Pandev e Behrami, due ragazzi dei balcani a Napoli

Pandev e Behrami, due ragazzi dei balcani a Napoli

la scoperta della città e le dritte degli amici macedoni

Goran Pandev e Valon Behrami, un macedone e un kosovaro con passaporto svizzero, due balcanici a Napoli ritrovatisi dopo i tempi della Lazio. Il primo felice di essere stato acquistato dopo una stagione in prestito, il secondo contento di esserci arrivato. Sempre insieme in quest’estate napoletana, a mangiare, a prendere il sole nei ritagli di tempo.
Behrami ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport che ha dato qualche fastidio all’ambiente juventino, in cui ha sponsorizzato la città: «Vivendola da dentro smentisce tutti i luoghi comuni sul suo conto. Napoli è straordinaria e il mare è la ciliegina. Io poi adoro il mare. La pressione, l’affetto della gente? Fa parte del gioco, se vieni qui ci vieni per questo, sai cosa troverai, Ma è bellissimo così. Non c’è un altro posto in Italia in cui ti senti veramente calciatore come qui. Forse non c’è nel mondo». Lasciando Firenze, il nazionale svizzero era stato insultato su twitter e mandato a quel paese (Napoli) a giocare nell’immondizia da una tifosa viola che gli scrisse “Starai bene nel sudicio di Napoli”, ricevendo come risposta un elegante “Complimenti, sei molto educata e fine”.
Anche Pandev ha pronunciato parole al miele: «Devo ringraziare il presidente che mi ha dato l’opportunità di restare ancora a Napoli. La mia famiglia si è trovata bene e sono veramente felice. C’erano anche altre squadre ma la mia volontà era restare qui. È stata una scelta di cuore, ho sempre avuto l’affetto della gente del mister e del direttore sportivo: anche quando le cose andavano male. Ho rinunciato anche di andare all’estero ma ho sempre detto di voler restare a Napoli se ci fosse stata la possibilità».
Belle parole quelle dei due ragazzi dell’est, e torna in mente quello che disse Pandev lo scorso Gennaio: «Alcuni amici macedoni mi hanno detto che il “Cristo Velato” è una delle opere più suggestive al mondo e io che vivo qui non l’ho ancora visto. È grave». Quello che curiosamente ci interessa sapere è se l’attaccante ci sia poi andato o se la lacuna non è stata ancora colmata. Perchè Napoli può essere fonte di arricchimento culturale per tutti, anche per i calciatori che talvolta arrivano in città un po’ timorosi per i classici pregiudizi “made in Italy”.

