Intervista esclusiva a Simone Schettino. L’artista: «Nessun sostegno ai candidati sindaci»

a colloquio con Simone Schettino
L’artista: «Nessun sostegno ai candidati sindaci.
Per Napoli ci vuole orgoglio!»

per il sito del PDL Campania è a sostegno di Lettieri ma per par condicio si esibirà per De Magistris

di Angelo Forgione

Giorni caldi per la campagna elettorale pre-ballottaggio. Nel monitoraggio della situazione, ieri ho spulciato nei siti delle sezioni regionali dei due partiti di riferimento dei due candidati. Sul sito del PDL Campania ho trovato una notizia interessante: Simone Schettino ed altri artisti, oltre a calciatori dei Napoli, saranno protagonisti di una serie di appuntamenti dal 23 al 26 maggio nelle piazze della città a sostegno della candidatura di Gianni Lettieri con lo slogan “Noi siamo con Gianni Lettieri perche’ Napoli vuole sorridere”. (vai alla notizia)

L’amicizia e la profonda Napoletanità che mi legano a Simone Schettino mi hanno spinto a chiedergli le motivazioni di questa scelta di campo, ritenendo che fosse interessante per i Napoletani sapere perchè un artista fortemente legato al territorio sponsorizzasse uno dei due candidati. E, sorpresa, ho appreso che la notizia è frutto di un equivoco.

Ecco quindi il mio confronto con Simone Schettino che coglie l’occasione per smentire la notizia e che consiglio di leggere soprattutto nell’ultima risposta.

A.F.: Simone, leggo sul sito del PDL Campania che, insieme ad altri artisti e ad alcuni calciatori del Napoli, sosterrai la candidatura a Sindaco di Gianni Lettieri. Come mai questa scelta?

S.S.: Vorrei tanto poterla motivare se fosse vera, ed invece ecco la risposta che non ti aspetti: mai scelto di sostenere la candidatura di qualcuno, ne in passato ne tantomeno oggi. E mi riferisco a qualsiasi colore, che sia blu, giallo, rosso o nero  per intenderci. Pensa che in passato amici o parenti candidati mi hanno chiesto personalmente un appoggio, un sostegno elettorale, e neanche allora mi sono esposto. È una scelta che ho fatto sin dall’inizio della mia carriera, e fino ad ora è stata sempre rispettata.

A.F.: E allora, chi ti ha inserito nel cartellone degli spettacoli a sostegno del candidato del PDL?

S.S.: Bella domanda… piuttosto che indagare faccio prima a smentire, poi chi sia stato o meno per me è relativo. Tra l’altro penso che ci sia stato un equivoco in buona fede, anche perchè è stato chiarito con molta tranquillità. Tutto è nato dal fatto che mi erano state comunicate delle date di spettacoli comici da fare, e fin qui tutto normale, è il mio mestiere. Poi dai giornali apprendo che si trattava di campagne elettorali dove io venivo coinvolto in prima persona ed in più sostenevo delle candidature. Fermi tutti. Ritengo che il mio campo appartenga esclusivamente al mondo dello spettacolo, c’è qualcosa che non va.  Non ho mai espresso la volontà di sostenere qualcuno politicamente di qualsiasi orientamento, ripeto ne ora ne in passato, ed in questo caso essendo il diretto interessato, penso che il mio assenso era fondamentale. Nulla di personale contro la politica, anzi la ritengo fondamentale per la società e mi interessa molto, ma l’interesse per la politica è una cosa ben diversa dall’interesse nel fare politica. Ecco, è proprio quest’ultimo che non mi appartiene (personalmente ritengo che sostenere o appoggiare qualcuno già significa fare politica). Ragion per cui anche in passato non ho mai sostenuto una candidatura, parenti stretti compresi, a costo come si dice a Napoli ” …’e sfascià ‘na famiglia”. 

A.F.: Certo che però per un parente uno strappo alla regola lo potevi fare…

S.S.: Zittt…..chi sà comm se l’hanno scurdato!!! Ma allora si’ tu ca’ vuò sfascià ‘a famiglia?? Battute a parte, la verità è che in politica spesso si usa un linguaggio forte, dai toni aspri, credo a volte anche inconsciamente, ed io per questo credimi, non sono per nulla portato, risulterei poco credibile. Una cosa però è certa: se un domani dovessi cambiare idea in merito, lo farei in prima persona. Come si suol dire, se proprio devo sostenere qualcuno, sostengo le mie idee. Altrimenti se pijano collera…

A.F.: Quindi agli spettacoli non ci sarai?

