Napoli tra le 302 del concorso per “7 meraviglie”

Napoli tra le 302 del concorso per le “7 meraviglie”

Vota subito per la città partenopea!

Angelo Forgione – Anche il secondo traguardo è superato. Si era partiti da 1200 città e tra le 302 città dalle quali verranno fuori le “7 città meraviglie del mondoNapoli c’è, tra le primissime del girone “Europa”. Delle 15 italiane arrivate alla seconda fase ne sono rimaste 5: Roma, Napoli, Firenze, Venezia più Bologna, confermando idealmente il quadrilatero delle principali città d’arte italiane mete del “Grand Tour” Settecentesco. Eliminate Milano, Torino, Palermo, Genova, Bari, Catania, Messina, Taranto, Perugia e Mantova.
La terza fase di voto terminerà il 7 Settembre 2013, quando la seconda scrematura fornirà una shortlist di 77 città che secondo predeterminati regolamenti daranno le 28 città candidate ufficiali alla vittoria finale. Il concorso si concluderà il 7 Luglio 2014 quando saranno ufficializzate le 7 città elette.
La strada è lunga e priva di sponsorizzazioni istituzionali e mediatiche; dunque tocca a tutti noi votare più volte (con diversi account di posta elettronica) per superare anche la seconda selezione. Attenzione, scegliendo purtroppo solo Napoli tra le italiane  (per questioni di regolamento) insieme ad altre sei e poi compilando il form. Ovviamente diffondendo e sensibilizzando tutti.

clicca qui per votare

istruzioni di voto:
1) selezionare le 7 città scegliendo tra le varie zone del mondo
2) riempire il form sulla destra inserendo il codice captcha e l’indirizzo email
3) spuntare l’accettazione di “termini e condizioni” e inviare

Palazzo Reale, vergogna su “Trieste e Trento”

Palazzo Reale, vergogna su “Trieste e Trento”

lampioni (di  nuovo) e finestre rotte: brutta immagine!

Era il 2008 quando segnalammo i lampioni rotti e arrugginiti sulla cancellata di palazzo Reale versante Piazza Trieste e Trento. Furono sostituiti e tornarono nuovi con un improvviso blitz (che non ci sfuggì) per evitare una figuraccia con Jan Carlos di Spagna.
Sono passati meno di quattro anni e la situazione si ripete: quei lampioni, in mancanza di manutenzione, sono tornati di nuovo in condizioni impresentabili. Al pari di quelli ai “cavalli di bronzo”, dove lo scenario è identico.
La visione di quello scorcio di Napoli Capitale è reso ancor più deprimente dalla vista di finestre rotte su quel corpo di fabbrica del real palazzo, dove sono peraltro evidenti macchie di umidità e/o di infiltrazioni d’acqua.
Il degrado del Real Palazzo avanza da anni e le vergogne nascoste all’interno sono coltellate al cuore di chi ama la città. Forse bisognerà aspettare l’impiego dei 2,5 milioni di euro stanziati per il Palazzo Reale dal Ministero peri Beni e le Attività culturali, ma non ci si abitua mai al pensiero che simili monumenti arranchino in maniera cronica e a dir poco sistematica.

Radio Padania: «Dalla è un’Italia che non ci piace»

Radio Padania: «Dalla è un’Italia che non ci piace»

anime nere col fazzoletto verde sulle spoglie del cantautore

Angelo Forgione – Sembra proprio che i leghisti lo facciano di proposito ad andare controcorrente pur di dare sfogo alle proprie pulsioni negative e farsi detestare ogni giorno un po’ di più. Ora è Lucio Dalla ad essere etichettato da defunto come “italiano, cioè non padano, simbolo di un’Italia che la Lega non vorrebbe”. Radio Padania, l’emittente ufficiale del carroccio, alla vigilia dei funerali, ha pensato bene di attaccare il cantautore scomparso all’interno della trasmissione “Arte Nord”, affidando il compito di dargli idealmente i gradi di terrone ad Andrea Rognoni.
«Lucio Dalla è (era – ndr) cantore delle esigenze e delle richieste che vengono dal Sud». La questione, secondo Rognoni, è di tipo razziale: «Il babbo era padano, ma la madre no». Insomma è da condannare «l’eclettismo un po’ fazioso e calcolato del cantautore mirato ad accontentare tutti i gusti del pubblico, specialmente quello del centro-sud, diverso dall’eclettismo di noi conduttori di Radio Padania che dobbiamo parlare di padanismo ma interessando il mondo intero senza faziosità». Ma quanta presunzione! Ma quanta sfacciataggine!