Raiola si faccia gli affari del Qatar e lasci stare Napoli

Raiola si faccia gli affari del Qatar e lasci stare Napoli

Caro Raiola, francamente ha stufato. Lei continua ad essere inopportuno e a fare la parte di quello che tutto può dire, ma c’è un limite alla decenza e Lei lo ha oltrepassato abbondantemente. Napoli ha una dignità e un ruolo nel calcio, ma lo ha soprattutto la città e Lei non può continuare a riempirsene la bocca sporcane il buon nome.
Lei, parlando di Hamsik, ha tirato fuori questioni sociali e tirato fuori presunti preconcetti dei calciatori stranieri nei confronti di Napoli e del Sud, ma qui, quando gli sceicchi non conquistavano l’economia europea, ci sono venuti con piacere e in ogni epoca senza che i preconcetti per la città mancassero, e alcuni di questi ci sono rimasti anche a vivere. Legga pure questa lista: Jeppson, Pesaola, Vinicio, Canè, Altafini, Sivori, Krol, Maradona, Careca, Alemao, Lavezzi, Hamsik, Cavani. Le basta? Ma di quale paura di Napoli parla? Forse i preconcetti ce li ha tutti Lei, figlio di emigranti di Nocera, che è diventato amico degli sceicchi e non può più fare affari in Italia. La smetta di fare il sociologo sparando a zero e ben sapendo che se i grandi calciatori non verranno all’ombra del Vesuvio prossimamente sarà per via dei limiti dell’intero movimento calcistico italiano e non per altre questioni che col calcio hanno poco a che vedere. Sappiamo bene che Cavani è appetito da tutt’Europa, ma lo è perchè a Napoli è divenuto Cavani, non altrove, trovandovi il suo ambiente ideale e un equilibrio psicofisico che per un uomo di fede è fondamentale. Così come Hamsik, pure Cavani è ben diverso da Balotelli e da Ibrahimovic, caro Raiola, e del resto qui ci è venuto per scelta e senza paura. Aveva tante offerte dopo il mondiale sudafricano e ha ascoltato la sua fede in Dio dalla quale ha tratto l’indicazione per accettare l’offerta di De Laurentiis. “Dio mi ha portato a Napoli, nella vita ci sono i segni che ti fanno capire la strada che devi prendere”, queste furono le sue parole e noi che crediamo ancora in certi valori ci vogliamo illudere che nella vita non vinca sempre la legge dei soldi degli sceicchi. Cavani è una persona perbene, non prenderebbe nessuno per il collo, e se volesse andare via subito da Napoli, come Lei dice, lo direbbe a De Laurentiis con garbo e senza puntare i piedi.
Intanto La ringraziamo per aver certificato in pochi giorni con le Sue attenzioni che il Napoli ha due top-player che fanno gola a tutt’Europa e anche a Lei che ha la smania di avere la procura dei più forti. Le siamo grati per aver fatto capire a tutti che, nonostante il suo amico Al-Thani abbia interrotto la storia di Lavezzi a Napoli, la squadra azzurra ha un progetto serio ed è competitiva anche fuori i confini nazionali. Ma Le consigliamo di parlare di calcio, anzi di business calcistico che è ben altra cosa, e di mettere da parte le Sue analisi sociologiche e le Sue antipatiche ingerenze. Lei a De Laurentiis non torna utile come agli altri presidentissimi che si sono “affidati” al Suo lavoro per ripianare i buchi di bilancio. Lui tiene Hamsik e Cavani perchè non ha bisogno di fare cassa e così non fa il Suo gioco perchè è l’antitesi di ciò che Le ha consentito di fare il botto, ossia la crisi dei bilanci del calcio italiano dalla quale ci ha guadagnato, e tanto, consentendosi ora di esprimersi così duramente. Perchè non lo faceva prima? È chiaro che per i Suoi affari c’è un mercato in meno e questo in prospettiva non è un bene per Lei che ha una sola ricetta per i calciatori: firmare il contratto vantaggioso e alla prima occasione abbandonare. Dal calcio italiano non ha più niente da spremere, altrimenti non parlerebbe così, ma per le Sue scaramucce con l’indigesto Aurelio non ne può fare le spese l’onorabilità della città partenopea. Insomma, caro Raiola, si faccia gli affari Suoi e quelli degli sceicchi, e la smetta di riempirsi la bocca di Napoli.

Orologi e libri scomparsi, luoghi comuni sempre a posto

Orologi e libri scomparsi, luoghi comuni sempre a posto

storie (s)legate di Nadal, Yanina, Brachetti, De Caro e Gianello

Angelo Forgione – Rafael Nadal derubato di un orologio da 300.000 euro a Parigi; lui va su twitter e scrive “Parigi città di m…a”. Solo la prima parte del racconto è vera, la seconda no; o meglio prende in prestito un altro scenario, quello di Yanina Screpante, fidanzata di Lavezzi, derubata del suo orologio a Napoli lo scorso inverno. Il gioiello di Nadal pare sia stato ritrovato, almeno così dice la polizia francese. L’avrebbe sgraffignato un 38enne dipendente dell’albergo, francese, nella stanza del tennista maiorchino durante lo svolgimento del Roland Garros. Ma tant’è, il bene e il male sono dappertutto e l’arte di far proprio ciò che è degli altri è anche parigina, da sempre; ma almeno i parigini perbene non devono subire anche le offese dei derubati. Nemmeno quando il furto, anzichè con destrezza, è con scasso… chiedere a Pastore. Neanche quando un calciatore viene aggredito in strada… chiedere a Sirigu. Nulla persino dopo l’omicidio colposo di un turista straniero nella metrò di Parigi.
Strano che Napoli non sia stata chiamata in causa da Nadal come fece Arturo Brachetti quando denunciò il furto del portafogli a Lugano scrivendo su Facebook che “manco a Napoli”. È il “simpatico” vizietto di considerare la città partenopea capitale del reato mondiale quando non lo è neanche in Italia. Già, la nostra cara Italia che prende i nostri antichissimi libri dalla biblioteca dei Girolamini e li sperde in giro per il mondo in cambio di soldi. Ricettazione per cui Marino Massimo De Caro, residente a Verona, è in carcere per averne trafugati circa 2.200. Era solo il vertice di un’organizzazione criminale veronese con strategia pianificata finalizzata al lucro nel pozzo “infinito” del patrimonio e della cultura napoletana. Ma tant’è, il bene e il male sono dappertutto, e allora è meglio tornare allo sport e distrarsi gridando tutti insieme “forza Italia” dimenticando i cori razzisti, la questione meridionale nel calcio, le vicende storiche, la recessione e il calcioscommesse dell’ex terzo portiere del Napoli che ha confessato di aver tentato invano la combine. Matteo Gianello, secondo il quale sarebbe stato sdegnato dagli integerrimi Paolo Cannavaro e Gianluca Grava. È la confessione di un veronese che non riesce a corrompere un napoletano e un casertano, vero o falsa che sia. In ogni caso l’esempio di lealtà di Fabio Pisacane dai quartieri spagnoli è salvo, come i luoghi comuni che esistono se esistono il bene e il male, dappertutto… ma anche no.

