––– scrittore e giornalista, opinionista, storicista, meridionalista, culturalmente unitarista ––– "Baciata da Dio, stuprata dall'uomo. È Napoli, sulla cui vita indago per parlare del mondo."
“XG1” Forgione con “Decibel” Bellini su Marte Martedì 26, ore 21:30, sulla radio più “azzurra” d’Italia
Stasera Angelo Forgione ospite alla storica trasmissione marziana “Top Five” di Daniele “Decibel” Bellini, speaker ufficiale dello stadio “San Paolo”, durante la quale si racconterà attraverso 5 canzoni. Nel corso della diretta non mancheranno parentesi dedicate a Napoli e al Napoli.
Ore 21:30 su Radio Marte, radio ufficiale del Calcio Napoli.
FM e streaming online su http://www.radiomarte.it
La clip dedicata a “Decibel” Bellini in versione stadio
videoclip: MATADOR CAVANI tributo al bomber del Napoli
Proprio mentre sta per avviarsi la nuova avventura del Napoli, ho pensato di chiudere il ramo dedicato agli azzurri di questa intensa stagione di orgogliosa produzione multimediale pro-Napoli con un meritatissimo e richiestissimo tributo al protagonista del campionato che ha portato la banda Mazzarri in Champions League.
Un videoclip interamente dedicato al “Matador” Cavani e diviso in due parti. Nella prima, un mix di goal del bomber azzurro a ritmo latino-americano. Nella seconda, un concentrato di emozioni raccontato da tutte le più famose voci del San Paolo.
Buona visione!
Radio 24 insiste con Napoli continua il tiro al bersaglio nel palinsesto della radio
Da giorni il palinsesto di Radio 24 è riempito di Napoli, ma in senso negativo, non certo del suo immenso patrimonio culturale. Mentre Giannino continua a dire che è colpa di chi si offende se si offende per la sua invocazione del Vesuvio come soluzione estrema per “riformare” i Napoletani e a prendersela con “La Repubblica” con la quale evidentemente ha un conto personale aperto, la premiata ditta Cruciani&Parenzo prima intavola la puntata de “La Zanzara” del 1 Luglio dal titolo“Ci penserà il Vesuvio?”e poi, nella puntata del 4 Luglio va in conflitto con un radioscoltatore che viene invitato a bruciapelo da Parenzo ad andare a raccogliere l’immondizia di Napoli perchè discorde con le sue idee sul Ministro Alfano, per poi essere “liquidato” bruscamente da Cruciani. E dire che la telefonata era iniziata con grande cordialità.
Riceviamo e pubblichiamo la risposta di Oscar Giannino, che lascia senza parole.
«vergognatevi voi, non avete ascolktato e ragliate alo specchiocadendo nella trappola di chi fa sempre credere agli italiani che ci si debvba dar ddosso insultandosi» (Oscar Fulvio Giannino)
La trascrizione è testuale in copia e incolla, e lascia ancor più interdetti alla luce degli errori di digitazione del personaggio che raglia accusando di ragliare. Non intendiamo proseguire oltre la discussione perchè è sconcertante come il personaggio rinneghi ciò che ha chiaramente dichiarato, prima timoroso e poi convinto di quella che ha chiaramente presentato come l’unica SOLUZIONE ai problemi di Napoli, con l’imbarazzo del suo interlocutore che subito gli diceva «adesso ci saranno sicuramente polemiche». «Io penso che per rifondare lo spirito e la legalità di quella città – ha detto Giannino – ci vuole questo». È evidente che per alcuni personaggi sia normale pensare, scrivere e dichiarare simili cose su Napoli e il Sud, finendo poi con lo sbigottimento di fronte alle reazioni. «Ma come, si ribellano pure questi Napoletani? Si vergognino!»… ci dicono, invece di porci le scuse.
No! I Napoletani perbene non si vergognino affatto ma anzi riflettano per una autentica presa di coscienza. Qui non si tratta di fare le vittime legittimando i nostri problemi e nascondendoli sotto il tappeto, ci mancherebbe. Qui si tratta di smetterla di subire la prevaricazione di certi nostri “concittadini” così come di taluni “fratelli” d’Italia che invece di costruire, pur avendone l’obbligo non solo morale, distruggono.
