato anche Panucci e Sosa. Qualcosa a Porrà gliel’avranno pure insegnata, e cioè che è vittima di un modo di fare giornalismo tutti italiano che non va a fondo ma che resta in superficie di ciò che fa piacere ai detrattori di una città nell’occhio del ciclone.

Mastroianni: «Vivrei in un pianeta tutto napoletano»

Mastroianni: «Vivrei in un pianeta tutto napoletano»

tutto l’amore per Napoli dell’indimenticato Marcello

Impareggiabile e indimenticabile Marcello Mastroianni, capace di “disegnare” i connotati della da lui sinceramente amata Napoli. Uomo capace di capirla e abbracciarla senza pregiudizi grazie alla sua frequentazione artistica del luogo. Le sue parole, negli ultimi anni della sua vita, sono colme di rispetto e di un sentimento asciutto per una città capace di sorprenderlo e di sorprendere anche l’amico-collega Jack Lemmon giunto a Napoli per girare il film “Maccheroni” evidentemente carico di pregiudizi come sempre sgretolati dall’evidenza dei fatti. Ed è veramente toccante ed emozionante il racconto dell’esperienza personale di Mastroianni che riesce a descrivere la sua percezione della “diversa” umanità e della poesia di Napoli rispetto ad altri luoghi come Roma.
Grazie Marcello, un caffè pagato per te… ovunque tu sia. Magari su un pianeta tutto napoletano.

Il video della dichiarazione shock di Rampulla

Il video della dichiarazione shock di Rampulla
ma Francesco Gullo fa anche peggio

La “rumorosa” riflessione in diretta nazionale di Michelangelo Rampulla a 7Gold, denunciata da questa fonte, ha scatenato le accuse. L’ex portiere, a cui va comunque dato atto di aver comunque ritenuta giusta la decisione di rinviare la partita Napoli-Juventus, è stato incalzato dalle radio napoletane alle quali ha dichiarato che le sue parole erano state trascritte male e di essere stato frainteso.
Non è dunque per accanimento ma per amore della verità che vanno proposte le parole di Rampulla tratte dalla registrazione della trasmissione, dalle quali si può evincere che hanno spiazzato i presenti e generato risate ambigue, al punto che egli stesso è piombato in un imbarazzo evidente accompagnato dalla costernazione di Tiziano Crudeli.
Rampulla si è dimostrato prevenuto ma, ribadendo che era nella schiera dei difensori della scelta del rinvio dell’incontro di calcio, non lascia meno interdetti della malafede di tale Francesco Gullo, ex partecipante del reality “Campioni”, che durante la trasmissione non ha fatto altro che dare sfoggio della sua anti-napoletanità tenuta a freno senza risultati dalla conduttrice Giovanna Martini. Solo quando resosi conto di aver esagerato (il parterre gli consigliava con ironia di non recarsi più a Napoli), ha provato a dichiarare il suo amore per Napoli… con falsità fin troppo evidenziata con sorrisini e sottolineata dai commenti fuori campo.
Cercare notizie di Francesco Gullo si può sul web. E si approda alle pagine del reality a cui partecipò dalle quali
si legge nel suo profilo che “è stato protagonista di uno scandalo all’interno del gruppo a causa delle false dichiarazioni sulla sua presenza in Champions. E’ il pagliaccio del gruppo: racconta bugie!”.