Proposte per Napoli
il Parlamento delle Due Sicilie per un rilancio della città
Il “Parlamento delle Due Sicilie” (Commissione Sedili di Napoli) ha aderito all’agenda di Lettera Napoletana (Aprile 2011) con alcune proposte relative allo sviluppo culturale ed economico della città di Napoli.
Non presente con nessun candidato alle “amministrative”, il “Parlamento delle Due Sicilie” ritiene necessario continuare a lavorare alla formazione delle future classi dirigenti così come sta facendo dal 1993 con un successo inaspettato e incalzante (obiettivo “politico” vero e prioritario), continuando le proprie attività culturali e quelle civico-politiche fondamentali del proprio “Parlamento”, senza escludere la possibilità di organizzare un proprio partito nei prossimi anni o di collaborare alla realizzazione di progetti e iniziative comuni e con un unico e chiaro scopo: il riscatto dell’ex Regno delle Due Sicilie.
Di seguto, le proposte per Napoli.
1 – Priorità assoluta nell’uso delle risorse per la valorizzazione delle istituzioni culturali che racchiudono la grande storia di Napoli. Riapertura del Museo Civico Filangieri, chiuso dal 1994, valorizzazione delle risorse documentali dell’ Archivio di Stato, terzo al mondo per importanza, della Biblioteca del Conservatorio di San Pietro a Majella, che custodisce migliaia di inediti della grande tradizione musicale del ‘700 e dell’ 800 napoletano, apertura di tutte le sale del Museo di San Martino.
2 – Impegno del Comune per una presenza di rilievo della cultura napoletana al Forum mondiale delle culture 2013, che si terrà nella nostra città.
3 – Impegno per la rinascita di un’Orchestra Stabile, in sinergia con sponsor privati e con altri altri enti locali, aperta alle audizioni per gli studenti del Conservatorio, uno dei più grandi d’ Italia.
Valorizzazione della Biblioteca del Conservatorio di San Pietro a Majella, che accoglie migliaia di manoscritti musicali inediti del ‘600 e del ‘700 napoletano. Impegno per la creazione di un grande Auditorium per la musica.
4 – Creazione di un Museo multimediale della Canzone Napoletana, della Storia di Napoli e dell’Emigrazione.
5 – Promozione dello studio della lingua napoletana con l’obbiettivo di creare, in sinergia con la Regione, un’Accademia della Lingua Napoletana. Istituzione di un Premio di letteratura e poesia in lingua napoletana promosso dal Comune di Napoli da intitolare a Giambattista Basile. Istituzione di una sezione per la letteratura in lingua napoletana all’ interno del Premio Napoli.
6 – Valorizzazione delle produzioni artigianali e artistiche della città. Creazione di una scuola di arte presepiale. Creazione di uno spazio web dedicato sul sito del Comune di Napoli . Promozione all’ estero dell’ arte presepiale. Incubatori di’ impresa per lo sviluppo delle botteghe artigiane. Organizzazione di una grande mostra dell’ arte presepiale napoletana nel mese di dicembre nelle piazze del centro della città. Battaglia per il riconoscimento in sede Ue dello storico marchio Ceramiche di Capodimonte con la creazione di un gruppo di lavoro permanente del Comune di Napoli.
7 – Riconoscimento per le botteghe storiche della città. Lotta all’ ambulantato abusivo ed ai venditori di merce contraffatta che occupano le strade panoramiche e del centro; applicazione di misure di controllo su merce contraffatta e ambulanti; creazione di mercatini multietnici per i prodotti legalmente importati; incremento dei turni di spazzamento, svuotamento dei cestini e passaggio automezzi spazzastrade nelle arterie di maggiore interesse turistico e commerciale
8 – Piano di conservazione e pulizia dei monumenti della città, con sistema di videosorveglianza. Ripulitura dai graffiti dei monumenti. Ordinanza del Comune sul divieto di vendita ai minori di bombolette-spray. Creazione di squadre anti-graffitari della Polizia municipale. Costituzione in giudizio del Comune di Napoli nei confronti dei responsabili di imbrattamenti e danneggiamento di monumenti cittadini sull’ esempio di quanto avviene in altre metropoli. Rilancio dell’iniziativa “adotta un monunumento’’ e ‘’adotta un aiuola’’ con concessioni pubblicitari e sgravi fiscali per chi vi aderisce.