La nostra contro-risposta: Dopo una simile risposta, credo che Lei sia senza speranza.
La abbandono cordialmente.
Angelo Forgione
La nostra lettera di protesta iniziale era la seguente:
Caro Giannino, si vergogni per il messaggio da intellettuale leghista che ha saputo lanciare alla nazione, seppur smentendosi nel momento in cui lo pronunciava. Questa è l’Italia in cui politici e giornalisti (categoria quest’ultima di cui anche il sottoscritto fa parte) non propongono soluzioni ma colpevolizzano e offendono un’intera comunità Napoletana che soffre e subisce da 150 anni. Sappia che se l’illegalità è diffusa nel sud, come lo è, è perchè lo Stato lascia campo libero alla malavita e se ne serve. E questo è un andazzo iniziato guarda caso con il nostro caro amico Garibaldi. La conoscerà la storia dell’ordine pubblico a Napoli garantito da Giuseppe “camiciarossa”, no? O lei è uno di quelli che ancora raccontano le favolette dei padri della patria? Abbia la decenza di chiedere scusa ad un popolo che soffre e che è costretto a sentire anche le Sue e non solo Sue idiozie. Almeno si dimostri umile.
Oscar Giannino propone l’eruzione del Vesuvio i problemi di Napoli non vanno risolti, va risolta Napoli
Continuano gli attacchi alla comunità Napoletana e in questi giorni si moltiplicano da più fronti. Ora è la volta di Oscar Giannino, giornalista economista che ha saputo lanciare all’utenza della solita Radio 24 un messaggio deplorevole, seppur smentendosi immediatamente dopo averlo pronunciato.Come ai tempi di Bertolaso, si torna a invocare il Vesuvio. Mentre i rifiuti tossici illegali continuano ad essere sversati in Campania, la solidarietà verso i Napoletani è negata ad ogni livello. E nel frattempo politici e giornalisti si comportano all’italiana, non proponendo soluzioni serie ma puntando il dito e colpevolizzando Napoli, offendono un’intera comunità che soffre e subisce da 150 anni. Se l’illegalità è diffusa nel sud, come lo è, è perchè lo Stato lascia campo libero alla malavita. Dobbiamo per forza tornare a raccontare quando e perchè le mafie hanno preso il sopravvento al sud? Risparmiamocelo, almeno stavolta.
Cruciani, dalla mistificazione allo sberleffo dopo le proteste, niente scuse e confronto
ma solo stupide risate
Ecco di nuovo il duo Cruciani-Parenzo irridere la grande storia del Sud. Dopo le proteste e la richiesta di un confronto civile in diretta radiofonica, alla trasmissione “la zanzara” si torna a ridere stupidamente invece di fare un bagno di umiltà e porgere scuse doverose.
Ancora strumentalizzazioni e paragoni inappropriati al fine di ignorare da una parte il meridionalismo e il revisionismo storico, e di screditare dall’altra chi rivaluta in qualche modo l’operato della dinastia borbonica di Napoli.
Complimenti ai due “giornalisti” per la fuga dal dibattito.
video: Cruciani e le coltellate alla grande storia del Sud la mistificazione degli sprovveduti
Vergognoso e deplorevole atteggiamento di Giuseppe Cruciani (già noto per alcuni commenti velenosi sul Napoli a “Controcampo”) e David Parenzo durante la trasmissione radiofonica “La Zanzara” di Radio24. Un radioascoltatore salentino interviene in diretta dichiarandosi “neoborbonico” e revisionista per poi snocciolare scomode verità storiche. I due conduttori lo incalzano e lo trattano come un pazzo per l’uso della parola “borbonico” fatto senza alcuna sudditanza, per poi “imbavagliarlo” con scherno e irrisione dietro alle quali si nasconde l’ignoranza di due disinformati che zittiscono l’unico informato della discussione.
Ancora una dimostrazione di come il “regime di pensiero italiano” imponga la ghettizzazione di chiunque rivaluti a ragion veduta la grande storia del Sud che gli intellettuali di ogni parte del mondo conoscono, e di come si voglia a tutti i costi sopprimere la voglia di restituire alla parola borbonico un significato più fedele alle fama che la dinastia napoletana seppe dare a Napoli e al Sud preunitario. Mentre Napoli soffoca sotto i rifiuti, che sono rifiuti della lega a cooperare, l’attacco alla città è anche storico ed è in atto non solo nelle stanze della politica ma anche negli studi televisivi e radiofonici.
