Due indizi per dire che Mazzarri potrebbe lasciare
le dichiarazioni del post-Genoa inducono a una deduzione precisa
Angelo Forgione – Potrò sbagliarmi, e francamente lo spero, ma Mazzarri mi sembra al momento fortemente orientato a lasciare Napoli.
L’ha fatto capire tra le righe portando ad esempio i casi di Delneri alla Sampdoria dello scorso anno e di se stesso al Livorno nell’annata 2003-04 culminata con la promozione dei labronici. Si tratta in entrambi i casi di abbandoni dopo un grande risultato.
Mazzarri ha detto ai microfoni di “Premium Calcio” che si meraviglia di tutto questo rumore perchè, nelle circostanze prese ad esempio, tutti sapevano che quelle guide tecniche erano già proiettate su altre panchine. E nel caso personale di Livorno ha detto: «quello che ho passato io in quell’anno li… uno capisce, valuta e poi fa delle considerazioni che poi spiega agli altri». Da ciò si evince che l’allenatore del Napoli ha maturato delle convinzioni di cui è il solo custode e che non ha ancora rivelato a nessuno. È quindi possibile che potrà anche stupirci a risultato acquisito.
Un altro passaggio su cui soffermarsi è quello in cui il mister dice: «Vedete… quando le cose vanno male per gli allenatori, in tre secondi si cambiano. Quando un allenatore fa bene è giusto che valuti tante cose». E questo significa che, mentre spesso i presidenti mettono gli allenatori sotto la lente di ingrandimento e li giudicano, in questo caso è lui che sta giudicando il Presidente.
La mia sensazione è che Mazzarri stia mettendo De Laurentiis di fronte a delle scelte. Per restare pretenderebbe un rafforzamento della squadra con giocatori di caratura per affrontare degnamente la Champions e per tentare l’assalto allo scudetto. È un vincente e vuole vincere, fiuta l’opportunità e vuole che Dela gliela dia; e se non può farlo qui lo vorrà fare altrove. E poi, giustamente, mira ad un riconoscimento economico per il suo ottimo lavoro. Ora tocca al Presidente lasciare o raddoppiare.
Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza. Manca il terzo indizio, ossia la prova. Oppure la controprova in cui francamente tutto l’ambiente deve sperare senza però ritenere un uomo insostituibile. Del resto il caso Quagliarella-Cavani deve pur insegnare qualcosa.
Passaggio sul rapporto allenatori-presidenti a 2:57′

Il film della partita NAPOLI-LAZIO del 3 Aprile 2011, entrata nella storia del calcio a Napoli per quanto bella, intensa ed emozionante. Una giornata di sport indimenticabile segnata da un bellissimo sole primaverile, dal saluto del “San Paolo” a Edy Reja, dal sano agonismo dei giocatori e dall’encomiabile sostegno dei tifosi. Alle 12:30, le squadre scendono in campo in una cornice di pubblico unica al mondo, dando vita ad un vero e proprio “mezzogiorno di fuoco” culminato nella doppia rimonta della squadra di casa, il cui allenatore, solo rientrando negli spogliatoi a missione compiuta, può rimettere la giacca e raffreddare i bollenti spiriti.




Il produttore cinematografico e patron del Napoli incontra il Presidente della Regione Caldoro e immagina una sorta di grande set cinematografico. Il progetto prevede anche il Gran Premio di F1 a Napoli e stabilimenti balneari a Mergellina.Anche De Laurentiis intuisce l’importanza degli scavi per il turismo di Napoli. Del resto Carlo III di Borbone partì proprio con gli scavi per attrarre i turisti del “grand tour” e fare di Napoli la meta più ambita del ‘700.
A grande richiesta, il videoclip a mia firma dedicato all’ennesima grande gioia che il Napoli ci ha regalato battendo la Juventus il 9 Gennaio… e sono ormai noti i risvolti che da buon “meridionalista” attribuisco al match calcistico tra Napoli e Torino.