Albero rubato in Galleria “Umberto I”, anzi no!

Albero rubato in Galleria “Umberto I”, anzi no!

ancora danni da informazione non verificata

Angelo Forgione – L’informazione non verificata è la fonte di tanti danni dei media. Più volte denunciata anche a livelli più pericolosi, ci risiamo. Nello scorso week-end si stava diffondendo sul web la notizia falsa del furto dell’albero di Natale nella Galleria Umberto I di Napoli, un’informazione colta a caso da precedenti cronache risalenti a due anni fa quando V.A.N.T.O., già interessata ai problemi del sito, lasciò un messaggio di spregio alla banda di ladri che da anni puntualmente privavano la città di un simbolo festoso. Dopo qualche mese, grazie all’intervento dell’allora consigliere comunale Raffaele Ambrosino che aveva raccolto le nostre richieste e quelle dei commercianti, portando in aula un emendamento votato favorevolmente dalla giunta Iervolino, fu istituita la sorveglianza fissa del monumento da parte della Polizia Municipale.
L’anno scorso, grazie al presidio, l’albero ha avuto vita facile e non c’è stato furto, così come per il momento. Se qualcosa dovesse accadere, saremo i primi a denunciarlo come nelle occasioni passate.
La notizia falsa è stata diffusa dal sito “Nationalcorner.it” il cui direttore Giuseppe Miranda ha ammesso di aver sbagliato nel pubblicare una notizia non veritiera e ha smentito su nostro invito.

Disordini dell’31 Agosto 2008, la colpa fu di Trenitalia

Disordini dell’31 Agosto 2008, la colpa fu di Trenitalia

Angelo Forgione (anche per napoli.com) – La verità la raccontarono in musica la band “L’Altroparlante” qualche anno fa con due canzoni, e mi resi felicemente disponibile di farne dei videoclip divulgativi (che ripropongo) a corredo della videodenuncia dell’epoca. Il famoso treno dei tifosi napoletani diretti a Roma il 31 Agosto del 2008 non fu devastato ma solo danneggiato, e questo lo aveva già sancito la Procura di Napoli che ridimensionò la stima dei danni pompata da Trenitalia. Ora la sentenza n.85606/10 della VI Sez. Civile del Giudice di Pace di Napoli resa dal Dott. Ciaramella sancisce che quei danni (non devastazione) furono causati dall’esasperazione nata dall’incapacità di Trenitalia di gestire e organizzare un evento ampiamente prevedibile.
Insomma, è come dire che Trenitalia doveva e poteva prevedere una situazione straordinaria, e non ci voleva la zingara, e la gestì come una situazione ordinaria, costringendo centinaia di tifosi del Napoli, di cui circa 800 con precedenti penali, a viaggiare come bestie e esasperando gli animi, causando i danni da cui si disse colpita.
È bene ricordare che dopo diverse partite a porte chiuse e trasferte vietate, alla prima giornata della stagione 2008-09 l’Osservatorio per le manifestazioni sportive definì “un’apertura di credito ai tifosi del Napoli” l’inaspettata concessione alla trasferta in occasione di una partita ad alto rischio per la quale non fu approntata alcuna misura di sicurezza straordinaria. Sembrò strano già alla vigilia e i timori si palesarono all’indomani quando i tifosi del Napoli, indistintamente, furono poi etichettati dal ministro Riccardo Maroni come “delinquenti”, colpendo così al cuore tutta la gente appassionata alla squadra partenopea. Furono prima chiuse le curve del “San Paolo” per diverse partite dal giudice sportivo Tosel e poi bandite le trasferte dei Napoletani, ghettizzati e incriminati agli occhi dell’Italia intera anche dai mass-media nazionali. Insomma, una trappola in cui Napoli finì a piè pari.
Da li, l’istituzione della tessera del tifoso, nonché di alcune norme che vieterebbero il razzismo negli stadi… tranne che per i napoletani come ampiamente dimostrato in tante occasioni.
Ma stia attenta a pretendere il rispetto la gente di Napoli perchè sarebbe tacciata di vittimismo.