Intervista di “Soccer Magazine” ad Angelo Forgione

Intervista di “Soccer Magazine” ad Angelo Forgione

tratto da soccermagazine.it

Intervista ad Angelo Forgione, giornalista partenopeo sempre in prima linea per la difesa di Napoli e della napoletanità, ricercatore storico e vero e proprio amante della cultura e della tradizione partenopea, noto a Napoli per aver fondato il movimento V.A.N.T.O. (Valorizzazione Autentica Napoletanità a Tutela dell’Orgoglio), un movimento culturale volto a difendere ed esaltare l’intellettualità e l’arte che si possono scovare all’ombra del Vesuvio, tra le quali non può non trovare spazio anche la proverbiale e genuina passione per il calcio. Forgione ha rilasciato un’intervista esclusiva a Soccermagazine.it per parlare del Napoli e soprattutto per affrontare alcune delle spinose tematiche che spesso coinvolgono i tifosi azzurri.

L’affermazione della squadra è vista sotto alcuni punti di vista come una rivalsa della città di Napoli: ritieni che Napoli-città abbia bisogno del Napoli-calcio per risorgere?
Assolutamente no! Il Napoli è una passione, un amore infinito e smisurato di tutti noi e può essere un tramite per parlare alla vasta marea dei sostenitori azzurri. Il Napoli è un canale mediatico potentissimo e se si riesce a far capire a chi lo sostiene che bisogna sostenere anche Napoli con i comportamenti corretti nella vita di tutti giorni, allora può servire. Ma è Napoli il bene primario, non il Napoli.

Sei davvero convinto che chi sia nato a Napoli ma tifi una squadra del Nord non ami la propria città natale? Perchè trovi ingiustificato che un napoletano non sostenga il Napoli?
L’ho detto più volte che ognuno è libero di fare e pensare ciò che vuole. Anche di tifare per il Nord se si è del Sud. Però la Napoletanità non accetta interpretazioni e ci sono fondamenti che vanno dall’arte alla gastronomia, dal teatro alla musica, passando per la storia. E chi conosce la storia di Napoli sa che la questione meridionale esiste anche nel calcio, a partire dalla nascita della FIGC che dal 1898 al 1926 ha consentito la competizione a sole squadre del Nord. Il Sud è entrato in gioco solo perchè nel ventennio fascista Mussolini adoperò il calcio per la sua propaganda nazionalista e oggi dobbiamo purtroppo ringraziare lui se ha frenato il divertimento esclusivo di Juventus, Milan, Inter, Torino, pro Vercelli, Genoa e qualche altra settentrionale. Quest’anno si è toccato quota 100 scudetti al Nord a fronte di 8 al Centro-Sud. Quel gap ce lo portiamo dietro insieme a tutte le questioni politiche e chi pensa che il calcio sia solo uno sport sta ancora dormendo sognando che colossi come Fiat, Fininvest e Saras non facciano la differenza. Basta studiare la storia della Fiat per capire che tifare Juventus al Sud significa essere schiavi di un sistema che attinge forza lavoro e consensi. E purtroppo il Sud è il più grande serbatoio di quelle squadre. I ragazzini guardano il blasone e crescono con il mito delle squadre vincenti. Mica sanno che quelle squadre vincono sfruttando quelle differenti opportunità con cui gli stessi tifosi del Sud crescendo si ritrovano a fare i conti?!

Data la tua incondizionata difesa della napoletanità, cosa pensi di quella frangia di tifosi del Napoli che hanno cominciato a sostenere gli azzurri solo dal 2007 in poi, anno dell’esordio in A per la società targata “De Laurentiis”?
La mappa del tifo è fluttuante. È normale che fallire e ripartire dalla serie C ti faccia perdere seguito. Poi risali e recuperi quanto hai perso. Come ho detto prima, se la gente capisse che il calcio è un aspetto della questione meridionale irrisolta, avremmo una mappa completamente diversa e le grandi del Nord smetterebbero di attingere al serbatoio meridionale. Ma è chiaramente un’utopia e allora dobbiamo essere contenti che il Napoli vinca e si stabilizzi tra le più forti d’Italia in maniera da recuperare seguito quantomeno tra i napoletani.

