V.A.N.T.O. a Madrid per salutare Carlo III

V.A.N.T.O. a Madrid per salutare Carlo III

Gli orgogliosissimi e Napoletanissimi Enzo Ferrara e Valentina Cipolletta di V.A.N.T.O. fotografati ai piedi del monumento equestre di Carlo III. No, non è Piazza del Plebiscito ma la piazza della Puerta del Sol a Madrid dove hanno salutato l’illuminato sovrano, prima di Napoli e poi di Madrid, con i vessilli del Movimento e delle antiche Due Sicilie. Grazie!


Cazzullo tra limiti e contraddizioni

Cazzullo tra limiti e contraddizioni
a “Che tempo che fa” dell’8 Ottobre

Aldo Cazzullo, giornalista e scrittore piemontese risorgimentalista, tra i più forti oppositori delle istanze revisioniste, nel corso di “Che tempo che fa” dello scorso 8 Ottobre, ha espresso due concetti da evidenziare.
Nel primo ha ammesso candidamente la maggiore difficoltà da parte dei piemontesi di farsi rapire dai profondi sentimenti che rendono più umani e vulnerabili, rispetto ai napoletani. Cosa riscontrabile nelle espressioni dialettali piemontesi che non contemplano l’espressione “ti amo”.
Nel secondo concetto, ha invece espresso freudianamente una visione degli avvenimenti storici della sua terra, la Langa, «dove nel ’45 si è molto sofferto, si è sparato, torturato, ucciso. Quelli che adesso si chiamano i vinti – ha detto Cazzullo – avevano il coltello dalla parte del manico e lo usarono; i vincitori venivano braccati, torturati, fucilati senza processo, appesi, esposti come trofei per terrorizzare la popolazione civile. E questo in Langa non lo si è dimenticato». Praticamente quello che le truppe piemontesi da lui tanto osannate fecero 85 anni prima ai meridionali.
E questo al Sud non lo si è dimenticato, caro Cazzullo.

Via Cesario Console, missione compiuta

Via Cesario Console, missione compiuta!
la balaustra crollata finalmente riparata

La denuncia era di Luglio: giardinetti di Via Cesario console nel degrado. Sporcizia, palme morte, muretti incendiati, balaustra crollata. Segnalazione raccolta dell’Assessorato ai Beni Comuni; da allora qualcosa è cambiato. Subito tagliate le palme, e ora la balaustra è tornata finalmente a posto.
Altri problemi persistono, ma almeno…

Napoli e la Ternana Calcio orgogliosi di Fabio Pisacane

Napoli e la Ternana Calcio orgogliosi di Fabio Pisacane

V.A.N.T.O. ha inviato un attestato di stima al calciatore Napoletano Fabio Pisacane che non si è piegato alla corruzione calcistica, dando un grande esempio che ci ha inorgogliti in un momento in cui qualcuno, difendendo la scomoda posizione dell’atalantino Cristiano Doni, cercava di usare i Napoletani come ombrello per le proprie paure.
Di seguito il comunicato della Ternana Calcio S.p.A., prima in classifica del Girone A della Lega Pro anche grazie al buon campionato del Napoletano, nella persona del responsabile alle relazioni esterne.

Grazie per il video, molto bello.
Anche noi siamo orgogliosi di Pisacane, conoscevamo questa storia e la scelta sua non è stata casuale, in quanto oltre ad essere un grande calciatore è una grande persona e non a caso è un vero Napoletano, aggiungo io!
Continuate a seguirci, Fabio sta facendo un grande campionato, sono sicura che sentirete parlare di lui a lungo e chissà… grazie di tifare anche Ternana!
Cordialmente.

