Le politiche agricole scorrette del Nord
“Buonitalia” roccaforte leghista, cancellata l’agricoltura del Sud
Angelo Forgione – Era il 15 Febbraio del 2010 quando scrissi per napoli.com un articolo-denuncia sulle operazioni “oscure” del leghista Luca Zaia, allora Ministro delle Politiche Agricole e oggi Governatore del Veneto, che si era inventato il “Mc Italy“, o meglio “Mc Padania”, per favorire gli agricoltori del Nord dopo aver inventato un commissariamento del Consorzio di Tutela della Mozzarella di bufala campana in concomitanza della nascita della bufala padana. E conclusi l’articolo con queste parole profetiche: “L’insidia è dietro l’angolo, latente e inquietante, e il pericolo che vi siano delle strane dinamiche a vantaggio di una parte del paese e a scapito di un’altra è un monito per gli imprenditori, gli agricoltori e i consorzi di tutela dei prodotti del sud, nonché per i consumatori”.
È di oggi, a distanza di due anni, la notizia che il razzismo gastronomico (e non solo) non era una fantasia di chi scrive ma una strategia scorretta reale e messa in atto proprio da Zaia tramite “Buonitalia“, la società di promozione del prodotto enogastronomico italiano (si fa per dire), che non ha mai promosso alcun prodotto del Sud ed è in liquidazione con 21 milioni di passivo dopo aver sperperato 50 milioni di euro di finanziamenti tra il 2008 e il 2010, ovviamente elargiti dal Ministero di Zaia, con stipendi d’oro e voragini in bilancio. Se ne è accorto proprio il liquidatore, il docente siciliano Alberto Stagno d’Alcontres, che ha controllato le liste dei debiti e dei creditori. Debiti con Unioncamere lombarda, Verona Fiera, Biennale di Venezia, Università di Verona, Promoveneto, Veneto Banca. Crediti ottenuti con Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Enoteca di Siena e Consorzio del Chianti.
Col senno di poi, il “McPadania” era tanta roba per il Sud; è vero che l’affare milionario interessava i produttori di Pancetta affumicata della Val Venosta, di bresaola della Valtellina, di Asiago DOP, di Parmigiano Reggiano e di carne prodotta da una nota azienda che ha stabilimenti strategicamente ubicati nel cuore della val padana, ma almeno Zaia aveva mischiato le carte col contentino dell’olio siciliano dei monti Iblei con il quale erano fatti i panini (tze!), i carciofini e le cipolle meridionali.
E i politici del Sud stanno a guardare, perchè così deve essere secondo dettami di sistema. Si insinuino pure dappertutto i leghisti e i filo-settentrionali, perchè a loro non bastano i 63 miliardi di spesa annua dei meridionali per prodotti industriali che finiscono dritti dritti al Nord; devono avocare a sé anche tutta la fetta di mercato del prodotto agricolo e artigianale.
Le gesta di Zaia da Ministro delle politiche agricole (italiane) annoverano anche l’assenza al festeggiamento del riconoscimento UE del marchio “STG” da parte della pizza napoletana per recarsi da Mc Donald’s a promuovere il suo panino. Terminato il dicastero, il leghista è andato a vincere le elezioni a governatore del Veneto e da quella poltrona si è subito segnalato per aver definito “calcinacci… quattro sassi” le mura crollanti di Pompei e “una porcheria” lo stanziamento di 250 milioni di euro per i primi interventi che, a suo dire, dovevano andare al Veneto per gli alluvionati. Ne ebbe 300.
Angelo Forgione – Nuovo crollo a Pompei, dove ha ceduto una parte del muro romano di cinta esterno (non affrescato) situato in una parte a nord degli scavi, nella zona di Porta di Nola. Il crollo si è verificato nella serata di ieri. I danni riguardano una porzione di un metro e 50 in altezza per 3 metri di lunghezza di un muro romano di contenimento lungo complessivamente 5 metri; a terra tre metri cubi di macerie franate, probabilmente per le infiltrazioni di acqua piovana, che in generale costituiscono il problema dei terrapieni nell’area nord degli scavi.
Nicola Spinosa, ex Sovrintendente Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico di Napoli, uomo di profonda conoscenza dell’arte Napoletana e non solo, racconta Napoli e la sua immensa cultura unica al mondo a John Elkann.
Angelo Forgione – Torno sulla rivisitazione risorgimentale, che è senza dubbio la chiave per capire dove nascano i guai sociali (e non solo sociali) della nostra nazione italiana. Questa volta ho messo insieme un collage di alcune “pillole” del critico d’arte Philippe Daverio, tratte da varie puntate della sua trasmissione “PASSEPARTOUT” (RAI) e non solo, così come pure interviste rilasciate ai quotidiani IL MATTINO di Napoli e LA STAMPA di Torino. Un lavoro divulgativo che sembra essere estratto da una puntata monotematica mentre in realtà è un puzzle dal senso compiuto che all’inizio pone presupposti e alla fine offre delle risposte, toccando un altro tema che mi sta a cuore: la distruzione del patrimonio monumentale che è figlio della cancellazione della cultura.

Il produttore cinematografico e patron del Napoli incontra il Presidente della Regione Caldoro e immagina una sorta di grande set cinematografico. Il progetto prevede anche il Gran Premio di F1 a Napoli e stabilimenti balneari a Mergellina.Anche De Laurentiis intuisce l’importanza degli scavi per il turismo di Napoli. Del resto Carlo III di Borbone partì proprio con gli scavi per attrarre i turisti del “grand tour” e fare di Napoli la meta più ambita del ‘700.