Diverse tifoserie e molti cittadini d’Italia accusano i napoletani (tifosi e non) di vittimismo: secondo te da cosa e perché è nata questa convinzione?
Dal fatto che le istituzioni politiche e calcistiche hanno vomitato e consentito di vomitare fango sui napoletani. Allo stadio c’è volgarità dappertutto, anche da parte dei napoletani, ma il razzismo è un problema diverso e nessuno si è mai preoccupato di arrestare cori razzisti e indecenti che oggi, alla luce degli avvenimenti attuali, mostrano tutta la loro ignominia. Il tifoso napoletano restituisce volgarità ma non risponde con razzismo e non invoca stragi e distruzioni. Il vittimismo è un’arma pronta per zittire chi protesta. E di fronte al razzismo, i napoletani hanno tutte le ragioni per protestare fin quando le istituzioni non applicheranno le norme che ci sono o un calciatore del Napoli non chiederà all’arbitro di sospendere una partita per cori razzisti come hanno fatto il giapponese Kawashima e l’ivoriano Zoro.

Negli stadi d’Italia viene condannato di tutto, ma sembra che ad essere ignorati da giudici sportivi, istituzioni e media siano solo i cori contro i napoletani, per i quali hai richiesto sempre l’intervento di capitan Cannavaro sul campo. Come ti spieghi questa situazione, e perchè nessun membro del Napoli interviene?
Perchè discriminare un napoletano è normale. Renderlo sinomimo di terremotato, coleroso, puzzolente è talmente corrente che manca solo che lo scrivano anche nei vocabolari. E i media hanno grosse colpe. Il colera è un fenomeno che ha toccato tutta l’Italia e non solo l’Italia, e nel 1973 a Napoli arrivò dalla Tunisia colpendo tutto il bacino del Mediterraneo. I napoletani lo debellarono in meno di due mesi con la più imponente profilassi della storia mentre a Bari, Cagliari e Barcellona, quello stesso vibrione perdurò per due anni. Doveva essere un motivo di vanto per la nostra città e invece i giornalisti si accanirono raccontando a tinte fosche la nostra realtà senza dire la verità e senza documentare le altre, e negli stadi iniziarono a gridare “colera… colera” all’indirizzo dei tifosi azzurri. Il terremoto è una calamità che può colpire chiunque, e l’Emilia Romagna lo dimostra, eppure i “terremotati” sono i Napoletani. Il sapone era fabbricato nella Napoli preunitaria mentre al Nord non sapevano cosa fosse, così come il bidet che i piemontesi, quando lo scoprirono alla Reggia di Caserta, definirono “oggetto sconosciuto a forma di chitarra”. Il coro razzista contro Napoli non trova riscontro nella realtà e nasce da una denigrazione continua e inarrestata che solo i calciatori napoletani del Napoli possono frenare. Ma non so se lo faranno perchè ci vuole coraggio per rompere il muro dell’ignoranza, e poichè questo è un paese ignorante e ostile verso il prossimo, protestare non è esattamente la posizione più comoda da assumere. Per ora hanno protestato solo i tifosi con i fischi all’inno nazionale, e infatti hanno avuto il coraggio di assumere una posizione molto scomoda.

Nel Novembre 2011 la nostra redazione salvò in extremis, prima che venissero cancellati, i tweet “anti-Napoli” di Yanina Screpante, fidanzata di Lavezzi, che il giorno dopo fecero il giro d’Italia. Credi che quelle parole della ragazza abbiano tradito ragioni anche solo parzialmente legate alla possibile partenza del Pocho?
Non mi interessa sapere se Lavezzi sia stato influenzato da Yanina o meno. L’idea ce l’ho ma non conta più. Quello che conta è che non fece una bella figura e non la fece fare neanche a Napoli dando in pasto ai detrattori della città un argomento su cui parlare. Qualche giorno dopo Arturo Brachetti fu derubato a Lugano durante uno spettacolo e scrisse su Facebook “neanche a Napoli” e non “Lugano città di m…a”. Io stesso lo costrinsi a chiedere scusa. Certo, tra l’episodio di Yanina e quello di Brachetti c’è una pistola di differenza ma adesso lei e Lavezzi non pensino che a Parigi siano al sicuro. Chiedano alla famiglia del giornalista leccese Sergio Vantaggiato, scippato nella metro parigina e deceduto per le conseguenze della colluttazione. Oppure chiedano al portiere del Paris Saint Germain Sirigu, aggredito in automobile ad un semaforo da un motociclista che molestava con lo sguardo la sua fidanzata. Queste cose fanno scalpore solo se accadono a Napoli e vi ho detto il perchè: colpa dei media nazionali.