Dibattito su Napoli stuprata in radio

Napoli stuprata, dibattito radiofonico

Angelo Forgione a Blandizzi a Radio Centro Musica

Nel salotto radiofonico romano di Radio Centro Musica, in occasione della monografia dedicata il 2 Dicembre al cantautore napoletano Lino Blandizzi, Angelo Forgione è intervenuto per parlare di Napoli e Napoletanità. Il dialogo si è sviluppato su una visione nazionale della città anche in chiave unitaria; un bel confronto ricco di spunti tra persone delle varie latitudini del paese concordi su un punto: Napoli è una città stuprata.

“Malaunità” a Orta di Atella

“Malaunità” a Orta di Atella

Sabato 3 Dicembre al Palasport “F.lli Lettieri”

Incontro-presentazione del libro “Malaunità” nel dopopartita dell’incontro di pallamano del campionato nazionale di Serie A2 USCA Atellana vs Handball Fasano.

Angelo Forgione (orgoglio e Napoletanità), Gennaro De Crescenzo  (elementi storici circa i primati del Regno delle Due Sicilie) e Eddy Napoli (spiegazione e proiezione dei videoclip dei brani scritto e cantati per il libro) interverranno sui temi del meridionalismo.

Al termine del dialogo sarà offerto un buffet offerto dall’USCA Atellana con alcuni preparazioni tipiche del territorio (Salcicce e Fiariellli, Tortano e Dolci della tradizione).

E al termine… tutti insieme a tifare per il nostro Napoli sul maxischermo!

Degrado Plebiscito: VANTO, Treves e Comune al TGR

Degrado Plebiscito: VANTO, Treves e Comune al TGR

Angelo Forgione – Continua l’infinita battaglia per dare soluzioni minime ai problemi di decoro del luogo simbolo della città.
Ai microfoni del TG3 regionale, con Rino De Martino della libreria Treves, solleviamo vecchie questioni alla nuova amministrazione dopo averle già poste per anni alla vecchia. Tenta di  rispondere il vicesindaco Tommaso Sodano.

videoclip / il messaggio “storico” prima di Napoli-Juve

videoclip / il messaggio “storico” prima di Napoli-Juve

Al “San Paolo” cultura, storia e identità, non razzismo

Angelo Forgione – Ecco il videoclip del messaggio portato alla ribalta nazionale dello stadio “San Paolo” in occasione del simbolico incontro di calcio tra Napoli e Juventus.
Qualche tifoso juventino di Napoli, e non è la prima volta, mi ha confessato di condividere le istanze meridionaliste per l’affermazione della verità storica in funzione di un’affermazione ancora lontana di un’Italia fatta di un Nord e un Sud veramente uniti. Ma di non condividere, pur essendo amante della grande cultura Napoletana, il pensiero che un vero Napoletano debba per forza amare il Napoli piuttosto che la Juventus. Questione di punti di vista… al libero pensiero individuale la risposta. Purtroppo però, spesso questi napoletani che vivono un conflitto interiore cercano di sfuggire alla realtà, imputando al sottoscritto di seminare odio con simili iniziative.
L’altra sera, allo stadio “San Paolo”, abbiamo portato un grande messaggio culturale, altro che violenza! Lo stadio, attraverso la condivisione dei gruppi di Curva B e Distinti, ha offerto un forte segnale identitario e di consapevolezza. Ho avuto modo di comprendere la condivisione di Mariano del gruppo “Anni ’90” nel voler a tutti i costi esibire il bandierone insieme a tutto il suo gruppo, corretto e onesto nel non sporcare il messaggio culturale con altre questioni più pertinenti alla vita del tifoso tirate fuori in altro momento della partita, e lo stesso vale per i ragazzi della curva. Nessuna offesa, nessuna volgarità; solo un forte grido di verità nascosta ai più che si sta facendo largo inesorabilmente. E in questa occasione la tifoseria azzurra ha dimostrato grande maturità. Altro che odio!
L’odio è quello che si vede nelle curve degli stadi d’Italia dove da decenni si canta “Vesuvio, lavali col fuoco”, “Napoli colera” e nefandezze del genere. L’odio è quello che le istituzioni del calcio fomentano senza porvi rimedio, nascondendo un certo razzismo con bigottismo evidente e dando seguito alle bugie delle altre istituzioni, quelle più in alto, che festeggiano una falsa unità d’Italia senza ricordare minimamente le centinaia di migliaia di morti meridionali e mantenendo il meridione in condizioni di semischiavitù.
Altro che odio, l’altra sera si è fatta cultura… e il calcio non può ritenersi settore fuori dalla società. L’altra sera si è fatta la storia!

