«Napoletano e me ne V.A.N.T.O»

Le pagine della Cultura di Napoli del Corriere del Mezzogiorno online pubblicano un’intervista ad Angelo Forgione a cura di Eleonora Tedesco. Per ragioni di sintesi, alle risposte fornite è stato dato taglio giornalistico ma saranno pubblicate qui nella forma completa quando l’intervista non sarà più sulla homepage del CorMez.

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Criscitiello e quelle frasi sibilline. E la finanza arrivò!

il giornalista di Sportitalia non riesce più ad uscire dallo smarrimento

Michele Criscitiello, giornalista-anchorman di Sportitalia, durante la trasmissione “Calcio€Mercato” di Venerdì scorso, ha annunciato di non aver ricevuto l’accredito al match Napoli-Udinese: “Il Napoli mi ha negato l’accredito per Napoli-Udinese affermando prima di aver chiuso la lista, poi di non accettare determinate presenze allo stadio perchè sgradite alla piazza”.
Detto che la richiesta è arrivata fuori tempo massimo, va ricordato che Criscitiello, sul suo profilo Twitter, ha in bella vista la descrizione “Nato ad Avellino! 29 anni fa. Vive a Milano da 7 anni! Squadra del cuore: Avellino. In A solo Ùdin”. La dichiarazione di appartenenza all’ambiente friulano non farebbe comunque scattare l’esclusione dalla lista degli accrediti, ma è un dato di fatto che certe esplicitazioni seguite da manifestazioni poco eleganti come quella durante la festa dell’accesso ai preliminari di Champions League, allorchè Criscitiello accompagnò il coro “odio Napoli” cantato da tutta la piazza della Libertà (ma il loro idolo è il napoletano Di Natale, n.d.r.) dicendo che anche lui, anni prima, l’aveva cantato tante volte. Il ruolo di giornalista in una rete nazionale, peraltro delicata perchè dedicata allo sport e al calcio, quindi un argomento che per anni ha contribuito e continua a contribuire a diffondere malcostume, divisione e razzismo, implica cautela. Le simpatie possono essere chiarite ma le cadute di stile andrebbero evitate accuratamente e necessiterebbero di quelle scuse che Criscitiello ha sempre detto di non dovere a nessuno.
Ma forse c’è dell’altro, molto di più, ad infastidire il Napoli più che i napoletani. Certe allusioni sibilline in riferimento al sodalizio azzurro (?) e a certe operazioni di mercato che assumerebbero un certo peso alla luce dei controlli della Guardia di Finanza nelle sede azzurra della settimana scorsa. Rispondendo ad un telespettatore napoletano, a suo dire comandato, Criscitiello dichiarò così: “Bisognerebbe spiegare cosa hanno fatto in passato di nascosto alcuni amici di alcuni presidenti, quelle plusvalenze e quelle operazioni fantasma per questo o quell’attaccante. Perchè i soldi non sono rimasti in Italia? Quando paghi le tasse, tutte quante…” (guarda il video al minuto 2:19). Non è certo possibile stabilire se siano state quelle frasi ad attivare la curiosità della Finanza che dopo un mese è arrivata a Castelvolturno, ma di certo non possono aver fatto piacere alla dirigenza napoletana che già in passato aveva incassato con classe alcune dichiarazioni sui suoi rappresentanti e sull’intero ambiente napoletano.
Ma a prescindere dalla tempistica della richiesta di accredito e da incidenti diplomatici, Criscitiello al “San Paolo” rappresenta di fatto un problema di ordine pubblico e di conseguenza un rischio per la stessa società nell’ottica di eventuali ammende e diffide in caso di disordini.
Il giornalista avellinese, da conoscitore della realtà, ha in passato difeso i tifosi napoletani dal razzismo continuo negli stadi. Così come ha preso le distanze dalle discutibili frasi di Silvio Baldini circa gli appassionati di calcio napoletani. La sua emittente aveva buoni rapporti col Napoli se è vero che nell’estate 2011 trasmise la presentazione della squadra da Dimaro, presentata peraltro dalla napoletanissima Marica Giannini e da Silver Mele, con De Laurentiis in esclusiva. Ma a Sportitialia, che offre supporto alla piattaforma “Udinese Channel”, ha dato per questo un colpo al cerchio e un altro alla botte negli ultimi tempi. E dalla festa a Udine è deragliato non sapendo più riprendersi dall’uscita infelice, finendo con l’andare allo scontro frontale con Napoli, il Napoli e i napoletani. Per sua stessa ammissione, ha simpatie a Udine e non a Napoli, e ha preferito compiacere quelle. Criscitiello è un giovane e valido professionista che ha iniziato la sua avventura nazionale con obiettività ed equilibrio. La vasta utenza meridionale e napoletana di Sportitalia meriterebbero che riprendesse quelle prerogative. Purtroppo, per via della sua scaltrezza e “riconoscenza” verso l’ambiente settentrionale che l’ha stanato dall’oblio (su Twitter scrisse “Nato ad Avellino, rinato a Milano”), ha perso la bussola e si sta smarrendo. Peccato.