Rognoni cerca per ovvii motivi di smontare “Caruso“, la più famosa delle canzoni italo-napoletane nel mondo degli ultimi 25 anni con i suoi circa 9 milioni di copie vendute nel globo. «Quello che viene celebrato come il suo miglior pezzo risulta anche come il più stucchevole. È un calco di un’opera lirica (ma guarda un po che scoperta?! – ndr) su cui è imbastito un racconto legato alle note più struggenti tipiche italiane e italiote (musicalità napoletana – ndr)».
Secondo Rognoni, «Dalla è (era – ndr) corrotto da un punto di vista etnico e ideologico perchè figlio di quella cultura postsessantottesca, ha (aveva – ndr) una visione del mondo cattocomunista ed ecumenista» E cita esempi: «come ben si nota in “4-3-43” e “il giorno che verrà” (ma non era l’anno? ndr), in cui c’è l’utopia del “faremo l’amore per intere settimane” (in verità intere settimane si sta senza parlare – ndr) per cui è più importante trombare che lavorare o dove Gesù Bambino è un figlio di p…».
A Dalla vengono perdonate, e chissà perchè, solo le canzoni ambientate al Nord, “Piazza Grande”, “Nuvolari” e “Milano”… «quelle scritte in Padania si fanno ricordare e apprezzare». Anche se, nella prima, quella parte in cui si parla di siciliani e tedeschi è da censura perchè sminuisce la milanesità della città.
Non c’è nulla da fare; alle anime nere proprio non riesce ad andare giù che l’Italia che conta, quella che riesce ad andare oltre le barriere del provincialismo leghista, è quella che sposa la cultura anche la cultura meridionale; quella dei musicisti che cantano in napoletano, che si fondono con la musicalità intensa e passionale del Sud. Alle anime nere non va giù che un rappresentante di Bologna possa avere avuto una madre pugliese e abbia dichiarato da vivo di voler rinascere napoletano in un altra vita. Alle anime nere non va giù che abbia amato tutto il Sud, il suo mare, le sue isole, e la sua città simbolo. Alle anime nere non va già che Sorrento gli voglia dedicare il porto, e che tutto il Sud ha sentito e sente Dalla come quell’amico dei meridionali quale era.
Rognoni vuol convincere e convincersi che le uniche cose buone di Dalla erano colorate di verde, dal padre alle canzoni dedicate al Nord. La verità è che Lucio della Lega se ne fregava altamente e le canzoni per Milano e per la sua Bologna erano scevre da sovrastrutture sociali, quelle tipiche di una squadriglia di ignoranti che fanno sfoggio di una tale povertà d’animo utile a  trascorrere intere settimane al lavoro senza fare l’amore. Poveri loro che farebbero meglio a sostituire il colore verde col nero delle proprie anime tristi e “rognose”.

Premio Fair-Play “Fortunato” a De Sanctis e Pisacane

Premio Fair-Play “Fortunato” a De Sanctis e Pisacane

la consacrazione di due esempi “difesi” da V.A.N.T.O.

Si è svolto Lunedì 27 Febbraio a Roma, presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio, il IV premio “Andrea Fortunato” – Lo sport è vita, organizzato dall’Associazione Sportiva Fioravante Polito Onlus di S.Maria di Castellabate (Sa), promotrice della Biblioteca e del Museo del calcio Andrea Fortunato.
È stata l’occasione per premiare tra gli altri i calciatori Morgan De Sanctis e Fabio Pisacane con dei riconoscimenti per il Fair Play dimostrato. Candido Fortunato, fratello dello sfortunato calciatore Andrea ed organizzatore della kermesse, ha detto che: «era giusto premiare Pisacane, perché è stato il primo ad avviare questa nuova opera di ‘pulizia’ del calcio, essendo stato il primo a denunciare la corruzione. Morgan, oltre ad essere un campione dello Sport, lo è anche nella vita, come dimostrano tutti i suoi gesti di solidarietà. Nella vita ha un carattere schivo e poco avvezzo a pubblicizzarsi davanti alle telecamere, ma è veramente una bella persona».
Due esempi: un calciatore napoletano, primo vero sabotatore del calcioscommesse snobbato come non altri, e un altro del Napoli ferocemente infangato insieme a tutto l’ambiente partenopeo da sospetti privi di fondamento.