Di seguito, il botta e risposta di V.A.N.T.O. con Cruciani
Caro Cruciani, la sua ignoranza nei confronti della storia del Sud è sesquipedale. Lei è il suo collega Parenzo non solo non vi ponete dubbi nella vita ma avete così tante certezze sbagliate da andare incontro a brutte figure come quella col ragazzo salentino che è intervenuto in trasmissione sulla storia del meridione borbonico. I migliori uomini di cultura, e oltre a quelli citati nel video ne potrei snocciolare tantissimi anche stranieri, rispettano le verità storiche mentre personaggi come voi finiscono col fare danni alla cultura che neanche immaginate. O forse si, perchè il sospetto che lo facciate di proposito è molto più che semplice sospetto. Si guardino questo video e poi chiedano scusa al ragazzo salentino e a tutti i meridionali, sia quelli che sanno che quelli che non sanno. Nella vita bisogna diffidare da quelli che hanno certezze, non da chi ha dubbi. Le persone di cultura sono anche umili, sanno ammettere i propri errori.
Risposta di Cruciani (in copia generica a tutti)
Abbiamo semplicemente detto che rimpiangere il Regno delle Due Sicilie è ridicolo. Nessuno ha mai voluti denigrare quella storia. Il resto sono chiacchiere. Grazie.
Controreplica di V.A.N.T.O.
Non giochiamo con le parole. Così peggiorate l’immagine di voi. Non avete detto che è stupido rimpiangere. Le testuali parole evidenziate nel video sono: “Ma quale passato glorioso, non diciamo stupidaggini. Il Regno delle Due Sicilie un passato glorioso? Ma stiamo dicendo sul serio o dobbiamo chiamare quattro ambulanze?!” E poi… “Mo, adesso… il Regno delle Due Sicilie… i Borbone… era un periodo rispetto ad adesso e all’unità d’Italia migliore”. E ancora Parenzo: “Il Regno delle Sicilie più industrializzato? Ma si rende conto?” Per poi irridere chi ne sapeva più di voi con la sirena dell’ambulanza per dipingerlo come un matto da legare, e così zittirlo. Bel modo di fare informazione e cultura! Non ci prendano in giro con simili risposte e attenuanti. Se proprio Loro non sono così umili da fare pubblica ammenda, almeno la smettano di infangare la nostra Napoletanità e meridionalità. È ora che la smettiate tutti Voi di infangare Napoli e la sua grande storia basandovi su un presente che è risultante del nostro subire in silenzio, sia in casa nostra che fuori… un presente in cui gli unici fessi siamo noi che abbiamo assorbito per 150 anni. E glielo dice uno che crede ancora nel valore dell’unità d’Italia. Ma che sia fatta davvero, perchè da un secolo e mezzo non se ne vede l’ombra. Continuate a festeggiarvela mentre noi soffriamo nei rifiuti e vediamo la più bella città del mondo stuprata da politica e camorra che, insieme, le rubano l’anima. Se non riuscite ad avere rispetto per la nostra storia che invidiate, almeno abbiate rispetto per la nostra sofferenza.
Brutta immagine che lede la nostra Napoletanità. Dovremmo festeggiare, e invece…
La vicenda Mazzarri non sta facendo fare una bella figura alla piazza di Napoli. Non è il caso di prendere posizioni prima del confronto tra i protagonisti, ma intanto tutta questa querelle sta dando all’esterno la sensazione di una società il cui processo di crescita è facile a incepparsi per qualche “interferenza” di una delle tre cosiddette “big”. Tutto questo lede la stessa Napoletanità.
La Juventus sta collezionando ripetuti passaggi a vuoto e una confusione societaria con continui cambi sia ai vertici che nelle poltrone di comando. E i risultati si vedono. Fatto salvo il blasone juventino, ad oggi non c’è da sentirsi inferiori. Il Napoli centra i suoi obiettivi e li anticipa persino; la Juventus li fallisce tutti.
