Situazioni drammatiche per Terra dei Fuochi, Taranto, Sardegna e Sicilia

Angelo Forgione – L’hinterland agricolo della conurbazione Napoli-Caserta, l’area industriale di Taranto e gli insediamenti industriali di Sardegna e Sicilia sono sempre più i simboli moderni delle speculazioni e degli interessi personali che hanno generato picchi tumorali in aumento e devastazione del territorio. L’aggiornamento dello studio epidemiologico “Sentieri” condotto dall’Istituto Superiore di Sanità rafforza la disperazione urlata da oncologi e specialisisti negli ultimi anni.
Nella Terra dei Fuochi, quella tra Napoli e Caserta, dove, secondo la Commissione parlamentare d’Inchiesta preposta, il picco si raggiungerà intorno al 2060, si muore di più “per l’esposizione a un insieme di inquinanti ambientali che possono essere emessi o rilasciati da siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi o di combustione incontrollata di rifiuti sia pericolosi, sia solidi urbani”. L’eccesso di mortalità per l’esposizione a un insieme di inquinanti rispetto al resto della regione è del 10% per gli uomini e del 13% per le donne nei comuni in provincia di Napoli, mentre per quelli in provincia di Caserta del 4 e del 6%. Nella Terra dei Fuochi i bambini nascono malati. “Non si osservano eccessi di mortalità ma resta meritevole di attenzione il quadro che emerge dai dati di ospedalizzazione che segnalano un eccesso di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tumori: nella provincia di Napoli un eccesso del 51% e nella provincia di Caserta e del 68% rispetto al “rapporto standardizzato di ospedalizzazione”.
Gravissima la situazione anche a Taranto. Lo studio “conferma le criticità del profilo sanitario della popolazione di Taranto emerse in precedenti indagini. Le analisi effettuate utilizzando i tre indicatori sanitari sono coerenti nel segnalare eccessi di rischio per le patologie per le quali è verosimile presupporre un contributo eziologico delle contaminazioni ambientali che caratterizzano l’area in esame, come causa o concausa, quali: tumore del polmone, mesotelioma della pleura, malattie dell’apparato respiratorio nel loro complesso, malattie respiratorie acute, malattie respiratorie croniche”. Inoltre, “il quadro di eccessi in entrambi i generi riguarda anche molte altre patologie, rafforzando l’ipotesi di un contributo eziologico ambientale in un’area come quella di taranto ove è predominante la presenza maschile nelle attività lavorative legate al settore industriale”. A Taranto la mortalità infantile registrata per tutte le cause è maggiore del 21% rispetto alla media regionale.
E non va meglio in Sardegna, dov’è la maggiore estensione nazionale di siti contaminati. Qui la situazione peggiore è per Porto Torres e i quartieri settentrionali di Sassari (esposti a maestrale e tramontana), con un eccesso generalizzato di mortalità per tumori rispetto al resto della Sardegna. Complessivamente 447.144 ettari sardi rientrano nei due siti di interesse nazionale per le bonifiche ambientali del Sulcis-Iglesiente-Guspinese e di Sassari-Porto Torres.
In quanto a concentrazione di S.I.N., la mappa stilata nel 2013 dall’Istituto Superiore per la
Protezione e la Ricerca Ambientale (guarda la mappa) è terrificante per la zona che va dalla provincia meridionale di Napoli al basso Lazio. Particolare allarme destano i siti siciliani delle aree di Milazzo, Gela, Biancavilla e Priolo. Ma sono tutti i S.I.N. italiani a presentare un quadro estremamente preoccupante: l’incrocio di mortalità, incidenza oncologica e ricoveri fa emergere un aumento dei tumori anche del 90%. E le politiche sanitarie e ambientali restano oscurate dai fumi, insieme al cielo.


Angelo Forgione – A “La Radiazza” di Gianni Simioli (video in basso), su Radio Marte, sono state ripescate le statistiche degli accessi al sito youporn.com, divulgate nel 2012, che indicarono l’Italia tra i Paesi con più frequenze e Milano e Roma in testa tra le città che a livello mondiale avevano fatto registrare il maggior numero di traffico sul sito di filmati pornografici gratuiti per eccellenza. Primato per le due città non proprio dei più prestigiosi ma comunque da prendere con le pinze, vista la differenza di informatizzazione e accessi a internet tra Nord e Sud.
Tratto da La storia siamo noi (Rai), l’enigma del vapore Ercole, la nave scomparsa nel nulla che trasportava la scottante contabilità della spedizione dei Mille. Partì da Palermo la sera del 4 marzo 1861. A bordo c’era Ippolito Nievo con altre settantanove persone tra equipaggio e passeggeri, e il Rendiconto nel quale si dimostrava, con meticolosa precisione, l’operato di tutta l’Intendenza delle finanze garibaldine. Nel fascicolo erano contenute notizie riservate, che non sarebbe stato opportuno rivelare perché avrebbero acclarato la 
Angelo Forgione – Mentre il Napoli perdeva a Londra e tutto il popolo azzurro trepidava per le vicende della squadra del cuore, andava in onda su Italia1 un reportage de Le Iene sulla tragedia casuata dai rifiuti tossici sversati nelle campagne tra Napoli e Caserta (





L’onnipresenza dei leghisti in tv, in radio e sui giornali nonché il “supporto” dei media troppo costante e accondiscendente è ormai stato ben denunciato e reso evidente. Tutto funzionale all’obiettivo di distrarre l’opinione pubblica dai reali problemi del paese e dalle ruberie della Lega stessa. L’ultima boutade (per chi l’ascolta, non per chi l’ha detta) è concertata dalla coppia Mario Borghezio – Klaus Davi, quest’ultimo a porgere l’assist per il leghista che vorrebbe vendere la Campania e la Sicilia, ma guarda caso non la Calabria, a qualche oligarca straniero. È accaduto a “KlausCondicio“, il salotto virtuale su Youtube di Klaus Davi e basta ascoltare l’introduzione dell’