S.S.: Beh, a meno che mezz’ora prima di questo nostro colloquio non mi sia scolato due litri di Gragnano (tra l’altro ottimo vino) e fra due minuti rinnego tutto ciò che ho detto, certo che no. Ripeto, non sono adatto per le campagne elettorali, anche se ritengo fondamentale che i giovani si interessino di politica. A testimonianza della buona fede, una volta chiarito l’equivoco, ho accettato l’invito di esibirmi per De Magistris alla Rotonda Diaz Venerdì per par condicio, a presenziare qualche minuto sul palco con la mia comicità, senza alcun accenno alla politica. Lunedì scorso ho affiancato Lettieri, per qualche minuto, a Miano. Anche lì sono andato senza sapere che si trattava di una serata politica. I miei agenti non me l’avevano detto, e per non deludere il pubblico mi sono limitato a un saluto. Alle prossime elezioni per evitare qualsiasi ulteriore equivoco sarò costretto in quel periodo ad andare due settimane a Cuba o in Brasile. Se gentilmente lo accennate voi a mia moglie, può darsi che si convince che è per il mio bene.

A.F.: Cì tenteremo, a patto che compri i biglietti anche per noi. Basta così, è chiaro che sei un artista che non fa campagne elettorali e che per quanto riguarda la politica sei piuttosto ermetico. Ma un’ultima domanda te la devo fare: secondo te di cosa hanno bisogno Napoli e la sua provincia per vedere una soluzione dei problemi più gravi?

S.S.: Penso che il primo passo fondamentale sia riacquistare l’orgoglio delle proprie origini. Io sono di Castellammare di Stabia ed amo Napoli quanto la mia città, la considero la mia terra. Noto che negli ultimi tempi a furia di descriverci su alcuni giornali ed in alcune trasmissioni televisive come una terra di sola monnezza, sempre più persone proprio a Napoli si stanno convincendo che è realmente così. Attenzione a non farsi fregare: sappiamo benissimo che quella è una delle mille realtà della nostra terra, ma ne esistono tante altre, di brutte altrettanto, ma  anche di meravigliose. A queste ultime appartiene ad esempio la forza di reagire, e questo non lo dico io, basta conoscere la storia, è una delle tante qualità per cui siamo famosi. Però se anche noi non ci crediamo più, se viene meno questa straordinaria forza che ha sempre avuto  il popolo Napoletano, allora si che la fine è prossima. Lo dobbiamo a questa città, che ha sempre accolto tutti a braccia aperte, lo dobbiamo ai nostri antenati, che hanno contribuito a renderla bella e famosa nel mondo, lo dobbiamo ai nostri eredi, affinchè possano godersi lo splendore della nostra terra. Che la lega ci vomiti il suo odio addosso ci può stare, fa parte del gioco e soprattutto non ce ne può fregar de meno; ma che un Napoletano dica “Mi vergogno di essere Napoletano” questo si che è un crimine, lo ritengo inaccettabile. E’ una frase che qualche volta ho sentito, ma non voglio sentirlà mai più.

A.F.: Ci troviamo in perfetta sintonia.

S.S.: Tra veri Napoletani…

Continua la “Malaunità”: cantieri di Castellammare verso la chiusura.

Continua la “Malaunità”: cantieri di Castellammare verso la chiusura
operai in rivolta, distrutti i busti di Garibaldi e Vittorio Emanuele III

Forte tensione all’indomani della decisione di Fincantieri di chiudere lo stabilimento stabiese (assieme a quello ligure di Sestri), tagliando così 639 posti di lavoro in Campania. Continua la distruzione del tessuto industriale del sud avviata con l’unità d’Italia e con quest’ulteriore colpo si mandano in sostanza a chiusura i cantieri dove si realizzò la grande marina borbonica, orgoglio del Regno delle Due Sicilie nel mondo, e dove, dopo l’unità d’Italia si realizzò nonostante il ridimensionamento la nave-scuola veliero “Amerigo Vespucci”, ancora oggi vanto della Marina Militare Italiana, realizzata sui progetti dell’antesignano veliero borbonico “Monarca” (leggi l’articolo),  la più grande nave da guerra di tutti gli stati preunitari d’Italia.

Disagi alla circolazione a Castellammare ma anche solidarietà. Su alcune serrande abbassate sono apparse locandine a favore degli operai in lotta. Un gruppo di lavoratori ha occupato il Comune e devastato alcune sale del Municipio. Il sindaco, il vice sindaco, i capigruppo ed alcuni consiglieri comunali di Castellammare di Stabia sono rimasti bloccati all’interno della sede comunale. Il presidio è durato tutta la notte. Quattro agenti di polizia sono rimasti feriti.

Chiaro il messaggio lanciato con la distruzione di due statue di valore di Garibaldi e Vittorio Emanuele III. Quella del Savoia è stata fatta rotolare giù dal piedistallo in vico Sant’Anna. Al busto ottocentesco di Garibaldi dello scultore Giovanni Spertini, acquistata dopo l’Unità d’Italia, è stata mozzata la testa, che poi è stata piazzata all’interno di una tazza da toilette.

la protesta degli operai di Castellammare di Stabia (video)


(foto e video: Repubblica.it)

Juventus-Napoli, ancora razzismo legalizzato

Juventus-Napoli, ancora razzismo legalizzato
(in)applicazione all’italiana delle regole
contro il razzismo

