––– scrittore e giornalista, opinionista, storicista, meridionalista, culturalmente unitarista ––– "Baciata da Dio, stuprata dall'uomo. È Napoli, sulla cui vita indago per parlare del mondo."
Carmen Consoli e l’identità nazionale che non c’è la cantautrice non le manda a dire al nord e non solo
Da buona catanese, Carmen Consoli dice la sua sull’identità nazionale che non c’è, condannando senza peli sulla lingua quei settentrionali che invocano la divisione da un sud ritenuto palla al piede che è invece la più grande risorsa per l’economia del settentrione. Un discorso molto conciso che sembra essere quello di una meridionalista convinta, offerto al corriere.it qualche mese fa e che mette in evidenza una certa coscienza collettiva del paese, da nord a sud, in cui l’annullamento del ragionamento è ormai la maggior garanzia per chi vuol mantenere la situazione nelle condizioni attuali. Ma alla fine una speranza c’è sempre.
Dal Nord spesso si sente dire che il Sud è mantenuto coi soldi della parte produttiva del paese. È vero un dato: ogni anno circa 50 miliardi scendono dal Nord al Sud. Ma non da un territorio all’altro, bensì, come in tutti gli Stati civili moderni, da chi più può a chi meno può; e siccome al Sud c’è gente meno abbiente è questo che ne beneficia. La Banca d’Italia afferma però che al Nord tornano dal Sud circa 80 miliardi per prodotti e servizi “made in settentrione” acquistati dai meridionali. A conti fatti è il Sud che è in credito di 30 miliardi l’anno, somma che è tutta nelle tasche degli industriali del nord. E sono le BMW di cui giustamente parla Carmen Consoli.
Ecco perchè il Nord leghista non vuole veramente la secessione ma prende in giro il proprio elettorato. Ecco perchè il Nord leghista spinge per il federalismo.
(Angelo Forgione)
Dal Comune di Palermo mano tesa al Novara calcio dall’Assessore Randi un messaggio pro-Napoli al nord
Angelo Forgione – Il Novara, appena promosso in Serie A, deve mettere a norma lo stadio “Silvio Piola” in vista della massima serie. Lo farà entro la fine di Agosto, ma per evitare inconvenienti da ritardi e garantirsi l’iscrizione al campionato ha chiesto e ottenuto la disponibilità del “Renzo Barbera” al Comune di Palermo. Un atto “pro forma” ma essenziale per dare le necessarie garanzie alla Lega Calcio. L’Assessore alle Risorse Immobiliari Eugenio Randi ha colto l’occasione per lanciare un forte quanto condivisibile messaggio di solidarietà in un momento in cui le istituzioni festeggiano l’unità del paese senza però darne segni tangibili. «La richiesta del Novara – ha detto Randi – ci ha un po’ sorpresoma ci siamo messi subito a disposizione. Per noi la solidarietà nazionale è un valore. Peccato che lo stesso spirito non si veda quando si tratta di aiutare città del Sud in difficoltà come Napoli».
V.A.N.T.O. ha inviato il seguente messaggio di ringraziamento all’Assessore Randi e al Sindaco Diego Cammarata.
Gentile Assessore Randi, apprendiamo delle Sue dichiarazioni in merito alla disponibilità dello stadio “Barbera” concessa al Novara Calcio e La ringraziamo per aver sottolineato quanto la solidarietà e il soccorso tra le diverse parti del paese spesso e volentieri venga a mancare quando si tratta di offrirlo a Napoli e al sud, Palermo compresa. Saluti.
Risposta ad Aldo Cazzullo su De Laurentiis e il Sud “il Presidente che fa paura non è un Bossi”
L’avevamo detto, le frasi revisioniste di De Laurentiis avrebbero innescato una reazione a catena. Anche Aldo Cazzullo, noto giornalista piemontese, ha ritenuto di dover dire la sua in merito alle affermazioni su Garibaldi di Aurelio De Laurentiis. Lo ha fatto sul Corriere della Sera (in basso) su cui oggi ha scritto: “Se alla loro schiera si aggiunge pure Aurelio De Laurentiis, allora è davvero riduttivo parlare di neoborbonici. È una vera e propria Lega del Sud quella che sta per nascere”.
