De Laurentiis: «Mi vergogno di essere italiano!»

De Laurentiis: «Mi vergogno di essere italiano!»
show eccessivo nei modi, giusto nella sostanza 

Angelo Forgione – De Laurentiis contro tutti alla formulazione dei calendari di Serie A 2011-12. Lo sfogo non è casuale e mette a nudo il pensiero del patron azzurro, negli ultimi tempi sempre più insofferente nei confronti delle componenti calcistiche italiane, e non solo calcistiche.
La fuga sullo scooter senza casco finale è un atto di sfida alle istituzioni, a tutti i livelli. E se i modi sono certamente sopra le righe, come nello stile istrionico di un uomo a cui piace il ruolo di protagonista, la sostanza del suo disappunto non può non essere condivisa alla luce del progressivo abbassamento di competitività del nostro calcio che fino a 10 anni fa era leader in Europa e ora, già sorpassato da Spagna, Inghilterra e Germania, rischia il 4° posto nel ranking UEFA a vantaggio della Francia. Colpa della fiscalità italiana sconveniente che ha allontanato i grandi calciatori dalla Serie A… colpa di chi non tutela i club che ci rappresentano in Europa pur avendone il dovere per ruolo e carica.
E così, mentre ci si accapigliava tra scandali e campanilismi vari, perdevamo un posto in Champions League. Nel frattempo, società e tifosi si misuravano nei recinti nazionali dentro stadi da terzo mondo, magari inseguendo posti in Europa League che poi puntualmente erano vanificati dalla sottovalutazione della competizione alla quale se una squadra arrivava ai quarti era già un miracolo, mentre negli anni ’90 era detta scherzosamente “Coppa Italia”.
La richiesta di De Laurentiis non era solo per tutelare il Napoli ma anche il Milan e l’Inter e il calcio italiano tutto, società alle quali evidentemente un simile discorso non interessa. Ecco perchè il presidente del Napoli ha ragione; noi italiani siamo minuscoli, mediocri! Infondo, sempre con la M iniziano le parole.

Angelo Forgione Con Daniele “Decibel” Bellini a Radio Marte

“XG1” Forgione con “Decibel” Bellini su Marte
Martedì 26, ore 21:30, sulla radio più “azzurra” d’Italia

Stasera Angelo Forgione ospite alla storica trasmissione marziana “Top Five” di Daniele “Decibel” Bellini, speaker ufficiale dello stadio “San Paolo”, durante la quale si racconterà attraverso 5 canzoni. Nel corso della diretta non mancheranno parentesi dedicate a Napoli e al Napoli.
Ore 21:30 su Radio Marte, radio ufficiale del Calcio Napoli.
FM e streaming online su http://www.radiomarte.it

La clip dedicata a “Decibel” Bellini in versione stadio

Caldoro risponde a Calderoli

Caldoro risponde a Calderoli e al populismo leghista
poi in versione tifoso: «il Napoli ci riempie di orgoglio»

Il Governatore della Campania Stefano Caldoro, in diretta coi cittadini il 25 Luglio, sempre più insofferente alle esternazioni degli alleati di Governo del leader del suo partito. Prima risponde alle dichiarazioni del Ministro della Semplificazione Calderoli («a Napoli mai un Ministero del Lavoro perchè non sanno di cosa si parla») confermando quanto osservato nella nostra risposta, poi  accusa gli sprechi del nord e infine conclude ostentando la sua fede azzurra.

Calderoli: «Ministero del Lavoro a Napoli inappropriato»

Ministero del Lavoro a Napoli inappropriato?
Almeno quanto quello della Cultura al nord!