Il quotidiano sportivo di Torino, da un mese a questa parte, pubblica un giorno si e l’altro pure illazioni sul futuro di Mazzarri che forse neanche è l’obiettivo principale della società bianconera. E guarda caso, proprio da quando è scoppiato il caso, il Napoli ha perso la concentrazione, finendo per perdere tre partite su quattro. Anche così si concretizzano manovre di disturbo, e l’auspicio di De Laurentiis che ha chiesto un punto contro l’Inter e tre contro la Juventus nasconde a fatica il fastidio che il presidente del Napoli avverte nei confronti dell’ambiente torinese per quanto sta accadendo.
Mazzarri non dimentichi che giusto un girone fa, alla vigilia del match dell’Epifania contro l’Inter, aveva ufficialmente sposato la causa napoletana, lui che è livornese, esponendosi in conferenza stampa contro il potere del nord e dicendo testualmente: «questo Napoli comincia ad essere temuto e i nemici stanno uscendo allo scoperto. Facciamo paura, I fucili sono puntati da tutte le parti e io sono soddisfatto, sperando che la squadra capisca questo spirito». Da un mese i nemici sono scomparsi? Napoli non dimentica, e ora vedere quella stessa persona capace di caricarsi il sentimento identitario accostata al potere del nord da molto fastidio ai Napoletani.
Così, tra i due litiganti nessuno gode e ci vanno anzi di mezzo i tifosi, la cui soddisfazione per una prestigiosa qualificazione in Champions League è “strozzata” dalle polemiche, e i calciatori che si sono ritrovati all’improvviso sbandati e privi della loro guida per poi essere bacchettati dal Presidente dopo una stagione in cui hanno dato veramente tutto.
Ci vorrebbero maggiori tributi per questa stagione eccezionale che ha fatto sognare i traguardi di un ventennio fa. C’è da augurarsi di poter tornare a primeggiare in questo fatidico “secondo quinquennio” di De Laurentiis, ed è questo l’obiettivo da perseguire. Intanto, da quando nel 1992 la Coppa dei Campioni è divenuta Lega dei Campioni, una squadra a sud di Roma vi accede per la prima volta e il fatto è fortemente significativo. Tutte queste polemiche che hanno offuscato una luminosa stagione hanno francamente stancato.
Non è questo il caso, ma la Sampdoria faccia da monito; presidente e allenatore riflettano e facciano solo il bene del Napoli, non si può e non si deve rovinare un bel giocattolo… una delle poche positività in questo momento della nostra bellissima e stuprata città.
Angelo Forgione
La registrazione audio tratta dalla trasmissione “Napoli nel cuore” su Radio Incontro Roma contiene al minuto 1:35 la mia opinione sul caso Mazzarri.
Angelo Forgione, L’Altroparlante e Enzo Fischetti
con FCS e ARLI per la lotta alle leucemie infantili Sabato 7, evento di beneficenza a Pomigliano D’Arco
In occasione della finale del campionato Regionale di Calcio a 7 “FCS LEAGUE SOCCER” patrocinato dalla Regione Campania, Sabato 7 Maggio dalle ore 18:00 e per tutta la serata, presso la il complesso sportivo “FCS Stadium” di Via Nazionale delle Puglie 159, si svolgerà un importante evento all’insegna della beneficenza e del divertimento organizzato da FCS Project ed A.R.L.I. (Associazione Regionale Leucemie Infantili). Angelo Forgione, il cui Movimento V.A.N.T.O. è sponsor del Real delle Sicilie partecipante al torneo, è onorato di dare il suo contributo accettando l’invito degli organizzatori per lo spazio dedicato alla cultura, e presenterà il libro “Malaunità” parlando di napoletanità. Inoltre, presenti Enzo Fischetti per lo spettacolo e la band “L’Altroparlante” di Gino Magurno per la musica che canteranno “Quelli come te (ma perchè sei tifoso della Juve se sei di Napoli)” e “La storia capovolta“. L’evento sarà seguito dalle telecamere di Telecapri e dai microfoni di Radio Club91, che per l’occasione effettuerà una diretta di tre ore con gli speaker Frank Tellina e Dr. Tranky che intratterranno i presenti e gli ascoltatori con il programma radiofonico “Fatti da Legare”. In programma anche una sfilata di belle ragazze firmata Givova, l’elezione di “Miss FCS Project” e altre esibizioni dal vivo. Ma i veri protagonisti saranno coloro che accorreranno a dare il loro contributo. Per loro l’opportunità di partecipare all’estrazione finale di una crociera MSC per 2 persone e di tanti altri premi messi in palio dai partners commerciali della manifestazione.