Il campionato 2010-11 va in archivio tra gli applausi per il Napoli e i cori razzisti per i Napoletani. Ci risiamo, e ci risaremo anche l’anno prossimo perchè, nonostante le nuove norme introdotte in questa stagione sotto la spinta Ministro Maroni, non c’è mai stato una vera applicazione delle stesse se non per il caso di Eto’o a Cagliari. Diciamolo serenamente, queste regole sono una vera farsa all’italiana!
Anche ieri, a Torino, si sono levati al cielo le solite invocazioni al Vesuvio perchè lavi i colerosi Napoletani privi di sapone, proprio loro che il sapone lo producevano già nella prima metà dell’ottocento esportandolo in tutto il mondo e usandolo per la pulizia intima sui primi bidet italiani. E poi i soliti ululati contro i due giocatori di colore del Napoli Santacroce e Zuniga. E non includiamo nel conto le bombe carta all’indirizzo del settore ospiti, perchè a volte è scena che si vede anche al San Paolo e ce ne dispiace. Mentre il maxi-schermo dell’Olimpico di Torino mostrava l’immagine di una stretta di mani con la scritta “Fair Play”, l’arbitro Rizzoli non ha sentito nulla, neanche le proteste di Santacroce che più volte si è lamentato. E neanche un ammonimento verbale è stato irradiato dallo speaker dello stadio torinese.
Noi l’abbiamo denunciato per tutto l’anno, ricordando che c’è una differenza evidente tra gli “sfottò” calcistici di cui sono autori anche i napoletani e i cori razzisti di cui è responsabile tutta l’Italia tranne Napoli verso i neri e i Napoletani, ovviamente. Abbiamo evidenziato che il razzismo non può essere codificato solo come quello contro le persone di colore ma, come dice lo stesso regolamento, lo è quando è indirizzato contro ogni razza o etnia. Abbiamo più volte chiesto a capitan Paolo Cannavaro di rilevare questa anomalia e chiedere la sospensione delle partite, ma non se ne è fatto carico e non possiamo fargliene una colpa. Del resto ieri Santacroce ci ha provato ma si è scontrato con  l’uomo di gomma Rizzoli. Ma si sa, siamo in Italia, il paese dove ogni regola non è norma ma semplice interpretazione. E poi ci lamentiamo dei tagli alla cultura e della deriva sociale; la dinamica è la stessa.
A “risentirci” l’anno prossimo..
.
Angelo Forgione
Movimento V.A.N.T.O.
(Valorizzazione Autentica Napoletanità a Tutela dell’Orgoglio)

Lettieri vs De Magistris, il boomerang Realfonzo

Lettieri vs De Magistris, il boomerang Realfonzo
Bertolaso, ancora tu?

Il confronto elettorale pre-ballottaggio tra Lettieri e De Magistris è entrato nella fase calda e continuiamo a seguirlo con grande interesse, vista la nostra massima attenzione per la città e per il suo futuro.
È chiaro che la politica ha abituato i cittadini a grandi illusioni e sappiamo bene, da meridionalisti convinti, che senza un’attenzione per le politiche meridionali da portare all’attenzione del governo, per Napoli e per il sud non ci sarebbe un futuro migliore dietro alle solite schermaglie elettorali a cui assistiamo. Lo sfascio Iervolino è sotto gli occhi del mondo intero.
Detto questo, è importante seguire quanto sta accadendo e monitorare la situazione per fornire indicazioni utili a chi è confuso dalle tante parole spese dai candidati, l’uno contro l’altro. Lo scontro si è spostato sulle compagnie, nel senso che De Magistris accusa Lettieri di farsi accompagnare da Cosentino e Bertolaso e Lettieri, di contro, accusa De Magistris di pensare ad una futura giunta comunale con assessori già al fianco della Iervolino, su tutti Riccardo Realfonzo.
Noi che abbiamo a cuore le vicende di Palazzo San Giacomo, che abbiamo accusato e attaccato l’amministrazione Iervolino come movimento civico ma anche raccontato i fatti in veste giornalistica, ci sentiamo in grado di poter fare chiarezza su un’accusa che può diventare un boomerang per Lettieri. Realfonzo, infatti, è un tecnico e nel 2009 ha sbattuto la porta dimettendosi dalla carica di Assessore al bilancio dopo aver accusato la Giunta, Sindaco compreso, di non averlo supportato nelle strategie di cambiamento per uscire dal dissesto e per abbattere quello che definì un sistema clientelare che bloccava la macchina comunale.
È verissimo, come dice Lettieri, che Realfonzo firmò l’aumento della TARSU dal 40 all’80 percento, ma va anche detto che lo stesso Realfonzo non ha fatto altro che applicare il decreto 61 varato nel 2007 dal Governo Prodi che introdusse per il 2008 l’obbligo per i Comuni della Campania di aumentare la tassa sui rifiuti fino a coprire integralmente il costo dello smaltimento. L’obbligo fu poi rinviato al 2009 dallo stesso Governo e Realfonzo ne chiese ulteriore rinvio o eventuale dilazione nel tempo al Governo Berlusconi da cui ricevette rifiuto, pena il commissariamento. Lo scandalo fu l’aver decretato l’aumento in se stesso, non chi lo ratificò. E semmai, a livello comunale, fu scandalo che l’aumento della TARSU scattò mentre il Comune di Napoli non predispose la raccolta differenziata, cosa che non competeva a Realfonzo.
Non esprimiamo giudizi sulla persona Realfonzo ma ci esponiamo semplicemente sul suo operato in Giunta Comunale, sapendo che è terminato spontaneamente per aver constatato di non riuscire a dare il proprio contributo nello svolgimento dell’attività nel rispetto della legalità.
Consigliamo pertanto a Lettieri di cambiare le armi perchè questo è un boomerang. Noi non inorridiamo al nome di Realfonzo e di chi come lui è contro l’illegalità e il clientelismo. Inorridiamo invece quando sentiamo il nome di Bertolaso (lasciando stare Cosentino) quale uomo a cui affidarsi per uscire dalla crisi dei rifiuti, già implicato nelle tristi vicende del recente passato, indagato nell’ambito dell’inchiesta “Rompiballe” per traffico illecito di rifiuti e truffa ai danni dello Stato e capace di ridere e fare “ironia” sull’eruzione del Vesuvio.