Sono di Vicenza ma mi sento Napoletano

lettera di Francesco, un Napoletano del Nord

Sono nato in provincia di Vicenza, da genitori originari di Solofra (AV) e sono da sempre innamorato di Napoli e della napoletanità. Certo, il sangue meridionale che mi scorre nelle vene avrà influenzato, ma la mia passione va oltre la città, la squadra di calcio, la musica, la gastronomia, etc.
Tutto ciò che è napoletano mi colpisce e mi trasmette sempre sensazioni piacevoli. Ogni volta che vengo a Napoli, mi sento felice perchè sento questa città viva, piena di vita, con tanti problemi ma che riesce sempre ad essere positiva. La gente è diversa, è GENTE ‘E CORE, come si dice. Da me è tutto più triste, la gente nonstante sembri stare in un contesto migliore è “morta” dentro. Da me si vive TRISTI; a Napoli invece è bellissimo passeggiare, fermarsi a guardare dei paesaggi che sembrano delle cartoline naturali, nell’aria si sentono voci, traspare la voglia di vivere, ma anche tanta solidarietà che solo in un contesto difficile si riesce ancora a trovare.
Non sopporto quanto parlano male di Napoli e dei napoletani, la città va difesa, sempre, quotidianamente, perchè ho l’impressione che Napoli sia troppo bersagliata ingiustamente, nessuno parla mai delle tante cose belle di Napoli, ma tutti vogliano far risaltare sempre le solite cose: camorra, rifiuti, delinquenza. BASTA!!!
Pur essendo nato al Nord (purtroppo), Napoli è la città più bella e tante volte quando sento o vedo ciò che rappresenta Napoli mi sento abbracciato da questa splendida città. Chi ha sentimento non può non amare e non essere colpito da questa città e da questa gente. Al Nord se vai in un bar e dici “buongiorno” e sorridi, ti guardano anche male, mentre a Napoli prendere un caffè diventa una chicchierata simpatica e piacevole con persone che fino ad un minuto prima non si conoscevano neanche. La cordialità, l’umanità del popolo napoletano è indescrivibile. Ogni volta che riparto da Napoli per tornare a casa mia (?) ho una tristezza nel cuore e le lacrime escono da sole, perchè so’ che nell’ambiente dove vivo non potrò percepire quel sentimento e quelle sensazioni che solo Napoli regala. A Napoli la gente vive ancora di passione e amore che al Nord sono valori ormai abbandonati. Perciò in ogni luogo difenderò sempre Napoli e sarò orgoglioso di sentirmi parte di questo popolo.
Poeti, scrittori, canzoni, paesaggi, cultura, teatro e tante altre cose rendono Napoli UNICA.
Ci sarebbe tanto da dire ancora, ma volevo semplicemente scrivere questa lettera per dire ai Napoletani che sono UN POPOLO SPECIALE.
Per sempre Napoletano!

