LE TRE GIORNATE DI NAPOLI – Controcelebrazioni 150 anni d’unità d’Italia

LE TRE GIORNATE DI NAPOLI
Il video e la cronaca delle controcelebrazioni del 150°

Dal nostro punto di vista, con un pizzico di presunzione, abbiamo onorato Napoli. Abbiamo visto tanta gente e pochi giovani assembrarsi a Piazza del Plebiscito il 17 Marzo per le celebrazioni dell’unità d’Italia, molti dei quali probabilmente hanno dimenticato che questa città è passata in 150 anni dall’essere Capitale europea a capitale della “munnezza”, del crollo monumentale, della disoccupazione e della criminalità. No, non c’era proprio nulla da festeggiare e chi l’ha fatto magari ha preferito non pensarci. Noi non l’abbiamo dimenticato e anzi questo pensiero ci ha assillato e continuerà a farlo costantemente per chissà quanto tempo ancora.
I giovani erano invece tutti a Piazza dei Martiri, dimostrando voglia di riscatto e quell’ideale di speranza che in questa terra sembrava essere ormai svanito. Così non è! Vederli tutti insieme (bambini compresi) con le bandiere bianche della nostra storia, non certo per invocare monarchie o il passato ma per ostentare identità e chiedere un futuro di pari dignità, opportunità e di orgoglio, è stata una gioia immensa. I ragazzi hanno bisogno di questo, di una luce, di una speranza per la terra che amano che questo stato ha sottratto e negato. Hanno bisogno di classi dirigenti meridionali fiere, laboriose ed efficaci che il Sud non ha mai prodotto. Ecco perchè noi eravamo in piazza, per far sentire la nostra voce e per far capire alla politica locale e nazionale che i Napoletani sono stanchi di assistere alla deriva e starsene con le mani in mano, per far capire che gli staranno col fiato sul collo, a cominciare dalle prossime elezioni amministrative.
Circa 300 persone con più di 200 bandiere distribuite hanno urlato forte “Malaunità”V.A.N.T.O., Neoborbonici, Insieme per la Rinascita e R.D.S. insieme, con la presenza del cantautore Eddy Napoli e di Enrico Durazzo patron di Napolimania. Tutti ad ostentare orgoglio e ad urlare verità!
Il resto è il rifiuto di una retorica che ha caratterizzato queste celebrazioni che con l’unità non avevano nulla a che fare. La stragrande maggioranza degli italiani non conosce la storia e non si è accorta che si è festeggiata la dinastia dei Savoia, la loro conquista del Sud e non l’unione del paese avvenuta nel 1870, non certo nel 1861. Il 17 Marzo di quell’anno si verificò al Parlamento di Torino l’autoproclamazione di Vittorio Emanuele II Re d’Italia, invasore senza dichiarazione di guerra dei territori meridionali ai quali regalò morti e devastazioni in ogni campo del tessuto sociale. Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano gli ha purtroppo reso omaggio al Pantheon mentre uno striscione che ne denunciava i genocidi veniva fatto rimuovere senza che il protagonista avesse vilipeso la bandiera italiana e si fosse avvalso di qualcosa di diverso dall’articolo 21 della Costituzione che riguarda la libertà di espressione.
Per le vittime del sud di quella casata piemontese nessuna memoria se non la nostra, la sera prima della “festa” e proprio in quel luogo dove questa si sarebbe svolta. Nella chiesa di San Ferdinando la nostra celebrazione (non del sacerdote che ha assistito felice) è stata veramente toccante: 200 nomi tra le centinaia di migliaia dei meridionali che perirono in quel momento storico per decisione di Vittorio Emanuele II di Savoia hanno riecheggiato nella chiesa borbonica. Alla fine un lunghissimo applauso ha accompagnato la viva commozione dei presenti. Poi una deposizione di fiori con lumini accesi e bandiere listate a lutto al Plebiscito. Dopo 150 anni qualcuno ha finalmente ricordato quegli sfortunati uomini che parlavano la nostra lingua, il napoletano, ma anche il dialetto calabrese, lucano, pugliese, abruzzese e siciliano.
E ancora prima avevamo presentato il libro-verità “Malaunità” in una Sala della Loggia del Maschio Angioino piena di gente appassionata e curiosa che da oggi ha una nuovo potente strumento per scavare nel proprio passato identitario.
Tre eventi riuscitissimi che chiaramente non potevano godere del risalto informativo ma che hanno fortemente espresso protesta, memoria e cultura, riassunti in un videoclip in cui l’orgoglio e la voglia di verità e vera unità sono visibili sui volti dei giovani e dei meno giovani che alla retorica hanno dato un calcio ben assestato.
Il resto sono solo polemiche di chi può vedere in tutto questo della sterile nostalgia o un tentativo di creare divisioni e polemiche. No, noi non siamo secessionisti ma abbiamo “solo” onorato il nostro amore per Napoli che ci da la forza di combattere ogni giorno in strada per il suo riscatto, guardando al futuro senza perdere di vista il nostro passato. Chi ci accusa lo fa da dietro una scrivania, contribuendo allo “demolizione” della dignità collettiva di un popolo che si vuol tenere in stato di dormiveglia. E dunque, se contribuire proattivamente al risveglio dei giovani della nostra città significa essere nostalgici, allora noi siamo fieramente nostalgici. E anche fieri di come abbiamo “diversamente” celebrato l’unità d’Italia.
Noi non possiamo restituire ai Napoletani il lavoro che manca o la sicurezza del futuro. Ma almeno un merito ce l’abbiamo, ed è quello di lavorare per la restituzione dell’orgoglio, da cui poi nasce la corretta convivenza, il senso civico e l’amore per il bene condiviso. Le “tre giornate di Napoli” ci hanno detto che siamo sulla strada giusta. Andiamo avanti!