Lega Nord in piena propaganda per tenere buono il proprio elettorato. E così il Ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, ieri sera a Brescia, si è dato alla sua folla con l’ennesima dichiarazione ad effetto contro Napoli nell’ambito dell’inaugurazione delle tre sedi distaccate dei ministeri. «Ci saranno ministeri distribuiti su tutto il territorio, anche nel Mezzogiorno. Penso che anche il Mezzogiorno debba darsi una bella svegliata.
Calderoli ha aggiunto: «Credo che un ministero debba stare vicino al territorio, adatto per quelle competenze. Ha senso che il ministero dell’Agricoltura stia a Roma, nel centro di Roma? Io credo proprio di no, mettiamolo in un territorio agricolo. Ha senso che il ministero dello Sviluppo economico stia a Roma? Per me avrebbe più senso che stesse a Brescia, perché sarebbe come mettere il ministero del Lavoro a Napoli, dove non sanno di cosa si parla».
Come dire, il ministero dell’Agricoltura sta bene in pianura padana, quello dello Sviluppo economico a Brescia, etc. Via i ministeri da Roma, e comunque non a Napoli. Men che meno quello del lavoro, che secondo Calderoli è città dove la gente non sa cosa sia lavorare.
Un Ministro della Semplificazione è forse portato a farla facile e a dimenticare che se esiste il fenomeno dell’emigrazione è perchè a Napoli la gente vuole lavorare.
È vero, Ministro Calderoli… e se il nord è diventato produttivo lo deve anche a quei Napoletani (e meridionali tutti) che chiusero i fagotti di cartone con lo spago in cerca di quel lavoro negato al sud, ai quali i settentrionali invece negarono il fitto. E se esiste la disoccupazione è perchè non c’è offerta, non certo domanda. E se esiste il lavoro nero è perchè la gente accetta di lavorare anche senza regolare contratto. Si chiama “sommerso”, caro Calderoli.
Lei sa, o forse no, che 150 anni fa da Napoli non emigrava nessuno e semmai era dal nord che vi si veniva a lavorare. Le racconto un aneddoto: Leopoldo I di Toscana non perdeva mai occasione per dare lezioni di governo al cognato Ferdinando di Borbone al quale un giorno chiese quante riforme avesse messo in atto nel Regno di Napoli. Il sovrano Napoletano rispose “nessuna”, ma poi in lingua Napoletana proseguì la risposta: «Ma non hai neanche un Napoletano al tuo servizio nei tuoi Stati, mentre io ho circa trentamila Toscani nel mio Regno e persino nel mio palazzo. Ci sarebbero se tu avessi insegnato loro a guadagnarsi il pane nei tuoi Stati?»
Era quello il tempo in cui i Ministeri erano tutti a Napoli, laddove a Palazzo San Giacomo si decideva per tutto il Mezzogiorno, prima d’esser declassato a palazzo comunale.
È solo un aneddoto di un tempo antico ma non troppo, certo, ma è pur sempre storia e cultura che dovrebbero insegnare ai popoli. Ma si sa, la storia insegna solo che i popoli non imparano nulla dalla storia. E allora, se proprio vogliamo proseguire sulla falsa riga della propaganda leghista, diciamo pure che un ministero del lavoro a Napoli è tanto fuori luogo oggi quanto lo è un eventuale Ministero delle Attività Culturali al nord.

Angelo Forgione 

video: PHILIPPE DAVERIO E L’ITALIA FALLITA

video: PHILIPPE DAVERIO E L’ITALIA FALLITA
la retorica risorgimentale che ha rovinato la cultura

Angelo Forgione – Torno sulla rivisitazione risorgimentale, che è senza dubbio la chiave per capire dove nascano i guai sociali (e non solo sociali) della nostra nazione italiana. Questa volta ho messo insieme un collage di alcune “pillole” del critico d’arte Philippe Daverio, tratte da varie puntate della sua trasmissione “PASSEPARTOUT” (RAI) e non solo, così come pure interviste rilasciate ai quotidiani IL MATTINO di Napoli e LA STAMPA di Torino. Un lavoro divulgativo che sembra essere estratto da una puntata monotematica mentre in realtà è un puzzle dal senso compiuto che all’inizio pone presupposti e alla fine offre delle risposte, toccando un altro tema che mi sta a cuore: la distruzione del patrimonio monumentale che è figlio della cancellazione della cultura.
Solo l’istruzione e la conoscenza approfondita delle dinamiche storiche possono spiegare il fallimento italiano, senza dubbio iniziato con l’invasione del sud da parte dei Savoia che, creando un Piemonte allargato e non un’Italia unita, non salvaguardarono le specificità culturali dei vari territori, men che meno la cultura delle Due Sicilie che avevano dettato cultura e creato i fondamenti della moderna Europa pur contando meno politicamente.
Le divisioni sociali tra nord e sud diventano motivo di attriti quando a discuterne sono gli ignoranti che trasformano tutto in scontro frontale. Quando invece è la cultura a parlare, quella che convince su ragionamenti e spiegazioni disarmanti, la mente di chi è disposto a conoscere e a capire può aprirsi. I veri revisionisti fanno così, figurarsi quando la rivisitazione della storia è rafforzata da chi non può essere accusato di essere parziale.
Jean Noel Schifano e Philippe Daverio, non è un caso che due intellettuali di estrazione culturale francese lancino messaggi in tal senso. I cosiddetti intellettuali italiani, invece, continuano a raccontare la storia dei vincitori per esserlo anche loro quando ritirano i premi di “sistema” in giro per l’Italia.