Realfonzo nell’ambito del dissesto del Comune di Napoli nell’articolo per napoli.com: Comune di Napoli, una nave che va a fondo

Realfonzo parla della sua esperienza in Giunta e delle primarie del PD

Bertolaso “ironizza” sull’eruzione del Vesuvio

Verità nascoste del Risorgimento ad “Agorà” su Rai Tre

Verità nascoste del Risorgimento ad “Agorà” su Rai Tre
mentre la Regina Elisabetta rende omaggio ai martiri irlandesi, in Italia la memoria dei martiri meridionali è definito “folclore”

Diciamolo subito, il video è montato in maniera da far passare più chiaro il messaggio revisionista e meridionalista, ma molte cose ci sarebbero da dire che però non sono distanti dalla solita disamina di tutte le trasmissioni che da sempre invocano l’intervento dei revisionisti per poi rivestirlo di una patina folcloristica.
Basta limitarsi ad evidenziare che:
a) Eddy Napoli ha portato avanti un articolato e completo discorso sociologico davanti le telecamere che non si evince nel servizio, ed un artista del suo calibro non può essere “trasformato” in un semplice nostalgico.

b) Angelo Forgione, che ha una nomina importante nel PdDS, viene inquadrato senza che sia montata alcuna sua dichiarazione, evidentemente non funzionali al taglio “nostalgico-folcloristico” voluto dalla redazione del programma.
c) Alla fine servizio il conduttore Andrea Vianello chiede a Pino Aprile se si tratti di folclore o di sentimento profondo, sorridendo. Non è tollerabile che un “non informato” in materia possa, con un sorriso beffardo, definire “folclore” il sentimento di persone che rivendicano la memoria di circa un milione di morti. Quando Pino Aprile menziona con vigore  tali morti, lo stesso Vianello dice con la stessa risata irriverente “ma ha senso ricacciare fuori questo dopo tutto questo tempo”?
La Regina Elisabetta ha in questi giorni reso omaggio ai martiri per l’indipendenza irlandese. In Italia i martiri per la “resistenza” meridionale dall’invasione piemontese del decennio 1861-1871 non vengono ricordati da nessuno, e qualcuno si chiede ridendo se abbia senso ritirarli fuori.


Un altro giovane del sud dall’orgoglio restituito

Un altro giovane del sud dall’orgoglio restituito
ennesima lettera significativa di un 22enne che trova consapevolezze (e abbandona il tifo per la Juventus)