Rispondo a Cazzullo…
Ma quale Bossi del Sud? Ma quale invettiva antinordista? Caro Cazzullo, ma perchè Lei e chi la pensa come come Lei volete per forza dare ai revisionisti i connotati dei leghisti? Ma non vi sfiora proprio il pensiero che ai meridionali brucia sulla pelle il fatto che il Presidente della Repubblica vada a festeggiare Vittorio Emanuele II al Pantheon il 17 Marzo, di fatto un aguzzino, mistificando il concetto di unità e cancellando dalla storia la memoria di centinaia di migliaia di seviziati, fucilati, dati alle fiamme, deportati e lasciati morire al freddo del nord mentre nel loro caldo e “infiammato” sud vigeva quell’occupazione militare che vi ostinate a definire “risorgimento”? Se proprio non vogliamo capirci su un Sud che non era di certo inferiore al nord all’epoca e “diversamente” strutturato, almeno conveniamo su quest’aspetto drammatico. Voi, quei dieci anni di persecuzione li definite “sacrificio necessario”, noi invece eccidio. L’italia ricorda le foibe perchè barbarie slava, le fosse ardeatine perchè barbarie nazista e poi “cancella” l’eccidio del sud perchè barbarie italiana (video in basso). È questa l’unità di cui ci parlate? Lasci perdere De Laurentiis, dia retta a me, anche lui non ha nessuna velleità secessionista. Se si sente infastidito dalle sua punzecchiate al Nord non riconduca tutto ad una rivincita del meridionalismo applicato al calcio; in fondo anche mister Mazzarri ha più volte detto che i fucili dei nemici sono puntati sul Napoli. Anche Mazzarri allora è un secessionista? Suvvia!
Ora è il “nostro” presidente a punzecchiare il nord? Eppure sono i giornali della sua zona di pertinenza a sentenziare su latitanti a bordocampo e imminenti retrocessioni del Napoli piuttosto che emittenti televisive nazionali a sdoganare le opinioni razziste di bergamaschi per strada che dichiarano ai microfoni “noi non siamo napoletani”. Il nord impari a rispettare la cultura ma anche la sofferenza di Napoli e poi dopo potrà chiedere che i suoi uomini non alzino la voce.
Il presidente, da buon curioso della storia della città, sta solo approfondendo, capendo, studiando, consolidando ciò che nessun libro di storia ha mai raccontato. Ma veramente pensate che i napoletani siano così pazzi da interiorizzare un passato che non sia mai esistito? Certo, le esagerazioni e le distorsioni ci sono, ma non sono sesquipedali come quelle raccontate per 150 anni agli alunni delle scuole. E non è più accettabile la retorica che ha travolto il sud, ma anche il resto d’Italia, in tutto questo tempo. Lasci approfondire De Laurentiis senza timore. Lui ha iniziato a interessarsi di calcio sette anni fa quando non ne capiva nulla e ora è nell’elite europea. Da qualche anno ha cominciato ad interessarsi alla storia di Napoli, e chiunque lo fa a fondo si scontra con le incongruenze di una storia imposta. Forse è questo che spaventa, ossia la capacità di un uomo di capire il mondo che esplora, e non è un uomo qualsiasi ma una persona scevra da complessi di inferiorità che si è messo a capo della passione più catalitica del meridione, un uomo che quando parla comunica a milioni di persone. Cercare di arginarlo è fin troppo chiaro come intento, lo tsunami non deve arrivare a riva perchè altrimenti sarebbe un disastro se tutti metabolizzassero che il sud è da allora che è divenuto colonia del nord.
