Ottobre. E il Sud attende ancora il masterplan renziano.

renzi_tennisAngelo Forgione “Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, con la colonnina di mercurio sopra i 40 gradi d’Agosto, ha lanciato la bolla contro i piagnistei, ipotizzando per metà settembre un masterplan per il rilancio del Sud. Lo ha fatto alla riunione della Direzione del PD, limitando la discussione al suo partito ed escludendo le altre forze politiche. Il Sud sta ancora aspettando quel masterplan, e fin qui si è dovuto accontentare di una finale tutta pugliese degli US Open di tennis femminile, con Renzi in prima fila a New York invece che a Bari per l’inaugurazione della Fiera del Levante.”

Il virgolettato si riferisce a un passaggio del mio pezzo per il n.13 del quindicinale Informazionesenzafiltro dedicato al Sud (per leggere l’intero articolo clicca qui).

«Rottamare il piagnisteo – disse Renzi il 7 agosto in Direzione PD – non vuol dire non denunciare ciò che non va, ma ricordarsi che ti pagano per risolverlo il problema». L’hashtag #zerochiacchiere lanciato in quell’occasione dal Primo Ministro, evidentemente, non decolla.

Per vedere l’intero intervento di Renzi sul Sud del 7 agosto clicca qui.

Caro Pino, Napoli non ha capito cos’è ‘a carta sporca

Angelo ForgioneNella toponomastica napoletana spunta via Pino Daniele, giusto omaggio al grande innovatore della musica partenopea.
Qualcuno protesta per la strada designata, ma pare sia stata la famiglia a indicare proprio quella. Il vero problema è inaugurare la targa nella mancanza assoluta di decoro urbano, apporla a un muro completamente imbrattato. È un segnale preoccupante di assuefazione al degrado del Centro Storico di Napoli, il più grande d’Europa, patrimonio Unesco per la sua antichità e unicità. Le foto stanno facendo il giro d’Italia e oltre, comunicando tutta la disaffezione e l’incultura di una parte della città. Le competenze (condominiali), in casi del genere in cui è ampiamente prevedibile che ti osservi il mondo, non possono non essere ricondotte a un’esigenza superiore. La “lavata di faccia”, che pure avrebbe nascosto tutto il resto attorno, era doverosa almeno per onorare la memoria del cantautore, proprio colui che cantò per denuncia “Napule è na carta sporca e nisciuno se ne ‘mporta”. Anche stavolta nessuno se ne è importato.
Compiuto a tempo di record l’atto amministrativo, sull’onda emotiva che ha travolto l’Italia intera, è ora auspicabile la cancellazione dei nomi di personaggi in constrasto storico con Napoli e la sua storia, per fare spazio ai veri grandi napoletani che hanno comunicato la napoletanità nel mondo. Penso ad esempio a Eduardo Di Capua, autore di O sole mio, ‘I te vurria vasá e altri capolavori immortali della Canzone napoletana, conosciuti ad ogni latitudine, vergognosamente dimenticato dalle amministrazioni comunali che mai hanno pensato di dedicargli una strada (come ha invece fatto il Comune casertano di Marcianise).

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Dispersione scolastica, piaga senza cura

Angelo ForgioneIl Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scelto Napoli per inaugurare l’anno scolastico. Simbolica novità per invitare i ragazzi ad andare a scuola: «Ragazzi, permettetemi di dirvi: andate a scuola! Andateci. Non ne fuggite. Non fatevi vincere dalla sfiducia. La scuola è vostra, così come vostro è il futuro». È proprio la dispersione scolastica, per Napoli, una delle piaghe più dolorose da curare. La provincia, come tutto il Sud, necessita di plessi accoglienti, attrezzati e informatizzati, dell’affermazione della cultura della formazione scolastica e dell’apprendistato, ma soprattutto del sostegno alle famiglie povere e della riduzione della povertà stessa, la cui correlazione con l’abbandono delle aule è fortissima. Nulla di tutto questo viene messo in campo per contrastare la deriva sociale.
Le proporzioni dell’evasione dai banchi continuano ad essere allarmanti, anche se la tendenza è in miglioramento. La provincia partenopea è tra le ultime in Italia con il 29% degli studenti che diserta la scuola dell’obbligo (media nazionale pari al 17%) e punte in alcune zone del 50%. Il dato napoletano penalizza l’intera Campania (22,2%), davanti alle sole Sardegna e Sicilia per numero di giovani che abbandonano prematuramente gli studi. Una condizione patologica che sembra essersi cronicizzata. Non è solo un problema di educazione civica, evidemente scarsa, che si rispecchia nei muri e nei monumenti imbrattati e vandalizzati della città; non solo un problema di un popolo che finisce col non leggere libri e non visitare musei. L’esercito dei dispersi lo ritroviamo in gran parte in strada, a oziare se va bene, se non a delinquere e a farsi affascinare dai facili guadagni della camorra. È lì, per le strade, tra i ragazzi senza futuro, che le organizzazioni malavitose pescano manovalanza. Una seria lotta alle mafie inizierebbe proprio da qui.
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‘Dov’è la Vittoria’ e ‘Made in Naples’ a Domenica Luna Live

«A noi fa piacere sapere la verità, la verità secondo Angelo Forgione». Così la conduttrice Paola Mercurio chiude la chiacchierata con l’autore di Dov’è la Vittoria e Made in Naples nel salottino domenicale dell’emittente campana Tv Luna.