Francesco Guarino
Arzignano (Vicenza)

Tatuaggi: Angelo Forgione risponde a Francesco Merlo

Tatuaggi: Angelo Forgione risponde a Francesco Merlo

«“Linea della palma”? Il cattivo gusto è la linea di Arcore»

Nel corso del programma radiofonico “La Radiazza” su Radio Marte, Gianni Simioli ha dedicato parte della trasmissione al discusso commento di Francesco Merlo su “Il Venerdì” di Repubblica circa l’invasione dei tatuaggi in Italia. Intervento di Angelo Forgione e riflessioni di Alberto Dandolo e Francesco Borrelli.

Orologi e libri scomparsi, luoghi comuni sempre a posto

Orologi e libri scomparsi, luoghi comuni sempre a posto

storie (s)legate di Nadal, Yanina, Brachetti, De Caro e Gianello

Angelo Forgione – Rafael Nadal derubato di un orologio da 300.000 euro a Parigi; lui va su twitter e scrive “Parigi città di m…a”. Solo la prima parte del racconto è vera, la seconda no; o meglio prende in prestito un altro scenario, quello di Yanina Screpante, fidanzata di Lavezzi, derubata del suo orologio a Napoli lo scorso inverno. Il gioiello di Nadal pare sia stato ritrovato, almeno così dice la polizia francese. L’avrebbe sgraffignato un 38enne dipendente dell’albergo, francese, nella stanza del tennista maiorchino durante lo svolgimento del Roland Garros. Ma tant’è, il bene e il male sono dappertutto e l’arte di far proprio ciò che è degli altri è anche parigina, da sempre; ma almeno i parigini perbene non devono subire anche le offese dei derubati. Nemmeno quando il furto, anzichè con destrezza, è con scasso… chiedere a Pastore. Neanche quando un calciatore viene aggredito in strada… chiedere a Sirigu. Nulla persino dopo l’omicidio colposo di un turista straniero nella metrò di Parigi.
Strano che Napoli non sia stata chiamata in causa da Nadal come fece Arturo Brachetti quando denunciò il furto del portafogli a Lugano scrivendo su Facebook che “manco a Napoli”. È il “simpatico” vizietto di considerare la città partenopea capitale del reato mondiale quando non lo è neanche in Italia. Già, la nostra cara Italia che prende i nostri antichissimi libri dalla biblioteca dei Girolamini e li sperde in giro per il mondo in cambio di soldi. Ricettazione per cui Marino Massimo De Caro, residente a Verona, è in carcere per averne trafugati circa 2.200. Era solo il vertice di un’organizzazione criminale veronese con strategia pianificata finalizzata al lucro nel pozzo “infinito” del patrimonio e della cultura napoletana. Ma tant’è, il bene e il male sono dappertutto, e allora è meglio tornare allo sport e distrarsi gridando tutti insieme “forza Italia” dimenticando i cori razzisti, la questione meridionale nel calcio, le vicende storiche, la recessione e il calcioscommesse dell’ex terzo portiere del Napoli che ha confessato di aver tentato invano la combine. Matteo Gianello, secondo il quale sarebbe stato sdegnato dagli integerrimi Paolo Cannavaro e Gianluca Grava. È la confessione di un veronese che non riesce a corrompere un napoletano e un casertano, vero o falsa che sia. In ogni caso l’esempio di lealtà di Fabio Pisacane dai quartieri spagnoli è salvo, come i luoghi comuni che esistono se esistono il bene e il male, dappertutto… ma anche no.

Terremoto al Nord tra dolore e risentimento

Terremoto al Nord tra dolore e risentimento

Qualche stupido esulta a Napoli… ecco le colpe delle istituzioni!

Qualche commento sui social network lascia intendere chiaramente la soddisfazione di chi per anni si è sentito chiamare “terremotato”. Reazione arcaica che non fa onore a chi la esterna. Non è il momento delle polemiche e delle rivalse ma quello della solidarietà. Ogni discussione, purchè civile, è rimandata. Ma una cosa è certa: il terremoto, in tutto il suo dramma, dimostra la gravità di certe offese e cori, invocazioni a tragedie di ogni tipo, che le istituzioni del calcio ma anche quelle dello Stato e i media nazionali (vero Bertolaso, Salvini, Bocca e Giannino?) non hanno mai inteso contrastare.
Vedere gente morire, soffrire, perdere case e posti di lavoro, realizza il minimo dolore e la massima gravità che si doveva avvertire ogni qualvolta un tifoso, un europarlamentare, un capo della Protezione Civile o un giornalista invocava stragi e distruzione. Il resto è solidarietà piena da Napoli e dal Sud verso l’Emilia Romagna e le popolazioni del Nord che sono anche del Sud. Proprio oggi è stato ritrovato senza vita il corpo di Giordano Visconti, napoletano, fratello del nostro caro amico Andrea al quale va il nostro più sincero e sentito abbraccio.

