Ancelotti, l’Inter, la Juve e l’Unesco

Angelo Forgione – Tra chi confonde le idee e chi si ammanta di una moralità che proprio non ha, Ancelotti è tornato nel calcio italiano come una mosca bianca nella battaglia culturale contro razzismo e discriminazione territoriale. Ha squarciato i silenzi, e anche le parole degli impostori… come quelle di Andrea Agnelli e della sua Juventus, che presenta ricorso contro la chiusura di un settore del suo stadio, a differenza della ben più dignitosa Inter, cui va un plauso per non essersi ribellata al giudice sportivo. E ancora complimenti all’Unesco per la scelta del partner nella difficile lotta culturale del Football.

La vera storia della Pizza Margherita a ‘Domenica Luna Live’

La vera storia della pizza margherita, ma anche del pomodoro e delle mozzarella, alla trasmissione Domenica Luna Live (Tv Luna) condotta da Paola Mercurio.

contributo tratto da History Channel

25 milioni di mutuo per il vecchio San Paolo e 37,5 donati allo Juventus Stadium

Angelo Forgione In vista della partita di ritorno di Champions League contro il Real Madrid, quasi pronti i nuovi spogliatoi e bagni ospiti e la nuova tribuna stampa dello stadio San Paolo di Napoli. È il primo lotto di lavori consentiti dal finanziamento di 25 milioni di euro ottenuto dal Comune di Napoli con un mutuo acceso presso l’Istituto per il Credito Sportivo, una banca pubblica che di certo non pratica tassi di mercato. Soldi che, ovviamente, sono destinati a gravare sul bilancio comunale.
Il sindaco De Magistris ha rimarcato lo sforzo di Palazzo San Giacomo per presentare uno stadio decente ai madrileni e per rifare, prossimamente, sediolini, bagni e servizi essenziali, sottolineando che certi lavori, in altre città, vengono effettuati con contributo delle società sportive. Dall’altra parte c’è il patron azzurro De Laurentiis che reclama somme avanzate per la manutenzione “straordinaria”. Nella diatriba ormai storica tra il Comune e la SSC Napoli paga la città, che ancora non ha una prospettiva di nuovo stadio. Resta in piedi il vetusto San Paolo, in corso di ristrutturazione necessaria, un riammodernamento necessario, con aggravio su una città che vede la sua impiantistica sportiva alla canna del gas, asfissiata dalle somme necessarie a tenere in vita il gigante di Fuorigrotta. Inutile dire che il Comune di Napoli dovrà prima o poi alienare o dare in concessione questa proprietà troppo dispendiosa. Inutile dire che il Napoli dovrà dotarsi di una struttura moderna e propria se vuole aumentare il fatturato e restare ad alti livelli di competitività.
In questo scenario a tinte fosche in cui ci perdono cittadini, tifosi, immagine della città e della società sportiva, va evidenziato che la spesa di 25 milioni per tamponare le emergenze dell’impianto flegreo e persino inferiore alla sola cifra che la Juventus ha ottenuto dalla società di marketing Sportfive Italia del gruppo francese Lagardère. 35 milioni sull’unghia, subito, per costruire il suo nuovo stadio, dei 75 concordati per la cessione del diritto all’intero incasso del contratto d’affitto fino al 30 giugno 2023, ma a condizione di trovare uno sponsor che desse il nome allo Juventus Stadium. Sono passati quasi 6 anni dei 12 pattuiti e ancora nessuno si è fatto avanti, perché la Serie A non è appetibile all’estero. Soldi quindi già persi per metà dalla Sportfive, cioè 37,5 milioni ad oggi di cui la Juventus ha beneficiato, e di fatto donati, per creare una struttura moderna e redditiva, senza contare altre voci di diritti ceduti a terzi. A conti fatti, l’operazione Continassa produsse alla Juventus un esborso di 25 milioni di euro per l’acquisto dei diritti sui terreni comunali e una liquidità immediata garantita dalla cessione di vari diritti pari a 55 milioni. A Napoli, intanto, il Comune si carica di debiti per un ferro vecchio.

Presepe, tombola e canzoni. Il Natale è Made in Naples!

