videoclip: UNA STORIA A COLORI 2… il “déjà vu” / Napoli vs Juventus 3-0

videoclip: UNA STORIA A COLORI 2… il “déjà vu” / Napoli vs Juventus 3-0

A grande richiesta, il videoclip a mia firma dedicato all’ennesima grande gioia che il Napoli ci ha regalato battendo la Juventus il 9 Gennaio… e sono ormai noti i risvolti che da buon “meridionalista” attribuisco al match calcistico tra Napoli e Torino.
Un “sequel” costruito sugli umori delle opposte fazioni interpretate da Raffaele Auriemma e Claudio Zuliani: l’umore bianconero piuttosto “grigio” ormai da troppo, ovvero dalle vicende di calciopoli in poi e da quel 2006 in cui proprio la Procura di Napoli diede via libera alla spedizione della “vecchia Signora” in serie B, facendo incrociare i destini delle due squadre; l’umore azzurro sempre più euforico sulla scia di un progetto che non ammette timore per le squadre più blasonate. E neanche troppa nostalgia per i beniamini del recente passato.
Tutto questo scandito dai tre goal del “Matador” Cavani, se volete anche un po’ “the illusionist”

Napoli vs Juventus 3-0, Auriemma “sposa” Forgione e L’Altroparlante

Napoli vs Juventus 3-0, Auriemma “sposa” Forgione e L’Altroparlante

Nel segno di una sinergia identitaria sempre più marcata, dopo una settimana di dibattito sul video “MA PERCHÈ SEI TIFOSO DELLA JUVE SE SEI DI NAPOLI?”, Raffaele Auriemma apre la telecronaca tifoso su Mediaset Premium Calcio citando il testo (riadattato) di “Sono il capo dei briganti” di Edoardo Bennato, e chiude dedicando la vittoria ai “concittadini” bianconeri.

Un video-augurio da Angelo Forgione ai Napoletani, quelli veri.

Un video-augurio da Angelo Forgione ai Napoletani, quelli veri.

Sulle significative note vocali del mio grande e stimatissimo amico Eddy NAPOLI (non a caso), un augurio NAPOLETANO alla mia maniera.

Napoli vive un momento critico, forse il peggiore di sempre, e c’è bisogno più che mai dell’impegno di tutti.
Con V.A.N.T.O. “qualcosa” si è fatto ma molto di più si deve fare. Nel video-augurio c’è riferimento ad un anno pieno di battaglie, alcune vinte e alcune perse, ma sempre portate avanti con Napoli nel cuore. Tante lotte per il decoro sostenute nell’ambito cittadino e a molte altre per la dignità e il rispetto della nostra identità portate avanti “fuori le mura” anche insieme ai cari amici colleghi del Parlamento del Sud.
Grazie a chi mi ha sostenuto, alle associazioni che hanno lottato con me e a quei media che mi hanno dato voce.
Con l’auspicio che tutti insieme si porti la nostra fierezza e la nostra passione per Napoli anche fuori del San Paolo, l’unico posto dove riusciamo a dimostrare di essere compatti e fieri di amare la nostra “Napoli”, auguro un sereno Natale e un 2011 più “azzurro e Napoletano” che mai… soprattutto senza chi ha devastato l’anima di questa città lasciandola alla deriva in questi ultimi anni di malgoverno a Palazzo San Giacomo e non solo.

Buone feste ai semplici cittadini, ai tifosi del Napoli, a chiunque ami Napoli non solo a parole, a chi non è di Napoli affinchè impari a giudicarla senza prevenzione.

Angelo Forgione

Lutto per l’amico Raffaele Auriemma

Lutto per l’amico Raffaele Auriemma

Si è spenta la madre dell’amico Raffaele Auriemma a cui porgo le più sincere e sentite condoglianze, estese ai suoi cari, anche a nome di tutto il Movimento V.A.N.T.O.
Raffaele, ti siamo vicini.

Angelo Forgione


Tu sì “NA” cosa grande

TU SI’ “NA” COSA GRANDE / Napoli-Palermo 1-0

Da buon “cantore” delle gesta del Napoli, non potevo non dedicare un piccolo “componimento” all’esplosione del San Paolo giunta al culmine del derby delle Due Sicilie contro il Palermo.

Il cronometro di Mazzarri colpisce ancora. Napoli infinito che all’ultimo assalto innesca con Maggio il boato del San Paolo nel derby delle Due Sicilie contro il Palermo. E tutto trema.

Angelo Forgione

guarda il videoclip

L’appartenenza agli emblemi e alla nomenclatura della nostra storia

L’appartenenza agli emblemi e alla nomenclatura della nostra storia

La “Real delle Sicilie” è il primo team iscritto al campionato regionale di Calcio a 7 che scenderà in campo con il logo di V.A.N.T.O.
La “fusione” storico-calcistica portata avanti dal movimento sta trasferendo ai giovani di Napoli l’appartenenza agli emblemi e alla nomenclatura della nostra storia, ed è un gran risultato sotto il profilo di un riscatto futuro auspicato.
Un plauso a Stefano Conte, responsabile area marketing “FCS Project”, per la bella iniziativa spontanea e priva di lucro.