Storia, cultura e orgoglio al “San Paolo”

Storia, cultura e orgoglio al “San Paolo”

V.A.N.T.O., Neoborbonici e tifosi fanno centro!

Due simboli carichi di storia, cultura, orgoglio e identità nella serata di Napoli-Juventus esposti al San Paolo, dopo Napoli-Catania dello scorso campionato.
Nel settore Distinti un gran bandierone delle Due Sicilie affidato al gruppo “Anni ’90”, nella Curva B degli Ultrà decine di bandiere delle Due Sicilie e lo striscione “1861-2011: noi capitale dell’orgoglio, voi capitale dell’imbroglio” a ricordare il nostro passato e la fine della Napoli capitale dei primati positivi meridionali ad opera dei sabaudo-piemontesi (con saccheggi e massacri annessi) con il presente delle cronache più recenti e imbarazzanti per la Juventus dei tribunali napoletani e non. Il tutto al grido “sapete solo rubare”.
Con un Sud sempre più umiliato ed offeso oltre il dovuto e sempre meno rappresentato a livello politico, culturale ed economico, una dimostrazione di esigenza di verità storica e di radici, sulla scia di una squadra e ad un società sportiva che si stanno affermando in Italia ed in Europa. 
Sempre nei Distinti, firmata dai “The Boys”, è apparsa la scritta “tu… mezzo francese… eri sommerso da debiti e spese… sei diventato gran sovrano rubando al popolo napoletano” ispirata al testo della canzone “Malaunità” di Eddy Napoli, a dimostrazione di una consapevolezza sempre più crescente delle vicende storiche, spesso mistificate, utile ad una proiezione nel futuro scevra da sterili visioni retoriche.
Nessuna intenzione monarchica o secessionistica, evidentemente, ma solo l’esigenza crescente di gridare un senso di appartenenza sempre più necessario da ritrovare per le prossime importanti sfide (non solo calcistiche) che attendono Napoli e il Sud verso un riscatto che gli antichi Popoli meridionali aspettano da troppo tempo.
Con l’auspicio che i napoletani possano dimostrare concretamente l’amore per Napoli in ogni momento della vita sociale e non solo all’interno dello stadio “San Paolo, si ringraziano i ragazzi dei Distinti e della Curva B per la maturità dimostrata e la disponibilità concessa e tutte le persone che hanno contribuito col cuore e con la tasca all’iniziativa.
(Uno speciale ringraziamento a Raffaele Auriemma che su Premium Calcio, commentando le coreografie sull’inquadratura del bandierone, ha citato V.A.N.T.O. «capace di valorizzare tutto ciò che di buono c’è a Napoli» e un plauso a Carlo Alvino che ha condito la sua telecronaca su SKY con ingredienti storici).