Ciao Angelo, ho 22 anni e non sono di Napoli ma della provincia di Caserta. Sono un tuo fan e ti seguo spesso… innanzi tutto complimenti per il tuo blog e per il tuo lavoro assiduo sul riscatto dell’orgoglio napoletano, sono diventato un tuo fan poichè i primi tuoi video che ho visto sono stati quelli di denuncia sullo stato dell’arredo urbano della città di Napoli, e a vedere questa bella Capitale in queste condizioni mi si spezza il cuore.
Oltre a essere un tuo fan, seguo molto anche Roberto Saviano, Rosaria Capacchione (giornalista del Mattino che seguo spesso su internet per le sue inchieste) e tutti coloro che denunciano nel limite delle loro possibilità i mali che affligono la nostra società, e per questo li ammiro tantissimo. Infatti io credo che per esempio tu e Saviano abbiate molte cose in comune: entrambi infatti avete la forza e il coraggio di denunciare, di smuovere la coscienza nelle persone, e anche se quello che scrivete sembrano cose brutte che potrebbero danneggiare ulteriormente l’immagine di Napoli, in realtà tutto ciò è necessario. Senza Saviano e senza Gomorra non arei mai immaginato cosa era in grado di fare la camorra, sdoganando il concetto che la camorra sia solo di Napoli, e senza te non avrei mai immaginato quale fosse la vera storia dell’unità d’Italia: questo tema mi ha aperto gli occhi e nel mio piccolo, grazie a te, sto cercando di portare la verità alla luce anche ai miei familiari, amici e conoscenti. Posso solo dire che tu e Saviano siete l’orgoglio della Campania, state riscattando, e NON danneggiando, l’immagine di Napoli, della Campania, del Sud Italia, siete la dimostrazione che ci sono persone che credono nel bene e nella verità!!!
Non ci tenevo a dirti solo questo: in realtà volevo farti i complimenti per i tuoi video illustrativi sulla storia risogimentale vista dal Sud: infatti mi ricordo, quando studiai al liceo a Cassino, che la mia professoressa di Storia, siciliana di Agrigento, parlando della spedizione dei Mille, ci raccontò dell’episodio del massacro di Bronte, con un aria insolitamente indignata, ma allora non ci feci caso, preferivo studiare quello che trovavo scritto sul libro di Storia per ottenere un buon voto nell’interrogazione successiva. Appunto. Invece solo ora capisco perchè era rimasta indignata la mia professoressa, e anziche basare la mia conoscenza su quello che viene scritto nei libri di Storia, grazie a internet, al tuo blog, all’ultimo libro che ho letto, “Terroni”, ho avuto proprio una “doccia fredda”: ad un tratto le mie certezze si sono trasformate in dubbi, e quella carica di romanticismo dell’impresa dei Mille si rivelò a me come un ignobile depredazione della ricchezze del Sud, cosa che ancora oggi continua dopo 150 anni di Malaunità.
Ti ringrazio per aver realizzato numerosi video illustrativi a tal scopo, hai smosso la mia coscienza e ne sono molto contento. Inoltre complimenti anche per i video della squadra del Napoli: adesso capisco come mai c’è tanta passione nei confronti del Napoli da parte dei napoletani, e diciamo che sempre grazie a te, ma non solo, piano piano mi sto “disintossicando” dal tifo juventino, ed è incredibile dopo che continuavo a tifare la juve anche se in serie B. Ora che sono venuto a conoscenza di tutto, non credo che ci siano più le condizioni morali per poter tifare una squadra del Nord.
Scusa se ti ho disturbato ma ci tenevo tanto a scriverti i miei apprezzamenti per il tuo lavoro. Ciao.

Lettera firmata

Proposte per Napoli del P.d.D.S.

Proposte per Napoli
il Parlamento delle Due Sicilie per un rilancio della città

Il “Parlamento delle Due Sicilie” (Commissione Sedili di Napoli) ha aderito all’agenda di Lettera Napoletana (Aprile 2011) con alcune proposte relative allo sviluppo culturale ed economico della città di Napoli.

Non presente con nessun candidato alle “amministrative”, il “Parlamento delle Due Sicilie” ritiene necessario continuare a lavorare alla formazione delle future classi dirigenti così come sta facendo dal 1993 con un successo inaspettato e incalzante (obiettivo “politico” vero e prioritario), continuando le proprie attività culturali e quelle civico-politiche fondamentali del proprio “Parlamento”, senza escludere la possibilità di organizzare un proprio partito nei prossimi anni o di collaborare alla realizzazione di progetti e iniziative comuni e con un unico e chiaro scopo: il riscatto dell’ex Regno delle Due Sicilie.     

Di seguto, le proposte per Napoli.

1 –    Priorità assoluta nell’uso delle risorse per la valorizzazione delle istituzioni culturali che racchiudono la grande storia di Napoli. Riapertura del Museo Civico Filangieri, chiuso dal 1994, valorizzazione delle risorse documentali dell’ Archivio di Stato, terzo al mondo per importanza, della Biblioteca del Conservatorio di San Pietro a Majella, che custodisce migliaia di inediti della grande tradizione musicale del ‘700 e dell’ 800 napoletano, apertura di tutte le sale del Museo di San Martino.

2 –    Impegno del Comune per una presenza di rilievo della cultura napoletana al Forum mondiale delle culture 2013, che si terrà nella nostra città.

3 –    Impegno per la rinascita di un’Orchestra Stabile, in sinergia con sponsor privati e con altri altri enti locali, aperta alle audizioni per gli studenti del Conservatorio, uno dei più grandi d’ Italia.
Valorizzazione della Biblioteca del Conservatorio di San Pietro a Majella, che accoglie migliaia di manoscritti musicali inediti del ‘600 e del ‘700 napoletano. Impegno per la creazione di un grande Auditorium per la musica.

4 –    Creazione di un Museo multimediale della Canzone Napoletana, della Storia di Napoli e dell’Emigrazione.

5 –    Promozione dello studio della lingua napoletana con l’obbiettivo di creare, in sinergia con la Regione, un’Accademia della Lingua Napoletana. Istituzione di un Premio di letteratura e poesia in lingua napoletana promosso dal Comune di Napoli da intitolare a Giambattista Basile. Istituzione di una sezione per la letteratura in lingua napoletana all’ interno del Premio Napoli.