Elisabetta Manini
Responsabile Relazioni Esterne 
Ternana Calcio spa  

per messaggi di stima a Fabio Pisacane: relazioniesterne@ternanacalcio.com

Telefonata con Gullo: «mi sfuggivano i miei errori»

Telefonata con Gullo: «mi sfuggivano i miei errori»
chiarimento personale con l’opinionista di 7 Gold

Le scuse di Francesco Gullo avevano sommato errori a errori. Dunque, per chiudere definitvamente la polemica che stava diventando pericolosa, ho ritenuto di confrontarmici telefonicamente, per fargli capire in cosa aveva sbagliato la Domenica di Napoli-Juventus e ieri sera. Il confronto sereno e civile ha consentito di colmare una lacuna che non consentiva allo stesso Gullo di ripianare la faccenda nei confronti della società civile napoletana. Al termine del chiarimento, l’ex calciatore ha ritenuto di fornirmi un ulteriore comunicato di seguito riportato, con l’invito ad incontrarci al prossimo evento napoletano organizzato dalla sua scuola calcio.

Caro Angelo,
sono contento di aver chiarito con la tua persona sulla situazione creatasi in questi giorni e, riferendomi alla Società Civile Napoletana, è mia intenzione far sapere che dimentico con coerenza il mio passaggio di ieri nel quale ho sottovalutato nuovamente il senso delle parole che sono trapelate dalle mie dichiarazioni dell’altra Domenica, e che la nostra telefonata mi ha fatto realmente capire il senso delle battute, e ovviamente il mio enorme sbaglio nel farle. Resto a disposizione. Grazie.
Francesco Gullo

Sgambetto Gullo: scuse alle curve, non a Napoli

Sgambetto Gullo: scuse alle curve, non a Napoli
attacco a V.A.N.T.O. non segnalato e senza contraddittorio

Angelo Forgione – Ecco il videoclip delle scuse di Francesco Gullo per le dichiarazioni lesive della dignità di Napoli e del Napoli alla trasmissione “Diretta Stadio” su 7 Gold nella Domenica del rinvio della partita Napoli-Juventus.
Gullo aveva preannunciato delle scuse sentite e ammesso in uno scambio di posta di meritare quanto denunciato, di accettarlo per un errore riconosciuto da non ripetere più. Purtroppo però, rassicurato dalla posizione morbida della SSC Napoli (anch’essa pesantemente lesa) nella persona dell’addetto stampa Guido Baldari, si è fatto forza e ha ritenuto di mistificare e cambiare il suo atteggiamento, mettendo in pratica una strategia sottile che è scorretta almeno quanto le dichiarazioni che hanno scatenato il nostro sdegno e quello di altre fonti informative.
L’ex concorrente del reality “Campioni” è andato in diretta a chiedere si scusa ai tifosi del Napoli ma non a Napoli. Le sue frasi, non una sola come da lui asserito, avevano offeso la città e la SSC Napoli, non i tifosi del Napoli. Ma a loro si è rivolto, evidentemente intimorito dalla massa, nascondendosi dietro l’accomodante calcio Napoli (che non era il denunciante) e alcune faccende di vita personale che nulla hanno a che vedere con un atteggiamento deplorevole avuto nei confronti di una comunità intera. Ha parlato del lutto di Genova, tralasciando quello di Napoli per cui ci si era sdegnati. Ma la cosa ancor più grave è stato l’aver cercato di far passare V.A.N.T.O. come un gruppo di fanatici, senza nominarlo ma lanciando messaggi diretti ancorché anonimi che non hanno fatto capire la situazione all’interezza del pubblico nazionale (molti non avranno capito nulla), definendo “brutta” la video-denuncia e non le sue dichiarazioni, appellandosi ai tifosi “che non si confondono con certe persone”. Insomma, scuse per il Napoli e per gli ultras e attacco a quella parte di società civile che lo ha costretto a fare pubblica ammenda dei propri errori, difatto non riconosciuti. “i napoletani veri sono altri”, questo il sunto delle scuse per garantirsi il consenso della massa frutto della consapevolezza degli errori fatti, per difendersi da un nemico partorito dai suoi stessi stereotipi: il napoletano.
Bastava dire “ho sbagliato, chiedo scusa ai Napoletani”, stop. E invece Gullo ha sommato errori su errori, sottolineati ancora una volta da Tiziano Crudeli.
Altri personaggi ben più noti hanno chiesto scusa in passato per errori meno gravi, riconoscendoli senza contrattaccare. Abbandoniamo Gullo a cui abbiamo dato una possibilità (sprecata) e fatto fin troppa pubblicità. Il quale non si è accorto che chi lo ha richiamato non è “certe persone” con cui non confondersi ma un seguìto movimento culturale condotto da un giornalista pubblicista che non ha ritenuto di scrivere articoli per una storia da raccontare invece nella forma scelta, dandogli i giusti connotati di una denuncia non “ingessatamente” giornalistica. Lasciamo la palla agli organi che hanno la responsabilità di giudicare e torniamo ad occuparci di fatti più importanti.