In questa realtà ci sono calati i Napoletani, pertanto lasciategliela vivere e decodificare, e una buona volta arrestate la voglia di imporre verità che stanno strette. Al sud nessuno vuole dividere l’Italia, la lega lasciamola al nord. I neoborbonici non sono e non saranno mai leghisti, non cercheranno mai uno scontro ma verità. E questo vale per ogni revisionista e meridionalista. Questa è una battaglia morale che non intacca l’unità ma semmai la può solo consacrare durante la quale De Laurentiis continuerà serenamente a fare calcio e cinema. Altro che Regno illusorio, c’è ancora troppa gente che non sa e che crede sulla fiducia al vostro racconto ufficiale. Sul personaggio Garibaldi è inutile entrare nel merito come ha preferito fare Lei perchè, è vero, il presidentissimo ha peccato venialmente descrivendolo come razziatore di Napoli e del Sud (ne era “solo” il dittarore) ma in realtà avrebbe dovuto fare quelli di Vittorio Emanuele II e di Cavour. Eppure Garibaldi raggirò il Banco di Napoli con quella garanzia per il figlio mai onorata (leggi). Se ci fermassimo solo a questo potremmo già parlare di 800mila euro in valuta corrente mai restituiti, insieme a quelli evidentemente percepiti dagli “sponsor” inglesi omaggiati con la concessione della chiesa anglicana nella bella zona di Chiaia ad perpetuam memoriam. Poca roba rispetto a tutto ciò che il meridione e la sua Capitale hanno dovuto cedere al nord. È vero che l’oro dei Borbone era appunto dei Borbone, ma era o non era un regno? E di chi doveva essere quel patrimonio? Dei Savoia, evidentemente, visto che se lo portarono a casa per ripianare i loro debiti, ingolositi da cotanta roba? Mi fermo qui, alle risposte alle sue argomentazioni nell’articolo, inutile aprire un dibattito che non chiuderemmo più; lei è “risorgimentalista” e io “revisionista”, è palese che abbiamo visioni diverse. A Sud nessuna lega, stia sereno, e mi domando come si faccia a parlare in questi termini. Questa è la macchina del fango che la vostra schiera aziona per denigrare l’opera di divulgazione dei revisionisti che, Lei sa benissimo, non sono solo meridionali. Qui non si vuole dividere l’Italia ma farla veramente, dando a Cesare quel che è di Cesare. Lei ha in parte ragione quando dice che il problema sta nel dare sempre la colpa agli altri, ma in questo caso non ci prende perchè qui si pretende rispetto per una città che prende schiaffi in faccia da 150 anni quando prima era rispettata dall’Europa intera che ne riceveva cultura e arricchimento. Noi quella cultura continuiamo a respirarla tra una zaffata di immondizia contemporanea e l’altra, nelle nostre strade, tra i nostri monumenti, in quel San Carlo dove è nato il “700 Napoletano” che oggi Muti porta in giro nel mondo come fondamento dell’opera di Mozart senza che l’Italia se ne accorga. Quello stesso San Carlo che, quando qualche anno fa fu restaurato, irradiò in diretta un concerto in tutto il mondo, tranne che in Italia che se ne “dimenticò”. È solo un esempio utile a capire se De Laurentiis abbia ragione o torto a dire che l’Italia si è dimenticata di Napoli. Facciamo un patto, così almeno sgombriamo il campo dagli equivoci: i meridionali promettono che non faranno alcuna lega ne oggi e ne mai per dividere l’Italia, non costerà nulla. In cambio, voi cominciate a raccontare la verità e degnate il sud del ricordo dei suoi morti con una giornata della memoria. Ci state? Ho qualche dubbio. È incredibile che non abbiate ancora capito che solo con la verità si rafforza l’unità. Più continuerete a raccontare falsità e a dipingere i revisionisti come vittimisti, folkloristi, nostalgici e leghisti e più ne accrescerete la rabbia e la voglia di verità. Siete voi che, alimentando il fuoco sacro del Sud, non aiutate il paese, altro che dare sempre le colpe agli altri. Infine, mi risulta che Lei sia juventino. Non la prenda male, ma mi viene fin troppo facile pensare che per un piemontese tifoso della Juventus e ferreo sostenitore dei padri della patria ascoltare il Presidente del Napoli che parla male di Garibaldi & C. sia una atroce sofferenza. La cosa è pericolosa, è chiaro, ma non per la verità. In fondo, tra padri e ladri la differenza sta in una sola consonante.