9 – Piano di recupero e riapertura delle chiese della città, in accordo con la Curia Arcivescovile. L’ obbiettivo del piano è la riapertura al culto del maggior numero possibile delle Chiese di Napoli, circa 300. Per gli edifici sconsacrati e già con diversa destinazione d’ uso di proprietà del Comune, previo intesa con la Curia Arcivescovile, si assicuri la valorizzazione culturale e artisitica dell’ edificio
10 – Inserimento nella toponomastica cittadina dei nomi e dei luoghi della memoria storica napoletana. Intitolazione di piazze e strade ai Re delle Due Sicilie , e memoria degli avvenimenti della storia di Napoli capitale.
11 – Rilancio delle grandi feste religiose e popolari della città, a partire dalla Piedigrotta e delle altre ricorrenze legate alla devozione religiosa di Napoli (Festa di San Gennaro e giorni del miracoli e degli altri avvenimenti della vita del Santo Patrono, Festa di Sant’ Antonio, Festa di Santa Patrizia).
12 – Pubblicità gratuita negli spazi comunali di prodotti (in ordine) napoletani, campani e meridionali.
13 – Defiscalizzazione delle imprese (in ordine) napoletane, campane e meridionali.
14 – Precedenza sulle assunzioni ai residenti.
15 – Realizzazione di una zona franca defiscalizzata e smonopolizzata.
Parlamento delle Due Sicilie
13a Commissione – Sedili di Napoli
il responsabile Angelo Forgione



Un passo fondamentale nella storia del caffè a Napoli fu compiuto con l’invenzione, nel 1819, della cuccumella, la caffettiera napoletana che alternava il metodo di preparazione per decozione alla turca al metodo di infusione alla veneziana, con un sistema a doppio filtro. La cuccumella consentì la preparazione domestica, poi delegata alla moka nel Novecento, quando i napoletani erano già divenuti abili maestri nel maneggiare la macchina per espresso da bar inventata a Torino nel 1884.
Per storia e radicamento, l’unica tradizione in Italia che può affiancarsi alla napoletana è quella di Trieste, dove pure il caffè è rito. Non è un caso. La città giuliana era un porto dell’Impero Austriaco quando Maria Carolina regnava a Napoli, e da lì accedevano le scorte di caffè provenienti dalla Turchia. Ma senza nulla togliere al pur forte rapporto tra la città alabardata e il caffè, la miscela triestina non conserva in sé le peculiari caratteristiche di tostatura della napoletana ed è connotata da un più elevato grado di dolcezza che, se per i gusti di qualcuno può rappresentare un vantaggio, per i veri cultori non è altro che un fattore decretante la superiorità dell’espresso napoletano. A Trieste si predilige un infuso delicato, fruttato e dolce nel retrogusto. È una filosofia diversa ma con una radice comune, quella asburgica.
È il gioco della sorte legata ai numeri inventato a Napoli nel 1734, adottato all’estero e rigirato a noi sotto altro nome (Bingo). Si tratta della Tombola la cui genesi si lega all’esoterismo e più precisamente alla cabala, detta anche càbbala o più esattamente Kabbalah, dall’ebraico qabbàlàh che significa ricezione, con la quale si indicano le dottrine mistico-esoteriche ebraiche, riferite a Dio e all’universo, rivelate ad una cerchia ristretta di persone e poi tramandate di generazione in generazione.


In questo vecchio spot è intellegibile il concept di fondo: il Piemonte invade Napoli e la riduce in schiavitù. Anche dalla pubblicità affiora la vera storia, quella che i libri di scuola non insegnano. E questo a prescindere dalla data di nascita della pizza più famosa del mondo, anch’essa 