Cori razzisti, Paolo Cannavaro forse si “innervosirà”

Cori razzisti, Paolo Cannavaro forse si “innervosirà”

il capitano del Napoli inizia ad ascoltarci

Primo cenno di Paolo Cannavaro sulla questione dei cori razzisti contro i Napoletani. Seppur sollecitato su Radio Marte da Dario Sarnataro, Silver Mele e dai tifosi, il capitano del Napoli ha commentato la nuova moda delle tifoserie avversarie di cantare ‘O surdato nnammurato dicendo giustamente che «ormai è diventata un’abitudine quando perdiamo in trasferta. E’ dura, ma sugli stadi si è sentito molto peggio e forse li credo sia giusto innervosirsi».
Bene Paolo,  e visto che te lo diciamo da anni e finalmente inizi a capire, “innervosciti” e sfogati segnalando agli arbitri. Te lo consentono le regole. Te lo chiedono i Napoletani.

“Un sogno azzurro” aspettando la finale di Roma

“Un sogno azzurro” aspettando la finale di Roma

la passione azzurra in musica di quattro Napoletani

Quattro meridionalisti che si incontrano e finiscono per scrivere una canzone dedicata alla loro passione azzurra: Eddy Napoli, Angelo Forgione, Salvatore Lanza e Paolo Serretiello. Non un inno, di quelli che si lanciano quando l’euforia è tanta, ma una spinta per il Napoli in una delicata settimana che porta alla finale di Coppa Italia dello sponsor in camicia rossa contro la Juventus a Roma. Una partita dall’alto significato simbolico oltre che sportivo. “Un sogno azzurro” accompagnerà le trasmissioni sportive dell’emittente radiofonica ufficiale del Calcio Napoli Radio Marte, per tutta la settimana che condurrà alla finalissima dello stadio Olimpico.
L’idea nasce negli studi di Radio Marte: una canzone propiziatoria per la finale di Coppa Italia di Domenica prossima. Il brano è già disponibile su YouTube ed è programmato in alta rotazione su Radio Marte. «Si tratta di un brano che esalta il nostro senso di appartenenza – spiega Paolo Serretielloche nei confronti della squadra del Napoli, diventa sfida, passione e motivo di orgoglio, oltre che di riscatto per chi crede ancora nel Sud e nelle nostre risorse».
«Non è un altro inno tra i tanti ma una semplice canzone spontanea per mettere in musica la nostra passione e le nostra identità, le nostre “bandiere” su cui ci confrontiamo continuamente, nell’approssimarsi di una finale nella capitale tra due capitali storiche», dice Angelo Forgione che ha anche realizzato un video ad-hoc, mentre la musica è stata composta da Eddy Napoli, che dichiara: «Ci auguriamo di sentirla sempre di più, e che faccia presto breccia nei cuori dei napoletani, e non solo: ci auguriamo che diventi una bandiera in più, quella bandiera che manca da troppo tempo nei nostri venti».

Musica e Voce: Eddy Napoli

Testo: Angelo Forgione – Salvatore Lanza – Eddy Napoli – Paolo Serretiello

Tanti  cuori  che  battono  insieme
uno  solo  diventa  perché,
uno  stadio  si  tinge  d’azzurro
e  la  nostra  passione  s’accende  per  te.

Tu  ci  dai  sempre  mille  emozioni
e  per  questo  cantiamo  con  te:
“vita  mia,  si  stata  ‘o  primmo  ammore
e  ‘o  primmo  e  ll’urdemo  sarraie  pe’  mme”.