Finalmente la storia della Real tenuta di Carditello approda sul tavolo del Presidente della Repubblica. L’appello sottoscritto dalle associazioni riunite nell’Agenda 21 per la bonifica dei «Regi Lagni» ed impegnate nella campagna “Salviamo Carditello”, ha avuto un primo riscontro che lascia speranze circa la cancellazione dell’asta giudiziaria che consegnerebbe la delizia borbonica ai privati. I rappresentati del comitato, sono stati ricevuti dal Consigliere Culturale della Presidenza della Repubblica, Prof. Louis Godart, lo scorso 24 Maggio. Si è dunque messo il Quirinale al corrente della situazione, informando sul pericolo dell’asta giudiziaria fissata per ottobre con base di vendita di 20 milioni di euro e del pericolo di consegnare un bene culturale monumentale in mani di organizzazioni criminali che nell’area di Carditello e della provincia di Caserta proliferano».
Al tavolo i rappresentanti di Italia Nostra, del Consorzio di Bonifica, della Sun, del Collegio dei Periti Agrari, delle associazioni GAS La Tavola Rotonda, Legambiente Ager, LiberamenteOnda, Meduc, Pianeta Cultura, Siti Reali e dal sindaco del Comune di San Tammaro. Al Consigliere Godart è stata illustrata la proposta della risoluzione debitoria del Consorzio di Bonifica del Volturno nei confronti della SGA/San Paolo IMI attraverso il recupero crediti di 16 milioni di euro che l’ente di bonifica vanta nei confronti della Regione Campania e di alcuni Comuni. La speranza è quella di indurre la SGA a valutare la proposta di transazione avanzata dal Consorzio di Bonifica entro i termini economici concordati tra la stessa SGA e la Camera di Commercio per un importo di 9,3 milioni di euro. Questa, secondo il comitato pro-Carditello, sottrarrebbe il sito alle speculazioni e offrirebbe la possibilità di avviare un primo recupero urgente. Pronta anche una soluzione alternativa: la pubblica amministrazione potrebbe esercitare il diritto di prelazione alla vendita ai sensi del Codice dei Beni Culturali, magari accedendo ai fondi europei, disponibili fino al 2013.
Il comitato spera di sensibilizzare la Regione Campania e il Ministero dei Beni Culturali per un eventuale restauro da realizzarsi attraverso la definizione di un progetto di valorizzazione della residenza borbonica, sull’esempio di quanto realizzato alla Reggia di Venaria Reale a Torino dove il finanziamento con i proventi del gioco del Lotto, a cui si sono aggiunti successivamente in gran parte i finanziamenti della Comunità Europea, ha consentito un miracolo del restauro.
A tal proposito, la presidente della sezione casertana di Italia Nostra Maria Carmela Caiola ha dichiarato che il recupero di Carditello assumerebbe un alto valore simbolico in occasione dell’anniversario dell’unità d’Italia, dimostrando che non esistono due Italie, una che recupera la reggia di Venaria al Nord e una che abbandona la reggia di Carditello a Sud. È questa la leva su cui agire per coinvolgere Giorgio Napolitano, principale sponsor dell’unità del paese. Il Presidente della Repubblica è stato invitato a visitare la reggia in occasione dell’ apertura del 21 e 22 settembre prossimi, sperando che per quella data l’imminente asta sarà stata scongiurata.
Il Comitato “Salviamo Carditello” invita tutti i cittadini sensibili a inviare una mail al Presidente della Regione Caldoro per sostenere una petizione online. Il testo è scaricabile all’indirizzo internet carditello.wordpress.com
La Reggia di Carditello è una delle Reali Delizie, fatta costruire da Carlo di Borbone in un luogo ricco di boschi e pascoli e scelta dal sovrano per le sue battute di caccia e per l’allevamento di cavalli. In seguito fu trasformata da Ferdinando IV di Borbone in una fattoria modello per coltivare grano, allevare razze pregiate di cavalli e bovini e per stimolare la produzione della mozzarella di bufala, grande invenzione del tempo.
videoclip: IL SUD CHIEDE IL GIORNO DELLA MEMORIA festeggiamenti 150° dell’unità d’Italia,
Napolitano spreca occasione per vera unità!
Angelo Forgione – Il mio nuovo video di istruzione storica e denuncia scaturisce dall’attento monitoraggio da un anno a questa parte (ovvero da quando si sono aperte le celebrazioni dell’unità d’Italia) dell’atteggiamento del Presidente della Repubblica nei confronti di un sud, il suo sud, che non ha chiesto nient’altro che verità e memoria per i suoi morti, unica via per fare davvero un’Italia unita diversamente da quella che in realtà è. Tutto ciò che è gravitato attorno in questo periodo fa giungere alla conclusione che l’occasione dei festeggiamenti è stata ampiamente sprecata e, a furia di affermare in ogni occasione il concetto di unità senza dargli anima e emotività, gli italiani escano ancor meno coscienti e più disorientati su cosa significhi davvero la nazione unita, come si sia realizzata, e quale sia la differenza tra la prima Italia monarchica e la seconda repubblicana.