La “Real delle Sicilie” parteciperà ai campionati del circuito FCS. Quest’anno si prepara ad affrontare la VI Edizione FCS LEAGUE SOCCER che è il campionato regionale di Calcio a 7 ACSI (Associazione centri sportivi italiani) che si disputa nell’impianto sportivo FCS STADIUM a Pomigliano d’Arco (Na).

Il campionato, che prenderà il via il 20 Dicembre, si avvarrà del patrocinio della REGIONE CAMPANIA e di numerosi partner commerciali, tra cui la GIVOVA, che ne è fornitore Ufficiale dell’abbigliamento tecnico.

www.fcsclub.it

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www.facebook.com/pages/FCS-LEAGUE-SOCCER/338247049283

www.facebook.com/group.php?gid=149880605025608

www.youtube.com/user/fcsproject?feature=mhum

www.megavideo.com/?v=RHR8OU04

Videoclip: L’ULTIMO RE DI NAPOLI (50° compleanno di Diego Armando Maradona)

50 ANNI DI DIEGO ARMANDO MARADONA

Un nome indissolubilmente legato a Napoli, l’ultimo Re della città partenopea senza trono, ma col potere di far riverberare il nome di Napoli nel mondo e nella storia, sia pure quella calcistica.

Questo omaggio non è la già vista “compilation” dei formidabili goal di Diego ma uno spaccato della vera essenza di un rapporto indissolubile tra il Re del calcio e il popolo azzurro che va oltre il calcio e riveste un valore sociale.
Perchè vero Re è colui che da orgoglio al suo popolo.

Appello “neoborbonico” a capitan Cannavaro contro il razzismo anti-napoletano

Appello “neoborbonico” a capitan Cannavaro contro il razzismo anti-napoletano

Dopo la momentanea sospensione della partita Cagliari-Inter relativa al grave episodio di razzismo contro il calciatore dell’Inter Eto’o, a seguito della quale i tifosi cagliaritani hanno iniziato ad intonare l’ormai solito “Noi non siamo Napoletani”, abbiamo provveduto ad inviare al capitano del Napoli Paolo Cannavaro una richiesta relativa allo svolgimento delle prossime partite di campionato.

Invitiamo il capitano azzurro a segnalare al direttore di gara gli eventuali cori o striscioni anti-napoletani o anti-meridionali nelle prossime partite e di richiedere  l’altrettanto legittima sospensione della gara.

Il regolamento prevede la sospensione parziale o definitiva della gara in caso di episodi di razzismo e da decenni, ormai, i calciatori del Napoli sono al centro di un razzismo inaccettabile da parte delle tifoserie soprattutto del Nord-Italia ma non solo.

Se è giusto denunciare le offese ai calciatori di colore, è altrettanto giusto denunciare quelle rivolte, con lo stessa forma di razzismo (sistematicamente ignorato, però, sia dai media che dagli organi competenti), ai calciatori che rappresentano l’antica capitale delle Due Sicilie e, spesso, l’intero Sud.

Vale la pena ricordare le parole del Ministro leghista degli Interni Maroni sull’argomento “sospensione delle partite”:
“E’ difficile distinguere un coro razzista da uno sfottò contro un’altra squadra. Ma io credo che non si debbano sottovalutare questi gesti. Io sono, anche qui, per la tolleranza zero. Anche al minimo dubbio che ci sia un coro razzista, credo che l’arbitro debba sospendere la partita e prendere provvedimenti conseguenti“.

Angelo Forgione
Rappresentante per la città di Napoli del Parlamento delle Due Sicilie

Razzismo negli stadi

Situazioni da capovolgere

Cessione Quagliarella, un destino che si compie

Cessione Quagliarella, un destino che si compie.

di Angelo Forgione per napoli.com
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Un fulmine a ciel sereno, il passaggio di Quagliarella alla Juventus in realtà era ampiamente annunciato da segnali ben precisi che però nessuno ha colto o voluto cogliere. L’attaccante era però destinato a partire alla prima occasione utile. Un addio improvviso che ha sconvolto la tifoseria azzurra che si è spaccata tra chi attacca il giocatore per il tradimento e chi De Laurentiis per la cessione a cuor leggero.  In realtà al banco degli “imputati” va aggiunto anche chi fin qui non ha avuto il dito contro, ovvero Mazzarri. Lo stesso Quagliarella, nelle sue criptiche dichiarazioni di addio, ha detto che le cose si fanno in tre.