Con  una  canzone  tu  ci  fai  sognare,
con  un  calcio  ad  un  pallone  tu  ci  fai  volare
come  un  aquilone  alto  su  nel  cielo,
sei  l’ amore  unico  il  più  grande  il  più  sincero.

Napoli,  Napoli,  Napoli,  l’unica  fede  che  c’è !
Napoli,  Napoli,  Napoli,  io  sono  pazzo  di  te !
Napoli,  Napoli,  Napoli,  un  sogno  azzurro  per  noi !
Napoli,  Napoli,  Napoli,  Napoli  vinci  per  Napoli !

Una maglia una sciarpa e un amico
quante corse affannate per te.
Sono qui da quand’ero bambino
e la voce mi trema tutt’oggi perché:

per  il  mondo  noi  siamo  milioni
sei  l’orgoglio  di  ognuno  di  noi.
Nell’azzurro  tra  il  cielo  e  gli  Dei
con  l’orgoglio  di  essere  partenopei.

Sventola  bandiera  fino  ad  impazzire
se  non  sei  napoletano  non  lo  puoi  capire,
sventola  bandiera  basta  una  vittoria
che  una  città  intera  vive  i  suoi  sogni  di  gloria.

Napoli,  Napoli,  Napoli,  l’unica  fede  che  c’è !
Napoli,  Napoli,  Napoli,  io  sono  pazzo  di  te !
Napoli,  Napoli,  Napoli,  un  sogno  azzurro  per  noi !
Napoli,  Napoli,  Napoli,  Napoli  vinci  per  Napoli !

La  tua  storia  non  finirà  mai
e  vivranno  per  sempre  gli  eroi,
quelli  che  non  tradiscono  mai
perché  son  figli  tuoi,  forza  Napoli.
Napoli !!!

videoclip / RAZZISMO LEGA-LIZZATO negli stadi italiani

videoclip / RAZZISMO LEGA-LIZZATO negli stadi italiani

deriva italiana: Napoli senza tutela in un paese poco serio

Un’altra stagione calcistica è passata senza che nessuno abbia messo un argine ai cori razzisti vomitati all’indirizzo dei napoletani, nonostante le regole introdotte dalla FIGC nel 2010 (su ispirazione del leghista Maroni). Non si sottovaluti il problema solo perchè cristallizzato e reso prassi negli stadi, la questione è gravissima e coinvolge tutta la società italiana ormai condizionata e influenzata dalla più che ventennale propaganda leghista che ha fortemente acuito una realtà già precedentemente triste.
Nei giorni scorsi il portiere della nazionale giapponese Eiji Kawashima è stato in Italia (probabili contatti con squadre della Serie A) e ha evidenziato inconsapevolmente e indirettamente quanto l’Italia sia un paese volgarmente maleducato e privo di etica. Non stupisca tutto ciò perchè quello giapponese è un popolo, cioè unito e coeso, fiero della propria terra e della propria tradizione. Agli antipodi dal popolo italiano che non esiste, disgregato dalla cultura campanilista del “tutti contro tutti” che trova il suo apice nel “tutti contro Napoli”. Il videoclip lo dimostra, partendo da quella parte politica del paese che ha fatto dell’invettiva il proprio cavallo di battaglia, e sarebbe potuto accadere solo in Italia, passando per l’ipocrisia degli organi preposti a tutelare, continuando con l’atteggiamento “distratto” e talvolta colpevole di alcuni giornalisti, per finire con il deleterio assopimento dell’orgoglio dei napoletani stessi.
Vittimismo? Chi nega tutto questo contribuisce alla morte sociale nei confini italici. A noi interessa solo evidenziare che l’Italia è un paese poco serio. Poi, chi vuol continuare faccia pure.