Tedeschi e portoghesi come i napoletani, in Rai la sagra del luogo comune.

Angelo ForgioneFiguraccia tedesca! Il viso torvo della Cancelliera Merkel non riesce proprio a distendersi in questi giorni per colpa di Volkswagen, del suo software civetta, delle emissioni truccate, degli incentivi governativi incassati dalla casa di Wolfsburg e dello sdoganamento nel mondo di vetture bollate di verde ma invece nere. Crolla il mito dell’integrità teutonica e un bel po’ di sassolini dalle scarpe se li levano un po’ tutti gli italiani, spesso sbeffeggiati dalla stampa tedesca per i loro ripetuti inciampi. Non lo fa certamente nel più elegante dei modi Marina Viro della redazione de La Vita in Diretta, trasmissione di punta del pomeriggio di Rai Uno, che tira fuori dal cilindro, senza illusionismo alcuno, i napoletani. Nel condimento partenopeo spuntano le belle stazioni del metrò dell’arte di Napoli, confrontate alle lungaggini del nuovo aeroporto di Berlino. Non il migliore dei parelleli per assolvere l’Italia, perché la metropolitana di Napoli, con la sua bellezza che si fa strada nel mondo, non è esattamente l’esempio della velocità di realizzazione. Piuttosto, in tema di automobili, sarebbe stato più corretto confrontare Volkswagen con Fiat Chrysler, che ha violato le norme statunitensi sulle campagne di richiamo dei veicoli difettosi. Oppure, in tema di “grandi opere” e annesse ruberie, sarebbe stato più giusto evitare facili giochi di prestigio e ricordarsi seriamente dell’Expo di Milano, del MoSE di Venezia, della TAV centro-settentrionale, di Mafia Capitale e magari anche della Tangentopoli milanese di Mani Pulite degli anni Novanta, dei crac emiliani di Parmalat e Bipop Carire e di quello romano di Cirio. Passa il teorema assoluto dei napoletani truffatori, sempre e comunque, di quella parte marcia della capitale del Mezzogiorno stracciato più che straccione. Passa di comodo la conseguenza tipica della povertà del territorio magnogreco più povero del greco. Il truffatore napoletano è un miserabile, un uomo vuoto di istruzione, non è impiegato nelle grandi multinazionali, nelle banche o nei palazzi del potere, quelle stesse realtà dorate in cui le truffe hanno hanno fatto danno, dal dopoguerra ad oggi, più di quanto non siano stati capaci di fare tutti i piccoli truffatori napoletani, catanesi e baresi messi insieme.
A proposito di luoghi comuni, ci si è messo anche Corrado Orrico, ex allenatore di Calcio ora ripescato nelle vesti di opinionista Rai. Per lui, la Fiorentina del lusitano Pauolo Sosa è una «marmellata informe». Insomma, non gli piace perché «i portoghesi sono “pressappochisti” come i napoletani». Bontà sua, bontà degli impassibili conduttori di 90° minuto, bontà della Rai, che in due giorni ha raccontato agli italiani che i napoletani sono truffatori e pressapochisti. A dire che erano pure puzzolenti (come i cinesi) ci aveva già pensato Giampiero Amandola.

25/9: dibattito sulla “Questione meridionale” a Giugliano e “San Gennaro Day” al Duomo di Napoli

Doppio appuntamento nella serata di venerdì 25 settembre. Il Movimento Polis, nell’ambito della rassegna “Non restiamo a guardare”, organizza per venerdì 25 settembre un dibattito in piazza Matteotti a Giugliano sulla “Questione meridionale”. Alle ore 19, lo scrittore e giornalista  Angelo Forgione, il rapper Tueff, il direttore di Tuttonapoli.net e giornalista di TeleClubItalia Francesco Molaro, l’attore Ciro Fiengo e lo scrittore giuglianese Emanuele Coppola parlarenno di divisione territoriale ai cittadini giuglianesi e saranno moderati da Leonardo Ciccarelli, che introdurrà poi la proiezione del film Song ‘e Napule, prevista per le ore 20,30. Per quell’ora sarà già iniziata la serata di gala del premio “San Gennaro Day 2015”, al sagrato del Duomo di Napoli. L’evento laico, sotto la direzione artistica di Gianni Simioli, vadrà alternarsi sul palco un lungo elenco di eccellenze del territorio, e non solo.