I rapporti tra l’attaccante stabiese e il mister livornese erano ormai compromessi. La storia parte da lontano, in quell’equivoco tattico in cui era finito Quagliarella considerato quasi un doppione di Lavezzi. Non passa molto tempo dall’arrivo di Mazzarri in luogo di Donadoni che in quella scialba partita di Catania del 7 Novembre 2009 “Re Fabio” viene colto dalle telecamere ad urlare all’indirizzo della panchina «una sf… di palla». Li esplode il malumore nei confronti del tecnico per il modo col quale intende utilizzarlo, ma anche nei confronti di qualche compagno di squadra col quale ha scarso feeling. Qualche giorno dopo arriva un comunicato di scuse ufficiali, evidentemente dettate dall’alto.

Dopo tre mesi, il 22 Febbraio 2010, De Laurentiis è pizzicato in tribuna a Siena mentre impreca «Quagliarella non vale un c…» e stavolta la rettifica è un teatrino con cui il presidente trasforma la frase in «Quagliarella si fa un mazzo».

Il 10 Aprile Quagliarella viene espulso nei minuti finali della gara persa contro il Parma al San Paolo e De Laurentiis fa esplodere la sua ira negli spogliatoi ma anche dopo la sanzione di tre giornate che diventano il motivo per un affondo diretto verso l’attaccante.Fabio va ai mondiali e sfodera un inutile secondo tempo super contro la Slovacchia, piange e commuove l’Italia e il mondo che gli riconosce una classe superiore. Eppure De Laurentiis dichiara che il giocatore non è incedibile e che se il Napoli non è approdato in Champions League è per colpa della sua squalifica di tre giornate rimediata dopo l’espulsione col Parma.

Un altro segnale di un amore mai sbocciato sono le strategie pubblicitarie del settore marketing del club. L’immagine di Quagliarella viene si sfruttata ma per iniziative minori. Il Napoli presenta il profumo “Marek” investendo sull’immagine di Hamsik e manda Lavezzi sotto la doccia come testimonial per il lancio del cronografo ufficiale.

Come in tutti i destini che si compiono, la cessione di Quagliarella prende forma con l’acquisto di Cavani, anch’esso a sorpresa proprio mentre dall’estero giunge un’offerta di 25 milioni per lo stabiese che evidentemente rifiuta perché non ne vuol sapere di andare all’estero. Quagliarella resta a Napoli ma controvoglia perché i rapporti col presidente, con l’allenatore e con qualche compagno sono ormai logori. In ritiro parla poco e niente, forse strategicamente, e nel frattempo si lavora alla luce del sole per portare a Napoli il fedele mazzarriano Lucarelli, un vecchietto terribile che sconfessa le strategie prospettiche di De Laurentiis e che dimostra come Mazzarri sia ormai stato investito del ruolo di allenatore-manager; un altro indizio che passa inosservato perché tutti pensano ad una strategia di rafforzamento del reparto offensivo del Napoli in vista delle fatiche da affrontare nelle tre competizioni mentre Lucarelli va semplicemente a coprire la casella di Denis come Cavani quella di Quagliarella.

L’attaccante stabiese rischia però di restare a Napoli, scontento. Il problema è di Mazzarri che in vista di una simile ipotesi deve studiare la coesistenza degli attaccanti. Ma è chiaro che la sua priorità è per Lavezzi e Cavani che lui stesso aveva contattato telefonicamente durante i mondiali in Sudafrica affinchè scegliesse Napoli. Edinson sposa gli azzurri proprio perché avverte la fiducia diretta dell’allenatore e si fionda all’ombra del Vesuvio. Quagliarella invece ne sente sempre più la sfiducia e comincia ad annusare una stagione tribolata con molta panchina, non ci sta e non vuole neanche perdere la Nazionale. E quando il Presidente De Laurentiis, durante la presentazione di Lucarelli, gli lancia un messaggio codificato dicendo alla stampa che è la stagione della maturità in cui tutti devono accettare le decisioni di Mazzarri e non devono badare a se stessi, capisce che ne è il destinatario e che è il momento del “si salvi chi può”. L’occasione gliela da il suo ex compagno di squadra e conterraneo Di Natale che coerentemente rifiuta la Juventus dopo aver rifiutato il Napoli lo scorso anno e gli lascia libero il posto nel reparto offensivo bianconero. Fabio era al terzo posto nella graduatoria delle preferenze del duo Marotta-Delneri: Pazzini, Di Natale e poi Quagliarella. Il primo non viene liberato, il secondo rifiuta, il terzo no. Per Fabio, ormai prigioniero della sua scelta di cuore dello scorso anno, è una liberazione. A Napoli non ci vuole più stare. In men che non si dica, complice un ingaggio più allettante, si accorda con la Juventus, e il Napoli lascia fare, accettando persino la formula del prestito oneroso con diritto di riscatto.