Dopo i fischi contro l’inno nazionale da parte dei tifosi partenopei in occasione della finale di Coppa Italia, il presidente della FIGC Abete ha promesso, forse provocatoriamente, di organizzare un’amichevole della Nazionale proprio a Napoli. Qual è il tuo pensiero circa questa vicenda e su come venga trattata dalle istituzioni?
Il malessere è esploso. Molti napoletani non accettano più di non essere tutelati dalle istituzioni. E in più hanno approfondito una certa questione storica che fa molto male. Abete non prenda sotto gamba la cosa e ci vada cauto perchè i fischi non sono a prescindere ma hanno delle motivazioni oggettive di cui è bene che tutti si rendano conto senza moralismi e perbenismi che non fanno bene a nessuno.

La vittoria della Coppa Italia può sbloccare un ciclo glorioso? Credi che sotto la gestione De Laurentiis il Napoli possa riuscire a vincere il terzo Scudetto?
Il calcio italiano è un movimento in continua discesa. L’ho detto prima, il calcio non è un divertimento slegato dalla società italiana ma ne riprende presupposti, vicende storiche e contemporanee. L’industria calcio è una delle principali voci dell’economia del paese, il quale recede e si porta appresso anche il pallone. Il livello concorrenziale si abbassa, calciatori ed allenatori di grido non ambiscono più alla Serie A come negli anni 80-90. De Laurentiis sa bene tutto questo e per questo mantiene una condotta cauta da sempre con l’obiettivo di seminare per raccogliere a medio-lungo termine. Ha fatto crescere il Napoli lentamente e gradualmente mentre gli altri hanno pompato gli ingaggi a scapito dei bilanci. Ora i nodi stanno venendo al pettine e tenere il Napoli costantemente in leggera crescita mentre gli altri di colpo si ridimensionano significa ovviamente assumere una posizione di vantaggio in una condizione di decrescita generale. Se il fair-play finanziario imposto dall’UEFA verrà rispettato, i colossi dell’economia del Nord non potranno più iniettare liquidi nelle casse dei clubs che dovranno spendere quanto guadagnano. E questo avvicinerebbe il sano Napoli alle malsane Juventus, Milan e Inter. Si, il tempo di raccogliere i frutti in Italia sta arrivando. La Coppa Italia è un segnale.

Cosa manca al Napoli per essere al pari delle grandi?
Questo Napoli è già una grande. Manca solo il passo in avanti per lottare per il tricolore. Aspettiamo il prossimo mercato dove il Napoli si presenterà appunto in posizione di vantaggio. Potrà spendere, come del resto ha fatto anche in passato. Ma dovrà spendere bene e comprare giocatori di spessore funzionali al progetto tattico di Mazzarri. Se sarà fatto, bisognerà rompere gli indugi e liberarsi di timori e complessi di inferiorità, annunciando all’Italia del calcio che l’obiettivo sarà lo scudetto. Per vincere bisogna lavorare mentalmente su un obiettivo che non può essere casuale.

In conclusione, come ti auguri che possano apparire un giorno Napoli ed il Napoli rispetto agli altri ed agli occhi degli altri?
I napoletani devono pretendere il rispetto e darlo alla propria città. Solo quando vedrò i monumenti puliti da ignobili scritte spray, quando non vedrò buttare carte a terra mi preoccuperò di cosa pensano gli altri di una città che storicamente ha fatto l’Europa. Napoli è stata conquistata dall’Italia e i napoletani hanno commesso l’errore di assecondare negli anni chi voleva il loro male. Oggi sono ugualmente responsabili del degrado della città, si abbandonano compiacenti alla perdita del decoro e non è possibile accettarlo. Chi ammazza Napoli vivendola non è migliore di chi l’attacca senza conoscerla. Solo dopo che avremo riconquistato il nostro orgoglio e il nostro rispetto per il bene comune saremo capaci di dotarci di strumenti più efficaci per zittire i detrattori. Per ora è una lotta impari che solo chi ha cultura e consapevolezza può avere il coraggio di combattere.