Su Rai radio2, Paolo Filo Della Torre contro meridionali caso di razzismo filo-risorgimentale ai giorni nostri
Giovedì 28 Aprile, su Rai radio2 va in onda la trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora“, e con essa il più sfacciato razzismo contro i meridionali. Ospite dagli studi di Napoli l’Onorevole Clemente Mastella per dibattere delle elezioni amministrative nel capoluogo campano. Ma la discussione politica assume “drammatici” toni sociali quando il dibattito si sposta sul matrimonio di William e Kate del giorno seguente e viene introdotto in diretta telefonica il Conte Paolo Filo Della Torre, giornalista e scrittore, uno dei pochi italiani invitati all’evento. All’aristocratico viene chiesto se Luca di Montezemolo sia di destra o di sinistra e la risposta scatena un conflitto verbale quando vengono attribuite al presidente della Ferrari delle qualità relative: «Secondo me è di destra, ed è anche un gentleman… poi è nordico». Mastella chiede chiarimento: «Uno di destra è nordico e quello di sinistra è sudico?». «Si, quello di sinistra è un po’ sudicio», ribatte Filo Della Torre. I conduttori evidenziano che l’ospite è uno dei tre soli italiani invitati alle nozze del secolo. E qui parte il richiamo alle vicende risorgimentali che sottomisero le Due Sicilie grazie alla regia inglese. «Di italiani esportabili – dice Filo Della Torre – siamo (e non “sono”) molto pochi. Se qui ci mandassero di nuovo i sudici sarebbe veramente un disastro. Gli inglesi dovettero sovvenzionare Garibaldi per “annettere” il sud d’Italia al nord, se non ci fossero stati i soldi inglesi per il vecchiaccio con la camicia rossa…». E poi ancora spocchia: «Mi hanno invitato perchè gli inglesi, a differenza degli italiani, sanno fare le cose. Sono dei signori, non sono dei sudici così come gli “accentacci” dell’Italia del sud». Clemente Mastella, a questo punto, salta dalla sedia e chiede rispetto al posto di simili “stronzate”. Filo Della Torre incalza: «È la verità, registrati e sentiti come parli. La maggior parte dei meridionali sono sudici». Poi, colpito dalle definizioni dell’onorevole di Ceppaloni (“broccolo”), diventa anche lui un sudicio e chiede: «ma che ca..o dici?». I conduttori riescono a sedare la gazzarra chiedendo allo scrittore se fosse sicuro che non fossero invitati degli italiani del sud al matrimonio di William e Kate. La risposta è non meno irriverente e ricca di pregiudizi: «Difficile che potessero esserci. Se ci fosse stato ancora quel “simpaticone” del grande comandante Lauro, forse anche per divertirsi, l’avrebbero invitato. Ma adesso il sud equivale ai burini». «Ci dissociamo, neanche Borghezio – dice uno dei conduttori – ha delle posizioni così». L’intervento razzista sfuma tra altre illazioni del soggetto in questione che una cosa giusta finisce per dirla: «Gli inglesi sono gente seria, infatti non hanno invitato neanche i Savoia». Certo, i Savoia no, ma i Borbone si! E sebbene l’erede della Real Casa delle Due Sicilie sia nato in Francia, è meridionale a tutti gli effetti in quanto rappresentante della famiglia reale dell’antico stato del sud. Tanto per chiarire chi fossero gli italiani invitati alle nozze dei serissimi inglesi. Poi il “nobile” saluta, non prima di aver dibattuto sul suo prossimo libro in uscita e sponsorizzando la superiorità della razza ebraica. A questo punto i conduttori si dissociano completamente e un disgustato Mastella ribadisce che c’era da dissociarsi già precedentemente, quando era stato offeso il sud.