6 –    Valorizzazione delle produzioni artigianali e artistiche della città. Creazione di una scuola di arte presepiale. Creazione di uno spazio web dedicato sul sito del Comune di Napoli . Promozione all’ estero  dell’ arte presepiale. Incubatori di’ impresa per lo sviluppo delle botteghe artigiane. Organizzazione di una grande mostra dell’ arte presepiale napoletana nel mese di dicembre nelle piazze del centro della città. Battaglia per il riconoscimento in sede Ue dello storico marchio Ceramiche di Capodimonte con la creazione di un gruppo di lavoro permanente del Comune di Napoli.  

7 –    Riconoscimento per le botteghe storiche della città. Lotta all’ ambulantato abusivo ed ai venditori di merce contraffatta che occupano le strade panoramiche e del centro; applicazione di misure di controllo su merce contraffatta e ambulanti; creazione di mercatini multietnici per i prodotti legalmente importati; incremento dei turni di spazzamento, svuotamento dei cestini e passaggio automezzi spazzastrade nelle arterie di maggiore interesse turistico e commerciale

8 –    Piano di conservazione e pulizia dei monumenti della città, con sistema di videosorveglianza. Ripulitura dai graffiti dei monumenti. Ordinanza del Comune sul divieto di vendita ai minori di bombolette-spray. Creazione di squadre anti-graffitari della Polizia municipale. Costituzione in giudizio del Comune di Napoli nei confronti dei responsabili di imbrattamenti e danneggiamento di monumenti cittadini sull’ esempio di quanto avviene in altre metropoli. Rilancio dell’iniziativa “adotta un monunumento’’ e ‘’adotta un aiuola’’  con concessioni pubblicitari e sgravi fiscali per chi vi aderisce. 

9 –    Piano di recupero e riapertura delle chiese della città, in accordo con la Curia Arcivescovile. L’ obbiettivo del piano è la riapertura al culto del maggior numero possibile delle Chiese di Napoli, circa 300. Per gli edifici sconsacrati e già con diversa destinazione  d’ uso di proprietà del Comune, previo intesa con la Curia Arcivescovile,  si assicuri la valorizzazione culturale e artisitica dell’ edificio

10 –    Inserimento nella toponomastica cittadina dei nomi e dei luoghi della memoria storica napoletana. Intitolazione di piazze e strade ai Re delle Due Sicilie , e memoria degli avvenimenti  della  storia di Napoli capitale. 

11 –    Rilancio delle grandi feste religiose e popolari della città, a partire dalla Piedigrotta e delle altre ricorrenze legate alla devozione religiosa di Napoli (Festa di San Gennaro e giorni del miracoli e degli altri avvenimenti della vita del  Santo Patrono, Festa di Sant’ Antonio, Festa di Santa Patrizia).

12 –    Pubblicità gratuita negli spazi comunali di prodotti (in ordine) napoletani, campani e meridionali. 

13 –    Defiscalizzazione delle imprese (in ordine) napoletane, campane e meridionali.

14 –    Precedenza sulle assunzioni ai residenti.

15 –    Realizzazione di una zona franca defiscalizzata e smonopolizzata.

Parlamento delle Due Sicilie
13a Commissione – Sedili di Napoli
il responsabile Angelo Forgione 

Napoli al voto. Diciamo basta alla vecchia politica!

Napoli al voto.
Diciamo basta a un vecchio modo di fare politica!

Dimostriamo una nuova coscienza,
sperando che arrivi una nuova politica.

Napoli si appresta a votare il nuovo sindaco nel momento in cui tocca il punto più basso della propria storia. Da più di dieci anni la città è senza una guida, e Palazzo San Giacomo è un bunker inaccessibile che non risponde alle richieste della gente. Dopo l’addio di Bassolino che per più di 15 anni ha tenuto le redini prima della città e poi anche dell’intera regione, ora è il turno del commiato del sindaco Iervolino, il peggior primo cittadino della storia di Napoli senza dubbio, incapace e inadeguata per dieci anni e due mandati, già da tempo defilata completamente. La città è stata negli ultimi mesi completamente “scoperta” e l’ultimo saluto è stato dato in perfetta sintonia con le uscite a cui siamo stati abituati negli ultimi due lustri, cioè definendo “incivile” il Cardinale Sepe che aveva a sua volta definito lo scandalo rifiuti “una vergogna”.

Ora è tempo di mettersi alle spalle questo periodo nero, buio e sperare di poter ripartire con speranza, quella che non deve mai mancare. Diciamolo subito: la politica nazionale dimostra da sempre di essere lontana dalla nostra città e di considerarla anzi un serbatoio da cui attingere anche in termini di voti e consensi da attrarre con le solite campagne elettorali intrise dei problemi di Napoli da risolvere e che nessuno hai mai mostrato di voler risolvere.
È dunque possibile una nuova politica? È possibile un nuovo voto? I Napoletani hanno una grossa responsabilità, qualora ci siano le condizioni e le opportunità per individuare un sindaco che davvero abbia a cuore le sorti della città.