“Un sogno azzurro” aspettando la finale di Roma

“Un sogno azzurro” aspettando la finale di Roma

la passione azzurra in musica di quattro Napoletani

Quattro meridionalisti che si incontrano e finiscono per scrivere una canzone dedicata alla loro passione azzurra: Eddy Napoli, Angelo Forgione, Salvatore Lanza e Paolo Serretiello. Non un inno, di quelli che si lanciano quando l’euforia è tanta, ma una spinta per il Napoli in una delicata settimana che porta alla finale di Coppa Italia dello sponsor in camicia rossa contro la Juventus a Roma. Una partita dall’alto significato simbolico oltre che sportivo. “Un sogno azzurro” accompagnerà le trasmissioni sportive dell’emittente radiofonica ufficiale del Calcio Napoli Radio Marte, per tutta la settimana che condurrà alla finalissima dello stadio Olimpico.
L’idea nasce negli studi di Radio Marte: una canzone propiziatoria per la finale di Coppa Italia di Domenica prossima. Il brano è già disponibile su YouTube ed è programmato in alta rotazione su Radio Marte. «Si tratta di un brano che esalta il nostro senso di appartenenza – spiega Paolo Serretielloche nei confronti della squadra del Napoli, diventa sfida, passione e motivo di orgoglio, oltre che di riscatto per chi crede ancora nel Sud e nelle nostre risorse».
«Non è un altro inno tra i tanti ma una semplice canzone spontanea per mettere in musica la nostra passione e le nostra identità, le nostre “bandiere” su cui ci confrontiamo continuamente, nell’approssimarsi di una finale nella capitale tra due capitali storiche», dice Angelo Forgione che ha anche realizzato un video ad-hoc, mentre la musica è stata composta da Eddy Napoli, che dichiara: «Ci auguriamo di sentirla sempre di più, e che faccia presto breccia nei cuori dei napoletani, e non solo: ci auguriamo che diventi una bandiera in più, quella bandiera che manca da troppo tempo nei nostri venti».

Musica e Voce: Eddy Napoli

Testo: Angelo Forgione – Salvatore Lanza – Eddy Napoli – Paolo Serretiello

Tanti  cuori  che  battono  insieme
uno  solo  diventa  perché,
uno  stadio  si  tinge  d’azzurro
e  la  nostra  passione  s’accende  per  te.

Tu  ci  dai  sempre  mille  emozioni
e  per  questo  cantiamo  con  te:
“vita  mia,  si  stata  ‘o  primmo  ammore
e  ‘o  primmo  e  ll’urdemo  sarraie  pe’  mme”.

Con  una  canzone  tu  ci  fai  sognare,
con  un  calcio  ad  un  pallone  tu  ci  fai  volare
come  un  aquilone  alto  su  nel  cielo,
sei  l’ amore  unico  il  più  grande  il  più  sincero.

Napoli,  Napoli,  Napoli,  l’unica  fede  che  c’è !
Napoli,  Napoli,  Napoli,  io  sono  pazzo  di  te !
Napoli,  Napoli,  Napoli,  un  sogno  azzurro  per  noi !
Napoli,  Napoli,  Napoli,  Napoli  vinci  per  Napoli !

Una maglia una sciarpa e un amico
quante corse affannate per te.
Sono qui da quand’ero bambino
e la voce mi trema tutt’oggi perché:

per  il  mondo  noi  siamo  milioni
sei  l’orgoglio  di  ognuno  di  noi.
Nell’azzurro  tra  il  cielo  e  gli  Dei
con  l’orgoglio  di  essere  partenopei.

Sventola  bandiera  fino  ad  impazzire
se  non  sei  napoletano  non  lo  puoi  capire,
sventola  bandiera  basta  una  vittoria
che  una  città  intera  vive  i  suoi  sogni  di  gloria.

Napoli,  Napoli,  Napoli,  l’unica  fede  che  c’è !
Napoli,  Napoli,  Napoli,  io  sono  pazzo  di  te !
Napoli,  Napoli,  Napoli,  un  sogno  azzurro  per  noi !
Napoli,  Napoli,  Napoli,  Napoli  vinci  per  Napoli !

La  tua  storia  non  finirà  mai
e  vivranno  per  sempre  gli  eroi,
quelli  che  non  tradiscono  mai
perché  son  figli  tuoi,  forza  Napoli.
Napoli !!!