Angelo Forgione

Il video de “le tre giornate di Napoli”

vai alla fotogallery di Repubblica.it

da NapoliUrbanBlog, un video significativo:
Al Plebiscito, una signora nel suo analfabetismo si dimostra più sveglia dei napoletani presenti che hanno festeggiato il loro funerale


MALAUNITA’, presentato il libro-verità a Napoli

MALAUNITA’, presentato il libro-verità a Napoli
Sala della Loggia affollata al Maschio Angioino

In piena controtendenza rispetto alle manifestazioni dei 150 anni dall’Unità d’Italia è stato presentato nella Sala della Loggia del Maschio Angioino il libro “Malaunità – 1861-2011, 150 anni portati male”. Il volume, firmato da giornalisti del calibro di Lorenzo del Boca, Gigi Di Fiore, Lino Patruno, Ruggero Guarini, Pino Aprile, con Eddy Napoli, Gennaro De Crescenzo, Salvatore Lanza, Angelo Forgione ed altri, offre una lucida ricostruzione dei fatti risorgimentali alla luce di quanto essi hanno penalizzato il Meridione d’Italia. Il ‘libro-verità’ ha il duplice scopo di ricordare agli Italiani le menzogne storiche sull’Unità nazionale, e fare in modo che le nuove generazioni sappiano cosa ha significato per il sud Italia, depredato e martirizzato, l’unità sancita nel 1861.

intervista a Lorenzo del Boca su Radio Marte

Le tre giornate di Napoli

Le tre giornate di Napoli
Presentazione “Malaunità”, Veglia della memoria
e Flash-Mob
per raccontare la verità e dire no alla retorica

Intervista a “Rapporto Napoli” su TeleCapriNews in merito alla presentazione del libro-verità sul Risorgimento “MALAUNITA’, 1861-2011, CENTOCINQUANT’ANNI PORTATI MALE” come apertura delle controcelebrazioni napoletane per la verità storica sulle vicende del Risorgimento che portarono all’unità d’Italia.

Presentazione “MALAUNITA’, 150 anni portati male”

Presentazione “MALAUNITA’, 150 anni portati male”
il libro-verità sul Risorgimento
e sulla “questione meridionale”

Angelo Forgione – Martedì 15, grandissimo appuntamento nella “Sala della Loggia” del Maschio Angioino alle ore 17:00 per la presentazione del libro-verità sui 150 anni d’unità d’Italia.
Un lavoro a più mani frutto del “gioco di squadra” dei più quotati giornalisti e ricercatori del meridionalismo contemporaneo, e per questo sono onoratissimo e fiero di essere stato selezionato in questa “nazionale” che si oppone in questa ricorrenza a quella dei tanti intellettuali che in un secolo e mezzo di Italia unita non hanno mai avuto il coraggio di affrontare l’argomento “unificazione” in maniera obiettiva e realistica.
Nel mio capitolo “Un quadro da restaurare”, con la collaborazione di Pompeo De Chiara, ho ricostruito meticolosamente lo scenario reale degli avvenimenti del Risorgimento riunendo le frasi originali dei protagonisti dell’epoca e integrandovi quelle dei tanti pensatori più o meno contemporanei che hanno dato un contributo in questi 150 anni al restauro di un quadro deturpato dalla retorica e dalle verità nascoste.