A sostenerli dalla prima ora V.A.N.T.O. c’era. E ora si rallegra con piena soddisfazione per aver sensibilizzato su Pisacane nell’ambito delle offese bergamasche e per aver sostenuto De Sanctis dando qualche noia a Juventus e Cesena (caso Rodriguez).

Peppe Barra: «chi studia Napoli Capitale ama la città»

Peppe Barra: «chi studia Napoli Capitale ama la città»

«i Savoia hanno rovinato culturalmente l’Italia»

Angelo Forgione – È uno dei massimi protagonisti del teatro napoletano contemporaneo, un conoscitore della storia di Napoli, uno di quei partenopei orgogliosi che veicolano la verità senza complessi o timori. Stiamo parlando di Peppe Barra, già protagonista della recente produzione multimediale revisionista “Napoli, la Storia vol.II – Un nuovo Regno”, intervistato prima di uno spettacolo in Puglia dagli amici baresi di Regno.fm, “la (web)radio che dice solo la verità”.
Un’intervista tra consapevolezza, fierezza e denuncia: «il periodo più bello di Napoli e del Sud è stato quello borbonico quando Napoli era la capitale culturale d’Europa, poi sono scesi i Savoia che hanno rovinato culturalmente l’Italia tutta e soprattutto il Sud… e siamo finiti tutti nella più brutta esistenza… il Sud risente ancora di un passato storico doloroso ma ultimamente sta combattendo per ritrovare l’orgoglio di essere meridionali»
Esemplare nell’indicare il metodo per fiutare i veri napoletani e filtrarli da quelli che fanno male alla città: «I napoletani che amano davvero Napoli, e non ce ne sono moltissimi, sono quelli che si documentano sulla Napoli Capitale». Come lui, come noi.

Abbattimento ecomostro Arenella, Forgione a “8News”

Abbattimento ecomostro Arenella: Forgione a “8News”

Vittoria e soddisfazione di V.A.N.T.O. su Canale 8

si ringrazia la redazione giornalistica di Canale 8 per aver gratificato la nostra battaglia di sensibilizzazione in collaborazione con Ecoradio che ha riacceso i riflettori sulla questione unitamente alle varie finestre televisive e giornalistiche sull’argomento nel corso degli ultimi quattro anni.

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Plebiscito: chiediamo tutti la videosorveglianza!

Plebiscito: chiediamo tutti la videosorveglianza!

proposta per la salvaguardia di una piazza simbolo d’Europa

Ancora una brutta notizia arriva da Piazza del Plebiscito, continuamente attaccata da giovani senza coscienza e cultura. E così, in accordo con “La Radiazza” di Gianni Simioli su Radio Marte che ha lanciato la proposta in radio, invitiamo tutti i simpatizzanti di V.A.N.T.O. a inoltrare richiesta di installazione di videosorveglianza, quale unica soluzione contro gli atti di vandalismo, nella piazza simbolo di Napoli Capitale ai seguenti indirizzi di posta elettronica:

assessorato.trasparenza@comune.napoli.it
per conoscenza a:
sindaco@comune.napoli.it
mbac-sbapsae-na@mailcert.beniculturali.it
sbappsae-na@beniculturali.it 

Di seguito il nostro messaggio:

Gentile Assessore Narducci,
chiediamo di prendere in considerazione l’opportunità di installare videosorveglianza in Piazza del Plebiscito, continuamente stuprata da vandali e incivili ragazzi senza cultura, compatibilmente alla conservazione dei luoghi.
La piazza simbolo del Neoclassicismo nato a Napoli e diffusosi in Europa e America dopo la scopera di Pompei e Ercolano non può essere lasciata alla mercé di chi non ne capisce il valore.
Attendiamo riscontro per eventuale incontro di discussione delle problematiche della piazza che seguiamo da anni.

Movimento V.A.N.T.O.
(Valorizzazione Autentica Napoletanità a Tutela dell’Orgoglio)

altri video sull’argomento nella sezione “anti-degrado”

Ciao Lucio!