È Napoli la città che amo di più

È Napoli la città che amo di più

lettera di Marika Cucuzza da Livorno

Mi presento. Sono Marika e vi scrivo da Livorno, dato che momentaneamente mi trovo qui!
Leggendo il nome di questa città penserete: “una ragazza di Livorno che ha una pagina del Napoli? Sarà di sicuro Napoletana!”. Vi sbagliate! Molti di voi pensano che la vostra città viene disprezzata e criticata da tutti… ma non è così! Io sono nata a Livorno, sono innamorata di Napoli e mi sento parte di lei!
Come mai? Ho avuto la fortuna di conoscere un ragazzo napoletano 5 anni fa, è iniziata una storia d’amore stupenda, ma è iniziato anche un amore sconfinato per NAPOLI! Sapete che voci circolano al nord su Napoli. Io, come tante altre persone, sentivo queste voci ma non ci ho mai creduto! Perché io sono sempre stata del pensiero: “finché non vedo non credo!” e menomale che ho pensato così wagliù!
Quando sono venuta a Napoli è stata una cosa MAGICA, non riesco nemmeno a descrivere quello che ho provato e vissuto, in tanti, infatti, non mi capiscano. Il mio ragazzo mi ha portato a Napoli per farmi vedere la sua città e farmi conoscere le persone a lui care. Ho visitato Napoli in ogni angolo, dal centro alla periferia, dai luoghi storici ai quartieri, dai luoghi di mare a quelli di montagna. MI SONO INNAMORATA! Era come se fossi in un altro pianeta, non sembrava di essere sulla Terra! 
Mi sono innamorata di come vive la gente, della cortesia, della gentilezza, del rispetto e del sorriso di ogni persona. Per una persona che vive al nord ed è abituata ad entrare in un bar dicendo il “buongiorno” e non ricevendo nessuna risposta, venire a Napoli è qualcosa di STRAORDINARIO. La cordialità e l’ospitalità è unica al Mondo e ci posso mettere la mano sul fuoco!
Ho capito poi di amare questa città quando l’ho lasciata per la prima volta, ho pianto come una bambina sul treno. Mi ricordo ancora una signora anziana di fronte a me che disse: “Napoli fa questo effetto, nun te preoccupà…” mi ricordo che questa signora scendeva a Pisa, mi fece compagnia in tutto il viaggio trattandomi come una nipotina (pensate che quando mi alzavo in piedi e mi si spostava la maglia, me la sistemava lei).
Ho avuto la fortuna di conoscere persone che mi hanno raccontato la VERA STORIA di NAPOLI, mi hanno fatto appassionare del CALCIO di NAPOLI; soprattutto i miei suoceri, mi hanno cresciuta e mi hanno fatto diventare NAPOLETANA AL 100%… non li ringrazierò mai abbastanza!
Ho vissuto molte altre cose, ma starei una giornata intera a raccontare tutte le emozioni che mi hanno segnato e mi hanno fatto fare questa scelta!
Ma dopo tutto questo mi sono prefissata di DIFENDERE NAPOLI in tutti i luoghi del mondo! Non m’importa dove sarà il mio futuro, NAPOLI RESTERA’ SEMPRE LA MIA CITTA’!
Io, di città ne ho viste tante in Italia. Ho visto Riccione, Genova, Bologna, Modena, Firenze, Pisa, Siena, Roma, Bari, Palermo, Siracusa, Ragusa, Messina… tutte belle, ma credetemi NESSUNA DI QUESTE MI HA REGALATO CIO’ CHE MI HA REGALATO NAPOLI. Avete presente un colpo di fulmine? ecco… così! 
Napoli mi ha accolta come sua figlia, mi ha cullato nel suo golfo, mi ha fatto vedere la sua bellezza, mi ha fatto conoscere il suo popolo, mi ha fatto INNAMORARE. Non sono mai stata così innamorata di una città! 
Permettetemi di definirmi Napoletana, cari Partenopei… perché il mio amore per lei è SCONFINATO! Il mio sogno è venire a vivere a Napoli (anche con tutti i difetti che ci sono) perché so che lì starei in pace con me stessa, mi sentirei al mio agio e libera. È brutto vivere in un posto in cui non vuoi stare, credetemi.
NAPOLI MI MANCA PIU’ DI OGNI ALTRA COSA, e sapere che dovrò aspettare fino a Dicembre per vederla, mi viene una gran tristezza. Ma l’AMERO’ SEMPRE!