Noi, in quanto attenti osservatori delle vicende della nostra città e soprattutto in quanto meridionalisti, non riponiamo alcuna fiducia nella politica nazionale che, pur essendo consapevole che Napoli è una grande risorsa del paese, la considera colonia insieme a tutto il meridione. Il segnale più forte sarebbe quello dell’astensionismo, ma non sarebbe corretto. E allora bisogna fare una scelta responsabile e di coscienza tenendo bene in mente alcune indicazioni: è necessario uscire dal partitismo sfrenato, ovvero dal bipolarismo di quella destra e quella sinistra che non sono altro che il rovescio della stessa medaglia. Nessuno dei due fronti ha fatto e farà il bene di Napoli, ne siamo più che certi. Pertanto, i candidati del PD e del PDL non avranno il nostro voto, pur nel rispetto di ogni espressione di voto che attiene alla coscienza individuale.

Dunque, è opportuno percorrere nuove strade, quantomeno per dare coerenza con gli atti alle nostre idee. Abbiamo trovato tracce di meridionalismo nella campagna elettorale e, pur consapevoli che di parole se ne fanno tante e di fatti nessuno per la nostra Napoli, non abbiamo la memoria corta e ci ricorderemo di chi ha parlato e come l’ha fatto.

Chiunque abbia preferenze per liste minori e ha perciò timore di disperdere la propria preferenza, sappia che esiste l’opportunità del voto disgiunto (esempio in basso). Basterà apporre una X sul simbolo della lista preferita e un’altra sul nome del candidato sindaco che si suppone possa avere più probabilità di arrivare al ballottaggio.

Diciamo basta a un vecchio modo di fare politica che ha fatto diventare una delle più belle città del mondo la più degradata d’Europa.
La faccia pulita della società civile Napoletana partorisca una nuova coscienza. Sperando che sia una nuova politica.

esempio di voto disgiunto contro il bipolarismo che ha affossato Napoli

La vergogna di “manifesto selvaggio”

Col “milleproroghe” manifesto selvaggio si può
art. 42-bis, una vergogna tutta italiana

Manifesto abusivo, fenomeno inarrestabile. A Napoli i volti dei candidati fanno a gara a chi sta più in alto, l’uno sull’altro, e non risparmiano neanche i monumenti. Ma cosa andiamo a guardare? Il pelo nell’uovo, in una città stuprata dai cumuli di immondizia che si sparge lungo le strade senza che neanche il minimo servizio di spazzamento argini lo scempio. Dove sono finiti gli operatori ecologici dell’ASIA?

Una vergogna senza fine, il peggiore dei biglietti da visita per chi è a caccia di voti, ma si sa, la società incivile non va molto per il sottile, guarda, passa e poi magari pure vota.

Nella corsa allo spazio migliore vince chi ha un po’ di creatività e al Vomero il favorito è venuto fuori a Piazza Leonardo laddove, sull’albero che fa da rotatoria, sono spuntati dei manifesti elettorali dalla sera alla mattina. Tre, per la precisione, ben posizionati per essere sbattuti in faccia a chi arriva da Via Girolamo Santacroce, Viale Michelangelo e Via Suarez. Complimenti davvero!

Protestare non serve a nulla e i cittadini che ancora si indignano devono rassegnarsi; meglio non uscir più di casa al mattino piuttosto, perché nottetempo accade di tutto, e qualche volta anche alla luce del sole. 

Ma non è che ci sia troppo da sforzarsi per capire il perché accada tutto ciò impunemente. Come si dice a Napoli, ‘o pesce feta d’a capa, e se il manifesto è selvaggio è perché chi vi è raffigurato lo vuole così. Le sanzioni per chi attacca fuori gli spazi elettorali sono previste e sono anche salate in relazione al cumulo di infrazioni, ma è come se non ci fossero. Il colpo di spugna è nel decreto “Milleproroghe”, una serie di provvedimenti relativi ad una serie sterminata di materie.

Tra le mille proroghe, appunto, se ne nasconde una che consente per legge un condono per le affissioni abusive. È l’articolo 42-bis per “Affissione e pubblicità”, una vera panacea studiata a tavolino per i partiti e per i candidati che possono serenamente violare le regole in materia. Chiunque può apporre il suo volto ovunque, dove vuole e come vuole, tanto poi si saldano i debiti pagando alla tesoreria del Comune e della Provincia di competenza soli mille euro per anno di infrazione. Perché tra l’altro la sanatoria è finanche retroattiva e quieta le infrazioni dal 2005 sin qui. 

Con una simile nefandezza, chiunque può “incartare” la città, imbrattare monumenti, muri, pensiline, cavalcavia, sottopassi, e persino gli alberi! Tutto al costo modico di soli euro 1.000. Migliaia e migliaia di euro diventano una piccola somma da devolvere ai servizi ecologici dei comuni. Il malcostume è così tollerato, anzi, alimentato con una sorta di licenza a delinquere. I cittadini insofferenti strappano i manifesti barbari che con la crisi dei rifiuti non vengono neanche alzati da terra e il Senato li condona; come dire che i partiti si autoassolvono dalle loro condotte immorali, illegali, incivili. È così che va in Italia.