Le scuse di un Gullo in difficoltà

Le scuse di un Gullo in difficoltà
scuse accettate, ma non ci caschiamo

Ricevo e pubblico il comunicato ricevuto da Francesco Gullo a seguito delle polemiche scaturite dal rinvio di Napoli-Juventus commentato sull’emittente milanese 7Gold. A seguire, la risposta che ho deciso di pubblicare nonostante tante riflessioni intime a causa della fermezza che di sicuro non smorza i toni. Ma sono anche certo che il senso di responsabilità di chi segue questo Movimento è decisamente superiore a chi in televisione, rivolgendosi ad un pubblico calcistico eterogeneo, accende pericolosi focolai.

Con la presente per cercare di chiarire una situazione che si è creata in questi giorni  e di cui purtroppo ero all’oscuro. Domenica scorsa a Sette Gold durante la trasmissione in una discussione animata con i colleghi ho fatto una dichiarazione che è stata interpretata purtroppo in modo sbagliato. Ho massimo rispetto per la Città di Napoli, e soprattutto per il Napoli calcio e i suoi tifosi… ho fatto una battuta sul presidente De Laurentis che in altre occasioni ho addirittura difeso in televisione, che credo sia stata interpretata in modo troppo negativo.
Per questo motivo, porgo le mie più sentite scuse a tutti i tifosi napoletani che si sono sentiti offesi, al Prefetto e allo stesso Presidente De Laurentis, al quale invierò una lettera di scuse ufficiale in questi giorni.
Sono una brava persona e che ha dei valori ben solidi, tra questi la voglia di essere chiaro in tutto e con tutti.
Un abbraccio a tutti.
FRANCESCO GULLO

È ormai diventata una prassi. Si offende Napoli e poi ci si scusa dicendo “amo Napoli e sono stato frainteso”. C’è poco da fraintendere, le immagini parlano chiaro. Noi non stiamo accusando nessuno e, se non se ne è reso conto, è Lei stesso ad essersi condannato al giudizio della gente che ha leso.
Noi abbiamo denunciato la volgarità dei concetti, e il Sig. Rampulla, che diversamente da Lei era d’accordo col Prefetto, il giorno dopo ha detto di essere stato frainteso ma di scusarsi. Chi è frainteso, precisa, e non chiede scusa, Se chiede scusa, ammette di aver sbagliato. E noi abbiamo a quel punto pubblicato il video per dimostrare che non ci eravamo inventati nulla, che non avevamo acceso una polemica inutile, e che l’ignominia verbale della trasmissione era veramente da stigmatizzare.
Lei oggi fa lo stesso. Si accorge di essere nell’occhio del ciclone e dice ai Napoletani “scusatemi, ma sono stato frainteso perchè amo Napoli”. Abbiamo visto la Sua espressione quando lo diceva in tv e non abbiamo l’anello al naso. Abbiamo visto la difficoltà in cui ha fatto piombare Giovanna Martini. Abbiamo visto e SENTITO troppo.
Deve capire che i Napoletani non accettano più supinamente, e che le persone come Lei hanno fatto fino a qui il bello e cattivo tempo, infangando il nome della nostra città. “Amo Napoli” non ci scalda più il cuore poichè sappiamo benissimo che Napoli la amano le persone di cultura, e quella che voi proponete al pubblico non è cultura. Perchè quando muoiono 7 persone, tra Genova e Napoli, è indecente discutere del rinvio di una “stupida” partita di calcio e insinuare che la cosa Napoletana è sempre una cosa sporca, truffaldina, imbrogliona.
Questo vale per Lei, per Rampulla e per tutti i quotidiani e gli ambienti juventini e non che hanno promosso sberleffi sulla nostra rispettabilità. Che prendiate esempio da Buffon e dalla sua correttezza nel chiedere rispetto per 7 morti. Vergogna!!!
Ci tengo a precisare che tutto questo è si un confronto duro, me ne rendo conto, ma corretto e civile, e non deve sfociare oltre, perchè è chiaro che non vi rendiate conto neanche che certe dichiarazioni in diretta nazionale sono pericolosi antefatti facilmente strumentalizzabili in un mondo, quello del calcio, che di civile ha ben poco.
Per cui, da parte nostra, accettiamo le scuse perchè doverose; ma non penserà che crediamo che Lei ama Napoli. Non può esserne capace una persona che insinua malignità vantandosi di essere “brava” senza dimostrarlo e producendo a più riprese uno sterile panegirico della propria persona.
Saluti.
ANGELO FORGIONE