1861-1871, l’eccidio del Sud: migliaia di morti al sud che rifiutarono l’invasione del Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele II di Savoia per “piemontesizzare” l’Italia. La nazione unita ha cancellato dalla storia quei morti e continua a cancellarne la memoria negandogli un minimo ricordo. Al contrario, le istituzioni festeggiano l’unità d’Italia celebrando i 150 anni dall’incoronazione di Vittorio Emanuele II re d’Italia, quindi celebrando di fatto la monarchia sabauda e non la vera unità che venne più tardi, e rendendo onore all’aguzzino dei popoli del meridione alla cui tomba rende onore il Presidente della Repubblica Napolitano dopo aver puntato il dito contro quel sud che non dimentica. Un Presidente che sovrappone consapevolmente la celebrazione della monarchia con la festa della Repubblica.
Ecco perchè l’occasione delle celebrazioni dell’unità è stata sprecata, con una verità sotterrata che invece, se affermata, avrebbe rafforzato lo spirito unitario. E invece il tenerla nascosta significa continuare a imbavagliare e strozzare il grido del meridione cosciente; e questo ne alimenta la rabbia e il risentimento. Possibile che non lo si capisca?
videoclip: UN CAVALLO DI RAZZA CORRE IN EUROPA la fantastica galoppata verso la Champions League
Il ciuccio torna alle origini e si riscopre un cavallo di razza (leggi la storia del simbolo) che corre spedito verso l’Europa dei grandi. 15 minuti per rivivere la fantastica galoppata della prima squadra del Sud-Italia verso la Champions League. I momenti salienti della stagione 2010/11 del Napoli aperti del consiglio di Roberto Saviano raccolto da Walter Mazzarri e chiusi da un imperdibile finale per non dimenticare le sofferenze dell’inferno recente eppure così apparentemente lontanissimo.
In qualsiasi serie, in qualsiasi condizione sociale… sempre e solo Napoli!
Napoli al voto.
Diciamo basta a un vecchio modo di fare politica! Dimostriamo una nuova coscienza,
sperando che arrivi una nuova politica.–
Napoli si appresta a votare il nuovo sindaco nel momento in cui tocca il punto più basso della propria storia. Da più di dieci anni la città è senza una guida, e Palazzo San Giacomo è un bunker inaccessibile che non risponde alle richieste della gente. Dopo l’addio di Bassolino che per più di 15 anni ha tenuto le redini prima della città e poi anche dell’intera regione, ora è il turno del commiato del sindaco Iervolino, il peggior primo cittadino della storia di Napoli senza dubbio, incapace e inadeguata per dieci anni e due mandati, già da tempo defilata completamente. La città è stata negli ultimi mesi completamente “scoperta” e l’ultimo saluto è stato dato in perfetta sintonia con le uscite a cui siamo stati abituati negli ultimi due lustri, cioè definendo “incivile” il Cardinale Sepe che aveva a sua volta definito lo scandalo rifiuti “una vergogna”.
Ora è tempo di mettersi alle spalle questo periodo nero, buio e sperare di poter ripartire con speranza, quella che non deve mai mancare. Diciamolo subito: la politica nazionale dimostra da sempre di essere lontana dalla nostra città e di considerarla anzi un serbatoio da cui attingere anche in termini di voti e consensi da attrarre con le solite campagne elettorali intrise dei problemi di Napoli da risolvere e che nessuno hai mai mostrato di voler risolvere.
È dunque possibile una nuova politica? È possibile un nuovo voto? I Napoletani hanno una grossa responsabilità, qualora ci siano le condizioni e le opportunità per individuare un sindaco che davvero abbia a cuore le sorti della città.