Ciao Lucio!

Qui dove il mare luccica e tira forte il vento, su una vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento”.
Così inizia la famosissima “Caruso”, considerata un classico della musica napoletana contemporanea e italiana nel mondo. Oltre nove milioni di copie vendute in tutto il globo, è stata riproposta da grandi cantanti tra cui Julio Iglesias, Celine DionAndrea Bocelli Luciano Pavarotti.

Scritta dal cantautore bolognese mentre era in navigazione con la propria imbarcazione; in seguito ad un guasto, dovette fermarsi a Sorrento e soggiornò nello stesso albergo dove molti anni prima, nel 1921, morì il grande tenore Enrico Caruso. Durante la sua permanenza, i proprietari dell’albergo narrarono a Dalla gli ultimi giorni di vita del tenore: Caruso si era appassionato a una giovane donna a cui dava lezioni di canto.
Solo dall’incontro tra la sensibilità di un grande artista e i magici luoghi di Napoli poteva nascere l’ispirazione per la stupenda canzone.
Lucio Dalla amava sinceramente Napoli, più volte definita la città più bella del mondo. «Quella napoletana – disse – è la musica più importante del Novecento, altro che Beatles… dobbiamo tornare a noi, e non essere provinciali, scopiazzando all’estero».
Ciao Lucio!

Finalmente addio al “mostro” dell’Arenella

Finalmente addio al “mostro” dell’Arenella

una battaglia anche di V.A.N.T.O. finalmente vinta

Angelo Forgione per napoli.com
Finalmente! Dopo 25 anni, l’ecomostro dell’Arenella sta andando giù. Lo scheletro di 5 piani all’estremità della galleria sullo svincolo dell’uscita Arenella della tangenziale scomparirà per sempre dalla vista di automobilisti napoletani e turisti. E con esso anche il suo gemello nascosto all’altra estremità del tunnel. È partita l’auto-demolizione a carico dei proprietari. Ne avevo fatto una battaglia di V.A.N.T.O. a questo punto vinta e con grande soddisfazione, quando, dopo articoli, denunce  (e scatti fotografici tra macchine sfreccianti) collaborai con Ecoradio per chiederne l’abbattimento al Comune di Napoli con il supporto di Legambiente.

L’annuncio è stato dato dalla giunta De Magistris e dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara, già protagonista della vicenda nel 1988 in qualità di pretore per l’antiabusivismo, che lo scorso Agosto chiese al Comune la trasmissione degli atti relativi al condono richiesto nel 1994 in occasione della sanatoria del primo governo Berlusconi. La demolizione rientra in un programma più ampio del Comune nei confronti di immobili sequestrati e piantonati dalla magistratura a difesa del territorio come bene comune.

video tratto da TMNews

Il mistero Fabrizia Argentieri su Radio Marte

Il mistero Fabrizia Argentieri su Radio Marte

“La Radiazza” riparte simpaticamente in contropiede. È goal?

“Fabrizio Dell’Orefice, sei tu?”. “Si sono io, chi è?”. “Radio Marte, da Napoli”. “Guardi, non posso parlare ora”. “Dica la verità, è lei Fabrizia Argentieri? Ha avuto un momento di bisessualità? Non c’è nulla di male”. “No, guardi, non sono io”. “Ci sentiamo dopo per fare due chiacchiere?”. “No, non voglio parlare con nessuno…”.
Questa il simpatico botta e risposta tra Gianni Simioli e Fabrizio Dell’Orefice, giornalista de “Il Tempo”, durante la “Radiazza” in onda su “Radio Marte” dove, insieme ad Angelo Forgione, si è cercato con ironia di svelare l’identità di Fabrizia Argentieri, la firmataria dell’articolo su Napoli-Chelsea che tanti risentimenti ha generato.
Un dubbio nato dalle dichiarazioni del giornalista alla trasmissione “Radio Goal” su Radio Kiss Kiss in difesa della fantomatica collega (che l’Ordine dei Giornalisti ci comunica non risultare iscritta all’albo). Che ha preso corpo con l’atteggiamento di Dell’Orefice nei confronti di Simioli il quale ha negato di essere la Argentieri facendo perdere le sue tracce… come un fantasma. E ci risiamo.