Ultime ore per votare il Vesuvio, nel silenzio generale

Ultime ore per votare il Vesuvio, nel silenzio generale
quel fastidioso sospetto che non ci abbandona

E così siamo giunti alle ultime ore. Domani 11/11/11, alle ore 12:00 italiane, si chiuderanno le votazioni per la designazione delle “7 MERAVIGLIE DELLA NATURA“. Ho preso a cuore la candidatura del Vesuvio nel 2008, quando ho cominciato a supportare la testata Napoli.com nella diffusione del messaggio. Poi, con V.A.N.T.O. una volta creato il Movimento. E in prossimità del traguardo, il supporto è arrivato dalla trasmissione radiofonica identitaria “La Radiazza” del buon Gianni Simioli (grazie!) su Radio Marte. Stasera, l’ultima botta la darà il Notiziario Telematico Legittimista “Rete di Informazione delle Due Sicilie dell’amico Alessandro Romano che invierà, su precisa richiesta, un messaggio di chiamata al voto alle decine di migliaia di iscritti alla newsletter.
Ce n’era bisogno perchè se il nostro Vesuvio ce la farà, ce l’avremo fatta noi amanti di Napoli. Non c’è stata alcuna forte cassa di risonanza per spingere un sito nazionale alla vittoria. Avrebbe potuto farlo il Ministero del Turismo e quello dell’Ambiente (Il Vesuvio è anche un Parco Nazionale) anche con un banale spot da irradiare sulle reti nazionali, ma nulla. Avrebbe potuto farlo la Regione Campania, ma neanche sul sito c’è lo straccio di un banner. Qualcosa l’ha fatta la Provincia di Napoli che ha “sponsorizzato” il vulcano con uno spot di cui è protagonista Peppino Di Capri; spot che però, in sostanza, è rimasto imprigionato sul sito dell’ente; poi volantini e depliant, ma non certo un’azione veramente incisiva. Da apprezzare il supporto del Comune di Ercolano che ha “intercettato” i turisti degli scavi e ha lanciato un appello su Rai International. Il Comune di Napoli, forse, avrebbe potuto sfruttare i buoni rapporti tra De Magistris e De Laurentiis per reclutare i calciatori del Napoli in qualche promozione che sarebbe stata sicuramente efficace. Così come ha fatto l’immenso Messi, assoldato per reclamizzare le cascate Cataratas d’Iguazu, così finite sotto gli occhi di milioni di appassionati di calcio nel mondo, oltre agli argentini e ai catalani.
Mentre Nelson Mandela ci metteva la faccia per la montagna sudafricana della Mensola, il Ministero del Turismo in Israele non faceva come in Italia, mettendo in campo una massiccia campagna pro Mar Morto, con tanto di banner pubblicitari su migliaia di siti internet e annunci a pagamento su Google. Quello stesso Mar Morto di cui ha parlato repubblica.it, il portale di un quotidiano ITALIANO che non ha parlato del Vesuvio.
Un po’ in tutti i paesi ci si è dati da fare, e tra quei pochi che non hanno spinto c’è l’Italia. Ecco perchè, se il Vesuvio dovesse farcela, la vittoria sarebbe soprattutto della gente, dell’immenso cuore Napoletano e di chi ama Napoli. Sarà difficile perchè chi ha speso soldi vincerà, e si tratterà delle località dell’est.
A noi un sospetto deve venire: il Vesuvio è anche un Parco Nazionale Italiano ed è delittuoso che non sia stato spinto da qualche ministero. Vuoi vedere che non debbano essere accesi i riflettori su un Parco Nazionale abbandonato e umiliato dai rifiuti speciali che vi si sversano? E allora ecco perchè ci teniamo tanto. Non solo perchè la vittoria avrebbe un valore simbolico e turistico per Napoli e Provincia, ma servirebbe a riaccendere i riflettori su uno scandalo che subiamo.
Il sottoscritto che da 4 anni “lavora” nell’ombra per diffondere e sensibilizzare, ha già iniziato a lavorare per il prossimo concorso del Comitato Internazionale che verrà dopo quello delle Meraviglie della Natura; sono infatti già in corso le preselezioni delle prossime 7 Meraviglie: le città!
Grazie a tutti quelli che hanno votato e che voteranno.