Noi, in quanto attenti osservatori delle vicende della nostra città e soprattutto in quanto meridionalisti, non riponiamo alcuna fiducia nella politica nazionale che, pur essendo consapevole che Napoli è una grande risorsa del paese, la considera colonia insieme a tutto il meridione. Il segnale più forte sarebbe quello dell’astensionismo, ma non sarebbe corretto. E allora bisogna fare una scelta responsabile e di coscienza tenendo bene in mente alcune indicazioni: è necessario uscire dal partitismo sfrenato, ovvero dal bipolarismo di quella destra e quella sinistra che non sono altro che il rovescio della stessa medaglia. Nessuno dei due fronti ha fatto e farà il bene di Napoli, ne siamo più che certi. Pertanto, i candidati del PD e del PDL non avranno il nostro voto, pur nel rispetto di ogni espressione di voto che attiene alla coscienza individuale.
Dunque, è opportuno percorrere nuove strade, quantomeno per dare coerenza con gli atti alle nostre idee. Abbiamo trovato tracce di meridionalismo nella campagna elettorale e, pur consapevoli che di parole se ne fanno tante e di fatti nessuno per la nostra Napoli, non abbiamo la memoria corta e ci ricorderemo di chi ha parlato e come l’ha fatto.
Chiunque abbia preferenze per liste minori e ha perciò timore di disperdere la propria preferenza, sappia che esiste l’opportunità del voto disgiunto (esempio in basso). Basterà apporre una X sul simbolo della lista preferita e un’altra sul nome del candidato sindaco che si suppone possa avere più probabilità di arrivare al ballottaggio.
Diciamo basta a un vecchio modo di fare politica che ha fatto diventare una delle più belle città del mondo la più degradata d’Europa.
La faccia pulita della società civile Napoletana partorisca una nuova coscienza. Sperando che sia una nuova politica.
esempio di voto disgiunto contro il bipolarismo che ha affossato Napoli
Angelo Forgione, L’Altroparlante e Enzo Fischetti
con FCS e ARLI per la lotta alle leucemie infantili Sabato 7, evento di beneficenza a Pomigliano D’Arco
In occasione della finale del campionato Regionale di Calcio a 7 “FCS LEAGUE SOCCER” patrocinato dalla Regione Campania, Sabato 7 Maggio dalle ore 18:00 e per tutta la serata, presso la il complesso sportivo “FCS Stadium” di Via Nazionale delle Puglie 159, si svolgerà un importante evento all’insegna della beneficenza e del divertimento organizzato da FCS Project ed A.R.L.I. (Associazione Regionale Leucemie Infantili). Angelo Forgione, il cui Movimento V.A.N.T.O. è sponsor del Real delle Sicilie partecipante al torneo, è onorato di dare il suo contributo accettando l’invito degli organizzatori per lo spazio dedicato alla cultura, e presenterà il libro “Malaunità” parlando di napoletanità. Inoltre, presenti Enzo Fischetti per lo spettacolo e la band “L’Altroparlante” di Gino Magurno per la musica che canteranno “Quelli come te (ma perchè sei tifoso della Juve se sei di Napoli)” e “La storia capovolta“. L’evento sarà seguito dalle telecamere di Telecapri e dai microfoni di Radio Club91, che per l’occasione effettuerà una diretta di tre ore con gli speaker Frank Tellina e Dr. Tranky che intratterranno i presenti e gli ascoltatori con il programma radiofonico “Fatti da Legare”. In programma anche una sfilata di belle ragazze firmata Givova, l’elezione di “Miss FCS Project” e altre esibizioni dal vivo. Ma i veri protagonisti saranno coloro che accorreranno a dare il loro contributo. Per loro l’opportunità di partecipare all’estrazione finale di una crociera MSC per 2 persone e di tanti altri premi messi in palio dai partners commerciali della manifestazione.
MALAUNITA’ – Forgione, De Chiara e Gulì a Marcianise il 15 Aprile alle 18:30 al centro “Ave Maria”
L’associazione “Amici del libro” di Marcianise presenta “MALAUNITA’, 1861-2011 Centocinquant’anni portati male”, un incontro con Angelo Forgione, Pompeo De Chiara e Vincenzo Gulì, tre dei tanti prestigiosi giornalisti e meridionalisti autori del libro-verità diretto alle coscienze degli italiani e capace di illuminare su nascita e sviluppo dell’Italia dall’unità ad oggi. Gli interventi riguarderanno i risvolti sociali (Forgione), politici (De Chiara) ed economici (Gulì) di quella unità, fatta con metodi sbagliati ancora oggi “segretati”, che avviò purtroppo la questione meridionale ancora drammaticamente attuale. Appuntamento alle ore 18:30 al centro “Ave Maria” della parrocchia SS. Annunziata di Marcianise in Via San Giovanni Bosco n.34.