pagina facebook di Marika Cucuzza

New 7 Wonder Cities: spot online per sostenere Napoli

New 7 Wonder Cities: spot online per sostenere Napoli

perchè noi prima d’essere tifosi del Napoli siamo tifosi di Napoli

Con il Vesuvio siamo andati vicini al risultato, unico sito italiano in gara fino alla finalissima senza il sostegno delle istituzioni che contano. Solo la Provincia aveva fatto qualcosa mentre però consentiva la realizzazione di una mega-discarica in quella zona che è Parco Nazionale. La storia si ripeterà anche con Napoli e allora meglio moltiplicare le forze e sostenere più di prima la candidatura della nostra città nel concorso online che designerà le 7 città-meraviglie del mondo. Oltre alla consueta diffusione sui social-network e la pubblicità nei vari media a disposizione, ecco dunque uno spot online confezionato per raggiungere gli utenti di youtube, da diffondere in massa.
Il soggetto è quello a noi tra i più cari: perchè essere compatti e travolgenti solo allo stadio per sostenere il nostro grande Napoli e poi essere individualisti e “distratti” quando c’è da difendere la nostra magnifica Napoli che è il nostro bene supremo?

Di Napoli ce n’è una sola… ma anche no

Naples e Napoles, comunità omonime nel mondo

Un cordone ombelicale lega Napoli agli Stati Uniti e non è solo fama di canzoni, cibo e bellezze della città partenopea. Napoli è città italiana con molte omonime dedicate nel nuovo mondo, dove gli emigranti del periodo post-unitario si trasferirono per cercare fortuna.
Il caso più significativo è quello di Naples, città della Florida, fondata nel 1880 col nome della città partenopea per via del clima assolato e mite, del mare pescoso e della bellezza del posto paragonati al golfo di Napoli, anche se in realtà la conformazione geologica del luogo è ben diversa dalla Napoli originale. Vi si era trasferito l’ex calciatore Giorgio Chinaglia che curiosamente aveva giocato nell’Internapoli prima di diventare bandiera della Lazio, poi deceduto prima della partita Lazio-Napoli. Nel film statunitense “Stigmate” del 1999, c’è la scena in cui i due protagonisti si conoscono; un prete gesuita chiede ad una parrucchiera da dove viene. Lei risponde “Naples” riferendosi alla cittadina americana ma lui, sorridente, commenta in in italiano “la città più bella città del mondo” per poi ricevere chiarimento dell’equivoco.
Non solo la bella Naples sul mare, negli USA ve ne sono ben undici. Nel 1834, era già nata la città di Napoli nella contea di Cumberland nel Maine, nord USA. E poi la comunità di Naples nella contea di Boundary nello stato dell’Idaho composta da contadini e taglialegna in cui gli emigranti napoletani si trasferirono per costruire intorno al 1890 la prima ferrovia che attraversò la contea. Stesso nome per la Naples della contea Uintah nello Utah e per quella nella contea Ontario dello stato di New York dove, nella contea Cattaraugus c’è un’altra Napoli, stavolta chiamata all’italiana; e ancora, la Naples della contea di Clark in Dakota del Sud, la Naples nella contea di Scott in Illinois, la Naples nella contea di Morris in Texas e la Naples nella contea di Buffalo in Wisconsin.
Oltre gli USA, più a Sud vi sono Napoles in Messico, Bolivia, Colombia, Costa Riva, Ecuador, Messico e Filippine; e ancora Naples in Gambia.

Privacy dei calciatori, Gianni Simioli ascolta i tifosi

Angelo Forgione e l’assalto ai calciatori del Napoli

su Radio Marte, l’insofferenza degli azzurri all’amore smisurato

L’eco delle parole di Lavezzi, Cavani e Gargano in cerca di pace durante lo shopping e le impossibili passeggiate napoletane non poteva non arrivare alla radio ufficiale del Calcio Napoli e, a “La Radiazza”, Gianni Simioli ha raccolto con ironia la “campagna” di V.A.N.T.O., ascoltando Angelo Forgione per poi svelare un personalissimo “scoop”.

“Abbandona il calciatore in strada”

Marco Magnifico (FAI): «Napoli città più bella del mondo»

Magnifico (FAI): «Napoli città più bella del mondo»

24 e 25 Marzo giornate del FAI di Primavera

Il milanese Marco Magnifico, vicepresidente esecutivo del FAI (Fondo Ambiente Italiano) grande sponsor di Napoli in occasione della presentazione delle giornate FAI di Primavera a “Uno Mattina”: «Napoli è la città più bella del mondo… è la vita tutt’intorno». Ecco la cultura che entra nella pura essenza della città meraviglia in cui la storia e la bellezza paesaggistica si fondono come in pochi altri luoghi. Magnifico Marco!
Il 24 e 25 Marzo, tra i siti inaccesibili visitabili in tutta Italia, anche il teatro romano Neapolis dell’Anticaglia, un tesoro nascosto tra i tantissimi del centro storico UNESCO più vasto d’Europa.

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