Al Maschio Angioino ci saremo tutti: da Pino Aprile, reduce dal successo di “Terroni” a Lorenzo Del Boca, da Gigi Di Fiore a Ruggero Guarini, da Lino Patruno a Eddy Napoli che ha curato e cantato i due brani musicali del cd allegato al libro; e ancora Felice Abbondante, Antonio Boccia, Pompeo De Chiara, Gennaro De Crescenzo, Vincenzo Gulì, Salvatore Lanza, Antonio Picciano, Alessandro Romano, Lorenzo Terzi e, chiaramente, Angelo Forgione. Tutti riuniti dall’abbraccio d’oltralpe di un grande uomo di cultura amante di Napoli che ha curato la prefazione: Jean-Noël Schifano.
Sarà l’appuntamento d’apertura delle “tre giornate di Napoli” (dal 15 al 17) con le quali intenderemo celebrare la verità contrapponendoci alla retorica che sta colpevolmente caratterizzando questo terzo giubileo d’unità nazionale.

Pino Aprile e Angelo Forgione al Convegno Nazionale di Gaeta del 12 Febbraio

PATRIX, la storia patria che non conosci

PATRIX, la storia patria che non conosci
parodia di “Matrix” in chiave meridionalista

La festa nazionale dell’Unità si avvicina e il fronte d’opinione è sempre più spaccato: chi festeggerà e chi no. Questi festeggiamenti potevano essere un’occasione per avvicinare gli italiani raccontando la verità e invece la retorica continua a rivestire l’informazione falsata sui fatti del 1860-61, e oltre. E gli italiani si allontanano sempre più tra loro.
Restiamo sempre convinti che ogni meridionale, soprattutto se napoletano, ha il dovere di conoscere e sapere cosa è accaduto in questa terra 150 anni fa. Questo momento arriva per tutti, un giorno o l’altro.
Anche per Nino, il napoletano protagonista di “PATRIX” che vuole uscire dalla finzione della retorica risorgimentale per liberarsi del conflitto interiore tra la sua Napoletanità e la presenza ingombrante nella sua mente dei padri della patria. È il momento della sua scelta… quella che tutti i meridionali, prima o poi, devono affrontare.

Benigni “Pinocchio” e le bugie sul Risorgimento

Benigni “Pinocchio” e le bugie sul Risorgimento
videoclip verità contro la retorica del 150°

Ho riflettuto a lungo sulla maniera giusta per rispondere al controverso show di Roberto Benigni a Sanremo farcito di una retorica stantia sui padri della patria. E non potevo non farlo a mio modo, facendo parlare i fatti, evitando di esprimere opinioni personali.
La retorica risorgimentale che ruota attorno alla “esegesi dell’inno di Mameli” è sconfessata con l’ausilio di ricostruzioni cinematografiche di fatti realmente accaduti e frasi realmente pronunciate. Tutto questo attribuisce al video la veste di fondatezza, prima regola di un buon meridionalista di approfondimento, ed è per questo anche estremamente istruttivo.
Le qualità artistiche di Benigni sono indiscutibili, al pari delle “bischerate” viste e sentite dal palco di Sanremo.

Angelo Forgione

Prima parte


Seconda parte

A NAPOLI, CONTROCELEBRAZIONI DEI 150 ANNI D’UNITA’ D’ITALIA

Controcelebrazioni dei 150 anni d’unità d’Italia
le “tre giornate di Napoli” per urlare no a 150 anni di bugie
e per dire basta alla colonizzazione del Sud

LA VERITA’ CONTRO LA RETORICA!

clicca sull'immagine per ingrandire

Napoli non resta a guardare i retorici festeggiamenti degli avvenimenti storici che ne hanno decretato la morte.
Nella ex-capitale del Regno delle Due Sicilie, tutti i meridionalisti sono invitati a partecipare a tre importanti eventi di controcelebrazione.