 

Spezzata una colonnina di piperno di Palazzo Reale

Spezzata una colonnina di piperno di Palazzo Reale
catena di recinzione usata come panchina?

Angelo Forgione – Ancora danni a Piazza del Plebiscito. Ieri è collassata una delle catene che fanno da recinto alle arcate vuote del portico di Palazzo Reale, precisamente quella tra la statua (danneggiata) di Alfonso d’Aragona e l’arco di ingresso. Questo perchè la colonnina di piperno di sostegno destro ha ceduto per qualche pressione e si è spaccata. Lo si capisce dalla sezione della spaccatura, trasversale e non orizzontale a partire dal perno della catena, cosa che fa intuire una forza esercitata verso il basso. Che la pressione in quel punto sia stata forte o comunque prolungata nel tempo lo si può evincere dall’altra colonnina di sostegno a sinistra che presenta una crepa proprio all’altezza del perno.
Dunque, le ipotesi sono due: da escludere un mezzo pesante in errore di manovra che non avrebbe sezionato in quel modo la colonnina a meno che la catena non si fosse impigliata per poi essere tirata in avanti. Più plausibile un atto vandalico dei soliti ragazzi che usano la facciata del palazzo come porta da calcio oppure, come ipotesi più verosimile, un cedimento strutturale dovuto all’uso improprio e prolungato nel tempo della catena come panchina. Difatti, capita spesso di vedere persone sedutevi, e tale ipotesi è eloquentemente supportata dall’immagine di google maps della piazza il cui particolare inerente al luogo del danno mostra due persone sedute proprio sulla catena (clicca sulla foto per ingrandire).
Stavolta, invece di parlare di vandalismo è forse più il caso di aprire un altro dibattito: le panchine in piazza no? 

Forgione e Eddy Napoli a colloquio con De Magistris

Forgione e Eddy Napoli a colloquio con De Magistris

proposte e progetti consegnati al sindaco

Angelo Forgione, in compagnia del cantautore Eddy Napoli, a Palazzo San Giacomo oggi per incontrare il sindaco De Magistris. Inizialmente prevista anche la presenza dell’attore Simone Schettino, poi annullata per problemi personali.
Idee chiare, proposte, segnalazioni e progetti consegnati al sindaco. Tre plichi ben corredati di notizie e idee:

un primo fascicolo inerente a 10 proposte per il rilancio della città di Napoli attraverso la valorizzazione dell’autentica cultura Napoletana (leggi il fascicolo consegnato al sindaco), oggi sotterrata dai problemi in cui i detrattori della città speculano.
Un altro fascicolo, ricco di documentazioni fotografiche dei più eclatanti attentati al patrimonio monumentale già trattati in denunce recenti e passate sulle quali ci si è soffermati in una breve discussione culminata con una foto degli orologi rossi “da fast-food” nel centro storico UNESCO di Napoli, il più grande d’Europa, di cui è stata fatta richiesta di rimozione per un taglio simbolico ma deciso con la vecchia amministrazione. Significativo il ghigno di De Magistris alla vista della foto.
Nell’ultimo fascicolo, un interessante progetto che per ora bolliamo come “TOP SECRET”, una dimostrazione d’amore spontanea per la città sul cui contenuto non si è voluto accennare neanche ai giornalisti che all’esterno della sala hanno indagato sui contenuti dell’incontro. 
Al sindaco è stato donato il libro-dossier “Malaunità, 1861-2011 150 anni portati male“, uno dei pilastri editoriali del meridionalismo contenente un capitolo di Forgione e un CD con due canzoni a tema di Eddy Napoli.
A fine incontro, De Magistris ha fatto trasparire interesse per le proposte, come poi confermato ai microfoni del suo staff di comunicazione sul web commentando gli incontri tenuti. In attesa di riscontri.