Alcuni cittadini stufi si organizzano per staccare i manifesti; si arriva quindi al paradosso che loro fanno rispettare la legge e lo Stato fa il possibile per violarla.

Tutto ciò genera poi reazioni negative a cascata perché un aspetto che ne consegue è quello della delegittimazione dei Comuni nel contrasto al fenomeno.  L’azione delle squadre di controllo comunali ha evidentemente un costo e la certezza che la censura non comporti una sanzione equa fa si che il controllo stesso si allenti e diventi blando. Senza contare che il Governo, così facendo, sgambetta quelle amministrazioni comunali che inseriscono a bilancio le sanzioni e le spese per la defissione dei manifesti.

Gongolano anche le agenzie che forniscono servizi elettorali e che propongono senza pudore le cosiddette affissioni killer, come dimostrato da un servizio televisivo de “Le Iene” di qualche tempo fa.

Che paese è questo che foraggia l’illegalità? Che esempio dà ai cittadini? Come ci si può poi scandalizzare se un ragazzino imbratta un monumento con una bomboletta? Abituare il popolo italiano alla degenerazione del decoro e all’illegalità è il peggiore degli esempi che possa venire dall’alto. 

Lo Stato dice: “Sporcate gente… sporcate”. Noi urliamo la nostra vergogna per essere italiani in questa maniera!

«Il caso Mazzarri lede la Napoletanità»

Brutta immagine che lede la nostra Napoletanità.
Dovremmo festeggiare, e invece…

La vicenda Mazzarri non sta facendo fare una bella figura alla piazza di Napoli. Non è il caso di prendere posizioni prima del confronto tra i protagonisti, ma intanto tutta questa querelle sta dando all’esterno la sensazione di una società il cui processo di crescita è facile a incepparsi per qualche “interferenza” di una delle tre cosiddette “big”. Tutto questo lede la stessa Napoletanità.
La Juventus sta collezionando ripetuti passaggi a vuoto e una confusione societaria con continui cambi sia ai vertici che nelle poltrone di comando. E i risultati si vedono. Fatto salvo il blasone juventino, ad oggi non c’è da sentirsi inferiori. Il Napoli centra i suoi obiettivi e li anticipa persino; la Juventus li fallisce tutti.

Il quotidiano sportivo di Torino, da un mese a questa parte, pubblica un giorno si e l’altro pure illazioni sul futuro di Mazzarri che forse neanche è l’obiettivo principale della società bianconera. E guarda caso, proprio da quando è scoppiato il caso, il Napoli ha perso la concentrazione, finendo per perdere tre partite su quattro. Anche così si concretizzano manovre di disturbo, e l’auspicio di De Laurentiis che ha chiesto un punto contro l’Inter e tre contro la Juventus nasconde a fatica il fastidio che il presidente del Napoli avverte nei confronti dell’ambiente torinese per quanto sta accadendo.

Mazzarri non dimentichi che giusto un girone fa, alla vigilia del match dell’Epifania contro l’Inter, aveva ufficialmente sposato la causa napoletana, lui che è livornese, esponendosi in conferenza stampa contro il potere del nord e dicendo testualmente: «questo Napoli comincia ad essere temuto e i nemici stanno uscendo allo scoperto. Facciamo paura, I fucili sono puntati da tutte le parti e io sono soddisfatto, sperando che la squadra capisca questo spirito». Da un mese i nemici sono scomparsi? Napoli non dimentica, e ora vedere quella stessa persona capace di caricarsi il sentimento identitario accostata al potere del nord da molto fastidio ai Napoletani.

Così, tra i due litiganti nessuno gode e ci vanno anzi di mezzo i tifosi, la cui soddisfazione per una prestigiosa qualificazione in Champions League è “strozzata” dalle polemiche, e i calciatori che si sono ritrovati all’improvviso sbandati e privi della loro guida per poi essere bacchettati dal Presidente dopo una stagione in cui hanno dato veramente tutto.

Ci vorrebbero maggiori tributi per questa stagione eccezionale che ha fatto sognare i traguardi di un ventennio fa. C’è da augurarsi di poter tornare a primeggiare in questo fatidico “secondo quinquennio” di De Laurentiis, ed è questo l’obiettivo da perseguire. Intanto, da quando nel 1992 la Coppa dei Campioni è divenuta Lega dei Campioni, una squadra a sud di Roma vi accede per la prima volta e il fatto è fortemente significativo. Tutte queste polemiche che hanno offuscato una luminosa stagione hanno francamente stancato.

Non è questo il caso, ma la Sampdoria faccia da monito; presidente e allenatore riflettano e facciano solo il bene del Napoli, non si può e non si deve rovinare un bel giocattolo… una delle poche positività in questo momento della nostra bellissima e stuprata città.

Angelo Forgione

La registrazione audio tratta dalla trasmissione “Napoli nel cuore” su Radio Incontro Roma contiene al minuto 1:35 la mia opinione sul caso Mazzarri.