Il 15 l’appuntamento é accademico e culturale: nella prestigiosa location del Maschio Angioino sarà presentato il libro-verità “Malaunità” scritto a più mani dai maggiori scrittori e archivisti del meridionalismo contemporaneo.
Presenti tutti gli autori e prestigiosi ospiti, a cominciare da Pino Aprile, Lorenzo Del Boca, Gigi Di Fiore, Lino Patruno e Eddy Napoli che presenterà i suoi due brani allegati al libro dedicati alla fine del Regno meridionale.

Il 16 sarà il giorno della memoria nei simbolici luoghi della Chiesa di San Ferdinando e di Largo di Palazzo. In chiesa ci sarà il ricordo di alcuni nomi di uomini periti per l’antica patria.
A seguire, grande raduno a cui nessun vero meridionalista può mancare; tutti con le bandiere delle Due Sicilie a lutto e ceri accesi in direzione di Largo di Palazzo dove, ai piedi della statua di Carlo di Borbone, sarà deposta una corona di fiori in onore di tutti i martiri che hanno perso la vita per il Sud.

Il 17, giorno della festa nazionale indetta per celebrare la prima seduta del parlamento di Torino del 1861, ci ritroveremo invece in Piazza dei Martiri, dove i 4 leoni (rappresentanti i caduti partenopei della della repubblica napoletana del 1799, dei moti carbonari del 1820, dei moti liberali del 1848 e di quelli garibaldini del 1860) sono “colpevolmente” orfani di un quinto leone, quello simboleggiante i soldati Napoletani morti in battaglia per difendere la patria duosiciliana.
Li i rappresentanti delle varie associazioni grideranno delle parole emblematiche della colonizzazione del Sud alle quali tutti i presenti risponderanno al grido di “malaunità”.

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Martedi 15 Marzo
Maschio Angioino – Sala della Loggia

ore 17:00 – PRESENTAZIONE DEL LIBRO-VERITA’ SUI 150 ANNI
MALAUNITA’ – 1861-2011 Centocinquant’anni portati male

SpazioCreativo edizioni

presenti tutti gli autori:
Pino Aprile, Lorenzo Del Boca, Gigi Di Fiore, Ruggero Guarini, Lino Patruno, Eddy Napoli (brani allegati al libro)
(prefazione di Jean Noël Schifano)
Felice Abbondante, Antonio Boccia, Pompeo De Chiara, Gennaro De Crescenzo, Angelo Forgione, Vincenzo Gulì, Salvatore Lanza, Giuseppe Picciano, Alessandro Romano, Lorenzo Terzi.

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Mercoledì 16 Marzo
Piazza e Chiesa di San Ferdinando, Largo di Palazzo

VEGLIA DELLA VERITA’ STORICA
ore 18:00 – APPELLO AI CADUTI E PREGHIERA IN SUFFRAGIO
Chiesa di San Ferdinando, Lettura simbolica dei nomi dei soldati, dei briganti e degli emigranti
ore 20:00 – CORTEO DELLA MEMORIA
Raduno meridionalista nell’area antistante il Palazzo Reale in Piazza San Ferdinando. Segue corteo con bandiera storica e cero acceso, deposizione corona di fiori in onore dei martiri del Sud in Largo di Palazzo

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Giovedì 17
Marzo
Piazza dei Martiri

FLASH MOB – IL SUD URLA IL SUO MARTIRIO

ore 10:30 RADUNO / ore 12:00 FLASH MOB
I meridionalisti insieme al grido di “Malaunità”

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coordinamento:
MOVIMENTO NEOBORBONICO
MOVIMENTO V.A.N.T.O.
INSIEME PER LA RINASCITA
RDS

evento su Facebook

Enrico Brignano ha capito la “lezione”!

Enrico Brignano ha capito la “lezione”!
Le proteste piovute sul bravo attore romano dopo “Ammazziamo Pulcinella #9” fruttano la modifica del suo brillante sketch sui dialetti