Sempre alle 18:30, “Malaunità” sarà presentato a Boscoreale da Eddy Napoli, Gennaro De Crescenzo e Salvatore Lanza, presso la Cappella di Palazzo Zurlo.
Dalle parole di “rabbia, ragione e amore” di Schifano all’analisi “nuda e cruda” di Del Boca, dalle ironie amare di Guarini alle ricerche inedite di Di Fiore sui rapporti tra origini del Paese e criminalità, dalle riflessioni tra passato e futuro di Patruno a quelle sulla “nazione duale” di Pino Aprile, “reduce” dallo strepitoso successo di Terroni; gli scenari internazionali che fecero da contesto ai fatti (Abbondante), il quadro economico pre e post- unitario (Gulì), le troppe storie sconosciute del “brigantaggio” (Romano), la battaglia contro i luoghi comuni e le falsità storiche (De Crescenzo), le 100 domande (ancora senza risposta) di Lanza e Picciano, le citazioni più significative (e non a caso meno famose) ritrovate da De Chiara e Forgione, i tanti primati pre-unitari spesso inediti (Boccia), le ricche e preziose indicazioni di fonti archivistiche e bibliografiche (Terzi), fino alla sintesi musicale e poetica di Eddy Napoli.
Ognuno con il suo stile, ognuno con le sue idee, ognuno libero di collocare un piccolo mattone nella necessaria e urgente ricostruzione della verità storica. Tutti uniti dal rispetto e dall’amore per memorie e radici comuni. Con l’esigenza non di “rivedere” ma di scrivere ex novo la storia del cosiddetto “risorgimento”.
Malaunità è un piccolo dossier realizzato da un gruppo di affermati giornalisti e di attenti ricercatori che si sono sostituiti ai tanti intellettuali che in 150 anni di Italia unita non hanno mai avuto il coraggio di affrontare l’argomento “unificazione” in modo diverso, non si sono mai spostati di un centimetro dalle loro posizioni e che non hanno approfondito in modo oggettivo e sereno eventi risalenti ad appena 150 anni fa.
“Questo libro a più voci è ammirevole, fecondo e luminoso ed era indispensabile per ritrovare la memoria della “nostra” Storia”. (Jean-Noël Schifano)
Non è di quelle notizie che i telegiornali danno in pompa magna, ma un significativo passo avanti verso la verità storica dei fatti che portarono all’Unità di Italia è stato fatto dal Consiglio Regionale della Campania che ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno per far rimuovere il “Segreto di Stato” su 150.000 documenti relativi al Mezzogiorno d’Italia pre e post unitario, ovvero nel periodo fra il 1860 e il 1870. La Giunta regionale si impegna così a fare da soggetto garante presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Parlamento affinchè si chiarisca e sia raccontato tutto ciò che realmente avvenne a danno del Sud in quel periodo su cui esistono contrastanti ricostruzioni storiche. L’annuncio è stato dato dalla consigliera regionale campana dell’Italia dei Valori Anita Sala, promotrice dell’ordine del giorno.
”A 150 anni dall’Unita’ d’Italia – dice Sala – il Sud ritiene che non possa più reggere l’impossibilita’ di conoscere quei fatti avvenuti fra gli anni 1860 e 1870. Ancora oggi in diverse realtà del Mezzogiorno, e anche della Regione Campania, è aperta una discussione culturale tesa ad una rilettura più puntuale del processo di unificazione nazionale che in particolare ha interessato il meridione. Su tale problematica appare però che non esista ancora la voglia di fare opportuna chiarezza. Pertanto, nonostante interrogazioni parlamentari e solleciti, 150.000 pagine della nostra storia rimangono ancora prive di visibilità. Al Sud si nega dunque l’occasione – conclude Sala – di poter accedere a quelle pagine che potrebbero raccontare la vera storia”.