Percezione del rischio a Napoli condizionato dai media

Percezione del rischio a Napoli condizionato dai media

Angelo Forgione – È purtroppo deceduta una donna vittima di una rapina a Novara. Episodio triste e luttuoso di cui difficilmente sentiremo parlare per giorni interi e su tutti i telegiornali e quotidiani perchè non si tratta di una fidanzata di un calciatore, per giunta del Napoli. E purtroppo la vittima novarese non potrà mai dire “Novara città di m…”, così come non l’ha potuto dire il pensionato romano deceduto dopo aver difeso la moglie dai rapinatori a Settembre. Tutto questo conferma la pericolosità dell’intero territorio nazionale ormai consegnato al crimine dopo i tagli alle forze dell’ordine.
Ieri, operando su wikipedia, notavo che nella pagina di Napoli c’era una sezione dedicata alla “problematiche del territorio” con dovizia di informazioni sui mali della città. Giusto, ma informazioni che non riscontravo per le pagine di Roma, Milano e Torino nonostante l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia abbia da poco divulgato che precedano Napoli nella classifica dei reati del 2010 (situazione peggiore per Roma nel 2011 ancora in corso). Ecco perchè poi qualche giornalista tendenzioso si consente di strumentalizzare e mistificare la realtà sapendo di farlo. Ecco perchè i media, anche quelli moderni più consultati dalle nuove generazioni, sono responsabili di una gonfiamento programmato dei problemi reali di Napoli. Da ieri, le informazioni sulle altre metropoli italiane ci sono (per iniziativa del sottoscritto), con tanto di documentazione mediatica richiesta per “vidimare” le voci dell’enciclopedia sul web.

Ripropongo oggi un articolo scritto un anno fa (in basso) che rafforzo e confermo alla luce degli avvenimenti di questi giorni. Basta osservare la tabella allegata per comprendere la reale pericolosità del nostro territorio, e per riflettere sulla percezione del rischio deformato dalla proiezione della nostra realtà da parte dei mass-media. Questo non cancella e minimizza il problema della criminalità che è forte e concreto a Napoli e al Sud, e non più solo al Sud, ma gli da l’esatta dimensione nel contesto sociale. Del resto, si sa, il crimine organizzato, per la sua spietatezza, vende più di ogni reato. Anche se non è la sola voce di rischio della società. Quello che non tutti riescono a comprendere invece è che l’accanimento contro Napoli non è “piagnisteo” meridionalista ma dinamica sociale reale. Paolo Mieli docet!

Leggi l’articolo “Campania: il “far-west” che non c’è”

videoclip / ‘A voce ‘e Napule

videoclip / ‘A voce ‘e Nàpule

il film “muto” di Napoli-Manchester City

Richiesto, atteso, immancabile. Eccolo qui il videoclip della magica atmosfera di Martedì sera nel catino di Fuorigrotta. Un match per il quale le parole sono superflue e il cui racconto è giusto affidare alla sola voce di Napoli, quell’insieme di settantamila grida capaci di farsi sentire in tutt’Europa dove all’atmosfera del “San Paolo” si dedicano parole di ammirazione.
Ventun anni di assenza dalla massima competizione continentale hanno privato la “coppa dalle grandi orecchie” del prestigioso palcoscenico napoletano e ora il grido “the champiooons”, il terzo su tre inni riecheggiati a Fuorigrotta, è già il migliore spot che l’UEFA possa adottare per una competizione che nel ventennio della nuova formula non ha mai visto nulla di simile in nessun campo. Poi, altre tre esplosioni.
Quando le abbiamo desiderate, le serate di Champions le immaginavamo bellissime. Ma la realtà sta superando la fantasia.
E allora, voce alla Napoli sportiva, voce al Napoli in Europa… ‘a voce ‘e Nàpule!

Via Toledo, sostituiti i cestini da rottamare

Via Toledo, sostituiti i cestini da rottamare

Piccole cose, cose piccole. Come da comunicazione dell’ASIA nella persona del Responsabile ai rapporti istituzionali Dott. Vincenzo Russo,cestini fatiscenti di Via Toledo, sono stati sostituiti (foto a destra), e rimosse le basi fissate a terra che rendevano pericoloso il passaggio pedonale. Piccole cose, cose piccole… che non dovrebbero necessitare di segnalazioni.
Il Presidente della Municipalità I Fabio Chiosi ci comunica che l’ASIA installa solo questo tipo di contenitori portarifiuti. Facile prevedere che, per la loro debolezza strutturale, il problema si ripresenterà presto. Il consiglio all’ASIA è quello di chiedere una nuova tipologia alle ditte fornitrici.