De Laurentiis: «Chi non ama Napoli, vada pure!»

De Laurentiis: «Chi non ama Napoli, vada pure!»
messaggio identitario forte ad Hamsik e Lavezzi

Durante la presentazione del nuovo Napoli a Dimaro, il Presidente Aurelio De Laurentiis ha inviato una segnale indiretto ai due gioielli Hamsik e Lavezzi al centro di voci di mercato.
«Se qualcuno dovesse desiderare di andare via, andasse via… – ha detto il patron azzurro – perchè a Napoli nessuno non lo trattiene. Perchè Napoli è Napoli, o la si ama e la si capisce… è uno stile di vita, è una filosofia. Chi vuol stare con noi, starà con noi. (…) A noi interessa portare l’immagine di Napoli nel mondo».
Dichiarazioni che hanno eccitato i tifosi presenti i quali, a loro volta, hanno trascinato De Laurentiis in un saltello anti-Milan. Dopo questa stoccata, Hamsik si è messo a saltare come un grillo al grido di “chi non salta rossonero è”, con un bel sorriso stampato in faccia; prima dell’affondo di De Laurentiis l’aveva solo timidamente abbozzato. «Sono contento di essere qui», così ha concluso lo slovacco.

“Cento passi per la libertà”

“Cento passi per la libertà”
documentario sulla campagna elettorale di De Magistris

Lunedì 18 luglio, ore 20:00, al Caffè Arabo di piazza Bellini sarà proiettato il documentario “Cento passi per la libertà – viaggio nella campagna elettorale di Luigi de Magistris” realizzato da Marco Rossano.
La proiezione sarà preceduta da una discussione moderata da Eliana Capretti sul tema “Napoli Mediterraneo Europa” con la partecipazione del sindaco Luigi De Magistris, Andrea Balia del Partito del Sud, Omar Suleiman dell’Osservatorio Palestina, Carlo Iannello consigliere comunale e il regista Marco Rossano. Prevista anche la presenza di Angelo Forgione del movimento V.A.N.T.O. e del libro “Malaunità”.

trailer del documentario

Jamme Card, errore di scrittura o licenza pubblicitaria?

Jamme Card, errore di scrittura o licenza pubblicitaria?
La e-card mensile UnicoNapoli viaggia con un errore

Angelo Forgione – Nuova nata in casa UNICO: è arriva a Giugno la “JAMME CARD”, il mensile “UnicoNapoli” su supporto elettronico. Pratico, veloce, comodo, può essere ricaricato ogni mese presso i punti abilitati e presenta lo straordinario vantaggio di poter essere duplicato in caso di furto o smarrimento.
Il nome è una esortazione alla mobilità su mezzi pubblici,
 creativo e calzante dal punto di vista della comunicazione perchè rende omaggio alla prima canzone pubblicitaria della storia, “Funiculì Funiculà”, scritta nel 1880 e ispirata dall’inaugurazione della prima funicolare, quella del Vesuvio. Ma con un errore, o forse una licenza pubblicitaria, visto che “andiamo” in Napoletano si scrive jammo e non jamme.
In un periodo in cui la scrittura corretta e la grammatica della lingua Napoletana, riconosciuta dall’Unesco, sono ormai solo un ricordo, che almeno si sappia che “jamme”, stampato su milioni di abbonamenti che stanno finendo sotto gli occhi della gente di tutta la regione, è un errore. Qualcuno potrà storcere il naso ritenendo la cosa di lieve entità ma una grande cultura come quella Napoletana anddrebbe rispettata di più, anche attraverso la sua lingua. E JAMMO… JA’!