Angelo Forgione Pensi al Natale e vengono in mente il presepe, la tombola e le canzoni sacre. Escluso l’albero, vale per tutti, negli usi e nei costumi, la tradizione del Natale per come si è configurata nel Settecento a Napoli.
Da alcuni antichi documenti in cui se ne fa menzione, a Napoli sarebbero attribuite le primissime tracce di una rappresentazione lignea della nascita di Cristo già nel 1025, in una chiesa situata in piazza San Domenico Maggiore e scomparsa ad inizio Settecento, prima detta “la Rotonda” e poi dedicata alla “Santa Maria ad praesepe”. È una testimonianza ben più antica di quella del 1223, anno cui risale quella che è considerata la prima natività di Gesù a Betlemme con figure umane rievocata nella notte santa a Greccio, nella provincia di Rieti, per volontà di San Francesco d’Assisi.
In ogni caso, la grande tradizione presepiale napoletana del Settecento è stata capace di cambiare i canoni della rappresentazione religiosa e avviare una diffusione della stessa in tutti gli Stati preunitari e oltre i confini italiani. L’ispiratore fu il frate domenicano Gregorio Maria Rocco, personaggio popolarissimo e influente, che andava in giro per i vicoli del centro e del porto per incontrare i peccatori e cercare di convincerli a pentirsi a colpi di bastone. Padre Rocco adottò il presepe come strumento di propaganda religiosa e di redenzione, esortando i malfattori a riprodurre la scena della Natività nel tentativo di accendere in loro la fede. Carlo di Borbone amava molto intrattenersi con il religioso e la sua passione per l’intaglio del legno lo condusse a dedicarsi personalmente all’allestimento di un presepe a corte col coinvolgimento della moglie Maria Amalia nella cucitura dei vestiti e dei principini, utilizzando anche la creta. Fu solo l’inizio di un filone che contagiò tutta la città e l’intero Regno con le sue arti, per poi essere svilita proprio dall’avvento della tradizione pagana dell’albero, priva di qualsiasi contenuto artistico-culturale.
Senza dimenticare i dolci natalizi, Napoli ha lasciato la sua impronta culturale anche attraverso l’invenzione della tombola, frutto della creatività dei napoletani, che non vollero rinunciare al gioco del Lotto quando lo stesso padre Rocco riuscì a convincere Re Carlo a bandirlo durante le feste natalizie; i regnicoli avevano già inventato la smorfiaforma folcloristica di cabala legata all’esoterismo mediterraneo per l’interpretazione dei sogni legata etimologicamente ed esotericamente alla divinità greca dei sogni Morfeo.
Non va dimenticata neanche la canzone nataliziacreazione del teologo moralista napoletano Alfonso Maria de’ Liguori, nato a Marianella, che durante la novena del Natale 1754 compose l’inno Tu scendi dalle stelle, il più famoso tra i canti natalizi in lingua italiana, che Giuseppe Verdi consacrò come colonna sonora «senza la quale non sarebbe Natale». Per rendere comprensibile a tutti la sacralità del Natività, nel 1758 il religioso scrisse Per la nascita di Gesù, poi pubblicata nel 1816 col titolo di Quanno nascette Ninno a Bettalemme, una pastorale in napoletano derivata nella struttura musicale da quella in italiano.

Verso Juve-Napoli: analisi e prospettive a ‘San Paolo Show’

Nonostante la concomitanza della prima serata del Festival di Sanremo, numeri record per la puntata “carnascialesca” di “San Paolo Show” che ha anticipiato la super sfida di sabato sera tra Juventus e Napoli. Ospiti del salotto di Paola Mercurio e Gigio Rosa sono stati l’allenatore Paolo Specchia, il giornalista Toni Iavarone, il procuratore Enrico Fedele e lo scrittore Angelo Forgione, protagonisti di un piacevole e competente dibattito, tra risvolti sociali e aneddoti storici.

Verso Verona-Napoli a “San Paolo Show”

san-paolo-show-300x300Il campionato si è fermato ma “San Paolo Show”, il varietà calcistico di Tv Luna, no. Interessante e ricca di contenuti la puntata di martedì 17 novembre, alla vigilia del delicato match Verona-Napoli, che vedrà gli azzurri impegnati nell’infuocata arena scaligera, da sempre poco ospitale nei confronti del popolo partenopeo.
A parlare delle avversità ambientali veronesi, delle insidie prossime che attendono il Napoli da qui alla pausa natalizia e delle prospettive del mercato invernale sono stati Angelo Forgione, Toni Iavarone, Enrico Fedele, e Diego Armando Maradona Jr, diretti nel dibattito dai padroni di casa Paola Mercurio e Gigio Rosa.

 

‘Dov’è la Vittoria’ e ‘Made in Naples’ a Domenica Luna Live

«A noi fa piacere sapere la verità, la verità secondo Angelo Forgione». Così la conduttrice Paola Mercurio chiude la chiacchierata con l’autore di Dov’è la Vittoria e Made in Naples nel salottino domenicale dell’emittente campana Tv Luna.