Lo avevamo visto a Zelig nel suo piacevolissimo e riuscitissimo sketch sui dialetti italiani. Davvero divertente quando, scorrendo da nord a sud della penisola, cambiava la cadenza territoriale. Ma, arrivato a Napoli, qualche luogo comune di troppo aveva irritato oltremisura, anche perchè per gli altri non se n’erano sentiti.
La performance fu spunto per denunciare un modo pernicioso di fare spettacolo nel nostro paese, in funzione della formazione culturale dell’intera nazione che da 150 denigra Napoli e il meridione tutto. Modo spesso e volentieri adottato dagli stessi comici e cabarettisti Napoletani che, una volta saliti sui palcoscenici nazionali, dimenticano che la facile risata su mali e difetti di Napoli è si un’esigenza (spesso dettata) per il proprio successo ma anche un tradimento per la propria napoletanità, qualora ne siano davvero ambasciatori.
Copiose furono le email di protesta inviate da tanti Napoletani lo scorso Luglio alla casella di posta elettronica di Brignano tramite il sito ufficiale, alcune delle quali trovarono risposta per voce del manager dell’artista. Le rimostranze hanno evidentemente fruttato una modifica dello sketch, ora scevro da stantii luoghi comuni su Napoli e i napoletani, e quindi veramente godibile. Niente più munnezza, mozzarella alla diossina e camorra, a dimostrazione che la marcatura “a uomo” è necessaria nell’opera di arginamento degli attacchi alla nostra comunità, sempre facile bersaglio.
La versione “auto-censurata” del monologo dialettale è andata in scena durante lo spettacolo di D’Alessio “Tu vuò fa l’americano” su Rai Uno del 4 Marzo, di cui Brignano è stato ospite. Lo show, realizzato a New York, ha avuto tra il pubblico tanti italiani emigranti, specialmente Napoletani, che sicuramente non avrebbero gradito la versione originale.
Bravo Brignano, ma non ricascarci più!

La video-denuncia di “Ammazziamo Pulcinella #9” a Luglio 2010

Lo sketch modificato durante lo show di Rai Uno a Marzo 2011

Federalismo Municipale. Ora siamo proprio fottuti!

Federalismo Municipale. Ora siamo proprio fottuti!
Altro che palla al piede! Sud sempre più serbatoio del nord.

di Angelo Forgione

E così la Camera ha confermato la fiducia al Governo approvando la risoluzione di maggioranza relativa al testo sul “Federalismo fiscale municipale“.
Berlusconi ha fatto festa con la Lega infilandosi nel taschino del suo doppio petto il fazzoletto verde della Lega passatogli dal Ministro degli Interni, il leghista Maroni, in mezzo a un tripudio di bandiere della Lega Nord. Tutto il carroccio contento, Bossi compreso che ora pensa al prossimo step, il Federalismo fiscale regionale da attuare da qui a quattro mesi.
Se il carroccio è in tripudio c’è un solo perché: il federalismo municipale  apre il rubinetto per i comuni del nord, non certo per quelli del sud, e la forbice è destinata ad allargarsi. Vediamo perchè.
Il disegno di legge prevede che il 4,9% del gettito nazionale IVA venga distribuito ai comuni in base ai consumi. Vuol dire che verrano premiati quei comuni con alta concentrazione di fabbriche, commercianti, e professionisti, laddove vengono dichiarati e versati maggiori importi IVA. Il trucco è tutto qui: l’IVA è una partita di giro per l’imprenditore o il professionista che prima la versa e poi la scarica. Chi la versa senza mai scaricarla è il consumatore, ovvero il vero soggetto che produce gettito fiscale.
Facciamo un esempio chiaro: le numerose fabbriche del nord che vendono prodotti in tutto il territorio nazionale, sud e isole comprese, realizzeranno un vero e proprio drenaggio dell’IVA nel meridione, pagata dal consumatore meridionale per versarla, sempre nella misura del 4,9%, nelle casse dei comuni di provenienza, laddove cioè hanno sede legale.
Facciamo allora un po’ di numeri per capire in che misura si allargherà la forbice. Su 2,88 miliardi di euro devoluti, 1,7 miliardi andranno al nord, 716 milioni di euro al centro e 463 milioni al sud.
La CGIA, Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre, ha fatto due conti per misurare gli effetti economici che emergeranno dall’applicazione del nuovo decreto sui principali Comuni capoluogo di Provincia, deducendo che da questa operazione ne trarranno vantaggio i Sindaci del Nord. Milano sarà il Comune più premiato. In termini pro capite il vantaggio economico sarà di 211 €. Seguono Monza, con +201 € pro capite, Parma, con +144 € pro capite, Imperia, con +141 € pro capite e Siena con 132 €.
Male, invece, la situazione al Sud. Tra le realtà più penalizzate Foggia, con una differenza negativa di 192 € pro capite, L’Aquila, con -208 € pro capite, Taranto, con -215 € pro capite, Cosenza, con -269 € ed, infine, Napoli, con -327 €.
Si avvia a ripetersi dopo 150 anni il drenaggio delle risorse economiche del Sud a favore di quelle del Nord. Allora l’operazione si attuò passando per le banche, con il Piemonte che dopo l’annessione del Sud al suo Regno impose l’apertura al Sud di filiali della Banca Nazionale e il divieto al Banco di Napoli di apertura al Nord. Fu la prima vera truffa finanziaria della storia d’Italia alla quale fece seguito quella ancor più grande detta “Legge sul corso forzoso” che stabilì l’inconvertibilità della moneta della Banca Nazionale e la convertibilità in oro di quella del Banco di Napoli al fine di trasferire l’oro del Sud al Nord (che ne era completamente sprovvisto). Fu un gioco da ragazzi per i settentrionali cambiare la moneta del banco di Napoli in oro e drenare le riserve auree del Regno delle Due Sicilie a vantaggio del nord.
Tutta l’operazione è a costo zero per le casse dello Stato centrale perchè a fronte di un taglio dei trasferimenti ai Comuni di 11,243 mld di euro, altrettanti 11,243 mld di euro saranno devoluti agli stessi Comuni. La differenza sta nel fatto che, a livello territoriale, alcuni ci guadagnano e altri invece ci rimettono. Tradotto in soldoni, con un gioco di prestigio, il nord vince e il sud perde. Milano ride, Napoli piange.
Del resto, ad esultare erano Berlusconi, Bossi, Calderoli e Maroni.
Signori, siamo fottuti!

