(video) Doni e i bergamaschi non sono Napoletani!
Bergamo nella vergogna, Napoli esempio di lealtà
«Noi non siamo napoletani, l’Atalanta è una società seria, non abbiamo i boss dietro la rete della porta noi»… quella frase pronunciata in diretta nazionale da un tifoso dell’Atalanta che non abbiamo dimenticato. Come avremmo potuto?
Amarezza a Bergamo per le sentenze di primo grado del processo sportivo ai protagonisti del calcio-scommesse. Da li si era levata la protesta in difesa del capitano Doni, con tanto di esponenti della Lega Nord ad alzare la voce e tifosi che davanti alle telecamere dichiaravano «noi non siamo napoletani, l’Atalanta è una società seria…». Frase sdoganata su tutto il territorio nazionale per la quale Gad Lerner dovette scusarsi due volte coi Napoletani, anzi tre Facebook compreso, dopo la denuncia vibrata di V.A.N.T.O.
Purtroppo, per i sostenitori atalantini, la giustizia sportiva non ha ravvisato irregolarità nella posizione del Napoli come fece in tempi non sospetti una certa stampa a cui non parve vero poter sbattere il solito mostro in prima pagina: il pregiudicato a bordo-campo e la storia della sua mancata esultanza al goal del Napoli, che invece ci fu eccome. Sembrano tempi lontani e invece è storia di soli due mesi fa.
Che i bergamaschi non siano Napoletani è legge di natura. Ma ora è chiarissimo che non lo siano i giocatori dell’Atalanta condannati in primo grado e lo stesso Signori che pure di Bergamo è. Se lo fossero, si sarebbero comportati come il napoletano Fabio Pisacane e ora non si starebbero nascondendo per la vergogna. Vero Giorgio Buffoni?
Giustizia sportiva è fatta, almeno per ora. Quella penale è altra cosa (e conosciamo l’infiltrazione delle mafie nel calcio), quella divina poi… è bello sapere che lassù qualcuno ci ama.

Angelo Forgione – L’importante testata londinese The Economist ha pubblicato recentemente, sia su carta che on-line, un reportage firmato da John Prideaux e titolato
Angelo Forgione – Come De Magistris, anche Caldoro è sempre più insofferente agli attacchi di Bossi & C., alleati ingombranti per il PDL meridionale. Il proclama del Senatùr “i rifiuti di Napoli glieli abbiamo messi in quel posto” col quale ha esultato all’inaccoglienza delle regioni del Nord della spazzatura campana, ha urtato ancora di più il Presidente della Regione Campania che ha dichiarato di essere al lavoro per bloccare i rifiuti industriali che dal Nord continuano ad arrivare al Sud come prima risposta alla mancanza di reciprocità.
Mi viene in mente l’interessantissimo libro “And so , what…? (Tornano i bastimenti da terre più o meno lontane)” di Pasquale Russiello, fondatore dell’onlus “Arrivano i nostri”, nel quale vengono presentate molte questioni attuali che riguardano Napoli e la Campania e viene proiettata una Napoli in cui, tutto sommato, si vive meglio che altrove (




Al programma umoristico “Fratelli e Sorelle d’Italia” del 15 Luglio scorso su La7, Paolo Caiazzo ha proposto con visibilità nazionale il suo simpatico sketch sugli avvenimenti che portarono all’unità d’Italia. Con geniali trovate (come ad esempio i soldi della Comunità Europea per descrivere le massonerie internazionali che cospirarono contro Napoli) e qualche situazione esilarante utile alla composizione del messaggio, l’artista Napoletano ha dato dimostrazione di come ogni componente possa essere utile a diffondere la verità storica, certificata dalle parole di commento finale della padrona di casa Veronica Pivetti.
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Al termine della riunione del CIPE, il governo ha annunciato lo stanziamento di 9 miliardi di euro di fondi per il “Piano per il Sud per le infrastrutture”. Ma non si tratta di nuove risorse bensì di parte dei fondi FAS (Fondo per le Aree Sottosviluppate UE) che prevedono un periodo di spesa del 2007-2013, già stanziati per il “Piano Sud” nel 2008 e poi indirizzati su altre “esigenze” non propriamente per il meridione.