In ricordo di Giancarlo Siani… 30 anni dopo

Angelo Forgione23 settembre 1985, 30 anni fa. Eravamo vicini di casa, ma non ci conoscevamo; tu più grande di me. Io pensavo a giocare in strada e tu sgomitavi per guadagnarti un lavoro. Quella sera rincasavi per una doccia, e poi via, allo stadio San Paolo per il concerto di Vasco. E invece ti portarono via con la tua sana incoscienza, la tua giovinezza, le tue speranze e persino i sogni di scudetto del Napoli di cui eri tifoso. Il rumore sordo degli spari silenziati non lo sentii dalla mia stanza, ma quello delle sirene di Polizia e ambulanza sì, quelle sì. Lo ricordo come fosse ieri. Un ragazzino che si trova davanti agli occhi quella scena finisce col rendersi conto delle difficoltà ambientali in cui è immerso, anche se vive in un quartiere bene assai lontano dalla provincia insanguinata e dai rioni bui dalla Napoli di piombo degli anni Ottanta, nella Campania in cui piovono i miliardi per la lenta, lentissima ricostruzione delle zone colpite dal terremoto. Anche il nostro idolo Diego Maradona era servito per stemperare le tensioni sociali, pensa un po’, ma credo che neanche tu, più maturo di me, potevi capirlo. Lì ho iniziato a crescere, a capire, senza mai dimenticare il tuo esempio di purezza e ingenuità, ed è anche per quel che ho visto quella sera che oggi amo raccontare la verità, scavare oltre le apparenze.
Eri un precario, mica un giornalista di punta! Ma lavoravi in modo impeccabile, e raccontavi con puntualità come la camorra, infiltrata nella vita politica, condizionava decisioni ed elezioni. Avevano deciso di amazzarti molti giorni prima, sicuramente dopo la pubblicazione di un tuo articolo su Il Mattino del 10 giugno in cui avevi rivelato che il boss di Torre Annunziata Valentino Gionta era stato arrestato per una soffiata ai Carabinieri fatta partire dal suo alleato Lorenzo Nuvoletta, al quale un terzo boss, Antonio Bardellino, aveva imposto invece l’omicidio del Gionta. Gli facesti fare una figuraccia a quel re ormai nudo che decise di mettere fine alla tua vita. Sì, non ti uccisero perché sapevi qualcosa di grosso e incutevi preoccupazione. Ti uccisero per una questione di onore, una volgarissima questione di onore. E perciò non immaginavi neanche lontanamente che potessero arrivare a tanto. C’era forse dell’altro, chissà?
A quel muro davanti al quale ti hanno zittito porto sempre il pensiero che mi stringe la mente. Disarmato e di spalle, in quell’angolo isolato e oscuro, ti colpirono due vigliacchi. Due contro uno. Due armati contro un disarmato. Alle spalle. Triplice codardia che non dimentico e non dimenticherò mai!

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Napoli-Juventus: il 24 settembre dibattito alla libreria Iocisto di Napoli

Giovedì 24 settembre, alle ore 20, presso la libreria Iocisto di Napoli, in via Cimarosa 20 (piazza Fuga, adiacente Funicolare centrale) si terrà una “Conversazione a tinte azzurre alla vigilia della partita Napoli-Juventus”.
I temi saranno tratti dal libro Dov’è la Vittoria di Angelo Forgione. Con l’autore, presenti Gianfranco Lucariello, Gennaro De Crescenzo e Massimo Sparnelli, che illustreranno, tra passato e presente, quanto è stato fatto dalla dinastia piemontese, protagonista dell’industrializzazione italiana, per costruire il potere bianconero.
Al centro della serata ci saranno argomenti legati al Calcio ma anche alla “Questione meridionale” (presente e grave nel Calcio come negli altri settori), le motivazioni storico-economiche-politiche delle (tante) vittorie del Nord e delle (pochissime) vittorie del Sud, le cause di una rivalità che va ben oltre i confini di un rettangolo verde, le origini di un amore che va ben oltre quegli 11 calciatori in maglia azzurra diventando il simbolo forte di una vera e antica “nazione”…
Siete tutti invitati per dire la vostra!

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A “Terronian Radio Show” (Radio Amore) il riscatto meridionale

Quattro chiacchiere tra grande cultura napoletana da valorizzare e calcio nazionale sulle frequenze meridionaliste di “Terronian Radio Show” (Radio Amore).

Amedeo Minghi e il “linguaggio” napoletano

Amedeo Minghi, coi suoi cinquant’anni di carriera, è uno dei cantautori più longevi sul panorama nazionale. Da artista colto, nella sua lunga attività ha avuto modo di omaggiare anche la canzone napoletana, madre di quella italiana. Rosa (1988) e Viceré (1994) sono due brani cantanti in lingua partenopea, tra i più famosi della produzione artistica dell’artista romano. Il videoclip li mette insieme, proponendo una registrazione amatoriale del dicembre 2009 al teatro Ghione di Roma (di Svetlana Mastica), dove lo stesso Minghi introdusse il suo canto partenopeo illustrando piccole nozioni di quello che fu, e tuttora è, il “linguaggio” universale di Napoli.
“Credo che ogni artista debba sentirsi in obbligo di ringraziare gli inarrivabili musicisti napoletani, Beatles compresi”, scrive l’artista sul suo profilo facebook.