(Vi ricordate la battuta “calcistica” di Berlusconi alla Camera di Commercio di Milano prima di Milan-Napoli di tre giorni fa? “il Milan per battere il Sud”)

Abbattuti alberi vincolati ai Colli Aminei

Alberi vincolati abbattuti ai Colli Aminei
“Napoli si albera”, la farsa del Comune di Napoli

leggi su napoli.com

Scempio ecologico ai Colli Aminei: Diciotto pini piantati negli anni ’60 lungo le aiuole al centro della carreggiata di Via Nicolardi sono stati abbattuti dal Comune di Napoli lo scorso 12 Febbraio per dare soluzione all’emergenza sorta in seguito al trancio accidentale di alcune radici nel corso di lavori di sistemazione della rete del gas. Una leggerezza delittuosa alla quale si è data la soluzione dell’abbattimento non necessario che disbosca ulteriormente la città, già estremamente bisognosa di polmoni verdi.

Al loro posto sono stati piantati dei baby-alberelli, sulla falsa riga di quanto già accaduto in Piazza Vanvitelli laddove lo scorso anno la secolare palma uccisa dal “punteruolo rosso” fu sostituita da un rachitico albero-bonsai a seguito di un sondaggio-farsa.

Dopo la rabbia dei residenti che avevano anche costituito un comitato di salvaguardia , è scattata l’appendice giudiziaria per iniziativa del Soprintendente Stefano Gizzi che ha denunciato gli uffici del Comune di Napoli in quanto autori di un abbattimento effettuato nonostante il parere contrario della Seconda Municipalità. Il Ministero dei Beni culturali ha infatti inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli in cui si fa presente che «i pini ben avrebbero potuto essere puntellati e consolidati trattandosi di elementi assai rappresentativi del paesaggio».

Ricordo bene che l’Assessore all’Ambiente Rino Nasti lanciò lo scorso anno in pompa magna la campagna “Napoli si albera” che prevedeva la piantumazione di 1700 nuovi alberi per una città più verde. La città fu tappezzata di manifesti stradali che ne annunciavano la messa in pratica, ma ad oggi la politica ecologista in città è fatta di palme morte senza aver messo in campo alcuna misura di contrasto, pini rappresentativi che si abbattono con leggerezza e qualche alberello-bonsai qua e la.

Nasti se n’è lavato le mani, girando le responsabilità all’Assessore alla viabilità Agostino Nuzzolo, competente per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade per la difesa del suolo, per il servizio idrico, fognature e sottosuolo. Nuzzolo, a sua volta, ha chiamato in causa Arin, Enel e Napoletanagas, ma non prima di rassicurare i residenti, si fa per dire, che «i nuovi fusti giovani piantati sono forti e porteranno al quartiere una ventata di novità». Tra cinquant’anni, forse!

Speriamo che la Procura faccia luce e chiarisca le responsabilità. E chi ha sbagliato paghi!

Video dell’abbattimento a cura di Videocomunicazioni

 

“Napoli si albera” sul sito ufficiale del Comune di Napoli