Vergogna Bologna, vince in campo e perde fuori

Vergogna Bologna, vince in campo e perde fuori

Napoli saluta Bulgarelli e Dalla, Bologna invoca il Vesuvio

Angelo Forgione – Partiamo da un punto fermo: gli stadi non possono essere considerati una zona franca della società e lo dimostrerò più avanti. Detto questo, mi viene in mente il ricordo che Napoli dedicò a Giacomo Bulgarelli in una fredda serata di Febbraio del 2009. Due numeri 8 giganti rossoblù formati da una quarantina di ragazzi stesi a terra nelle due metà campo, applausi di tutto il “San Paolo” con il minuto di raccoglimento che fu onorato in quello stadio e non negli altri il giorno seguente. E poi striscioni sugli spalti. Da Bologna qualche corretto tifoso ringraziò Napoli, e qualcuno scrisse anche “noi sportivi rossoblù non dimenticheremo mai la grande umanità del popolo partenopeo”. Dopo tre anni, i tifosi azzurri erano a Parma a ricordare il bolognese-napoletano Lucio Dalla da poco scomparso con due vistosi striscioni e tanta commozione. “Te voglio bene assaje” e “Ciao Lucio” mentre “Caruso” risuonava in tutto lo stadio “Tardini”. E risuonò anche in piazza del Plebiscito la sera dell’inaugurazione delle World Series dell’America’s Cup quando Napoli volle salutare l’artista bolognese. Così come in tutti i palcoscenici napoletani dove gli artisti partenopei gli dedicarono un sentitissimo omaggio canoro.
Oggi, allo stadio “Dall’Ara” di quella Bologna dei due simboli Bulgarelli e Dalla, i tifosi bolognesi hanno pensato bene di indirizzare i soliti cori razzisti e blasfemi (povero San Gennaro!) contro i napoletani presenti e, peggio ancora, di esultare ai goal dell’Udinese segnalati sul maxischermo, di cantare a mo’ di beffa “‘O surdato nnammurato” così come avevano fatto già juventini e laziali.
10 e lode al Bologna per i valori di correttezza sportiva dimostrata in campo, 4 al Napoli per la prestazione, zero spaccato ai bolognesi sugli spalti che hanno offerto una brutta immagine della loro città mettendoci un livore immotivato e oltre le righe. Se oggi in tribuna ci fosse stato Dalla avrebbe certamente bacchettato i suoi concittadini che pure hanno festeggiato a fine partita sulle note di una sua canzone. Che non era la più celebre “Caruso”. Forse i bolognesi, oggi, cantando in lingua napoletana, volevano proprio omaggiare il cantautore di casa che divenne internazionale solo quando prese a comporre e a cantare Napoli, ad amare Napoli. Lui che voleva rinascere napoletano, da lassù si sarà sentito offeso. Qualcuno da Bologna ci spieghi il perchè di tanto accanimento, se c’è un motivo scatenante, e noi cercheremo di comprendere.
Ora non veniteci a raccontare come sempre che certe cose le fanno anche i napoletani. Si, lo sappiamo che a Napoli non ci sono i preti e le monache sugli spalti, ma il razzismo e l’ingratitudine disgustano, e se pure i napoletani ne siano mai stati responsabili, o lo saranno, sarebbero perdenti e stigmatizzabili come i tifosi del Bologna oggi. È il malcostume del calcio italiano che lascia l’amaro in bocca. E pensare che i bolognesi negli anni Ottanta erano al fianco dei napoletani e festeggiavano dai balconi lo scudetto virtualmente vinto nel ’90 dal Napoli proprio nella loro città. Segno che le cose, negli stadi così come fuori, sono sempre in notevolmente peggioramento.
Pensate che si parla solo di calcio? In questo caso riflettete su come siete assuefatti alla sottocultura italiana apprendendo che all’aeroporto “Marco Polo” di Venezia quattro passeggeri campani, correttamente in fila, si sono visti rifiutare l’imbarco con conseguenti offese e insulti. «Imparate a parlare italiano, se Napoli non ci fosse tutto andrebbe meglio», queste le parole al desk. Denuncia alla Polaria supportata dalle testimonianze di alcuni francesi, stupiti.
I viaggiatori hanno denunciato. Paolo Cannavaro, invece, ha perso un’altra opportunità per segnalare all’arbitro i cori “vesuviani”. Non fa più notizia, come i cori stessi. Ma solo quelli contro i napoletani, perchè la Fiorentina si è presa 15.000 euro di ammenda per i cori di discriminazione etnica indirizzati al serbo Ljajic.