Il nuovo Quagliarella sabaudo è subito in polemica con Mazzarri e De Laurentiis e alla presentazione gli dedica un pensiero: «A Napoli con i tifosi e i compagni sono stato alla grande, c’è dispiacere. Ma quando poi si innescano certi meccanismi o mancanza di feeling con certe persone…». Mazzarri a distanza ribatte il colpo: «Non ho niente da rispondere a Quagliarella, uno che ha detto di essere felice alla Juve. Tireremo le somme mercoledì, quando finirà questo cavolo di mercato. Preferisco giocatori che non escano mai dalle logiche del gruppo». Quagliarella, secondo Mazzari, ormai corpo estraneo alla squadra. Non resta che attendere dunque la versione esplicita di Mazzarri alla ripresa degli allenamenti dopo la trasferta di Firenze.Le parole di Fabio dette in sede di presentazione a Torino fanno il resto ed è difficile che i tifosi capiscano che siano frasi di circostanza: «Sono felicissimo di essere qui. A Napoli si voleva migliorare l’annata precedente. La Juventus invece punta sempre al massimo, a vincere lo scudetto e ad entrare in Champions. Qui siamo un passo più avanti».

La cessione dell’ex “Re Fabio” non è affatto indolore. Per tanti motivi. Prima di tutto perché il giocatore ha scelto di andare via ma anche la destinazione, e la Società l’ha assecondato pur di liberarsene. Quagliarella sarebbe potuto diventare una scheggia impazzita ed è stato quindi giusto privarsene per il bene del gruppo, ma probabilmente avrebbe dovuto la società stabilirne la destinazione, evitando di indebolirsi rafforzando una diretta concorrente, realizzando una minusvalenza rispetto al prezzo d’acquisto dello scorso anno e respingendo offerte ben più vantaggiose giunte dall’estero. Tutto sommato un’operazione non conveniente dal punto di vista del bilancio e non è coerente che a far quadrare i conti siano poi i tifosi pagando le pay-tv.

Il segnale offerto dal Napoli al calcio italiano non è positivo perché ci si è privati di un giocatore di caratura internazione, forse il più forte della rosa, cedendo all’offerta di una delle squadre cosiddette “grandi”. Tutto questo offre un messaggio di subalternità che finora non si era voluto dare trattenendo tutti i pezzi migliori. Ci sono certamente delle logiche di mercato che sfuggono alla logica stessa ed è quindi giusto che il Napoli si affretti a spiegare alla piazza perché è avvenuto ciò che è avvenuto nel modo in cui è avvenuto.Quagliarella, dal canto suo, non ci ha fatto una gran bella figura. Non per quel che ha fatto bensì per come l’ha fatto. Intendiamoci, le scelte sono scelte e vanno sempre rispettate, ma in ogni storia d’amore chi lascia deve farlo con stile e mai girando le spalle senza un addio.

Solo un anno fa realizzava il suo sogno, oggi ha riaperto gli occhi e ha gettato i napoletani in un incubo già vissuto, la cessione di un beniamino napoletano ai grandi signori di Torino storicamente abituati a portar via ricchezze da Napoli. La storia, si sa, si ripete e il calcio non fa eccezione. Era già accaduto con Ferrara, ma quella fu una cessione dovuta, un sacrificio per rimandare il fallimento del club. Questa cessione è diversa, è una scelta, non un sacrificio, ed è avvenuta con le modalità della fuga che il popolo napoletano ha codificato come tradimento. Quagliarella è andato a Torino passando per la scandinavia, senza salutare il popolo che lo ha amato. Era soprannominato “Masaniello” ma il capopopolo ha mancato di rispetto alla sua gente che per questo oggi “gli taglia la testa”. Una sera lo si è visto con la maglia azzurra nella formazione anti-Elfsborg e la mattina seguente con la maglia bianconera, quella più detestata. È questo che ha ferito i Napoletani, gente di cuore che sa capire le scelte quando gli vengono spiegate.

In definitiva è una cessione in cui giocatore e società sono colpevoli allo stesso modo per come si è configurata. L’unico non colpevole è forse Mazzarri, almeno fino a quando i risultati gli daranno ragione.

Aurelio De Laurentiis, un Presidente meridionalista

Aurelio De Laurentiis, un Presidente meridionalista

Tra una chiacchiera di calcio e una di cinema, il Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha esternato, in una intervista rilasciata a Dario Sarnataro di Lunaset, il suo pensiero extra-calcistico sulle condizioni politico-sociali della città di Napoli.

Un passaggio molto interessante, pregnante di riferimenti alla “questione meridionale” e ricco di concetti espressi da autentico meridionalista.
Un assist che il Presidente mi ha fornito e che non potevo non “mettere in rete”.
Dedicato a coloro che a Napoli tifano per le squadre del nord e che non sanno di quale “colpa” si macchiano.