Angelo Forgione

Come si vota

– andare al sito: www.new7wonders.com/voto?lang=it

– selezionare il Vesuvio e altri sei condidati tra i 28 in concorso

– compilare il form e inviare il voto

– attendere il messaggio di posta contenente il link su cui cliccare
per convalidare il voto

– un ulteriore voto si può dare anche con l’account di Facebook da qui

È possibile votare più volte con diversi indirizzi E-Mail. Non esitate a farlo!

Le spiegazioni di Pierluigi Diaco

Le spiegazioni di Pierluigi Diaco

Di seguito, il confronto epistolare con l’opinionista RAI dopo la frase ambigua a “Domenica In”

Caro Forgione,
i tempi di una trasmissione tv non sempre offrono l’opportunità di completare un discorso o un concetto. Volevo dire che “va bene che il teatro è Napoli”, città dove le forze dell’ordine sono impegnate su fronti più importanti e delicati rispetto al caso di cronaca affrontato in trasmissione. Amo Napoli, conosco la sua gente, le sue tradizioni e la sua storia. Conosco le priorità e le urgenze che le forze dell’ordine e la magistratura sono costrette ad affrontare. So benissimo che la maggior parte delle persone che la popolano sono uomini e donne che credono nel senso dello stato e della giustizia.
Comunque se Lei ed altri suoi concittadini vi siete sentiti offesi o feriti, mio dovere è spiegarmi e confrontarmi con voi. Esprimo le mie opinioni in una rete pubbblica pagata attraverso il canone, quindi sono consapevole che ogni critica o suggerimento dei telespettatori va ascoltato con interesse e attenzione. Le auguro buon lavoro e La invito, se lo ritiene possibilie, ad inoltrare, attraverso il suo blog, questa riflessione ai suoi lettori.
Se e quando avrò occasione di tornare sul tema “Napoli” Le assicuro che sarò più chiaro e solidale. La passione che Lei nutre per la sua città Le fa onore.
Pierluigi Diaco 

Gentile Pierluigi,
ritengo, come del resto è, che la cultura è la madre del dialogo, e le persone che dialogano sono comunque persone di cultura.
Lei non mi sembra una persona incolta, e non mi ritengo tale neanche io. E a proposito di cultura, Napoli ne è una delle culle europee, ed io ne sono talmente fiero che cerco di diffondere in ogni modo il vero volto della città, spesso mistificato e imbrattato da dichiarazioni pericolose sui mezzi di comunicazione. La mia passione per Napoli è comunque figlia della passione per la cultura di un paese che è andata smarrita. Non voglio inflazionare questa parola, ma è così.
Credo nella Sua buonafede ma il danno è fatto e quella frase resta purtroppo ambigua e non chiarita nel significato che poi ha dato a me.
Spero che Lei trovi l’occasione di chiarirla in maniera più ampia, cercando di riparare minimamente a un danno di cui si sono dispiaciuti tutti coloro che della loro amarezza me ne hanno reso partecipe.
Angelo Forgione